Scadenza 01/04/2020

ASP Enna: avviso pubblico urgente per infermieri

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Emanato dalla direzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Enna l’avviso pubblico urgente per il reclutamento di infermieri.

Avviso Pubblico con Procedura Straordinaria ed Urgente per la formulazione di una graduatoria per l’eventuale conferimento di incarichi di Collaboratore Professionale Sanitario – INFERMIERE per mesi sei, eventualmente prorogabili sino alla cessazione dell’emergenza, da destinare unicamente alle UU.OO. impegnate a fronteggiare l’emergenza COVID-19.

Il bando è indetto per formulare la graduatoria utile a conferire incarichi di collaboratore infermiere da destinare alle Unità operative impegnate a fronteggiare l’emergenza Covid-19.

“Il reperimento in urgenza del personale – si legge nell’avviso – viene realizzato attraverso la formazione di un elenco in cui le istanze dei candidati dovranno pervenire esclusivamente per mezzo pec”. Il bando, con tutte le necessarie indicazioni per partecipare, è pubblicato sul sito dell’Asp e in allegato.

Scade il 1 aprile 2020.

Redazione Nurse Times

Allegato

Bando infermieri Asp Enna

Scadenza 29/03/2020

L’Asl Caserta assume infermieri per l’emergenza Covid-19

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Azienda Sanitaria Locale Caserta emette un bando di avviso pubblico d’urgenza per l’assunzione a tempo determinato, con rapporto di lavoro libero-professionale, ai sensi dell’art. 7, comma 6, d.lgs. N. 165/2001, di infermieri, per l’emergenza epidemiologica da covid-19, durata mesi sei, eventualmente prorogabili in ragione del perdurare dello stato di emergenza.

In esecuzione della deliberazione n. 441 del 23/03/2020, immediatamente esecutiva, è indetto avviso pubblico d’urgenza per l’assunzione a tempo determinato, con rapporto di lavoro libero-professionale, ai sensi dell’art. 7, comma 6, D.Lgs. n. 165/2001, di infermieri, per l’emergenza epidemiologica da COVID19, durata mesi sei, eventualmente prorogabili in ragione del perdurare dello stato di emergenza.

SCADENZA

Entro e non oltre le ore 24,00 del 5° giorno successivo alla data di pubblicazione del presente bando di Avviso Pubblico d’urgenza sul sito web aziendale, nella sezione “Concorsi e Selezioni.

Il bando è stato pubblicato il 24 marzo ed è possibile iscriversi entro le ore 24:00 del quinto giorno successivo alla pubblicazione, quindi fino al 29 marzo.

Redazione Nurse Times

Allegato

Bando

Delibera 441 del 23/03/2020

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Coronavirus. Il video appello degli infermieri: “Non c’è più tempo. Aiutateci a non diffondere il virus”

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Gli infermieri si rivolgono ai cittadini con un breve spot realizzato dalla Fnopi in cui spiegano bene a cosa vanno incontro ogni giorno e perché tutti devono aiutare a non diffondere il virus.

16 MAR – “Oltre 2mila operatori sanitari positivi. Turni massacranti e in molte Regioni personale e strutture al limite delle forze e della capacità assistenziale. Per questo anche gli infermieri si rivolgono ai cittadini con un breve spot in cui spiegano bene a cosa vanno incontro ogni giorno e perché tutti devono aiutare a non diffondere il virus”. È quanto sottolinea la Fnopi.

“Gli appelli – spiega l’Ordine – sono ormai tanti e tante sono le immagini che li accompagnano: queste sono di chi è sul campo – con i medici e gli alti operatori – per affrontare COVID-19 e che chiede per questo l’aiuto e la collaborazione di tutti.”

16 marzo 2020
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Mangiacavalli (Fnopi): “Riconosciuta la nesessaria multiprofessionalità delle task force”

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27 MAR – “Una scelta obbligata – commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche alla notizia del bando per l’arruolamento di 500 infermieri predisposto dalla Protezione civile – perché si affianca alla task force analoga di 300 medici, professioni tutte che si sono dimostrate sul campo indispensabili per poter affrontare la pandemia, soprattutto nelle Regioni dove ormai si è al punto di saturazione”.

“Una scelta naturale – prosegue – vista la visibilità e il coinvolgimento che istituzioni e cittadini riconoscono agli infermieri nell’emergenza. Dove però, purtroppo, oltre il 52% dei professionisti postivi sono nostri iscritti e dove i morti, nonostante l’età media più giovane della categoria, aumentano sempre di più e hanno ben superato i venti”.

“Una scelta – aggiunge – che riconosce la necessaria multiprofessionalità essendo le regole del tutto analoghe a quelle dei medici. E di questo dobbiamo ringraziare il ministro della Salute Speranza e la Protezione civile che, insieme, hanno riconosciuta la professionalità e l’indispensabilità del contributo degli infermieri”.

27 marzo 2020
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Coronavirus. Ecco il nuovo modello di autodichiarazione per gli spostamenti

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L’aggiornamento tiene conto delle ultime misure varate dal Governo e, in particolare, delle ulteriori restrizioni previste per gli spostamenti al di fuori della propria abitazione. Il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza è ora consentito solo nel caso in cui lo spostamento all’esterno sia connesso ai motivi sopra evidenziati. Il dichiarante dovrà inoltre indicare, oltre alla residenza, anche il domicilio e l’indirizzo da cui è iniziato lo spostamento con la destinazione. IL MODULO

27 MAR – Pronto il nuovo modulo di autocertificazione da compilare in caso di spostamenti. L’aggiornamento tiene conto delle ultime misure varate dal Governo e, in particolare, delle ulteriori restrizioni previste per gli spostamenti al di fuori della propria abitazione.

Su tutto il territorio nazionale, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano. Uniche eccezioni: comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

A seguito della soppressione della disposizione del Dpcm 8 marzo 2020 che assicurava il rientro tout court nel luogo di domicilio, abitazione o residenza, tale rientro è ora consentito solo nel caso in cui lo spostamento all’esterno sia connesso ai motivi sopra evidenziati.

Nel nuovo modulo, inoltre, il dichiarante deve indicare, oltre alla residenza, anche il domicilio e deve riportare l’indirizzo da cui è iniziato lo spostamento con la destinazione.

27 marzo 2020
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Unità infermieristica per COVID-19: 500 infermieri per le zone più colpite

Ordinanza della Protezione civile  n. 656 del 26 marzo 2020: si costituisce una Unità  infermieristica a supporto delle strutture sanitarie regionali più colpite da COVID-19.

In sintesi, 500 infermieri volontari (selezionati in base alle esperienze professionali “ritenute necessarie” tra le domande che arriveranno entro le 20 del 28 marzo) faranno parte di una task force destinata dalla protezione civile alle Regioni più colpite da COVID-19. A questi infermieri, siano essi dipendenti del Ssn, di strutture anche non accreditate con questo o liberi professionisti, verranno corrisposti 200 euro al giorno oltre allo stipendio o al guadagno già percepito e se non assicurati in modo specifico a questo ci penserà la Protezione civile che gli rimborserà anche le spese di viaggio.

Per far parte della task force non serve l’autorizzazione del servizio sanitario di appartenenza, ma per i dipendenti l’assenso della struttura da cui dipendono.

Ecco più in dettaglio cosa dice l’ordinanza.

500 infermieri volontari

L’Unità, si legge nell’ordinanza,  è composta di un numero massimo di 500 infermieri scelti dal Capo del Dipartimento della protezione civile, sulla base delle specifiche esperienze professionali ritenute necessarie, tra le seguenti categorie:
a) Infermieri dipendenti del Servizio sanitario nazionale;
b) Infermieri dipendenti da strutture sanitarie anche non accreditate con il Servizio sanitario nazionale;
c) Infermieri libero professionisti anche con rapporto di somministrazione di lavoro.

L’ordinanza specifica che la partecipazione all’Unità è su base volontaria e gli infermieri individuati si rendono disponibili a prestare l’attività presso i servizi sanitari regionali, che ne facciano richiesta, individuati dal Capo del Dipartimento della protezione civile con priorità per quelli maggiormente in difficoltà operativa a causa dell’emergenza.

Le procedure per le autorizzazioni

Per l’impiego nell’Unità si prescinde dall’assenso del servizio sanitario regionale di appartenenza.

Per gli infermieri dipendenti è richiesto l’assenso della struttura di appartenenza se si tratta di strutture sanitarie accreditate con il servizio sanitario nazionale e, per quelli liberi professionisti della struttura presso cui prestano servizio in regime di somministrazione lavoro se si tratta di strutture convenzionate con il Servizio sanitario nazionale.

L’attività prestata nell’Unità è considerata servizio utile a tutti gli effetti.

Compenso: 200 euro al giorno extra

A ciascun infermiere dell’Unità è corrisposto, per ogni giorno di attività effettivamente prestato, un premio di solidarietà forfettario di 200 euro, che non concorre alla formazione del reddito, corrisposto direttamente dal Dipartimento della protezione civile.

Per gli infermieri dipendenti resta fermo il trattamento economico complessivo, eventualmente, già in godimento, a carico dei servizi sanitari ovvero delle strutture di appartenenza.

Unità in funzione fino alla cessazione dell’emergenza

L’Unità opera fino alla cessazione dello stato di emergenza e il Dipartimento della Protezione Civile è autorizzato, se le assicurazioni professionali degli infermieri non coprono l’attività prestata, a stipulare idonea polizza assicurativa e professionale.

Per aderire: infermieripercovid@protezionecivile.it o compilare il format breve sul sito della Protezione Civile

http://www.fnopi.it

FNOPI: “Trattamenti inversamente proporzionali al nostro contributo”

“Gli infermieri stanno dando tutto, anche la salute nell’emergenza COVID-19 e tutti lo riconoscono, per primi i cittadini. Ma dallo Stato, nonostante le citazioni e gli encomi per i quali ringraziamo (ma che a questo punto dobbiamo pensare di dover considerare solo di facciata), stanno ricevendo solo ‘pannicelli caldi’ come segnale di rispetto per il loro impegno, la loro professionalità, la loro volontà di non lasciare mai solo nessuno. Valori che, comunque, non verranno mai meno in questa emergenza”.

La Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) lancia un altolà al comportamento che si sta tenendo a livello professionale verso i suoi iscritti, esaltati come “eroi” la mattina e trattati come merce di scarso valore la sera nei provvedimenti delle istituzioni nazionali e regionali.

Danni ai professionisti e agli assistiti

“Tutto questo accade – sottolinea la Federazione – in un momento in cui atteggiamenti che portano a una scarsa considerazione di alcuni professionisti rispetto ad altri, hanno conseguenze non solo professionali, ma soprattutto morali e psicologiche, sicuramente dannose e controproducenti sia per i professionisti che, di riflesso, per gli assistiti”.

Le differenze pesano

E la FNOPI in questo senso ha inviato una lettera a tutte le figure istituzionali coinvolte, dal premier ai ministeri, dalla Protezione Civile alle Regioni, dove si sottolineano una serie di sperequazioni alla categoria, dall’emanazione della circolare della Protezione Civile che recluta ‘solo’ 300 medici lasciando alla scelta volontaria gli infermieri che invece anche loro dovrebbero essere reclutati a livello nazionale al decreto Cura Italia che prevede concorsi e assunzioni a tempo indeterminato per i medici all’INAIL mentre lascia solo contratti precari (Co.Co.Co.) di collaborazione agli infermieri. Dal reclutamento dei militari per il quale i medici, così come lo sono i laureati di altre discipline, sono inquadrati nei ruoli degli ufficiali, mentre gli infermieri, laureati anch’essi e anche specializzati, si fermano a livello di sottufficiali fino a bandi regionali sempre solo come Co.Co.Co o partite Iva per gli infermieri con compensi di 13-19 euro l’ora.

“Gli infermieri – scrive la Federazione – finora sono la gran parte di quegli operatori sanitari risultati positivi a COVID-19 e molti di loro sono anche deceduti per colpa dell’epidemia. Gli infermieri sono quei professionisti che accolgono i pazienti, gli sono vicini e spesso li supportano in momenti in cui altrimenti resterebbero del tutto soli”.

Professionisti uguali difronte all’emergenza

“Ci rendiamo conto – prosegue – della difficoltà di reperire personale e nessuno più degli infermieri, come i medici, conosce e ha coscienza della gravità e dell’emergenza in cui ci troviamo. Resta tuttavia grave che esista una sperequazione fortissima tra professionisti di altre professioni e infermieri, per i quali finora e a quanto pare ancora adesso e nonostante tutto, si fa conto solo sulla volontarietà della loro azione, della loro disponibilità e del loro intervento”.

“Gli infermieri sono professionisti laureati e anche specializzati – aggiunge la FNOPI –  che non meritano una considerazione così scarsa rispetto al loro impegno e al loro lavoro, che sono comunque in forte carenza nei luoghi dove i numeri dell’epidemia sono più alti, non lasciando per questo mai nessuno da solo, rinunciando a turni e anche a contatti con le proprie famiglie, rischiando alla stessa stregua e con i medici in prima linea nella lotta a COVID-19”.

Coronavirus. La curva risale. In totale i casi superano gli 80 mila, 10.361 guariti e 7.503 decessi. Oms: “Misure funzionano, in prossimi giorni diminuzione casi”

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Rispetto a ieri si registrano 6.153 casi in più. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 22.189 i malati in Lombardia, 8.850 in Emilia Romagna, 6.140 in Veneto, 5.950 in Piemonte, 2.795 nelle Marche, 1.169 in Campania, 2.027 in Liguria, 2.973 in Toscana, 1.835 nel Lazio, 954 in Friuli Venezia Giulia, 1.095 in Sicilia, 1.095 in Puglia, 860 in Abruzzo, 1.094 nella Pa di Trento, 81 in Molise, 770 in Umbria, 791 in provincia di Bolzano, 372 in Calabria, 462 in Sardegna, 378 in Valle d’Aosta e 133 in Basilicata. Gli operatori sanitari contagiati salgono a 6.414. IL REPORT

26 MAR – I casi di nuovo Coronavirus in Italia sono saliti a 80.539 (+6.153 rispetto a ieri pari al +8%), tra cui 10.361 persone guarite (+999 rispetto a ieri pari al +11%) e 8.165 deceduti (+662 rispetto a ieri pari al +9%). Le persone attualmente positive sono quindi 62.013 (+4.492 rispetto a ieri pari al +8%). Complessivamente sono stati effettuati 361.060 tamponi, dei quali oltre 230 mila in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Veneto.

Questi i dati principali dell’aggiornamento odierno forniti dalla Protezione Civile durante il punto stampa delle ore 18. Tornano quindi a salire rispetto ai giorni passati l’incremento dei nuovi casi e delle nuove positività. In crescita anche l’aumento dei pazienti che devono essere ricoverati in terapia intensiva.

Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 22.189 i malati in Lombardia (+1.598 rispetto a ieri pari al +8%), 8.850 in Emilia Romagna (+594 pari al +7%), 6.140 in Veneto (+375 pari al +7%), 5.950 in Piemonte (+394 pari al +7%), 2.795 nelle Marche (+156 pari al +6%), 1.169 in Campania (+97 pari al +9%), 2.027 in Liguria (+201 pari al +11%), 2.973 in Toscana (+197 pari al +7%), 1.835 nel Lazio (+160 pari al +10%), 954 in Friuli Venezia Giulia (+43 pari al +5%), 1.095 in Sicilia (+159 pari al +17%), 1.095 in Puglia (+72 pari al +7%), 860 in Abruzzo (+122 pari al +17%), 1.094 nella Pa di Trento (+36 pari al +3%), 81 in Molise (+28 pari al +53%), 770 in Umbria (+84 pari al +12%), 791 in provincia di Bolzano (+43 pari al +6%), 372 in Calabria (+39 pari al +11%), 462 in Sardegna (+50 pari al +12%), 378 in Valle d’Aosta (-3 pari al +1%) e 133 in Basilicata (+21 pari al +19%).

Le vittime sono 4.861 in Lombardia (387 in più di ieri pari al +9%), 1.174 in Emilia Romagna (+97 pari al +9%), 287 in Veneto (+29 pari al +11%), 310 nelle Marche (+23 pari al +8%), 449 in Piemonte (+0), 280 in Liguria (+26 pari al +10%), 106 nel Lazio (+11 pari al +12%), 72 in Friuli Venezia Giulia (+2 pari al +3%), 63 in Abruzzo (+11 pari al +21%), 158 in Toscana (+16 pari al +11%), 83 in Campania (+9 pari al +12%), 28 in Valle d’Aosta (+4 pari al +17%), 86 nella Pa di Trento (+12 pari al +16%), 48 nella Pa di Bolzano (+5 pari al +12%), 33 in Sicilia (+8 pari al +32%), 19 in Sardegna (+1 pari al +6%), 14 in Calabria (+3 pari al +27%), 8 in Molise (+0), 20 in Umbria (+1 pari al +5%), 1 in Basilicata (+0) e 65 in Puglia (+17 pari al +35%).

Delle persone attualmente positive (62.013) sono ricoverate con sintomi 24.753  (+1.641 pari al +7% rispetto a ieri), 3.612 (+123 pari al +4%) sono in terapia intensiva, mentre 33.648 (+2.728 pari al +9%) si trovano in isolamento domiciliare.

“Stiamo analizzando l’incremento di oggi, giunto dopo qualche giorno di calo. Abbiamo parlato anche con le regioni del Nord, è possibile che sia dovuto a un accumulo di tamponi dei giorni scorsi processati più tardi. Ma è un’ipotesi, stiamo valutando”, ha detto il vicecapo della Protezione civile Agostino Miozzo in conferenza stampa.

Miozzo ha poi annunciato che da “oggi alle 20 è aperto online l’appello per reclutare infermieri, all’indirizzo web infermieripercovid.protezionecivile.it. Nei prossimi giorni speriamo di aggiungere un numero importante di infermieri per dare respiro ai colleghi sui territori”.

Il vice capo ha poi informato come sia “in partenza tra mezzora dall’aeroporto di Pratica di Mare un aereo con il primo contingente di medici destinati a Bergamo, Brescia e Piacenza, reclutati con l’appello fatto in tutto il Paese, contiamo di dare continuità all’invio di medici nei giorni a venire”.

“Anche d’intesa con il raccordo con il ministero della Salute – ha precisato Miozzo -, abbiamo predisposto il controllo della temperatura a tutti i voli in arrivo ed un `exit screening´ per i voli `extra Schengen´. Controlli in aeroporti e nei porti con queste modalità. Non abbiamo mai immaginato nelle stazioni anche perché lì c’è il trasporto pubblico locale. E sarebbe una misura oltre modo onerosa rispetto a quello che sarebbe poi l’effettivo riscontro. Per ora rimane il controllo della temperatura negli aeroporti e nei porti”.

Miozzo ha anche parlato del “tema della comunicazione che ha la priorità assoluta, sappiamo ci saranno situazioni di stress, si stanno attivando associazioni di psicologi e volontari. Stiamo studiando la migliore formula di comunicazione per far accettare questo prolungamento di sacrifici fin quando non vedremo questa maledetta curva scendere – ha aggiunto-. Gli operatori della comunicazione ci devono aiutare a non diffondere fake news”.

“Sul tema delle mascherine – ha detto – il ministero della Salute ha diffuso numerosi circolari esplicative, non ci si rende conto che una Ffp3 non ti dà sicurezza assoluta. È particolare, bisogna saperla usare”.

“Continua ancora il trasferimento dei pazienti in terapia intensiva verso altre strutture, in particolare dalla Regione Lombardia. Oggi abbiamo effettuato il trasferimento con la Cross di due pazienti verso Dresda e altri cinque sono pronti per il trasferimento in Germania”, ha affermato Luigi D’Angelo, capo operativo della Protezione civile.

“La Germania – ha precisato – ha dato disponibilità a dare un supporto con team sanitario che andrà in Campania. Oggi il volontariato ha raggiunto le oltre 11 mila unità, che fanno anche attività di controllo della temperatura a tutti i voli in arrivo, e nei porti. Mai immaginato un controllo nelle stazioni perché riguarda anche i treni? dei pendolari”. “Il tema della pulizia delle strade lo stiamo affrontando, stiamo valutando le modalità più idonee” ha aggiunto.

“Le misure sembrano avere effetto, misuriamo oggi quello che è accaduto 14-15 giorni fa. E’ difficile ricostruire temporalmente degli eventi che hanno portato alla situazione odierna, non bisogna abbassare la guardia perché stiamo vivendo un momento assolutamente critico ma c’è un rallentamento della velocità di incremento della curva, molto probabilmente nei prossimi giorni assisteremo a una diminuzione effettiva e sostenuta spero soprattutto della casistica grave. Sapete anche che la mortalità segue di qualche giorno la diminuzione dei casi diagnosticati”. Così Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Organizzazione mondiale sanità (Oms) in conferenza stampa alla Protezione civile.

“L’Italia – ha aggiunto – ha avuto elogi da parte di tutti nell’ultimo decennio per il sistema sul benchmark internazionale nella qualità del servizio. Non si valuta solo i tagli ma anche la qualità degli investimenti e di come viene investito per garantire le cure. L’Italia è riuscita a garantirlo senza pescare nelle tasche dei cittadini, è vero dire che altri stanno peggio. Da italiano, e non da funzionario, dico che giova la preparazione e la costruzione di un piano di conferenza. Non possiamo dire che il sistema non ha risposto, il Paese ha reagito bene”.

“Altro punto importante – ha aggiunto – è la protezione a favore del personale sanitario. I livelli di contagio sono elevati e significa che il personale è esposto in prima persona e nessuno si è tirato indietro, anzi il contrario, anche a rischio della propria salute. Vanno tutelati non solo con dispositivi di protezione personale e mascherine, ma deve essere garantita loro una capacità diagnostica costante per sapere se sono positivi”. “Quando sono positivi – ha proseguito – va iniziata la terapia, perché c’è evidenza che quanto più precoce si avvia il trattamento, tanto più vantaggiosi sono i risultati clinici e minore il rischio di contagiare i pazienti e di far sì che gli ospedali diventino sedi di amplificazione dell’epidemia stessa”.

“Sono elementi – ha aggiunto – che si devono tenere in debito conto per rafforzare il messaggio alla popolazione e garantire supporto. Perché nel momento in cui la popolazione sarà stanca avrà bisogno di qualcosa di più. Penso che oltre ai servizi domiciliari sia corretto ipotizzare di programmare anche del supporto psicologico, ed è importante l’aiuto offerto dall’Ordine degli psicologi, perché il supporto di professionisti che sanno cosa vuol dire burn out è un servizio fondamentale»

Riguardo alle sperimentazioni di nuovi farmaci Guerra ha detto che “l’invito all’Italia a entrare nel trial allargato Solidarity avviato dall’Oms è un invito continuo. So che ci sono stati contatti piuttosto intensi fra la nostra divisione ricerca a Ginevra e l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), in modo tale da garantire la transizione sulla piattaforma Oms dei trial su farmaci intrapresi in Italia”

Riguardo ai test Guerra ha poi precisato che “in questo momento l’Oms sta pre qualificando più di 200 test rapidi, al momento la tecnologia attuale è quella del tampone. Credo debba essere rafforzata al massimo il controllo, soprattutto al personale sanitario, queste persone devono essere tutelate non solo con le protezioni, ma deve essere garantita una diagnostica costante per sapere se sono positive”,

“E’ fondamentale – ha concluso – continuare con l’isolamento domiciliare per quanto possibile, in riferimento alle condizioni cliniche, dei paucisintomatici anche per diminuire la pressione sulle strutture sanitarie che devono essere dedicate alle casistiche più grave. Questo non vuol dire – ha precisato – chiudere a chiave le persone che hanno bisogno di un supporto, ma garantire loro l’assistenza domiciliare integrata che il Paese ha a disposizione. Il monitoraggio continuo dei parametri vitali è essenziale per l’immediata assistenza in caso di aggravamento delle condizioni e in questo il territorio va valorizzato”.




26 marzo 2020
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Coronavirus. In Gazzetta ufficiale il nuovo decreto con le misure di contenimento. Le Regioni potranno inasprirle. Previste sanzioni fino a 3.000 euro per i trasgressori e il carcere fino a 18 mesi per i positivi al virus che si allontanano dal domicilio

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Il decreto rappresenta una cornice normativa con la quale vengono confermate le restrizioni già adottate con precedenti provvedimenti, e all’interno della quale si potrà successivamente intervenire con nuovi Dpcm per inasprire o allegerire le misure in vigore. Il tutto, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020, termine dello stato di emergenza. IL TESTO

26 MAR – Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 79 del 25 marzo il decreto legge contenente le misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, approvato lo scorso 22 marzo dal Consiglio dei Ministri. Il decreto rappresenta una cornice normativa con la quale vengono confermate le restrizioni già adottate con precedenti provvedimenti, e all’interno della quale si potrà successivamente intervenire con nuovi Dpcm per inasprire o allegerire le misure in vigore.

Il tutto, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020, termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, e con possibilità di modularne l’applicazione in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del virus.

Le Regioni, in caso di specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario, potranno introdurre misure ulteriormente restrittive, esclusivamente nell’ambito delle attività di loro competenza e senza incisione delle attività produttive e di quelle di rilevanza strategica per l’economia nazionale. I Sindaci, invece, non potranno adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali.

Il decreto è composto da 5 articoli.

Articolo 1 (Misure urgenti per evitare la diffusione del Covid-19)
Qui si spiega appunto, come per periodi precedentemente richiamati, possono essere adottate su specifiche parti del territorio nazionale o sulla totalità di esso, una o più tra le seguenti misure:

a) limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo limitazioni alla possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora se non per spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni;

b) chiusura al pubblico di strade urbane, parchi, aree gioco, ville e giardini pubblici o altri spazi pubblici;

c) limitazioni o divieto di allontanamento e di ingresso in territori comunali, provinciali o regionali, nonché rispetto al territorio nazionale;

d) applicazione della misura della quarantena precauzionale ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva o che rientrano da aree, ubicate al di fuori del territorio italiano;

e) divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus;

f) limitazione o divieto delle riunioni o degli assembramenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico;

g) limitazione o sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni altra forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo, ricreativo e religioso;

h) sospensione delle cerimonie civili e religiose, limitazione dell’ingresso nei luoghi destinati al culto;

i) chiusura di cinema, teatri, sale da concerto sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi o altri analoghi luoghi di aggregazione;

l) sospensione dei congressi, di ogni tipo di riunione o evento sociale e di ogni altra attività convegnistica o congressuale, salva la possibilità di svolgimento a distanza;

m) limitazione o sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati, ivi compresa la possibilità di disporre la chiusura temporanea di palestre, centri termali, sportivi, piscine, centri natatori e impianti sportivi, anche se privati, nonché di disciplinare le modalità di svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi luoghi;

n) limitazione o sospensione delle attività ludiche, ricreative, sportive e motorie svolte all’aperto o in luoghi aperti al pubblico;

o) possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la limitazione, la riduzione, la sospensione o la soppressione di servizi di trasporto di persone e di merci, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo, nelle acque interne, anche non di linea, nonché di trasporto pubblico locale;

p) sospensione dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e delle attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, nonché delle istituzioni di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, o di altri analoghi corsi, attività formative o prove di esame, ferma la possibilità del loro svolgimento di attività in modalità a distanza;

q) sospensione dei viaggi d’istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado sia sul territorio nazionale sia all’estero;

r) limitazione o sospensione dei servizi di apertura al pubblico o chiusura dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti e luoghi;

s) limitazione della presenza fisica dei dipendenti negli uffici delle amministrazioni pubbliche, fatte comunque salve le attività indifferibili e l’erogazione dei servizi essenziali prioritariamente mediante il ricorso a modalità di lavoro agile;

t) limitazione o sospensione delle procedure concorsuali e selettive finalizzate all’assunzione di personale presso datori di lavoro pubblici e privati, con possibilità di esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati è effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero con modalità a distanza, fatte salve l’adozione degli atti di avvio di dette procedure entro i termini fissati dalla legge, la conclusione delle procedure per le quali risulti già ultimata la valutazione dei candidati e la possibilità di svolgimento dei procedimenti per il conferimento di specifici incarichi;

u) limitazione o sospensione delle attività commerciali di vendita al dettaglio, a eccezione di quelle necessarie per assicurare la reperibilità dei generi agricoli, alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone, con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio;

v) limitazione o sospensione delle attività di somministrazione al pubblico di bevande e alimenti, nonché di consumo sul posto di alimenti e bevande, compresi bar e ristoranti;

z) limitazione o sospensione di altre attività d’impresa o professionali, anche ove comportanti l’esercizio di pubbliche funzioni, nonché di lavoro autonomo, con possibilità di esclusione dei servizi di pubblica necessità previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non sia possibile rispettare la distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio come principale misura di contenimento, con adozione di adeguati strumenti di protezione individuale;

aa) limitazione allo svolgimento di fiere e mercati, a eccezione di quelli necessari per assicurare la reperibilità dei generi agricoli, alimentari e di prima necessità;

bb) specifici divieti o limitazioni per gli accompagnatori dei pazienti nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS);

cc) limitazione dell’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, nonché agli istituti penitenziari ed istituti penitenziari per minorenni;

dd) obblighi di comunicazione al servizio sanitario nazionale nei confronti di coloro che sono transitati e hanno sostato in zone a rischio epidemiologico come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità o dal Ministro della salute;

ff) predisposizione di modalità di lavoro agile, anche in deroga alla disciplina vigente;

gg) previsione che le attività consentite si svolgano previa assunzione da parte del titolare o del gestore di misure idonee a evitare assembramenti di persone, con obbligo di predisporre le condizioni per garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio; per i servizi di pubblica necessità, laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti di protezione individuale;

hh) eventuale previsione di esclusioni dalle limitazioni alle attività economiche di cui al presente comma, con verifica caso per caso affidata a autorità pubbliche specificamente individuate.

Per la durata dell’emergenza, e quindi fino al prossimo 31 luglio, potrà essere imposto lo svolgimento delle attività non oggetto di sospensione nel caso un cui ciò sia “assolutamente necessario per assicurarne l’effettività e la pubblica utilità”, con provvedimento del prefetto assunto dopo avere sentito le parti sociali interessate.

Articolo 2  (Attuazione delle misure di contenimento)
Le misure previste all’articolo 1, si spiega qui che sono adottate con uno o più Dpcm, su proposta del Ministro della salute, sentiti il Ministro dell’interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell’economia e delle finanze e gli altri ministri competenti per materia, nonché i presidenti delle regioni interessate, nel caso in cui riguardino esclusivamente una regione o alcune specifiche regioni, o il Presidente della Conferenza delle regioni, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale.

I decreti potranno inoltre adottati su proposta dei presidenti delle regioni interessate, nel caso in cui riguardino esclusivamente una regione o alcune specifiche regioni, o del Presidente della Conferenza delle regioni, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale, sentiti il Ministro della salute, il Ministro dell’interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell’economia e delle finanze e gli altri ministri competenti per materia. Per i profili tecnico-scientifici e le valutazioni di adeguatezza e proporzionalità, i provvedimenti dovranno essere adottati sentito, di norma, il Comitato tecnico scientifico.

E ancora, nei casi di estrema necessità e urgenza, per situazioni sopravvenute, e nelle more dell’adozione dei Dpcm, le misure di restrizioni potranno anche essere adottate dal Ministro della salute.

Vengono fatti salvi gli effetti prodotti e gli atti adottati sulla base dei decreti e delle ordinanze emanati ai sensi del decreto contenente le misure per il contenimento dell’epidemia, convertito in legge lo scorso 4 marzo dal Parlamento. Ricordiamo che qui veniva previsto lo stop a manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, in luogo pubblico o privato. Le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse. Stessa sorte toccherà ai musei e agli altri istituti e luoghi della cultura. Sospese le gite scolastiche sia sul territorio nazionale che all’estero.

E ancora, in quel testo si prevedeva la quarantena con sorveglianza attiva agli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di coronavirus. Resteranno chiuse tutte le attività commerciali, esclusi gli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità. Inoltre, l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale. Potranno essere sospesi i servizi del trasporto di merci e di persone, così come le attività lavorative nelle aree interessate.

Continueranno inoltre ad applicarsi nei termini originariamente previsti le misure già adottate con i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri adottati in data 8 marzo 2020 , 9 marzo 202011 marzo 2020 e 22 marzo 2020. Le altre misure ancora vigenti alla stessa data continuano ad applicarsi nel limite di ulteriori dieci giorni (fino al prossimo 4 aprile).

Si spiega poi che per gli atti adottati ai sensi di questo decreto i termini per il controllo preventivo della Corte dei conti sono dimezzati (30 e non più 60 giorni). In ogni caso i provvedimenti adottati in attuazione del presente decreto, durante lo svolgimento della fase del controllo preventivo della Corte dei conti, sono provvisoriamente efficaci, esecutori ed esecutivi.

Il Presidente del Consiglio dei ministri o un Ministro da lui delegato dovrà riferire ogni quindici giorni alle Camere sulle misure adottate.

Articolo 3 (Misure urgenti di carattere regionale o infraregionale) 
Si prevede che le Regioni, in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso, potranno introdurre misure ulteriormente restrittive, esclusivamente nell’ambito delle attività di loro competenza e senza incisione delle attività produttive e di quelle di rilevanza strategica per l’economia nazionale.

Sindaci, invece, non potranno adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali.

Articolo 4 (sanzioni e controlli)
Salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000 e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità. Se il mancato rispetto delle misure avviene mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo. Prevista inoltre la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

L’allontanamento dalla propria abitazione da parte di persone positive al coronavirus è punito con l’arresto da 3 mesi a 18 mesi e con l’ammenda da euro 500 ad euro 5.000.

Articolo 5 (Disopsizioni finali)
Le disposizioni del decreto si applicheranno alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. Infine, si precisa che dall’attuazione del presente decreto non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Giovanni Rodriquez

26 marzo 2020
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Coronavirus. Prosegue il calo dei nuovi positivi. In totale i casi sono 74.386, 9.362 i guariti e 7.503 i decessi. Prot. Civile: “Curva stabile ma misure vanno mantenute”

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Rispetto a ieri si registrano 5.210 casi in più. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 20.591 i malati in Lombardia, 8.256 in Emilia Romagna, 5.745 in Veneto, 5.556 in Piemonte, 2.639 nelle Marche, 1.172 in Campania, 1.826 in Liguria, 2.776 in Toscana, 1.675 nel Lazio, 911 in Friuli Venezia Giulia, 936 in Sicilia, 1.023 in Puglia, 738 in Abruzzo, 1.058 nella Pa di Trento, 53 in Molise, 686 in Umbria, 748 in provincia di Bolzano, 333 in Calabria, 412 in Sardegna, 375 in Valle d’Aosta e 112 in Basilicata. Gli operatori sanitari positivi salgono a 6.205IL REPORT

25 MAR – I casi di nuovo Coronavirus in Italia sono saliti a 74.386 (+5.210 rispetto a ieri pari al +8%), tra cui 9362 persone guarite (+1.036 rispetto a ieri pari al +12%) e 7.503 deceduti (+683 rispetto a ieri pari al +10%). Le persone attualmente positive sono quindi 57.521 (+3.491 rispetto a ieri pari al +6%). Complessivamente sono stati effettuati 324.445 tamponi, dei quali oltre 210 mila in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Veneto.

Questi i dati principali dell’aggiornamento odierno forniti dalla Protezione Civile durante il punto stampa delle ore 18. Da notare come la frenata sia molto forte in Lombardia, la Regione più colpita. Altra frenata è per i pazienti che sono in terapia intensiva il cui incremento dopo moilti giorni è sotto le 100 persone in più.

Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 20.591 i malati in Lombardia (+723 rispetto a ieri pari al +4%), 8.256 in Emilia Romagna (+545 pari al +7%), 5.745 in Veneto (+394 pari al +7%), 5.556 in Piemonte (+432 pari al +8%), 2.639 nelle Marche (+142 pari al +6%), 1.172 in Campania (+80 pari al + 8%), 1.826 in Liguria (+134 pari al +8%), 2.776 in Toscana (+257 pari al +10%), 1.675 nel Lazio (+130 pari al +8%), 911 in Friuli Venezia Giulia (+63 pari al +7%), 936 in Sicilia (+137 pari al +17%), 1.023 in Puglia (+83 pari al +9%), 738 in Abruzzo (+116 pari al +19%), 1.058 nella Pa di Trento (+83 pari al +9%), 53 in Molise (-2 pari al -4%), 686 in Umbria (+62 pari al +10%), 748 in provincia di Bolzano (+49 pari al +7%), 333 in Calabria (+29 pari al +10%), 412 in Sardegna (+17 pari al +4%), 375 in Valle d’Aosta (- 4 pari al -1%) e 112 in Basilicata (+21 pari al +23%).

Le vittime sono 4.474 in Lombardia (296 in più di ieri pari al +7%), 1.077 in Emilia Romagna (+92 pari al +9%), 258 in Veneto (+42 pari al +19%), 287 nelle Marche (+56 pari al +24%), 449 in Piemonte (+75 pari al +20%), 254 in Liguria (+23 pari al +10%), 95 nel Lazio (+15 pari al +19%), 70 in Friuli Venezia Giulia (+6 pari al +9%), 52 in Abruzzo (+6 pari al +13%), 142 in Toscana (+13 pari al +10%), 74 in Campania (+18 pari al +32%), 24 in Valle d’Aosta (+5 pari al +26%), 74 nella Pa di Trento (+18 pari al +32%), 43 nella Pa di Bolzano (+5 pari al +13%), 25 in Sicilia (+5 pari al +25%), 18 in Sardegna (+3 pari al +20%), 11 in Calabria (+1 pari al +10%), 8 in Molise (+0), 19 in Umbria (+0), 1 in Basilicata (+0) e 48 in Puglia (+4 pari al +9%).

Delle persone attualmente positive (57.521) sono ricoverate con sintomi 23.112 (+1.175 pari al +5% rispetto a ieri), 3.489 (+93 pari al +3%) sono in terapia intensiva, mentre 30.920 (+2.223 pari al +8%) si trovano in isolamento domiciliare.

“Viviamo una fase di apparente stabilizzazione e crediamo che il numero di persone infette sia coerente con il trend che la diffusione ha avuto nel paese: questo ci fa pensare che è indispensabile, se vogliamo vedere la curva stabilizzarsi e poi decrescere, mantenere le rigorose misure di contenimento e di distanziamento sociale”. Ha detto il vice direttore della Protezione Civile Agostino Miozzo. “È un momento delicato – ha aggiunto – non bisogna abbassare la guardia se no curva potrebbe risalire”

Rispetto poi al numero di tamponi ha chiarito che “non mi risulta si facciano meno tamponi, si fanno quelli che il sistema sanitario nazionale ritiene necessario fare sulla base delle indicazioni che ci sono suggerite dalle organizzazioni internazionali. C’è una ricerca soprattutto dei pazienti sintomatici e dei contatti stretti, non c’è alcun dato che ci faccia pensare che stiamo riducendo il numero dei tamponi”.

In riferimento poi alle condizioni del capo della Protezione civile ha precisato che “Borrelli stamattina ha accusato sintomi febbrili, una leggera afonia. Per responsabilità e precauzione ha deciso di rientrare a casa da dove continua a lavorare”. Al momento non è noto l’esito del tampone di Angelo Borrelli ma la conferenza stampa continuerà nei prossimi giorni

“In campo ci sono 9600 volontari che si aggiungono alle altre forze di polizia e alle forze armate che stanno operando sul territorio. Ci sono 720 tende pre-triage”, ha detto il direttore operativo della Protezione Civile, Luigi D’Angelo, in conferenza sul coronavirus.

Inoltre “sono in trasferimento tecnici ed esperti sanitari dalla Russia, un team di 140 persone con materiali e mezzi in arrivo in Lombardia. E domani arriva il primo gruppo di medici volontari. Oggi abbiamo avuto tre trasferimenti di pazienti in terapia intensiva che hanno lasciato la Lombardia attraverso un trasporto in biocontenimento, uno a Genova e due a Lipsia con un mezzo della difesa, segnalo il grande contributo che la Germania sta dando. Al momento trasferiti 32 pazienti Covid e 40 non Covid dalla Lombardia alle altre regioni”.

“Voglio segnale il grande contributo che sta dando la Germania – ha rimarcato d’Angelo – Altri pazienti verranno trasferiti nelle prossime giornate sia con mezzi della nostra aeronautica sia con mezzi che arriveranno dalla Germania”

“Per il quarto giorno il numero dei positivi è in calo e aumenta il numero dei guariti. `Sono dati da osservare – ha detto D’Angelo commentando il bollettino quotidiano – per capire se si tratta di una battuta d’arresto dovuta alle misure di contenimento. Non mi risulta che questi dati dipendano dal fatto che si fanno meno tamponi, non c’è alcuna novità in questo senso’”.


25 marzo 2020
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