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Puglia. Via libera al potenziamento rete ospedaliera e al regolamento sulla chirurgia ambulatoriale

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Dalla Giunta regionale semaforo verde al potenziamento della rete ospedaliera, come previsto dal Decreto Rilancio dopo l’emergenza Covid. Definiti anche i requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici delle strutture specialistiche che erogano prestazioni chirurgiche e procedure diagnostico-terapeutiche. Emiliano: “Stiamo lavorando all’ampliamento dell’offerta di salute per affrontare ogni possibile peggioramento della situazione epidemica”

10 LUG – Un incremento in via prioritaria dei posti letto di Terapia Intensiva per un numero complessivo pari a 275 non solo negli Ospedali individuati per il trattamento dei pazienti Covid, ma anche agli ospedali insistenti sul territorio regionale (Dea di I Livello ed ospedale di Base), al fine di potenziare l’attività chirurgica di “elezione”. E individuazione di 282 posti letto di area medica in terapia semiintensiva, allocati prevalentemente in ospedali dedicati al trattamento dei pazienti Covid.

È quanto prevede il provvedimento sul potenziamento della rete ospedaliera previsto dal Decreto Rilancio dopo l’emergenza Covid, approvato ieri dalla Giunta della regione Puglia che ha anche dato il via libera allo schema di “Regolamento di definizione dei requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici delle strutture specialistiche eroganti prestazioni chirurgiche e procedure diagnostico-terapeutiche”, provvedimento atteso atteso da ben 14 anni.

Con il potenziamento della rete ospedaliera, sottolinea la regione “si vuole garantire anche un incremento dell’offerta sanitaria, nell’ipotesi di una eventuale recrudescenza della pandemia”.

Riorganizzata la rete emergenza-urgenza ospedaliera. Con particolare riferimento ai Dea di II e I livello dovranno essere riorganizzati e ristrutturati i Pronto Soccorso con l’obiettivo prioritario di separare i percorsi e creare aree di permanenza dei pazienti in attesa di diagnosi che garantiscano i criteri di separazione e sicurezza. Il tempo di permanenza in attesa di ricovero deve essere ridotto al minimo, anche in considerazione alle esigenze di distanziamento tra i pazienti durante le procedure diagnostico-terapeutiche, al fine di evitare il sovraffollamento e di non provocare rallentamento o ritardi della gestione della fase preospedaliera del soccorso sanitario. Deve essere garantita la separazione dei percorsi rendendola definitiva.

In Pronto Soccorso devono essere previsti ambienti per l’isolamento e il biocontenimento dei pazienti, con sale appositamente dedicate, anche in ambito pediatrico.

Infine, è stato previsto il potenziamento della rete ospedaliera, incrementando i posti letto per acuti, riabilitazione e lungodegenza, fino al raggiungimento dello standard massimo previsto dal D.M. n. 70/2015.
Si vuole così raggiungere lo standard massimo ministeriale, incrementando ulteriormente i posti letto già programmati:
• 474 posti letto di acuzie;
• 123 posti letto di riabilitazione;
• 658 posti letto di lungodegenza
Con un successivo provvedimento di Giunta regionale, sottolinea una nota, si provvederà all’attribuzione dei posti letto per singola struttura (pubblica o privata accreditata), privilegiando una programmazione per Area Vasta.

Semaforo verde al regolamento regionale sulla chirurgia ambulatoriale. La Giunta regionale, sempre ieri ha approvato lo schema di regolamento di definizione dei requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici delle strutture specialistiche eroganti prestazioni chirurgiche e procedure diagnostico-terapeutiche.
Nel provvedimento, atteso da ben 14 anni, sono state individuate:
a) le prestazioni e le procedure diagnostico-terapeutiche a minore invasività erogabili negli studi medici;
b) le prestazioni di chirurgia e le procedure diagnostiche e terapeutiche a media invasività, di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente erogabili negli studi medici;
c) le prestazioni di chirurgia e le procedure diagnostiche e terapeutiche a maggiore complessità di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente erogabili nelle strutture per prestazioni di specialistica ambulatoriale chirurgica;
d) le prestazioni e le procedure diagnostico-terapeutiche a minore invasività erogabili negli ambulatori che svolgono attività specialistica ambulatoriale medica;
e) i requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici richiesti ai fini del rilascio del nulla osta o dell’autorizzazione all’esercizio in funzione della tipologia di struttura.
Il provvedimento approvato è stato predisposto dall’Ares e vagliato dal Dipartimento “Promozione della Salute”, che ha provveduto a modificarlo ed integrarlo, dopo aver acquisito il parere e la condivisione da parte delle Società Scientifiche interessate al provvedimento.
“Si tratta – spiega il presidente  Emiliano – di un provvedimento che consentirà finalmente alle strutture pubbliche e private di erogare in sicurezza prestazioni di chirurgia ambulatoriale e procedure diagnostiche – terapeutiche, garantendo la più ampia risposta alla domanda di salute dei cittadini pugliesi”.

10 luglio 2020
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8° Monitoraggio Covid. 7 Regioni con Rt sopra 1 e in 11 il trend dei nuovi casi cresce. Attivi oltre 600 focolai. Ma per Ministero-Iss quadro è di “bassa criticità”. Ecco il dossier ‘segreto’

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di Luciano Fassari

Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana e Veneto: queste le regioni con RT sopra 1 negli ultimi sette giorni. In altre regioni si segnala anche un numero basso di personale impiegato nel controllo dell’emergenza e in 10 si evidenzia un rischio d’impatto sul sistema sanitario ‘moderato’ mentre in tutte le altre è valutato o ‘basso’ o ‘molto basso’. Ministero e Iss: “Situazione complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione”. IL REPORT INTEGRALE

10 LUG – Sette Regioni (Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana e Veneto) con l’indice Rt sopra 1 negli ultimi 7 giorni con un trend settimanale dei nuovi casi che cresce in 11 Regioni. 636 focolai attivi di cui 99 nuovi solo nell’ultima settimana. Ma non solo, in ben 10 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto) il rischio di impatto del Covid sui servizi sanitari è ritenuto ‘moderato’ (e quindi da tenere sott’occhio) mentre in tutte le altre Regioni è valutato o ‘basso’ o ‘molto basso’.

E ancora in Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia e Puglia si segnala un numero basso di personale con un numero di unità di personale inferiore ad 1 su 10 mila dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento. Segnalate anche allerte sulla resilienza dei servizi sanitari in Abruzzo, Campania e Puglia.

Sono questi alcuni dei numeri che emergono dall’8° monitoraggio, relativo al periodo 29 giugno – 5 luglio 2020, curato dall’Iss e dal Ministero della Salute relativo all’andamento del Covid 19 e di cui oggi siamo in grado di pubblicare il report completo (vedi allegato).

Numeri che segnalano inequivocabilmente un peggioramento e che mettono a nudo in modo chiaro come ogni singola regione si sta comportando di fronte all’epidemia.

Ministero e Iss però non segnalano una situazione di allarme: “Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 gg (periodo 22/6-5/7) di 4.3 per 100 000 abitanti (in lieve diminuzione)” anche se “in quasi tutte le Regioni sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio in alcune Regioni. A livello nazionale, si osserva una lieve diminuzione nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati al sistema integrato di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, con Rt nazionale < 1, sebbene lo superi nel suo intervallo di confidenza maggiore”.

“Le stime Rt – si precisa nel report – tendono a fluttuare in alcune Regioni/PPAA in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti. Si osservano, pertanto, negli ultimi 14 giorni stime superiori ad 1 in cinque Regioni dove si sono verificati recenti focolai (che diventano settre se si calcolano gli ultimi sette gioni come evidente dal dossier che pubblichiamo ndr.)”.

Il rapporto segnala poi che “persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali. Seppur in diminuzione, in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante”.

“Oltre ai focolai attribuibili alla reimportazione dell’infezione – sottolinea il report – vengono segnalati sul territorio nazionale alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l’origine. Questo evidenzia come ancora l’epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa. Si conferma perciò una situazione epidemiologica estremamente fluida”.

“La situazione descritta in questo report – concludono Iss e Ministero della Salute -, relativa prevalentemente alla seconda metà di giugno 2020, è complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni. È necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche”.

“Sebbene per ora l’Rt a livello nazionale rimanga di poco al di sotto dell’unità in diverse regioni ha superato quota 1. Ciò è dovuto in diversi casi al verificarsi di focolai di rilevanza più o meno grande che in parte sono dovuti all’importazione di infezioni dall’estero. Questo induce naturalmente a rafforzare le misure di distanziamento sociale che è opportuno tenere, pur sapendo che il sistema sanitario nazionale è in grado di identificare rapidamente questi focolai e contenerli”. Afferma Gianni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute.

Ecco l’analisi di Ministero e Iss Regione per Regione:

Abruzzo. Casi in aumento sia nel flusso di sorveglianza coordinato dal Ministero della Salute che nel flusso coordinato dall’ISS. Rt minore di 1, anche se lo supera nel suo intervallo di confidenza maggiore. Sono complessivamente segnalati 2 focolai attivi nella Regione, stazionari, con un nuovo focolaio nella settimana di monitoraggio. Sono 16 i nuovi casi non associati ad un focolaio noto. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Basilicata. Casi complessivament0e in aumento in entrambi i flussi di sorveglianza anche se sono inferiori a 10 casi settimanali (da 0 a 3). Rt minore di 1 anche nel suo intervallo di confidenza maggiore. Stazionario il numero di focolai attivi ma si segnala un nuovo focolaio nella settimana di monitoraggio. Non ci sono nuovi casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati. L’ algoritmo di classificazione del rischio porterebbe ad un livello moderato, che tuttavia va interpretato alla luce del numero molto basso di casi complessivi e degli altri indicatori, che al momento non restituiscono nel complesso segnali di particolare allerta.

Calabria. Casi in diminuzione nel flusso di sorveglianza coordinato dal Ministero della Salute mentre risulta in consolidamento nel flusso coordinato dall’ISS. Rt minore di 1 anche nel suo intervallo di confidenza maggiore. Non sono segnalati focolai attivi nella Regione. Quattro nuovi casi segnalati non sono associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Campania. Sono riportati complessivamente 55 casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio in corso; trend discordante nei due flussi. Rt minore di 1 anche se lo supera nel suo intervallo di confidenza maggiore. Sono segnalati due focolai attivi nella Regione (uno nuovo) e sono 7 i nuovi casi segnalati che non sono associati a catene di contagio note (in aumento). Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Emilia Romagna. Sono riportati complessivamente 186 casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio in corso, in diminuzione in entrambi i flussi di sorveglianza. In seguito all’aumento di casi segnalato nelle scorse settimane di monitoraggio, si osserva anche questa settimana un Rt maggiore di 1, sebbene non lo superi nel suo intervallo di confidenza minore. Il numero di focolai attivi rimane elevato ed è in aumento con 25 nuovi focolai nella settimana di monitoraggio e 58 nuovi casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati. La classificazione torna a bassa per la diminuzione nel numero di casi, tuttavia rimane opportuno mantenere elevata l’attenzione in quanto il numero complessivo di nuovi casi segnalati rimane elevato.

Friuli Venezia Giulia. Casi in aumento, sia nel flusso coordinato dal Ministero della Salute che in quello coordinato da ISS. Rt minore di 1, sebbene lo superi nel suo intervallo di confidenza maggiore. Sono segnalati 7 focolai attivi (in aumento), di cui 2 nuovi nella settimana di monitoraggio corrente. Ci sono 5 nuovi casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Lazio. Casi complessivamente in aumento in entrambi i flussi, soprattutto dovuto a casi importati. Rt 1.13, sebbene non superi 1 nel suo intervallo di confidenza minore. Il numero di focolai attivi (6) nella Regione è stabile, sono 3 i nuovi focolai segnalati nella settimana corrente. Sono riportati 4 nuovi casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Liguria. Casi complessivamente in diminuzione. Rt minore di 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Numero di focolai attivi nella settimana stabile mentre due sono i nuovi focolai segnalati nella settimana di monitoraggio. Sono segnalati 3 nuovi casi non associati a catene di contagio note (in diminuzione). Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Lombardia. Casi complessivamente in diminuzione, sia nel flusso coordinato dal Ministero della Salute che in quello coordinato da ISS. Rt appena maggiore di 1, anche se non nell’intervallo di confidenza minore. Sono riportati 617 nuovi casi nella settimana di monitoraggio e 453 focolai attivi nella Regione (in lieve aumento). Sono 45 i nuovi focolai segnalati nella settimana corrente. La maggior parte dei nuovi casi diagnosticati, 471, non sono associati a catene di contagio note. Nonostante l’andamento nel complesso positivo, rimane molto elevata l’attenzione in quanto il numero complessivo di nuovi casi segnalati ogni settimana rimane elevato. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Marche. Sono riportati casi in diminuzione in entrambi i flussi. Rt maggiore di 1, sebbene non lo superi nel suo intervallo di confidenza minore. A causa del numero di casi molto ridotto, l’Rt presenta un ampio margine di incertezza. Questa settimana non sono segnalati nuovi focolai attivi ed il numero di focolai attivi nella Regione è stabile. Tutti i nuovi casi risultano non associati a catene di contagio note (in lieve aumento). Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Molise. Non sono stati segnalati casi dalla Regione nel periodo 1-5 luglio 2020 e non sono stati riportati casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio in entrambi i flussi. Rt =0, minore di 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Anche questa settimana non sono segnalati focolai attivi nella Regione. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Piemonte. Casi complessivamente in diminuzione in entrambi i flussi di sorveglianza. Rt maggiore di 1, sebbene non lo superi nell’intervallo di confidenza minore. Sono riportati 11 focolai attivi nella settimana (in diminuzione) di cui 6 nuovi focolai. Sono segnalati 19 nuovi casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Pa Bolzano. Sono riportati casi in diminuzione nel flusso dati aggregato coordinato dal Ministero della Salute e stabile nel flusso dati coordinato dall’ISS. La PA segnala che 9 casi su 10 sono casi importati o associati a casi importati. Rt minore di 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Sono segnalati 4 focolai attivi nella Provincia Autonoma (in lieve aumento) con due nuovi focolai di trasmissione. Un nuovo caso non è associato a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Pa Trento. Nuovi focolai di trasmissione. Un nuovo caso non è associato a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Puglia. Casi complessivament0e in aumento in entrambi i flussi di sorveglianza anche se sono inferiori a 10 casi settimanali. Rt minore di 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Non sono segnalati focolai attivi nella Regione nella settimana di monitoraggio in corso. Solo due casi non sono associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati. L’algoritmo di classificazione del rischio porterebbe ad un livello moderato, che tuttavia va interpretato alla luce del numero molto basso di casi complessivi e degli altri indicatori e che pertanto non desta particolare preoccupazione.

Sardegna. Casi in aumento nel flusso di dati coordinato dall’ISS. Rt minore di 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Sono 5 i focolai di trasmissione attivi nella Regione (in aumento) di cui 2 nuovi focolai. Due nuovi casi non sono associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Sicilia. Casi in aumento in entrambi i flussi, soprattutto per casi importati. Rt minore di 1, anche nel suo intervallo di confidenza maggiore. Sono segnalati 3 focolai attivi nella Regione (stabile), tre sono nuovi focolai nella settimana di monitoraggio in corso. Sono 9 i nuovi casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Toscana. Casi complessivamente in aumento in entrambi i flussi. Rt maggiore di 1, anche nel suo intervallo di confidenza minore. Sono segnalati 10 focolai attivi nella Regione (in aumento), di cui 3 nuovi nella settimana di monitoraggio in corso. Sono inoltre segnalati 31 nuovi casi non associati a catene di contagio note (in diminuzione). Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Umbria. Casi in aumento in entrambi i flussi di sorveglianza, anche se <10 nella settimana di monitoraggio. Rt minore di 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Viene riportato un solo focolaio di trasmissione attivo nella Regione, ma nuovo. Non sono riportati nuovi casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati. L’algoritmo di classificazione del rischio porterebbe ad un livello moderato, che tuttavia va interpretato alla luce del numero molto basso di casi complessivi e degli altri indicatori e che pertanto non desta particolare preoccupazione.

Valle d’Aosta. Casi in lievissimo aumento (solo due nuovi casi) in entrambi i flussi. Rt minore di 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Non sono segnalati focolai attivi nella Regione ma i due nuovi casi non sono associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati. L’algoritmo di classificazione a cause del iccolo aumento nel numero di casi porterebbe ad un livello moderato, che tuttavia va interpretato alla luce del numero molto basso di casi complessivi e degli altri indicatori e che pertanto non desta particolare preoccupazione.

Veneto. Casi complessivamente in aumento, sia nel flusso coordinato dal Ministero della Salute che in quello coordinato da ISS. Rt maggiore di 1, sebbene non lo superi nell’intervallo di confidenza minore. Sono segnalati 20 focolai attivi (in diminuzione) di cui 2 nuovi focolai nella settimana di monitoraggio in corso. Non sono segnalati casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Luciano Fassari

10 luglio 2020
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Immuni. Arcuri conferma (per ora) il flop dell’app: “Non raggiunto target immaginato”

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Fino ad oggi è stata scaricata da circa 4 mln di italiani. Il commissario: “La campagna di comunicazione c’è e continua da esserci. Servirà molto a partire dall’autunno, io credo”.

09 LUG – “L’app Immuni non ha per ora raggiunto i target che si immaginavano. La campagna di comunicazione c’è e continua da esserci. La principale ragione ha a che vedere con la fase del ciclo dell’epidemia che stiamo vivendo che trova qualche forma comprensibile ma non condivisibile di rilassamento generale”. È quanto ha affermato Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Covid, nel corso di un evento organizzato dal Centro Studi Americani. “Servirà molto a partire dall’autunno, io credo”, ha aggiunto.

09 luglio 2020
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Infermiere di famiglia: col via libera al Dl Rilancio prevenzione, assistenza e contrasto alle disuguaglianze

Infermiere protagonista dell’assistenza sul territorio. Lo ha confermato l’Aula di Montecitorio varando il decreto Rilancio (che ora passa al Senato) senza modificare l’articolo 1 nella parte in cui  prevede l’introduzione di 9.600 infermieri di famiglia/comunità (Ifec) nel servizio sanitario nazionale.

Infermieri che secondo l’impianto del decreto, le Regioni e i sindacati devono essere parte attiva all’interno della cornice dei distretti sanitari a cui fanno capo, anche per essere meglio dislocati sui territori.

“E’ un passo importantissimo anzitutto per la salute dei cittadini, per l’innovazione del servizio sanitario nazionale e anche per lo sviluppo della nostra professione – commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni sanitarie –. Secondo le ultime rilevazioni confermate anche dalla Corte dei conti in sua recente relazione al Parlamento,  infatti, solo una minima percentuale di chi si trova in condizioni di fragilità e bisogno sanitario riesce a usufruire dell’assistenza domiciliare integrata. Il bisogno di assistenza sul territorio è ben più ampio e la prossimità, la professionalità e la capacità di relazione è una caratteristica della professione infermieristica. Non per niente il nostro Codice deontologico prescrive che ‘il tempo di relazione è tempo di cura’ e ben lo sanno tutti i pazienti rimasti soli e malati in ospedale, ma soprattutto a domicilio, durante i picchi della pandemia COVID-19, quando accanto a sé hanno trovato solo gli infermieri”.

“Ora, una volta che anche il Senato avrà dato il via libera al decreto, tutto questo sarà una realtà per i cittadini e il pilastro della prevenzione e dell’assistenza e dell’equità di accesso che finora ha proceduto al ralenti potrà decollare a pieno titolo”, aggiunge Mangiacavalli.

“Inoltre, si tratta di un’esigenza che si sta manifestando in modo ancora più forte nel post-COVID. Vogliamo dare il nostro contributo al Paese e lo vogliamo fare assieme a tutti gli altri professionisti della salute, consapevoli che tutte le energie dovranno essere orientate a garantire il diritto alla salute dei cittadini”, conclude la presidente FNOPI, dichiarando che la Federazione è pronta a continuare nell’interlocuzione già avviata con Governo, Regioni e Associazioni dei cittadini e pazienti per definire rapidamente i termini di operatività di questo professionista essenziale per il territorio.

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Covid. Il bollettino: si risale, oggi 193 nuovi casi. I decessi sono 15

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Dato in rialzo rispetto a ieri quando erano stati 138. I decessi sono invece in calo (ieri erano stati 30). La Regione con più casi è sempre la Lombardia con 71. Zero decessi in Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Lazio, Marche, Pa Trento, Campania, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Pa Bolzano, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta, Calabria, Molise e Basilicata. Zero nuovi casi in Pa Trento, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta e Molise.

08 LUG – Ad oggi, 8 luglio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 242.149, con un incremento di 193 nuovi casi (ieri erano 138). La Regione con più casi è sempre la Lombardia con 71 nuovi casi.

Zero decessi in Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Lazio, Marche, Pa Trento, Campania, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Pa Bolzano, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta, Calabria, Molise e Basilicata.

Zero nuovi casi in Pa Trento, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta e Molise.

Il numero totale di attualmente positivi è di 13.595, con un calo di 647 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 71 sono in cura presso le terapie intensive, con un incremento di un paziente rispetto a ieri.

Sono 899 persone sono ricoverate con sintomi, con un calo di 41 pazienti rispetto a ieri. Sono 12.625 (-607) le persone in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

Rispetto a ieri i deceduti sono 15 (ieri erano 30) e portano il totale a 34.914. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 193.640, con un incremento di 825 persone rispetto a ieri.

La Regione Lazio segnala come al totale dei casi positivi si aggiunge un totale di 37 persone positive a test molecolare per la ricerca di SARS-CoV-2 identificate a seguito di screening effettuato allo sbarco del volo DACCA –FCO atterrato il 6/06/2020 alle 17.45 presso l’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, come da ordinanza regionale.

08 luglio 2020
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Aggressioni agli operatori sanitari. Sanzioni fino a 5.000 euro e pene fino a 16 anni. Via libera al Ddl da Commissione Sanità del Senato

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Semaforo verde dalla Commissione al disegno di legge nella stessa versione approvata dalla Camera a maggio. Ora attesa per lo sbarco in Aula e l’approvazione definitiva. Tra le novità anche l’istituzione di un Osservatorio nazionale. In caso di lesioni o percosse vi sarà la procedibilità d’ufficio. IL TESTO

08 LUG – Via libera senza modifiche in commissione Igiene e Sanità del Senato al Ddl recante disposizioni per la tutela della sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Il testo, già licenziato dal Senato il 25 settembre 2019 e lo scorso 21 maggio alla Camera. Ora attesa per lo sbarco in Aula a Palazzo Madama per l’approvazione definitiva

In caso di aggressioni sono stabilite le pene di reclusione fino a 16 anni e sanzioni fino a 5.000 euro. Previsti protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi. Istituito anche l ‘Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie presso il Ministero della Salute e che dovrà essere costituito, per la sua metà, da rappresentanti donne.

Di seguito l’analisi del provvedimento articolo per articolo.

L’articolo 1 definisce l’ambito di applicazione del provvedimento richiamando, per la definizione delle professioni sanitarie e socio-sanitarie quanto previsto dalla legge Lorenzin (legge 3/2018).

La composizione dell’organismo deve comprendere la presenza di: rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale; delle regioni; un rappresentante dell’Agenas; rappresentanti dei Ministeri dell’interno, della Difesa, della Giustizia e del Lavoro; degli ordini professionali interessati, delle organizzazioni di settore e delle associazioni di pazienti e di un rappresentante dell’Inail. Inoltre, l’Osservatorio dovrà essere costituito, per la sua metà, da rappresentanti donne.

All’Osservatorio vengono attribuiti i seguenti compiti:
– monitorare gli episodi di violenza commessi ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni, anche acquisendo i dati regionali relativi all’entità e alla frequenza del fenomeno ed alle situazioni di rischio o di vulnerabilità nell’ambiente di lavoro. Questi dati sono acquisiti con il supporto dell’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità – istituito, presso l’Agenas, ai sensi della legge Gelli – e degli ordini professionali. In particolare, si prevede che l’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità trasmetta tramite l’Agenas al nuovo Osservatorio i dati in materia acquisiti dai Centri regionali per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente.

– monitorare gli eventi sentinella che possano dar luogo a fatti commessi con violenza o minaccia ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni.

Il Ministro della salute dovrà trasmette annualmente al Parlamento, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, una relazione sull’attività svolta dal nuovo Osservatorio.

L’articolo 3 rimette al Ministro della salute la promozione di iniziative di informazione sull’importanza del rispetto del lavoro del personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria utilizzando le risorse disponibili a legislazione vigente per la realizzazione di progetti di comunicazione istituzionale.

L’articolo 4 interviene sull’art. 583-quater del codice penale ai sensi del quale le lesioni gravi o gravissime sono punite con pene aggravate: per le lesioni gravi reclusione da 4 a 10 anni e per le lesioni gravissime reclusione da 8 a 16 anni.

La novità consiste nell’applicare le stesse pene aggravate quando le lesioni gravi o gravissime siano procurate in danno di: personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nell’esercizio delle sue funzioni o a causa delle funzioni o del servizio, nonché a chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni, nell’esercizio o a causa di tali attività.

L’articolo 5 inserisce, tra le circostanze aggravanti comuni del reato, l’avere agito – nei delitti commessi con violenza e minaccia – in danno degli esercenti le professioni sanitarie o socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni, nonché di chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni, a causa o nell’esercizio di tali professioni o attività. Questa nuova ipotesi via aggiunta all’elenco delle circostanze aggravanti comuni previsto dall’art. 61 del codice penale, al numero 11-octies). La nuova aggravante del n. 11-octies – che presuppone in ogni caso un delitto commesso con violenza o minaccia – espressamente si applica agli operatori socio sanitari a prescindere dalla natura pubblica o privata della struttura presso la quale operano.

L’articolo 6 prevede che i reati di percosse (art. 581 c.p.) e lesioni (art. 582 c.p.) siano procedibili d’ufficio quando ricorre l’aggravante che consiste nell’avere agito, nei delitti commessi con violenza o minaccia, in danno degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni.

L’articolo 7 prevede che al fine di prevenire episodi di aggressione e di violenza le strutture presso cui opera il personale prevedono nei propri piani per la sicurezza misure volte ad inserire specifici protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi.

L’articolo 8 istituisce la “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”, allo scopo di sensibilizzare la cittadinanza ad una cultura che condanni ogni forma di violenza. La giornata si celebrerà annualmente in una data da definire con decreto del Ministro della salute di concerto con i Ministri dell’istruzione e dell’Università della ricerca.

L’articolo 9 prevede – salvo che il fatto costituisca reato – la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 500 a 5.000 euro per chiunque tenga condotte violente, ingiuriose, offensive, ovvero moleste nei confronti:
– di personale esercente una professione sanitaria o socio sanitaria
– di chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni

Infine, l’articolo 10 contiene la clausola di invarianza finanziaria.

08 luglio 2020
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Allegati:

spacer Il testo

Pubblicato sulla G.U. n.52 del 07-07-2020.

Concorso pubblico per 105 infermieri presso l’ASL Avezzano – Sulmona – L’Aquila.

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Concorso pubblico per titoli ed esami, per l’assunzione con rapporto di lavoro a tempo indeterminato di n. 105 Infermieri cat. D – Ruolo Sanitario per le esigenze della ASL Avezzano – Sulmona – L’Aquila.

Il testo integrale del bando (in allegato), con l’indicazione dei requisiti e delle modalità di partecipazione, è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo, serie speciale n. 80 del 29 maggio 2020 Concorsi.

L’estratto è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª  Serie speciale «Concorsi ed  esami», sul sito internet aziendale http://trasparenza.asl1abruzzo.it – Concorsi attivi.

I termini per la presentazione delle domande, da effettuarsi attraverso l’iscrizione on-line sul sito https://asl1abruzzo.iscrizioneconcorsi.it scadono il 6 agosto 2020.

Pubblicato sulla G.U. n.52 del 07-07-2020.

Redazione Nurse Times

Allegato

Bando concorso infermieri

#NurseTimes – Giornale di informazione Sanitaria

Concorsi per l’accesso ai Corsi di Laurea a numero programmato a.a. 2020-2021. Università degli Studi di Bari

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Professioni sanitarie

Concorso per l’ammissione (anno accademico 2020-2021) in: Assistenza sanitaria (L/SNT/4) – Dietistica (L/SNT/3) – Igiene dentale (L/SNT/3) – Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare (L/SNT/3) – Tecniche ortopediche (L/SNT/3) – Educazione professionale (L/SNT/2) – Fisioterapia (L/SNT/2) – Infermieristica (L/SNT/1) – Logopedia (L/SNT/2) – Ortottica ed assistenza oftalmologica (L/SNT/2) – Ostetricia (L/SNT/1) – Tecniche audioprotesiche (L/SNT/3) – Tecnica della riabilitazione psichiatrica (L/SNT/2) – Tecniche audiometriche (L/SNT/3) – Tecniche di laboratorio biomedico (L/SNT/3) – Tecniche di neurofisiopatologia (L/SNT/3) – Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia (L/SNT/3) – Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (L/SNT/4)

Termine di scadenza  per la presentazione online delle domande di partecipazione sul portale Esse3:  7 agosto 2020 ore 23:59

I candidati con disabilità e i candidati con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) che intendano usufruire di ausili e/o di tempi aggiuntivi dovranno farne richiesta entro il giorno 26/08/2020

La prova di conoscenza della lingua italiana si svolgerà il giorno 02/09/2019. Tutte le indicazioni relative all’espletamento della prova saranno rese note dalla U.O. Studenti Stranieri

Data espletamento prova di ammissione:  8 settembre 2020 (inizio operazioni concorsuali ore 8:30, inizio prova ore 12:00)

La prova di ammissione avrà luogo presso alcune strutture di questa Università.
Data di pubblicazione su questa pagina web dell’elenco relativo alla ripartizione dei candidati tra le aule delle strutture sede di esame: 4 settembre 2020
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Numero dei posti disponibili per le immatricolazioni:

– n. 959 per candidati comunitari e non comunitari residenti in Italia;
– n. 32 per candidati non comunitari e non soggiornanti in Italia.

Il prospetto dei posti disponibili per le immatricolazioni ai vari corsi di laurea delle Professioni sanitarie è consultabile nell’Allegato 1. Consulta il dettaglio dei posti disponibili

Domande di partecipazione pervenute:


next-link.pngBando di concorso  (D.R. n. 1659 del 03/07/2020, pubblicato in data 07/07/2020 Albo online 1587/2020)
next-link.pngProgrammi relativi ai quesiti della prova di ammissione
next-link.pngCommissione esaminatrice  
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next-link.pngRipartizione dei candidati tra le sedi universitarie per l’espletamento prova di ammissione  (Pubblicazione web 04/09/2020)
next-link.pngGraduatoria e Approvazione Atti  (Pubblicazione web 24/09/2020)
next-link.pngModalità di immatricolazione
next-link.pngAvvisi recupero posti

Per informazioni sulle procedure relative all’immatricolazione e ai successivi scorrimenti delle graduatorie contattare direttamente la Segreteria Studenti di Medicina e Chirurgia
Pubblicato il: 10/07/2014  Ultima modifica: 07/07/2020
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L’infermieristica italiana eccellenza grazie a Tor Vergata

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L’Infermieristica Italiana, con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, si posiziona tra le migliori 50, ottenendo il 36° posto nello Shanghai Global Ranking of Academic Subjects.

Con orgoglio, il sito di Fnopi annuncia la notizia. La classifica, pubblicata per la prima volta nel 2003 è prodotta dal Center for World-Class Universities.

L’Università degli Studi di Roma Tor Vergata è la prima università italiana ad ottenere una posizione così importante in ambito del nursing. Si è posizionata al primo posto nella classifica nazionale.

“L’infermieristica in Italia è certamente una disciplina giovane come giovane è l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata la quale è riuscita a far conoscere nel mondo il Nursing italiano, precedendo nella classifica generale altre università più storiche” scrive Fnopi.

L’infermieristica italiana batte le università storiche

Tor Vergata ha, infatti superato le pretigiose Università di Oxford (UK) e la Oregon Health and Science University (US).

Inoltre, l’infermieristica di Tor Vergata si è  classificata al 2° posto per il numero di citazioni ottenute, 9° posto per le collaborazioni che ha stretto con colleghi internazionali e al  36° posto per il numero di articoli pubblicati su riviste scientifiche.

Questo risultato si deve all’intenso lavoro scientifico prodotto dalla squadra della cattedra di infermieristica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, guidata dalla Prof.ssa Rosaria Alvaro (professore ordinario), e composta dal Prof. Ercole Vellone (professore associato), dagli assegnisti di ricerca e borsisti, quali Dr.ssa Angela Durante, Dr. Gianluca Pucciarelli, Dr. Gennaro Rocco, Dr.ssa Giampiera Bulfone, Dr.ssa Sondra Badolamenti, Dr. Marco Di Nitto, Dr. Silvio Simeone, Dr.ssa Valentina Zeffiro, Dr.ssa Maddalena De Maria, Dr.ssa Loredana Piervisani, Dr.ssa Angela Cuoco, Dr. Paolo Iovino, Dr.ssa Vittoria Giordano, Dr.ssa Susanna Gentili, Dr. Federico Ferro, Dr. Rocco Mazzotta e la Dr.ssa Rossella Ambrosca e da tutti i dottori e dottorandi in Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica. Inoltre per questo importante riconoscimento si ringraziano tutti coloro che hanno contribuito e in particolar modo il centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica.

#NurseTimes – Giornale di informazione Sanitaria
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Covid. Il bollettino: oggi sono 208 i nuovi casi. Cresce il numero degli attualmente positivi

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Dato nuovamente in rialzo dopo il calo registrato ieri. I decessi sono 8 (ieri erano stati 7). La Regione con più casi è sempre la Lombardia con 111. Zero decessi in Emilia Romagna, toscana, Liguria, Marche, Pa Trento, Campania, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sicilia, Pa Bolzano, Umbria, Valle d’Aosta, Calabria, Molise e Basilicata. Zero nuovi casi in Marche, Pa Trento, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Pa Bolzano, Umbria, Valle d’Aosta, Calabria, Basilicata e Molise.

06 LUG – Ad oggi, 6 luglio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 241.819, con un incremento di 208 nuovi casi (ieri erano 192). La Regione con più casi è sempre la Lombardia con 111 nuovi casi.

Zero decessi in Emilia Romagna, toscana, Liguria, Marche, Pa Trento, Campania, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sicilia, Pa Bolzano, Umbria, Valle d’Aosta, Calabria, Molise e Basilicata.

Zero nuovi casi in Marche, Pa Trento, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Pa Bolzano, Umbria, Valle d’Aosta, Calabria, Basilicata e Molise.

Il numero totale di attualmente positivi è di 14.709, con una crescita di 67 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 72 sono in cura presso le terapie intensive, con un calo di 2 pazienti rispetto a ieri.

Sono 946 persone sono ricoverate con sintomi, con un incremento di un paziente rispetto a ieri. Sono 13.691 (+68) le persone in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

Rispetto a ieri i deceduti sono 8 (ieri erano 7) e portano il totale a 34.869. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 192.241, con un incremento di 133 persone rispetto a ieri.
Da notare come il FVG riporta una diminuzione dei guariti, rispetto a ieri, in quanto è stata rilevata una ripositivizzazione.

06 luglio 2020
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