Articoli tratti dai magazine specifici sul tema sanità

http://www.quotidianosanita.it/

Covid. In Gazzetta il nuovo Dpcm. Luoghi della movida si potranno chiudere alle 21, palestre sotto esame per una settimana a rischio stop. Nuovi limiti a bar e ristoranti. Ecco le misure

, ,

Il presidente Conte e il ministro Speranza hanno firmato un nuovo Dpcm a meno di una settimana dall’altro inasprendo, ma meno del previsto, le misure di contenimento della diffusione del Covid. La misura più drastica che ha sollevato le proteste dei sindaci è la possibilità di chiudere le zone della movida nelle città dopo le 21. Per le superiori e le università più didattica a distanza e poi stop a fiere locali e a tutti i congressi in presenza. IL TESTOGLI ALLEGATI

19 OTT – Dopo un fine settimana di incontri tra Governo, Regioni e tecnici Conte e Speranza hanno messo la firma su un nuovo Dpcm (pubblicato subito nella Gazzetta Uffciale di domenica) che modifica e integra alcune dlele misure varate martedì scorso al fine di arginare l’escalation dei contagi che domenica ha segnato un nuovo record con oltre 11.700 casi positivi riscontrati.

Tuttavia, rispetto alle indiscrezioni e alle attese di chi si aspettava misure dure, il nuovo Dpcm alza sì l’asticella ma non prevede né coprifuoco generalizzati né chiusure tout court di attività commerciali ed economiche.

L’unica misura drastica alla fine è quella che prevede la possibilità di chiudere dopo le 21 i luoghi delle movide cittadine in caso di persistenza degli assembramenti. Misura però subito contestata dai sindaci che con il presidente dell’Anci Antonio Decaro hanno parlato di “scaricabarile delle responsabilità” da parte del Governo.

Una protesta che un primo risultato l’ha ottenuto portando il Governo a non indicare espressamente che dovranno essere i sindaci a decidere le eventuali chiusure. Il tetso in Gazzetta, infatti, rispetto alle bozze del pomeriggio di ieri che davano espressamente ai primi cittadini la responsabilità di chiudere, si limita a dire che può essere disposta la chiusura al pubblico dopo le ore 21 delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private. Ma a chi spetterà l’incombenza di decidere non è chiaro anche se sembra plausibile che la decisone dovrebbe essere presa di concerto tra prefetti e sindaci.

Il premier ha detto che questa verifica durerà una settimana ma non è chiaro come e dove e in che misura saranno effettuate le verifiche e al momento l’annuncio ha tutte le caratteristiche di un avvertimento ai gestori per spingerli ad applicare con più severità le misure di prevenzione dei contagi pena la chiusura.

Fatto sta che nel nuovo Dpcm palestre e piscine non sono citate e tutto resta come stabilito dal precedente testo che non è stato modificato e recita: “l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome, ai sensi dell’ art. 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020”.

Novità invece per la scuola. Il nuovo Dpcm dispone infatti per le scuole secondarie il ricorso alla didattica digitale integrata, che deve comunque rimanere complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00.

Per le Università, infine, si chiede al Comitato universitario regionale di riferimento di predisporre, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative tenendo conto dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria.

Per gli sport di contatto si stringe sul livello dilettantistico prevedendo che l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sono pertanto sospese anche tutte le gare, le competizioni e le attività connesse a questi sport anche se aventi carattere ludico-amatoriale.

Le novità per bar, pub e ristoranti. Il nuovo Dpcm stabilisce che le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 sino alle ore 24,00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18.00 in assenza di consumo al tavolo. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Stop alle fiere locali e a tutti i congressi. Il nuovo decreto vieta le sagre e le fiere di comunità mentre restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale. Stop generalizzato invece per tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza.

Obbligo per le Asl di caricare codici positività segnalati da Immuni. Il Dpcm prevede poi che al fine di rendere più efficace il contact tracing attraverso l’utilizzo dell’App Immuni, è fatto obbligo all’operatore sanitario del Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale, accedendo al sistema centrale di Immuni, di caricare il codice chiave in presenza di un caso di positività.

19 ottobre 2020
© Riproduzione riservata

http://www.quotidianosanita.it/

Manovra. Conte: “Risorse significative per rafforzare il Ssn”. Gualtieri: “Stanziati altri 4 mld per personale, vaccini ed emergenza”

, ,

di Giovanni Rodriquez

Il ministro dell’Economia in conferenza stampa con il premier ha spiegato come “già nei precedenti decreti avevamo aumentato le risorse di 1,2 miliardi, con questo aumentiamo ulteriormente la dotazione di 1 miliardo per il fondo sanitario, confermiamo le assunzioni del personale sanitario, determiniamo un incremento per l’indennità dei medici e infermieri, e staniamo ulteriori risorse per l’acquisto dei vaccini”. Tornando poi sul Mes Conte ha chiarito: “Ci sarà l’opportunità per parlarne nelle sedi opportune”.

19 OTT – “La manovra economica che è stata approvata avrà un importo complessivo di 39 miliardi e si prefigge due obiettivi: il sostegno e il rilancio dell’economia italiana. Mantiene una impostazione di forte espansione, non prevediamo aumenti di tasse, è una scelta precisa, un indirizzo politico che abbiamo perseguito sino all’ultimo. Sono risorse significative nonostante il contesto difficile che stiamo attraversando, serviranno a rafforzare la sanità, aiutare i settori più colpiti, rafforzare il trasporto scolastico”.

Così il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa ha presentato nel pomeriggio la manovra varato lo scorso sabato sera in Consiglio dei Ministri.

Insieme a lui anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che ha sottolineato come la manovra sia “importante e ambiziosa, ed offre un forte impulso per la ripresa economica, puntando su investimenti, istruzione, welfare, sanità”. Per quanto riguarda in particolare la sanità, “già nei precedenti decreti avevamo aumentato le risorse di 1,2 miliardi, con questo aumentiamo ulteriormente la dotazione di 1 miliardo per il fondo sanitario, confermiamo le assunzioni del personale sanitario, determiniamo un incremento per l’indennità dei medici e infermieri, e staniamo ulteriori risorse per l’acquisto dei vaccini. Complessivamente sono 4 miliardi ulteriori alla sanità. Questo è un governo che ha detto che sulla sanità non si possono fare tagli, occorre rafforzare gli investimenti”.

Anche il premier Conte è tornato poi sul tema dopo il “no” al Mes nella conferenza stampa di ieri: “Non è che la questione è stata risolta ieri in conferenza stampa – ha chiarito – ci sono le sedi opportune, sicuramente ci sarà l’opportunità per parlarne nelle sedi opportune”.

Infine da sottolineare che in giornata, nel Documento programmatico di Bilancio 2021 inviato a Bruxelles, si è ricordato come “durante i mesi passati è stato prodotto uno sforzo senza precedenti per limitare le conseguenze della crisi sanitaria sui redditi delle famiglie, sui livelli occupazionali e sulla tenuta del sistema produttivo garantendo sostegno economico e liquidità al sistema. Al contempo, sono state garantite tutte le risorse necessarie al sistema sanitario per fornire le necessarie cure e contenere la pandemia”. Quanto al futuro, nel documento si spiega che “tali sforzi dovranno essere proseguiti fino al superamento della crisi e i nuovi recenti interventi vanno in questa direzione”.

Giovanni Rodriquez

19 ottobre 2020
© Riproduzione riservata

Legge di Bilancio 2021: 30mila infermieri e medici assunti a tempo determinato

,

Pronta la legge di Bilancio 2021. Sono previsti 4 miliardi di euro per la Sanità. La manovra è stata approvata dal Consiglio dei ministri (cdm) nella notte.

L’Esecutivo, infatti, ha indicato come intende spendere i circa 40 miliardi previsti per il prossimo anno. Sono 4 miliardi i fondi previsti per la Sanità. Si conferma, inoltre, il numero di 30 mila tra medici e infermieri assunti a tempo determinato per far fronte all’emergenza sanitaria.

Per i professionisti della sanità ci sarà anche il sostegno delle indennità contrattuali e l’introduzione di un fondo per l’acquisto di vaccini e per altre esigenze correlate all’emergenza COVID-19.

Nella Legge di Bilancio 2021 4 miliardi di euro, infatti, sono inoltre istituiti per l’istituzione di un fondo a sostegno delle attività maggiormente colpite dal Covid;

6 miliardi di euro, invece, per scuola e università, con assunzione di nuovi docenti (25 mila insegnanti di sostegno), fondi per l’edilizia scolastica e universitaria e sostegno alla ricerca.

Fonti: quifinanza.it; dire.it

#NurseTimes – Giornale di informazione Sanitaria

CoGeAPS, consorzio gestione anagrafica professioni sanitarie

, , ,

Il CoGeAPS è il Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie. Organismo nazionale istituito con l’Accordo Stato Regioni del 5 novembre 2009, riunisce le Federazioni Nazionali degli Ordini e le Associazioni dei professionisti della salute che partecipano al programma di Educazione Continua in Medicina (ECM). È deputato alla gestione delle anagrafiche nazionali e territoriali e alla certificazione delle attività formative svolte da parte dei professionisti. In coordinamento con il Ministero della Salute e con gli Ordini, Collegi e Associazioni professionali implementa e gestisce il dossier formativo individuale e di gruppo.

Professionisti sanitari e crediti ECM, le funzioni di CoGeAPS

I professionisti sanitari possono verificare i propri crediti ECM iscrivendosi all’area privata di Co.Ge.A.P.S.

Il CoGeAPS è l’organismo deputato alla gestione delle anagrafiche nazionali e territoriali e alla certificazione delle attività formative svolte da parte dei professionisti. In coordinamento con il Ministero della Salute e con gli Ordini, Collegi e Associazioni professionali implementa e gestisce il dossier formativo individuale e di gruppo.

Si tratta sostanzialmente di uno strumento attuativo per l’istituzione di una anagrafe unitaria dei professionisti sanitari e per la realizzazione di un sistema unitario e condiviso per la gestione e la certificazione dei crediti formativi ECM. Gestisce quindi una banca dati Nazionale dei crediti ECM acquisiti dai singoli professionisti sulla base dei criteri e delle modalità stabiliti dalla Commissione Nazionale ECM.

È un portale internet che vuole essere un punto di riferimento per gli operatori sanitari e un punto di accesso ad una piattaforma predisposta all’autenticazione e alla gestione dei profili degli utenti a garanzia delle istituzioni di riferimento. Pertanto, è anche uno strumento di comunicazione istituzionale perché vi possono accedere per la consultazione tutti i soggetti pubblici quali Regioni, Aziende Sanitarie, Ministero della Salute, Age.Na.S., Enti di Ricerca, Istituto Superiore Sanità, Università, etc.

I professionisti sanitari possono verificare i propri crediti ECM iscrivendosi all’area privata di Co.Ge.A.P.S. Tali crediti regolarmente acquisiti attraverso corsi accreditati a livello nazionale vengono comunicati dal provider accreditante entro 90 giorni dapprima all’Agenzia Nazionale Sanitaria detta Agenas, che li comunica poi a Co.Ge.A.P.S. Tale comunicazione tra provider, Agenas e Co.Ge.A.P.S. dovrebbe essere rispettosa dei tempi per poter garantire un efficiente aggiornamento in tempo reale.

Il riconoscimento dei propri crediti sul portale di Co.Ge.A.P.S. potrebbe richiedere tuttavia un ulteriore periodo di tempo, perché l’aggiornamento dei dati avviene non prima dei 90 giorni dal termine di validità del corso. Per questa ragione le verifiche relative ai crediti acquisiti in ogni triennio ECM vengono effettuate da Agenas solo dopo il 30 marzo dell’anno successivo alla fine del triennio stesso ovvero una volta passati i 90 giorni utili per la rendicontazione.

Infermiere
Fonte: Nurse 24
http://www.quotidianosanita.it/

Covid. Ora tutti (o quasi) premono per misure più drastiche e il Dpcm di soli 3 giorni fa sembra già superato. Ecco le possibili nuove misure

, ,

Il superamento della soglia dei 10 mila casi in un giorno e l’ultimo report di Ministero e Iss che segnala come metà delle Regioni sia sul ciglio del burrone sta spingendo Governo e Regioni a valutare nuove misure più stringenti rispetto a quelle varate martedì scorso. Sul tavolo di un vertice dei ministri (in serata) e poi nel confronto con le Regioni (domani mattina) diverse ipotesi: dal coprifuoco alle 22, alla chiusura di palestre, parrucchieri e centri estetici e forse anche di cinema e teatri. E per la scuola si affaccia l’ipotesi della didattica a distanza per le superiori e l’Università

16 OTT – Sono trascorsi appena tre giorni dall’ultimo Dpcm del Governo che ha dato una stretta, viene da dire tiepida, alle misure anti Covid. Ma ad oggi sembra passata un’eternità. L’esponenziale aumento dei casi che ha portato a superare la soglia psicologica dei 10mila nuovi contagi in 24 ore, il monitoraggio di ieri di Iss e Ministero della Salute che ha messo nero su bianco come metà delle Regioni sia in crisi (tra contact tracing fallito e servizi territoriali e terapie intensive prossime al collasso) e non da ultimo la mossa del governatore campano Vincenzo De Luca che ha deciso di chiudere le scuole, hanno fatto ripiombare il confronto sul “che fare” in un cortocircuito che ci riporta indietro ai momenti più bui della prima ondata della scorsa primavera.

Il Pd in mattinata, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Bruxelles per il Consiglio Europeo, ha informato le agenzie di stampa di aver chiesto un vertice per stringere ulteriormente le maglie e così anche i governatori, vedi Lombardia, che è tornata ad essere la Regione più colpita con oltre 2mila nuovi casi, si stanno muovendo per valutare di misure più restrittive rispetto al Dpcm di soli tre giorni fa.

Domattina (sabato per chi legge) è previsto un vertice tra i Ministri Boccia e Speranza con le Regioni, ma si attende soprattutto (stasera) il vertice di Governo dove si parlerà proprio dell’opportunità di mettere mano ad un nuovo Dpcm.

Nella ridda delle dichiarazioni le ipotesi in campo sono plurime. C’è chi propone un coprifuoco fino alle 22 a livello nazionale (sulla scia di De Luca che lo ha fissato per il giorno di Halloween), chi paventa la possibilità di chiusure di alcune attività commerciali come palestre, parrucchieri, centri estetici ma anche, si dice, cinema e teatri (tutte misure che potrebbero però essere limitate alle Region con indici di contagio più alti). E poi c’è la questione del trasporto pubblico con l’idea di ridurne la capienza rispetto all’80% attuale.

Tiene banco anche la scuola. Dopo la decisione drastica di De Luca di chiuderle per due settimane, è tornata in auge la richiesta di reintrodurre la didattica a distanza (la Lombardia pensa ad una Dad parziale sia per scuole che università) così come l’idea degli orari scaglionati per limitare la pressione proprio sul trasporto pubblico.

Ma non solo, si pensa anche ad un’ulteriore stretta sulle attività sportive delle categorie dilettanti così come a limiti orari per sale bingo e sale giochi. Sul tema lavoro si pensa nuovamente ad aumentare il ricorso allo smartworking.

Su tutte queste misure pende ovviamente la Spada di Damocle di un possibile nuovo lockdown. Ad oggi una chiusura semi totale come a marzo e aprile sembra difficile che il Paese, a livello sociale, economico e politico, possa ancora digerirla.

In ogni caso tutte le ipotesi in campo stanno seguendo gli scenari proposti da Iss e Ministero della Salute e avallati dalle Regioni. Essendo ormai mezza Italia nel cosiddetto scenario 3 le azioni di contenimento previste vanno dall’interruzione locale di attività produttive, zone rosse con lockdown locali temporanei (2-3 settimane), possibili restrizioni della mobilità, introduzione della didattica a distanza, chiusura temporanea di scuole e università o lezioni scaglionate.

Insomma, una guida sul “che fare” (in teoria condivisa tra tutti gli attori) oggi c’è. Vedremo nelle prossime ore se si deciderà di seguirla o se si continuerà nel duello tra linea morbida e linea dura che, seppur comprensibile dialetticamente, sta creando troppa incertezza e diffidenza nel Paese.

Luciano Fassari

16 ottobre 2020
© Riproduzione riservata

http://www.sanita24.ilsole24ore.com/

Coronavirus: nuovi contagi oltre 10mila con 150mila tamponi, 55 decessi

, ,

Ancora una crescita record dei nuovi casi positivi da coronavirus nelle ultime 24 ore: 10.010 (+1.206) con 150mila tamponi (-12mila). E’ quanto emerge dal bollettino odierno pubblicato dal ministero della Salute che registra anche 55 decessi (-28). La Regione con il maggior numero di casi è la Lombardia con 2.419, seguita dalla Campania con 1.261 e dal Piemonte con 821. Il numero degli attualmente contagiati sale a 107.312 di cui 6.178 ricoverati con sintomi (+382) e 638 in terapia intensiva (+52). Sono in isolamento domiciliare 100.496 pazienti mentre sono guarite o sono state dimesse 1.908 persone.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.quotidianosanita.it/

Approvata dal Parlamento. Il 20 febbraio di ogni anno sarà la “Giornata nazionale dei professionisti sanitari, sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato”

, ,

Dopo l’approvazione in Senato lo scorso maggio, ieri la Commissione Affari Sociali della Camera, in sede legislativa, ha approvato definitivamente il provvedimento. La giornata nazionale è stata istituita quale “momento per onorare il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio del personale medico, sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato nel corso della pandemia da Coronavirus nell’anno 2020”. IL TESTO

15 OTT – Il Disegno di legge che istituisce la “Giornata nazionale dei professionisti sanitari, sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato” è legge. Dopo l’approvazione in Senato lo scorso maggio, è arrivato nel pomeriggio di ieri il via libera definitivo da parte della Commissione Affari Sociali della Camera, in sede legislativa.

La giornata nazionale, che si celebrerà il 20 febbraio di ogni anno, è stata istituita quale “momento per onorare il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio del personale medico, sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato nel corso della pandemia da Coronavirus nell’anno 2020”. Spetterà al Governo, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, determinare le modalità di svolgimento della Giornata senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Grande soddisfazione per l’approvazione è stata espressa dalle professioni sanitarie. “Ringraziamo il Parlamento per aver voluto istituire questa Giornata. Questo progetto di Legge è un segno tangibile di riconoscimento, attraverso la memoria collettiva, del sacrificio di tutti i colleghi che si sono esposti, anche in assenza dei dovuti dispositivi di protezione, per combattere il virus – afferma il presidente della Fnomceo Filippo Anelli -. Il loro impegno è una testimonianza forte e concreta di come l’esercizio della Professione medica sia inscindibile dalla passione e dai valori contenuti nel Codice Deontologico e nel Giuramento. L’anima della Professione è in proprio questo connubio inestricabile tra conoscenze scientifiche, competenze professionali e principi etici, che indirizza al bene il potere che deriva dal sapere, saper essere e saper fare”.

“L’iniziativa di dedicare una giornata ai professionisti sanitari vittime del Covid, a quelli che sono si sono contagiati sul lavoro, a tutti i professionisti e gli altri attori della salute che hanno contributo a gestire l’emergenza merita il nostro sostegno – conclude Anelli -. Credo che sia importante che i nostri concittadini, almeno una volta l’anno, si fermino a riflettere sull’importanza della professione medica e delle professioni sanitarie. Le nostre professioni sono quelle che garantiscono i diritti: in primo luogo il diritto alla salute. Le nostre competenze, peculiari e sinergiche, i nostri principi, liberamente e autonomamente condivisi, i nostri valori, comuni e identitari, che risuonano con quelli della Carta costituzionale e del nostro Servizio Sanitario nazionale, possono e devono essere per i cittadini lo strumento efficace ed essenziale per realizzare i diritti assegnati dalla Costituzione. È significativo che il Parlamento, così come il Governo, riconosca il ruolo portante del capitale umano per il Servizio Sanitario Nazionale”.

Anche la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli, ha parlato di “un successo di tutte le professioni sanitarie e sociosanitarie in prima linea nella lotta alla pandemia”.

“Gli infermieri, ad esempio, rappresentano il 61% delle professioni sanitarie e hanno pagato un prezzo altissimo: 42 morti, 4 suicidi e oltre 16mila contagiati fino a oggi. E’ un atto che rende merito ai tanti operatori sanitari impegnati nella lotta a Covid – aggiunge la presidente Fnopi – molti dei quali hanno anche contratto il virus, un gran numero in tutte le professioni, molti sono deceduti e mai nessuno nonostante tutto ha abbandonato un solo istante la prima linea e per questo è giusto che la legge li comprenda davvero tutti”.

“Ringraziamo i parlamentari che hanno recepito e approvato le integrazioni del relatore e hanno permesso questa forma di riconoscimento di tutte le professionalità (nel testo originario si parlava di “Giornata dei camici bianchi”, ndr.). Ci auguriamo adesso – conclude Mangiacavalli – che nel passaggio finale al Senato sia recepito questo ultimo testo e che la Gionata sia, anche formalmente, il riconoscimento di tutti gli operatori sanitari in prima linea nella lotta alla pandemia. Gli infermieri che sono tra i primi ad affrontare la lotta a Covid-19 sono anche i primi a esserne orgogliosi”.

Mandelli: “La giornata dei professionisti della salute sia uno stimolo a migliorare e proteggere il SSN”. “E’ giusto che il Paese ricordi con una giornata a loro dedicata l’impegno instancabile e il sacrificio dei professionisti della salute durante le ore più tragiche della pandemia, e sono certo che questo sia il sentire comune di tutti gli italiani”, così il presidnete della Fofi Andrea Mandelli a commento dell’approvazione della proposta di legge.

“I terribili mesi attraversati dall’Italia hanno fatto emergere tutto il valore delle donne e degli uomini del Servizio sanitario nazionale, che non hanno mai esitato a esporsi in prima linea per tutelare la salute della collettività, anche a prezzo della propria vita. Sono altresì convinto che medici, farmacisti, infermieri e tutti gli operatori vadano celebrati anche con uno sforzo complessivo per proteggere, migliorare e rendere sempre più efficace ed efficiente la sanità italiana”, conclude Mandelli.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Federazione nazionale degli ordini Tsrm-Pstrp Alessandro Beux: “Un doveroso riconoscimento, duraturo nel tempo, per gli operatori che hanno patito – e, purtroppo, stanno tornando a patire – gli effetti della pandemia. Per la nostra Federazione è un risultato particolarmente significativo perché accoglie, estendendolo, il suggerimento sulla denominazione dato lo scorso 29 maggio, testimoniando che ora il Legislatore ha ben chiaro che il Sistema socio-sanitario è animato da una pluralità di professioni che non può e non deve essere ridotta a rappresentazioni parziali”.

15 ottobre 2020
© Riproduzione riservata

http://www.quotidianosanita.it/

Covid. Ministero e Iss: metà delle Regioni a rischio lockdown locali. “Pronti a innalzare le misure di contenimento in aree più colpite dalla seconda ondata”. Quasi 5mila i focolai attivi

, ,

Esce con un giorno di anticipo il report settimanale sull’andamento dell’epidemia e il quadro è allarmante. Sono 4.913 i focolai attivi, di cui 1.749 nuovi. L’incidenza dei casi negli ultimi 14 gg arriva a 75 per 100.000 abitanti con Rt nazionale a 1,17. “Per la prima volta si segnalano elementi di criticità elevata relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese”. In metà delle Regioni si segna un’alto rischio di progressione rapida dell’epidemia con possibilità concreta di lockdown locali temporanei.

15 OTT – Sono dieci le Regioni dal rischio alto (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta) con una probabilità di superare la soglia del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid praticamente certa.

Tutte le Regioni sono poi con l’indice Rt sopra 1 tranne Calabria e Basilicata. Inoltre Abruzzo, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Pa Bolzano, Toscana, Umbria si trovano nel cosiddetto scenario 3 fissato da Iss e Ministero che prevede tra l’altro possibili lockdown temporanei a livello locale, chiusura attività sociali/culturali/sportive e chiusura temporanea delle scuole. La Valle d’Aosta viene segnalata con lo scenario 4 (lockdown totale) anche se in molti casi si evidenzia che la situazione non è pienamente valutabile.

La crescita esponenziale dei contagi e delle connesse difficoltà per i servizi sanitari sono messe nere su bianco nel nuovo monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell’Iss che è stato diffuso questa sera, un giorno in anticipo rispetto alla sua divulgazione abituale di venerdì e riferito al periodo 5-11 ottobre.

“Accelerazione – si legge – nella evoluzione dell’epidemia ormai entrata in una fase acuta con aumento progressivo nel numero di casi, evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni/PA, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese”

Per Iss e Ministero della Salute “è quindi necessaria una rapida analisi del rischio sub-regionale per il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione nelle aree maggiormente affette sulla base delle linee di indirizzo fornite nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale”, divulgato la scorsa settimana che indica quattro scenari di evoluzione della pandemia ai quali far seguire interventi proporzionati.

E poi l’appello alla popolazione “di rispettare con coscienza e precisione tutte le norme di precauzione previste (in particolare il distanziamento fisico e l’uso corretto e appropriato delle mascherine) e di evitare quanto più possibile situazioni che possano favorire la trasmissione quali aggregazioni spontanee e programmate per evitare un ulteriore peggioramento che potrebbe richiedere restrizioni territorialmente diffuse”.

Ecco i punti chiave del rapporto riferito al periodo 5-11 ottobre:
• Il virus oggi circola in tutto il paese. Questa settimana è stato osservato un forte incremento dei casi che porta l’incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg a 75 per 100 000 abitanti (periodo 28/9-11/10) (vs di 44,37 per 100 000 abitanti nel periodo 21/9-4/10). Nello stesso periodo, il numero di casi sintomatici è quasi raddoppiato (15.189 casi sintomatici nel periodo 28/9-11/10 vs 8.198 casi sintomatici nel periodo 21/9-4/10).

• Tutte le Regioni/PPAA, tranne una, hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso ISS). Continua a scendere la percentuale dei nuovi casi che sono stati rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (28,8% dei nuovi casi vs 31,8% la settimana precedente). Diminuisce anche la percentuale dei nuovi casi rilevati attraverso le attività di screening (31,1% vs 33,2%) Aumenta, invece, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (31,6% vs 29,1% la scorsa settimana). Nel 8,5% dei casi non è stato riportato l’accertamento diagnostico.

• Nel periodo 24 settembre – 07 ottobre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,17 (95%CI: 1,03 – 1,50).

• Sono stati riportati complessivamente 4.913 focolai attivi, di cui 1.749 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede la individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la undicesima settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 3.805 focolai attivi di cui 1.181 nuovi). Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (102/107). La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (80,3%). Si mantiene stabile la percentuale dei focolai rilevati nell’ambito di attività ricreative (4,2% vs 4,1% la settimana precedente).

• Questa settimana sono in aumento i focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico, ma la trasmissione intra-scolastica rimane complessivamente una dinamica di trasmissione limitata: 3,8% di tutti i nuovi i focolai in cui è stato segnalato il contesto di trasmissione. Tuttavia, le attività extra-scolastiche possono costituire un innesco di catene di trasmissione laddove non vengano rispettate le misure di prevenzione previste.

• Si osserva un forte aumento nel numero di nuovi casi fuori delle catene di trasmissione note. Questa settimana le Regioni/PPAA hanno riportato 9.291 casi dove non si è trovato un link epidemiologico (vs 4.041 la settimana precedente), che comprende il 33% di tutti i casi segnalati nella settimana. • Questa settimana, a livello nazionale, si è osservato un importante aumento nel numero di persone ricoverate (4.519 vs 3.287 in area medica, 420 vs 303 in terapia intensiva nei giorni 11/10 e 4/10, rispettivamente) e, conseguentemente, aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva, con alcune Regioni/PPAA sopra 10% in entrambe aree.

Le conclusioni del rapporto:
• In Italia si osserva un’accelerazione del progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-CoV-2 segnalato da undici settimane che si riflette in un aggravio di lavoro sui servizi sanitari territoriali. Per la prima volta si segnalano elementi di criticità elevata relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese.

• Si fa appello alla popolazione di evitare quanto più possibile eventi e iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi al fine di limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e più rapido peggioramento dell’epidemia.

• La trasmissione locale del virus, diffusa su tutto il territorio nazionale, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti soprattutto segnalati in ambito domiciliare/familiare. Rimane fondamentale mantenere un’elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento ormai chiaro e più rapido della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali lavaggio delle mani, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico.

• Sono in lieve aumento focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito intra-scolastico. Rimane quindi essenziale mantenere l’attenzione sulle misure già introdotte per prevenire trasmissione intra-scolastica come la rilevazione della temperatura giornaliera e le procedure per la gestione di casi sospetti sintomatici in ambito scolastico.

• Il tracciamento dei casi e dei loro contatti e la conseguente riduzione nei tempi tra l’inizio della contagiosità e l’isolamento restano elementi fondamentali per il controllo della diffusione dell’infezione che devono essere assolutamente perseguiti. L’aumento di focolai e di casi non associati a catene di trasmissione evidenzia la criticità nell’impegno dei servizi territoriali (Dipartimenti di Prevenzione) per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati.

È importante il rafforzamento dei servizi territoriali, attraverso un coinvolgimento straordinario di risorse professionali di supporto e anche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici come la “app” Immuni, nelle attività di diagnosi e ricerca dei contatti in modo da identificare precocemente tutte le catene di trasmissione e garantire una efficiente gestione, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l’isolamento immediato dei casi secondari.

• Si richiama l’importanza dell’uso appropriato degli strumenti diagnostici e di screening, nel contesto di una valutazione del rischio epidemiologico, e della corretta esecuzione delle procedure di isolamento e quarantena quando indicate.

• Si ribadisce la necessità di rispettare i provvedimenti quarantenari e le altre misure raccomandate dalle autorità sanitarie sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso. Sebbene i servizi territoriali siano riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus, viene ripetutamente segnalato un carico di lavoro eccezionale che in molti casi compromette la tempestiva gestione dei contatti oltre che non assicurare le attività non-collegate a questa emergenza. • La situazione descritta in questo report evidenzia importanti segnali di allerta legati a un aumento della trasmissione.

• Si evidenzia una nuova fase epidemiologica con un aggravio del lavoro dei servizi territoriali che potrebbe riflettersi in breve tempo in un sovraccarico dei servizi assistenziali.

• Si raccomanda alla popolazione di prestare particolare attenzione al rischio di contrarre l’infezione in tutti i casi di mancato rispetto delle misure raccomandate. Si invita a rispettare tutte le norme comportamentali previste di prevenzione della trasmissione di SARS-CoV-2, in particolare nei confronti di fasce di popolazione più vulnerabili.

• Si invitano le Regioni/PA, in raccordo con il Ministero della Salute, a realizzare una rapida analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e di valutare il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione nelle aree maggiormente affette in base al livello di rischio e sulla base delle linee di indirizzo fornite nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale”.

L’analisi regionale:
Abruzzo. Rt 1,56. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra 1 in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. Numero di focolai attivi e numero di casi fuori catene di trasmissione note in diminuzione. In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva (+1%) e in aree mediche (+4%) con probabilità elevata di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Basilicata. Rt 0,79. Classificazione rischio Bassa. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in diminuzione in entrambi flussi. Rt sotto uno. Numero di focolai attivi in diminuzione. Non sono stati segnalati casi fuori di catene di trasmissione. Tasso di occupazione in aree mediche in aumento (+5%). In diminuzione il tasso di occupazione in terapia intensiva (-1%) con probabilità nulla di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Calabria. Rt: 0,82. Classificazione rischio Moderata con probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sotto uno. Aumento nel numero di focolai attivi e nel numero di casi fuori catene di trasmissione note. Tasso di occupazione in aree mediche in aumento (+1%). Invariato il tasso di occupazione in terapia intensiva, probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Campania. Rt 1,33. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi (+100% rispetto alla settimana precedente). In aumento i casi fuori di catene di trasmissione note. In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva (+3%) e in aree mediche (+4%) con probabilità elevata di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Emilia Romagna. Rt 1,39. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. Numero di focolai attivi in aumento. Forte aumento dei casi fuori catene di trasmissione (46% dei nuovi casi segnalati questa settimana). Tassi di occupazione in terapia intensiva e aree mediche in aumento (+1% in entrambi casi) probabilità elevata di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Friulia Venezia Giulia. Rt 1,41. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione (41% di tutti i nuovi casi segnalati questa settimana). In aumento il tasso di occupazione in aree mediche (+1%). Invariato il tasso di occupazione in terapia intensiva con probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Lazio. Rt 1,16. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione. Tassi di occupazione in aumento in terapia intensiva (+1%) e aree mediche (+3%) con probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Liguria. Rt 1,01. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno con il limite inferiore dell’intervallo di credibilità sotto uno. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione. In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva (+1%) e in aree mediche (+2%). Probabilità massima di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Lombardia. Rt 1,28. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi. Forte aumento dei casi fuori catene di trasmissione note (56% dei nuovi casi segnalati). Tasso di occupazione in aree mediche in aumento (+1%). Invariato il tasso di occupazione in terapia intensiva. Probabilità massima di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Marche. Rt 1,46 Classificazione rischio Moderata probabilità di progressione di impatto <=5%. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. Aumento nel numero di focolai attivi e nel numero di casi fuori catene di trasmissione (34% dei nuovi casi segnalati). In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva e aree mediche (+1% in entrambi casi). Probabilità bassa di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Molise. Rt 1,36. Classificazione rischio Moderata. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra uno con il limite dell’intervallo di credibilità al 95% sotto uno. Aumento nel numero di focolai attivi e nel numero di casi fuori catene di trasmissione note (52% dei nuovi casi segnalati). Tasso di occupazione in aree mediche in aumento (+1%). In diminuzione il tasso di occupazione in terapia intensiva ( -1%) Probabilità nulla di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Piemonte. Rt 1,43. Classificazione rischio Moderata probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. Numero di focolai attivi e di casi fuori catene di trasmissione in aumento. In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva (+2%) e in aree mediche (+3%) con probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Pa Bolzano. Rt 1,55. Classificazione rischio Moderata probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione. Tasso di occupazione in terapia intensiva in aumento (+2%). Invariato il tasso di occupazione in aree mediche. con probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Pa Trento. Rt 1,18. Classificazione rischio Moderata probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento nel flusso MdS e in diminuzione nel flusso ISS. Questa discrepanza è dovuta a un ritardo di notifica nel flusso ISS. Questo ritardo potrebbe rendere il calcolo degli indicatori meno affidabile. Rt sopra uno con il limite inferiore dell’intervallo di credibilità sotto uno. In aumento i focolai attivi e in diminuzione i casi fuori catene di trasmissione. Invariati i tassi di occupazione in terapia intensiva e aree mediche. Probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Puglia. Rt 1,27. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione (42% dei nuovi casi segnalati). In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva (+2%) e aree mediche (+2%). Probabilità elevata di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Sardegna, Rt 1,19. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione. In aumento il tasso di occupazione in aree mediche (+2%). Invariato il tasso di occupazione in terapia intensiva. Probabilità elevata di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Sicilia. Rt 1,19. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento i focolai attivi e i casi fuori catene di trasmissione (46,5% di tutti i casi segnalati). In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva (+2%) e in aree mediche (+3%) con probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese in area medica.

Toscana. Rt 1,48. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione. In aumento i tassi di occupazione di terapia intensiva (+1%) e aree mediche (+2%). Probabilità elevata di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Umbria. Rt 1,6. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e i casi fuori catene di trasmissione (47% dei nuovi casi). In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva (+4%) e aree mediche (+2%). Probabilità elevata di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Valle d’Aosta. Rt 2,05. Classificazione rischio Non valutabile con probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Ati di completezza non sufficienti a permettere una valutazione attendibile (ind. 1.1) Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione (52% dei nuovi casi). In aumento il tasso di occupazione di terapia intensiva (+9%). In diminuzione il tasso di occupazione in aree mediche (-1%). Probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Veneto. Rt 1,15. azione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità. In aumento il numero di focolai attivi. Non sono stati segnalati casi fuori catene di trasmissione. In aumento il tasso di occupazione in aree mediche (+1%) e in diminuzione il tasso di occupazione in terapia intensiva (-1%)- Probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Luciano Fassari

15 ottobre 2020
© Riproduzione riservata

Approfondimenti:
http://www.sanita24.ilsole24ore.com/

Coronavirus: balzo dei nuovi casi a 7.332 con 152mila tamponi, 43 decessi

, ,

Balzo dei nuovi contagiati da coronavirus saliti a quota 7.332 (+1.431) con 152mila tamponi (+40mila circa). E’ quanto emerge dal bollettino odierno del ministero della Salute che registra anche 43 decessi (+2). Gli attualmente positivi salgono così a 92.445 (+5.252) con 5.740 ricoverati con sintomi (+664) e 539 in terapia intensiva (+25). Restano in isolamento domiciliare 86.436 pazienti mentre sono 2.037 le persone guarite o dimesse. La Regione con il maggior numero di casi è la Lombardia (1.844) seguita dalla Campania con 818 e il Veneto con 657.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.quotidianosanita.it/

Covid. Ema: “Il candidato vaccino di Moderna è idoneo a presentare domanda autorizzazione”. Il vaccino, in Fase 3 di sperimentazione, è già stato somministrato ad oltre 22mila volontari

, ,

Moderna ha ricevuto la conferma scritta dall‘Ema che mRNA-1273 – il candidato vaccino per il Covid-19 – è idoneo per la presentazione della domanda di autorizzazione all’immissione in commercio nell’Unione Europea, secondo la procedura centralizzata dell’Agenzia. Attualmente è in corso lo studio di Fase 3 COVE, che ha arruolato 28.618 partecipanti, con più di 22.194 soggetti che hanno ricevuto già la seconda vaccinazione.

14 OTT – Con la conferma dell’idoneità a presentare la domanda, Moderna s’impegna a rendere disponibile il suo vaccino nell’UE, dove sta lavorando con le aziende Lonza e ROVI per la produzione e l’infialamento.

Anche mRNA-1273 sarà sottoposto a rolling submission dei dati provenienti dagli studi preclinici e clinici generati finora con il programma mRNA-1273.
Questi dati comprendono anche lo studio di fase 1 su adulti sani (18-55 anni) e adulti più anziani (56-70 anni e oltre 70 anni) pubblicato dal New England Journal of Medicine.

Attualmente è in corso lo studio di Fase 3 COVE, che ha arruolato 28.618 partecipanti, con più di 22.194 soggetti che hanno ricevuto già la seconda vaccinazione. “Siamo soddisfatti delle proficue interazioni con le autorità regolatorie europee a livello nazionale e a livello EMA portate avanti fino a oggi e apprezziamo la loro preziosa guida e la loro fiducia in Moderna per la presentazione della domanda di autorizzazione in commercio per l’approvazione in Europa del nostro vaccino sperimentale per il COVID-19, mRNA-1273. I partner europei, gli investitori e i cittadini hanno sostenuto Moderna fin dalla sua nascita e hanno svolto un ruolo importante nel suo sviluppo”, dice Stéphane Bancel, Amministratore Delegato di Moderna.

14 ottobre 2020
© Riproduzione riservata