Infermieri fuori dal servizio salvano 67enne in arresto cardiaco alla stazione ferroviaria di Pescara. Nota di encomio

Con riferimento all’intervento di cui all’oggetto, quest’OPI (Ordine delle Professioni
Infermieristiche) vuole ringraziare ed esprimere compiacimento all’infermiere Emanuele Gubello
iscritto all’albo degli Infermieri di questo Ordine, in servizio presso la clinica medica
dell’Ospedale “SS Annunziata” di Chieti, che con le sue competenze tecnico-relazionali è riuscito,
insieme ad un altro collega, entrambi fuori servizio a salvare una persona 67enne residente a
Bucchianico in arresto cardiaco.
Il fatto è accaduto alle 5.45 del mattino di mercoledì 8 gennaio u.s., alla stazione centrale di
Pescara, dove il 67enne si trovava sullo stesso binario in cui erano presenti i due infermieri in attesa
del treno per andare a sostenere il concorso bandito dall’Asl 2 Abruzzo.
Provvidenziale è stato l’intervento dei due infermieri (Emanuele Gubello e della collega Mary
Cocola) che lo hanno soccorso tempestivamente fronteggiando la prima emergenza e
successivamente affidato alle cure dei colleghi del 118 giunti sul posto in breve tempo con
l’ambulanza.
L’uomo una volta stabilizzato è stato trasportato all’ospedale Santo Spirito di Pescara dov’è stato
sottoposto alle cure intensive del caso.
Questo intervento, ha dimostrato umanità e professionalità da parte di tutti gli operatori sanitari che
sono intervenuti nella vicenda gestendo l’intera situazione con estrema professionalità.

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Disponibile il questionario dell’Osservatorio “Occupazione e Lavoro” sulla professione infermieristica

L’Osservatorio “Occupazione e Lavoro”, insediato presso la Federazione nazionale, ha avviato negli scorsi mesi uno studio per approfondire le tematiche inerenti alla professione infermieristica, con particolare riferimento all’analisi del contesto lavorativo e al grado di soddisfazione degli occupati.
A tal fine, è stato sviluppato un questionario on line, completamente anonimo, da sottoporre agli iscritti mediante tutti i canali di comunicazione attivi.
Tutte le informazioni verranno trattate con riservatezza e confidenzialità ai sensi dell’art 13 del D.L. 30/06/2003 n°196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” e GDPR 25/05/2018.
I questionari sono suddivisi in base alla regione di pertinenza lavorativa, non di nascita o di iscrizione all’Ordine Provinciale.
Vi preghiamo, pertanto, di prestare attenzione alla giusta regione di appartenenza lavorativa per la compilazione.
Grazie per la collaborazione

Link per gli Ordini Provinciali della regione Abruzzo

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Bene la Consulta delle professioni. Il ministro vigili perché tutti siano protagonisti

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha appena firmato un decreto per l’istituzione della Consulta permanente delle professioni sanitarie e socio-sanitarie che ha definito “un luogo di ascolto e dialogo”.

“Ho appena firmato il decreto che istituisce la consulta permanente delle professioni sanitarie e socio-sanitarie. Un luogo di dialogo, ascolto e confronto tra medici, infermieri, farmacisti e professionisti della salute. È anche così che si migliora il Servizio Sanitario Nazionale” scrive il ministro sulla sua pagina Facebook.

Mangiacavalli: “Bene. Ora il ministro vigili sull’equità della Consulta

“Apprezzabile, condivisibile e necessario lo sprint del ministro della Salute Roberto Speranza che passando dalle parole ai fatti ha dato gambe alla Consulta delle Federazioni degli ordini professionali”, commenta l’iniziativa del responsabile del dicastero di Lungotevere Ripa Barbara Mangiacavalli, presidente della FNOPI, la più numerosa d’Italia: rappresenta il 41% del personale del Ssn e quasi il 60% di quello del ruolo sanitario.

“L’idea – prosegue – conferma ancora una volta l’attenzione del ministro al tema delle professioni sanitarie e ci trova naturalmente e inequivocabilmente d’accordo”.

“Quello che ci aspettiamo ora da questa Consulta è la sua capacità di permettere finalmente l’innovazione che serve nelle politiche professionali sanitarie, con la valorizzazione e il rafforzamento delle competenze di ciascuno, acquisite ormai da oltre un quarto di secolo nelle università, con le lauree, i master e i dottorati di ricerca, i ruoli di docenza, con una formazione capillare insomma, ognuno nel suo ruolo, per far crescere davvero il Servizio sanitario nazionale”.

“Ci aspettiamo però una Consulta che veda tutti protagonisti e allo stesso modo – conclude la presidente FNOPI – senza professioni di serie A e serie B, con un ministero e il suo ministro a garanzia di tutto questo”.

“In tal caso i 450mila infermieri impegnati ogni giorno nel prendersi cura della comunità e dei più fragili, saranno al fianco del ministro Speranza per disegnare davvero tutti insieme un percorso di confronto e condivisone tra le Federazioni, dove tutti abbiano stessa dignità e stesso rilievo per realizzare percorsi di assistenza virtuosi, necessari alla crescita e allo sviluppo reale del nostro Ssn”.

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Spacchettamento Miur. In Gazzetta il decreto e oggi il giuramento al Quirinale dei due nuovi ministri

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge che divide il Miur nel ministero dell’Istruzione e nel ministero dell’Università e Ricerca, affidati rispettivamente a Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi che hanno giurato nelle mani del presidente Mattarella oggi pomeriggio. IL DECRETO.

10 GEN – Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha approvato un decreto-legge, pubblicato nella Gazzetta del 9 gennaio, che introduce disposizioni urgenti per l’istituzione del Ministero dell’istruzione e del Ministero dell’università e della ricerca, che sostituiscono l’attuale Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Questi saranno affidati rispettivamente a Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi che oggi pomeriggio hanno prestato giuramento al Quirinale.

Al nuovo Ministero dell’istruzione sono quindi attribuite le competenze in materia di sistema dell’istruzione scolastica e dell’istruzione tecnica superiore. Al Ministero dell’università e della ricerca sono invece assegnate le competenze sui sistemi della formazione superiore universitaria, dell’istruzione universitaria e della ricerca scientifica e tecnologica, nonché, in ragione del progressivo allineamento con il sistema universitario previsto dalla legge 22 dicembre 1999, n. 508, quelle relative all’alta formazione artistica, musicale e coreutica.

10 gennaio 2020
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Allegati:

spacer Il decreto

Convezione con MAGICA 9000

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L’OPI di Lecce e MAGICA 9000 stipulano una convenzione per gli Infermieri del Salento.

Sconto del 30% sul prezzo commerciale del listino dei prodotti dell’azienda.

Tante le strepitose proposte…

Contatti:

www.magica9000.it

 

Cerimonia di consegna del Nuovo Codice Deontologico ai poli didattici del Salento (Lecce-Tricase) sedi del Corso di Laurea in Infermieristica

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Il Consiglio Direttivo dell’OPI di Lecce, ritenendo il Codice Deontologico uno strumento di guida per la
professione infermieristica a partire dalla formazione di base, ha ritenuto di omaggiare i poli didattici del Salento dell’Università degli Studi di Bari sedi dei Corsi di Laurea in Infermieristica consegnando loro un roll-up contenente i 53 articoli del Nuovo Codice Deontologico. Il Nuovo Codice Deontologico, riconosce l’infermiere come professionista e come persona; riconosce il cittadino come curato e come persona; riconosce la società nella quale viviamo e quella in cui vorremo vivere; riconosce la normativa attuale e ne prefigura la sua evoluzione; riconosce la relazione con l’assistito come momento di cura.
La cerimonia di consegna che avverrà in:

  • Tricase 17 gennaio 2020 alle ore 17.00 (aula magna polo didattico)
  • Lecce 18 gennaio 2020 alle ore 11.00 (aula magna ospedale oncologico)

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Trasfusioni di sangue. Nuove raccomandazioni dal Ministero per la salute per evitare errori nella definizione del gruppo sanguigno

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Circa il 55% di tutti gli eventi avversi gravi sono il risultato di un errore umano e le reazioni avverse dovute ad errori trasfusionali rappresentano circa il 78% di tutti gli eventi avversi e, tra queste, circa il 20% sono reazioni trasfusionali da incompatibilità AB0. LE NUOVE RACCOMANDAZIONI

09 GEN – La reazione trasfusionale da incompatibilità AB0 può rappresentare un evento drammatico ed è sempre dovuta ad errore che può intervenire in momenti diversi del percorso. Definire il gruppo sanguigno di un individuo è molto importante in medicina trasfusionale; è fondamentale, infatti, per assicurare che ci sia compatibilità tra la persona che necessita di una trasfusione ed il sangue che viene trasfuso.

In caso di incompatibilità AB0 si possono verificare reazioni potenzialmente mortali. Infatti, una persona con gruppo sanguigno 0 possiede anticorpi anti-A e anti-B. Di conseguenza, se le viene trasfuso del sangue appartenente ai gruppi A, B, o AB, i suoi anticorpi reagiranno con i globuli rossi trasfusi, distruggendoli. Analogamente, un individuo Rh- al quale venga trasfuso del sangue Rh+, produrrà anticorpi anti-Rh con il rischio di una grave reazione, soprattutto in caso riceva una successiva trasfusione con sangue Rh+.

L’individuazione del fattore Rh è particolarmente importante durante la gravidanza poiché una madre potrebbe essere incompatibile con il feto. Se la madre è Rh- ma il padre è Rh+, il feto potrebbe essere positivo per l’antigene Rh. L’organismo della madre potrebbe quindi sviluppare anticorpi contro l’antigene Rh+ che, attraversando la placenta, causerebbero la distruzione delle cellule del sangue del feto, con sviluppo della cosiddetta malattia emolitica feto-neonatale (MEFN). La MEFN raramente si verifica alla prima gravidanza, mentre il rischio aumenta nelle successive gravidanze.

Una revisione e un aggiornamento, frutto del lavoro della Direzione della Programmazione sanitaria e della Direzione della Prevenzione sanitaria, che tiene conto delle evidenze emerse dalla versione del 2008, dei risultati dell’applicazione nella pratica quotidiana e delle modifiche introdotte dalle norme del settore.

Dai sistemi di emovigilanza attivi in alcuni Paesi risulta che circa il 55% di tutti gli eventi avversi gravi sono il risultato di un errore umano e le reazioni avverse dovute ad errori trasfusionali rappresentano circa il 78% di tutti gli eventi avversi e, tra queste, circa il 20% sono reazioni trasfusionali da incompatibilità AB0.
L’assenza o la mancata applicazione di procedure specifiche rappresenta un importante fattore di rischio che può determinare il verificarsi dell’evento durante una delle fasi del processo trasfusionale, dal prelievo del campione per la determinazione del gruppo sanguigno del ricevente fino alla trasfusione degli emocomponenti.

In Italia, la legge 21 ottobre 2005, n. 219 ha previsto il sistema di emovigilanza anche con lo scopo di raccogliere e monitorare le informazioni riguardanti gli eventi avversi riferibili alla donazione o alla trasfusione di sangue, compresi gli errori trasfusionali, e i near miss (quasi infortunio). I collettori delle informazioni del sistema di emovigilanza sono i Servizi Trasfusionali (ST) che registrano gli eventi che si verificano nell’ambito della propria organizzazione e notificano all’autorità regionale competente le reazioni indesiderate e gli incidenti gravi.
Le Direzioni aziendali delle Strutture sanitarie, secondo procedure individuate, provvedono alla segnalazione degli eventi sentinella attraverso il sistema informativo SIMES.

La Raccomandazione suggerisce che ciascuna organizzazione sanitaria effettui una dettagliata valutazione di tutte le tappe del processo trasfusionale al fine di identificare i punti critici e la messa in atto di misure di controllo contribuendo ad un miglioramento del sistema e ad una più elevata sicurezza trasfusionale. Sono fondamentali: la definizione di procedure interne; il monitoraggio della applicazione di tali procedure; la predisposizione di programmi di formazione specifica per il personale.

Tra le novità, la Raccomandazione, riporta lo Schema di registrazione dei controlli pre-trasfusionali come da Decreto del Ministro della Salute 2 novembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2015.

09 gennaio 2020
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Screening mammella. In Italia 40% delle donne non lo fa. In Europa siamo decimi in classifica

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Lo rivela Eurostat che ha stilato una classifica sulla percentuale di donne di età compresa tra 50 e 69 anni che sono state sottoposte a screening per carcinoma mammario. In Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Uk percentuali oltre il 75%. Malissimo la Romania (lo fa solo lo 0,2% delle donne). Italia al 10° posto in Europa.

09 GEN – Nel 2017, la percentuale di donne di età compresa tra 50 e 69 anni che sono state sottoposte a screening per carcinoma mammario (utilizzando una mammografia) nei due anni precedenti differisce notevolmente tra gli Stati membri. È quanto sottolinea Eurostat in una sua recente analisi.

Sulla base dei programmi di screening, otto Stati membri hanno tassi di screening del carcinoma mammario inferiori al 50%, con i tassi più bassi registrati in Romania (0,2% delle donne di età compresa tra 50 e 69 anni – dati 2015), Bulgaria (20,6%) e Slovacchia (30,7%).

Al contrario, quattro Stati membri hanno riportato tassi di screening del carcinoma mammario pari o superiori al 75%: Danimarca (82,1% nel 2016), Finlandia (81,9%), Paesi Bassi (78,2% nel 2015) e Regno Unito (75,1%).

L’Italia è al 10° posto con il 59,3% di donne che hanno fatto lo screening. E per una volta facciamo meglio di Germania (51%) e Francia (49,7%).

09 gennaio 2020
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Il 2020 è l’anno internazionale dell’Infermiere e dell’Ostetrica. Oms: “Intervenire o ci sarà carenza di 9 mln di operatori entro il 2030”

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Infermieri e ostetriche sono fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo Oms relativo alla copertura sanitaria universale perché svolgono un ruolo fondamentale nella promozione della salute, nella prevenzione delle malattie e nell’assistenza sanitaria in tutti i settori. Icn e Nursing Now stanno sollecitando i leader mondiali per ottenere importanti investimenti per l’infermieristica e l’ostetricia, così da spianare la strada ad un futuro più luminoso per la salute in tutto il mondo.

07 GEN – Il 2020 è stato designato come “Anno internazionale dell’infermiere e dell’ostetrica” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), in riconoscimento del contributo che forniscono alla Salute e dei grandi rischi associati alla carenza infermieristica. Infermieri e ostetriche sono fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo Oms relativo alla copertura sanitaria universale perché svolgono un ruolo fondamentale nella promozione della salute, nella prevenzione delle malattie e nell’assistenza sanitaria in tutti i settori. L’Oms stima che ci sarà una carenza mondiale di oltre nove milioni di infermieri e ostetriche entro il 2030, a meno che ora non vengano intraprese azioni radicali ora, subito.

Con l’avvio dell’anno internazionale dell’infermiere e dell’ostetrica, Icn e Nursing Now stanno sollecitando i leader mondiali per ottenere importanti investimenti per l’infermieristica e l’ostetricia, così da spianare la strada ad un futuro più luminoso per la salute in tutto il mondo. La presidente dell’Icn Annette Kennedy ha dichiarato: “Ogni volta che parlo con infermiere e infermieri, mi rendo conto che ognuno ha una storia da raccontare. Sono vicini ai pazienti dalla nascita alla morte, condividono i momenti più tristi e gioiosi, aiutano a superare le situazioni più traumatiche e li aiutano a recuperare la propria vita. E a volte, si siedono con i pazienti mentre stanno morendo, fornendo conforto e sollievo negli ultimi momenti della vita. Aumentare la comprensione da parte del pubblico di chi siano gli infermieri, di cosa fanno e del contributo straordinario che danno alle società in cui vivono, ci aiuterà a garantire che l’eredità del 2020 andrà avanti per anni sotto forma di infermieri sempre più supportati nel poter garantire l’assistenza nelle comunità in cui operano”.

Il Co-chair di Nursing Now Lord Nigel Crisp ha dichiarato: “Le prove sono chiare: investire in infermieristica e ostetricia, migliorerà l’assistenza sanitaria per tutti. Il 2020 offre un’opportunità senza precedenti per mostrare ciò che più infermieri e le ostetriche possono raggiungere se ricevono il sostegno e l’opportunità di farlo. È tempo che i governi intensifichino e prendano misure decisive per investire nell’incremento dell’organico di infermieri e ostetriche.

Barbara Stilwell, Direttore Esecutivo di Nursing Now, ha dichiarato: “Gli infermieri sono pronti per questo momento – il 2020 rappresenta la possibilità di mostrare cosa possono fare gli infermieri. Per migliorare la salute di tutti, ovunque. Gli avere equipaggiamenti, dispositivi di protezione e ambienti di lavoro adeguati per poter esercitare la loro professione in modo efficace. Nel 2020, gli infermieri dimostreranno che è essenziale per garantire la salute, aumentare gli investimenti per gli infermieri e per l’infermieristica.

Tiziana Fritelli, Presidente nazionale di Federsanità afferma che l’anno internazionale dell’infermiere è una occasione importante per mettere in atto azioni concrete da parte delle Aziende Sanitarie, con un impegno condiviso per la valorizzazione della professione infermieristica. “Gli infermieri sono cruciali in tutti i processi innovativi di governance, e devono avere un ruolo crescente nella direzioni strategiche aziendali e vanno supportati in tutti gli ambiti di esercizio professionale per garantire il completamento della scopo della pratica professionale, dai fondamenti dell’assistenza alle competenze avanzate, in una nuova visione organizzativo-assistenziale che consenta di soddisfare appieno gli emergenti bisogni sanitari della popolazione. E’ necessaria inoltre una azione integrata per incrementare elevare la comprensione da parte dei cittadini del ruolo essenziale degli infermieri nella trasformazione della salute e dell’assistenza sanitaria”.

Walter De Caro, Presidente della Consociazione Nazionale Associazioni Infermiere/i (Cnai) e Lucia Mitello, Coordinatore del Forum delle professioni sanitarie di Federsanità, ritengono che, insieme al prosieguo delle iniziative di Nursing Now e del Gruppo nursing Now Italy, l’Anno internazionale dell’Infermiere e dell’Ostetrica potrà rappresentare un momento epocale per celebrare la professione in occasione del 200° Anniversario dalla nascita di Florence Nighingale e per dar luogo alla reale valorizzazione della professione infermieristica con concreti investimenti: dal letto del paziente, alle attività di emergenza territoriale, alla promozione e prevenzione, alle attività di infermieristica di famiglia, di comunità e in ambito scolastico, alla gestione, al management, alla policy e alla ricerca, gli infermieri hanno diritto e meritano di essere sempre più coinvolti in tutti i processi che coinvolgono la salute individuale o di comunità per risolvere le nuove sfide della salute pubblica, per influenzare le decisioni di politica sanitaria, per contribuire a trasformare l’assistenza sanitaria con ruoli di alta leadership a tutti i livelli, dalle Aziende alle Regioni e ai Ministeri.

Gli infermieri sono la professione più numerosa al mondo (22 milioni) ed in Italia (oltre 440 mila) e rappresentano la professione che meglio di altre può valutare ciò di cui i pazienti hanno bisogno giorno per giorno e ora per ora, sempre.

In Italia è tempo di passare ad azioni concrete ed integrate che tengano conto dei cambiamenti demografici ed epidemiologici, per 1) organici infermieristici adeguati, anche ai fini di garantire Salute per tutti e ridurre la violenza contro gli infermieri e altri operatori; 2) valorizzazione economica della professione e introduzione su tutto il territorio italiano delle competenze specialistiche ed avanzate, con il pieno sviluppo degli ambiti di esercizio della professione infermieristica e la possibilità di prescrizione; 4) attivazione di strutture infermieristiche ai livelli strategici regionali e nazionali; 3) revisione dell’assetto formativo e dei rapporti tra Aziende ed Università, con particolare riguardo alla formazione post-base; 5) rimodulazione e chiarificazione dell’area relativa ai fondamenti dell’assistenza infermieristica/cure fondamentali e dell’emergenza; 6) sviluppare standard di formazione, formazione continua, addestramento, di condotta e prestazionali in modo che gli infermieri possano fornire assistenza di alta qualità durante la loro carriera; 7) creare consapevolezza nella popolazione sull’importanza della professione infermieristica per la Salute e negli infermieri sulla necessità di aggregarsi nello sviluppo associativo culturale, scientifico e professionale, vera leva del cambiamento, cruciale per migliorare l’impatto della professione sulla salute a tutti i livelli.

Si ricordano gli obiettivi della Campagna globale Nursing Now attiva per il 2020:
1. Maggiori investimenti per migliorare l’istruzione, lo sviluppo professionale, gli standard, la regolamentazione e le condizioni di lavoro per gli infermieri.
2. Maggiore e migliore diffusione di pratiche efficaci e innovative nell’infermieristica
3. Maggiore influenza per infermieri e ostetriche nella policy sanitaria globale e nazionale, come parte di un più ampio sforzo per garantire che la forza lavoro della salute sia maggiormente coinvolta nel processo decisionale.
4. Più infermieri in posizioni di leadership e maggiori opportunità di sviluppo a tutti i livelli.
5. Fornire ai responsabili politici e decisionali riferimenti per comprendere dove l’infermieristica può avere il maggiore impatto, cosa impedisce agli infermieri di raggiungere il loro pieno potenziale e come affrontare questi ostacoli.

Le Associazioni Nazionali infermieristiche e Nursing Now del mondo (in Italia, Cnai è affiliata Icn e Leading Association Nursing Now con il supporto di Federsanità) stanno pianificando centinaia eventi per il 2020, che vedranno anche le celebrazioni del 200° anniversario della nascita di Florence Nightingale e la pubblicazione del primo Rapporto Oms “State of the World’s Nursing Report”.

La prima importante iniziativa di celebrazione e di formazione, a livello internazionale, Florence 2020 – International Conference on History of Nursing organizzata da Cnai con Ehan, si terrà a Firenze nei giorni 13-15 febbraio 2020 (www.florence2020.org). Altre iniziative saranno disponibili sul sito Cnai e sui canali social di Cnai – Nursing Now Italy.

Anche la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) ha dato il via il 1° gennaio all’anno dell’infermiere che culminerà il 12 maggio a Firenze con due giornate dedicate dalla Federazione a Florence Nightingale.

“Io uso il termine nursing come stimolo di miglioramento”, scriveva Florence Nightingale. “L’abbiamo presa in parola – dichiara Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI – facendo crescere la professione, migliorandone la struttura professionale e la qualità e ridefinendone le responsabilità a vantaggio dei pazienti e del sistema welfare che si rende garante di assistenza e orientamento alla salute per l’intera collettività nazionale”.

“Noi infermieri ci siamo, ci vogliamo essere e ci dobbiamo essere. Con maggiore consapevolezza – sottolinea Mangiacavalli -. Assumendoci maggiori responsabilità. Vogliamo e auspichiamo che questo ci sia riconosciuto sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista economico. Vogliamo anche definire un nuovo patto per l’assistenza in cui vi sia non solo l’impegno alla vicinanza, alla qualità dell’assistenza e della relazione, ma anche principalmente l’impegno a superare ostacoli, arretratezze e criticità, nostre e del sistema. L’anno internazionale dell’infermiere può essere il giusto momento di partenza per difendere e far affermare la vera Assistenza (con la ‘A’ maiuscola) dalle persone”.

07 gennaio 2020
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Ticket, vaccini e non solo. Ecco tutte le sfide che attendono la sanità nel 2020

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Il nuovo anno presenta un ricco menù di nodi da sciogliere e riforme da attuare. Il tutto sullo sfondo delle continue fibrillazioni all’interno del Governo giallo-rosso. Ecco una disamina delle principali questioni in ballo per l’anno in cui siamo appena entrati.

08 GEN – Riforma dei ticket, norme contro la violenza sui sanitari, misure per far fronte alla carenza di medici, fondi integrativi, vaccini, nuove norme sulle nomine dei manager, riforma delle specializzazioni e della medicina territoriale, parafarmacie, nuove linee guida sui commissariamenti, governance dei farmaci e dei dispositivi medici e molto altro ancora. Il menù delle sfide che attendono la sanità nel 2020 è ricco e impegnativo.

Partiamo dal Patto per la salute approvato lo scorso dicembre. Com’è noto nel Patto sono contenute le linee d’indirizzo per il prossimo biennio che Regioni e Governo dovranno perseguire dando corso quanto pattuito con In sostanza tutte le misure contenute nell’accordo dovranno trasformarsi in provvedimenti concreti.

In primis ci sarà da mettere a punto le nuove linee guida su commissariamenti e piani di rientro. Il meccanismo prevede il commissariamento solo in casi estremi e disegna invece tutti i passaggi che dovranno essere intrapresi per evitare che Lea e conti economici esplodano. Sempre sul tema, come definito dal Patto, entro giugno dovranno essere sostituiti i commissari di Molise e Calabria dopo che la Consulta ha bocciato la norma sull’incompatibilità presidente-commissario. Inoltre, dovrà essere ratificata l’uscita di Lazio e Campania dal commissariamento.

Ma non solo, nel 2020 si dovrà costruire anche il programma nazionale per la mobilità sanitaria per affrontare l’annosa questione dei cittadini che si spostano in altre Regioni per curarsi (un fenomeno che coinvolge quasi 1 mln di pazienti l’anno, che soprattutto dal Sud si spostano al Nord per curarsi).

Tra le sfide che ha disegnato il Patto anche quella della riforma di Aifa, Iss e Agenas per eliminare le duplicazioni di funzioni. A dire il vero questa riforma sono anni che viene annunciata e certamente rappresenta un nodo di non facile soluzione. Sulla questione ci sarà poi da vedere quali profili saranno scelti per le direzioni generali di Aifa e Agenas dopo l’applicazione dello spoils system a Luca Li Bassi e Francesco Bevere.
Curiosità anche per l’unificazione dell’Hta presso un’unica struttura: sarà affidata ad un Ente vigilato già esistente o sarà creata un’agenzia ad hoc?

Altro tema caldissimo quello della governance dei farmaci. Le linee guida definite a fine 2018 sono rimaste pressoché inapplicate anche per la forte contrarietà delle industrie che tra l’altro, dopo l’accordo sul payback pregresso sottoscritto nel 2019, chiedono la revisione dei tetti di spesa (ricordiamo che quello dell’ospedaliera sfonda costantemente l’asticella mentre quello della convenzionata è in avanzo).

Curiosità in tema pharma anche per l’elezione del nuovo presidente di Farmindustria prevista all’inizio dell’estate.

Altra questione complicatissima quella della riforma della sanità territoriale. Il Patto per la Salute punta all’integrazione di tutti i servizi presenti sul territorio (medici di famiglia, pediatri, infermieri, farmacie, servizi socio assistenziali). Dovranno essere scritte per questo delle linee d’indirizzo che visti gli interessi in ballo non sembrano di facile stesura. Così come si annuncia complicata la revisione del Dm 70 sugli standard ospedalieri.

Bisognerà vedere poi come verrà affrontato il tema della sanità integrativa. In Parlamento è da tempo stata avviata un’indagine conoscitiva e ora sarà istituito un Gruppo di lavoro per riordinare la normativa e anche tutta la partita degli sgravi fiscali.

Tema caldo anche quello della ricerca dove la volontà è quella di mettere in campo un miglior coordinamento tra i vari enti. Inoltre, dovrà essere risolta la questione del Dlgs applicativo della Legge Lorenzin 3/2018 dato che al suo interno sono state inserite delle incompatibilità molto stringenti per quanto riguarda i rapporti tra professionisti e aziende. Misure che da più parti sono giudicate come il funerale della ricerca non-profit.

Ampio anche il campo delle sfide nel campo della prevenzione dove si prevede di dar seguito al Piano anti morbillo (bloccato in Stato-Regioni). Previsto anche l’aggiornamento del Piano sull’antibiotico resistenza (vera piaga della sanità italiana).

C’è poi la questione vaccini. Il Ddl sull’obbligo flessibile difficilmente vedrà mai la luce (Il Ministro Speranza ha chiarito che la legge Lorenzin per ora non si tocca). Non è detto però che sulla questione non s’intervenga. Infatti la Legge Lorenzin prevede che ad agosto 2020 si possa avviate l’iter per una revisione sull’obbligo della vaccinazione quadrivalente (morbillo, parotite, rosolia, varicella) qualora i valori di copertura siano nel frattempo sopra la soglia del 95%.

Attesissima poi la riforma dei ticket sanitari. Il Governo aveva annunciato un ddl collegato alla Manovra (che poi non è mai arrivato). In ogni caso ora sarà avviato un nuovo tavolo che dovrà rivedere la normativa seguendo il principio della graduazione dell’importo dovuto in funzione del costo delle prestazioni e del “reddito familiare equivalente”. Vedremo anche qui se la riforma andrà in porto dato che è più di un decennio che si cerca d’intervenire. Unica certezza, al momento, è che da settembre 2020 non si pagherà più il superticket.

Anche sul piano parlamentare i temi in ballo per quest’anno sono parecchi. In primis il Ddl Antiviolenza. Approvato al Senato ora il testo è in discussione alla Camera. Il provvedimento è molto atteso e il Ministro Speranza non ha escluso una decretazione d’urgenza qualora il Parlamento non mostrasse celerità nell’approvazione delle nuove norme.

Vedremo poi che fine farà il Sunshine Act, approvato dalla Camera e piallato al Senato. Così come vedremo se andrà in porto il Ddl Castellone per la riforma del meccanismo di nomina dei manager di Asl e ospedali (un cavallo di battaglia del M5S). Incompiuta anche la riforma delle parafarmacie: un anno fa era stato annunciato un ddl dal M5S che è rimasto però nel cassetto.

Sullo sfondo bisognerà poi vedere come sarà costruito il Decreto ministeriale che detterà le regole per l’utilizzo dei 235 mln stanziati in Bilancio per la dotazione strumentale di diagnostica di primo livello per medici di famiglia e pediatri. Così come si dovranno vedere i primi effetti della sperimentazione della farmacia dei servizi, nonché come sarà gestita la sua estensione a tutto il territorio nazionale. Da vedere anche come andrà in porto la trattativa per il rinnovo del contratto della sanità privata.

Attesa anche per valutare l’impatto delle linee guida sul Pronto soccorso e del Piano nazionale delle liste d’attesa.

Questione dirimente saranno poi anche le elezioni regionali. Nel 2020 si voterà in Emilia Romagna, Calabria, Veneto, Campania, Toscana, Liguria, Marche e Puglia. Inevitabilmente l’esito, al di là delle potenziali ripercussioni sul Governo nazionale, porterà ad un rimescolamento negli equilibri interni della Conferenza con la possibilità concreta di un cambio alla presidenza.

Sul piano regionale bisognerà vedere poi come procederà la partita delle autonomie. Il Ddl del Ministro Boccia è stato fermato ma è chiaro che la questione è troppo sensibile, soprattutto per le regioni a guida centrodestra, per buttare ancora la palla in tribuna.

Anno caldo si preannuncia anche quello per le professioni sanitarie. La battaglia tra medici e infermieri inevitabilmente proseguirà. La Fnomceo ha in programma l’evento conclusivo degli Stati generali dove verranno tirate le somme del futuro della categoria anche per quanto riguarda il rapporto con le altre professioni. Auspicabile in questo senso un momento di confronto tra tutti gli Ordini professionali per ridisegnare il perimetro delle competenze. Si vedrà poi cosa succederà con la scadenza del 30 giugno, giorno nel quale si dovranno completare le iscrizioni agli elenchi speciali per coloro che non avevano i requisiti fissati dalla Legge Lorenzin per entrare nei nuovi ordini professionali. Sempre nel 2020 vi sarà poi il rinnovo dei veritici dell’Enpam e le elezioni degli ordini provinciali dei medici.

Sullo sfondo è del tutto evidente che bisognerà capire se il Governo giallo-rosso avrà la forza di rimanere in sella viste le costanti e continue fibrillazioni. Un aspetto questo, ovviamente decisivo, così come lo sarà la prossima manovra dove si vedrà se l’annuncio del premier Conte di voler stanziare 10 mld per la sanità entro il 2023 troverà seguito o rimarranno parole al vento.

Luciano Fassari

08 gennaio 2020
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