Articoli tratti dai magazine specifici sul tema sanità

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Coronavirus. Il video appello degli infermieri: “Non c’è più tempo. Aiutateci a non diffondere il virus”

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Gli infermieri si rivolgono ai cittadini con un breve spot realizzato dalla Fnopi in cui spiegano bene a cosa vanno incontro ogni giorno e perché tutti devono aiutare a non diffondere il virus.

16 MAR – “Oltre 2mila operatori sanitari positivi. Turni massacranti e in molte Regioni personale e strutture al limite delle forze e della capacità assistenziale. Per questo anche gli infermieri si rivolgono ai cittadini con un breve spot in cui spiegano bene a cosa vanno incontro ogni giorno e perché tutti devono aiutare a non diffondere il virus”. È quanto sottolinea la Fnopi.

“Gli appelli – spiega l’Ordine – sono ormai tanti e tante sono le immagini che li accompagnano: queste sono di chi è sul campo – con i medici e gli alti operatori – per affrontare COVID-19 e che chiede per questo l’aiuto e la collaborazione di tutti.”

16 marzo 2020
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Mangiacavalli (Fnopi): “Riconosciuta la nesessaria multiprofessionalità delle task force”

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27 MAR – “Una scelta obbligata – commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche alla notizia del bando per l’arruolamento di 500 infermieri predisposto dalla Protezione civile – perché si affianca alla task force analoga di 300 medici, professioni tutte che si sono dimostrate sul campo indispensabili per poter affrontare la pandemia, soprattutto nelle Regioni dove ormai si è al punto di saturazione”.

“Una scelta naturale – prosegue – vista la visibilità e il coinvolgimento che istituzioni e cittadini riconoscono agli infermieri nell’emergenza. Dove però, purtroppo, oltre il 52% dei professionisti postivi sono nostri iscritti e dove i morti, nonostante l’età media più giovane della categoria, aumentano sempre di più e hanno ben superato i venti”.

“Una scelta – aggiunge – che riconosce la necessaria multiprofessionalità essendo le regole del tutto analoghe a quelle dei medici. E di questo dobbiamo ringraziare il ministro della Salute Speranza e la Protezione civile che, insieme, hanno riconosciuta la professionalità e l’indispensabilità del contributo degli infermieri”.

27 marzo 2020
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Coronavirus. Ecco il nuovo modello di autodichiarazione per gli spostamenti

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L’aggiornamento tiene conto delle ultime misure varate dal Governo e, in particolare, delle ulteriori restrizioni previste per gli spostamenti al di fuori della propria abitazione. Il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza è ora consentito solo nel caso in cui lo spostamento all’esterno sia connesso ai motivi sopra evidenziati. Il dichiarante dovrà inoltre indicare, oltre alla residenza, anche il domicilio e l’indirizzo da cui è iniziato lo spostamento con la destinazione. IL MODULO

27 MAR – Pronto il nuovo modulo di autocertificazione da compilare in caso di spostamenti. L’aggiornamento tiene conto delle ultime misure varate dal Governo e, in particolare, delle ulteriori restrizioni previste per gli spostamenti al di fuori della propria abitazione.

Su tutto il territorio nazionale, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano. Uniche eccezioni: comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

A seguito della soppressione della disposizione del Dpcm 8 marzo 2020 che assicurava il rientro tout court nel luogo di domicilio, abitazione o residenza, tale rientro è ora consentito solo nel caso in cui lo spostamento all’esterno sia connesso ai motivi sopra evidenziati.

Nel nuovo modulo, inoltre, il dichiarante deve indicare, oltre alla residenza, anche il domicilio e deve riportare l’indirizzo da cui è iniziato lo spostamento con la destinazione.

27 marzo 2020
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Coronavirus. La curva risale. In totale i casi superano gli 80 mila, 10.361 guariti e 7.503 decessi. Oms: “Misure funzionano, in prossimi giorni diminuzione casi”

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Rispetto a ieri si registrano 6.153 casi in più. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 22.189 i malati in Lombardia, 8.850 in Emilia Romagna, 6.140 in Veneto, 5.950 in Piemonte, 2.795 nelle Marche, 1.169 in Campania, 2.027 in Liguria, 2.973 in Toscana, 1.835 nel Lazio, 954 in Friuli Venezia Giulia, 1.095 in Sicilia, 1.095 in Puglia, 860 in Abruzzo, 1.094 nella Pa di Trento, 81 in Molise, 770 in Umbria, 791 in provincia di Bolzano, 372 in Calabria, 462 in Sardegna, 378 in Valle d’Aosta e 133 in Basilicata. Gli operatori sanitari contagiati salgono a 6.414. IL REPORT

26 MAR – I casi di nuovo Coronavirus in Italia sono saliti a 80.539 (+6.153 rispetto a ieri pari al +8%), tra cui 10.361 persone guarite (+999 rispetto a ieri pari al +11%) e 8.165 deceduti (+662 rispetto a ieri pari al +9%). Le persone attualmente positive sono quindi 62.013 (+4.492 rispetto a ieri pari al +8%). Complessivamente sono stati effettuati 361.060 tamponi, dei quali oltre 230 mila in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Veneto.

Questi i dati principali dell’aggiornamento odierno forniti dalla Protezione Civile durante il punto stampa delle ore 18. Tornano quindi a salire rispetto ai giorni passati l’incremento dei nuovi casi e delle nuove positività. In crescita anche l’aumento dei pazienti che devono essere ricoverati in terapia intensiva.

Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 22.189 i malati in Lombardia (+1.598 rispetto a ieri pari al +8%), 8.850 in Emilia Romagna (+594 pari al +7%), 6.140 in Veneto (+375 pari al +7%), 5.950 in Piemonte (+394 pari al +7%), 2.795 nelle Marche (+156 pari al +6%), 1.169 in Campania (+97 pari al +9%), 2.027 in Liguria (+201 pari al +11%), 2.973 in Toscana (+197 pari al +7%), 1.835 nel Lazio (+160 pari al +10%), 954 in Friuli Venezia Giulia (+43 pari al +5%), 1.095 in Sicilia (+159 pari al +17%), 1.095 in Puglia (+72 pari al +7%), 860 in Abruzzo (+122 pari al +17%), 1.094 nella Pa di Trento (+36 pari al +3%), 81 in Molise (+28 pari al +53%), 770 in Umbria (+84 pari al +12%), 791 in provincia di Bolzano (+43 pari al +6%), 372 in Calabria (+39 pari al +11%), 462 in Sardegna (+50 pari al +12%), 378 in Valle d’Aosta (-3 pari al +1%) e 133 in Basilicata (+21 pari al +19%).

Le vittime sono 4.861 in Lombardia (387 in più di ieri pari al +9%), 1.174 in Emilia Romagna (+97 pari al +9%), 287 in Veneto (+29 pari al +11%), 310 nelle Marche (+23 pari al +8%), 449 in Piemonte (+0), 280 in Liguria (+26 pari al +10%), 106 nel Lazio (+11 pari al +12%), 72 in Friuli Venezia Giulia (+2 pari al +3%), 63 in Abruzzo (+11 pari al +21%), 158 in Toscana (+16 pari al +11%), 83 in Campania (+9 pari al +12%), 28 in Valle d’Aosta (+4 pari al +17%), 86 nella Pa di Trento (+12 pari al +16%), 48 nella Pa di Bolzano (+5 pari al +12%), 33 in Sicilia (+8 pari al +32%), 19 in Sardegna (+1 pari al +6%), 14 in Calabria (+3 pari al +27%), 8 in Molise (+0), 20 in Umbria (+1 pari al +5%), 1 in Basilicata (+0) e 65 in Puglia (+17 pari al +35%).

Delle persone attualmente positive (62.013) sono ricoverate con sintomi 24.753  (+1.641 pari al +7% rispetto a ieri), 3.612 (+123 pari al +4%) sono in terapia intensiva, mentre 33.648 (+2.728 pari al +9%) si trovano in isolamento domiciliare.

“Stiamo analizzando l’incremento di oggi, giunto dopo qualche giorno di calo. Abbiamo parlato anche con le regioni del Nord, è possibile che sia dovuto a un accumulo di tamponi dei giorni scorsi processati più tardi. Ma è un’ipotesi, stiamo valutando”, ha detto il vicecapo della Protezione civile Agostino Miozzo in conferenza stampa.

Miozzo ha poi annunciato che da “oggi alle 20 è aperto online l’appello per reclutare infermieri, all’indirizzo web infermieripercovid.protezionecivile.it. Nei prossimi giorni speriamo di aggiungere un numero importante di infermieri per dare respiro ai colleghi sui territori”.

Il vice capo ha poi informato come sia “in partenza tra mezzora dall’aeroporto di Pratica di Mare un aereo con il primo contingente di medici destinati a Bergamo, Brescia e Piacenza, reclutati con l’appello fatto in tutto il Paese, contiamo di dare continuità all’invio di medici nei giorni a venire”.

“Anche d’intesa con il raccordo con il ministero della Salute – ha precisato Miozzo -, abbiamo predisposto il controllo della temperatura a tutti i voli in arrivo ed un `exit screening´ per i voli `extra Schengen´. Controlli in aeroporti e nei porti con queste modalità. Non abbiamo mai immaginato nelle stazioni anche perché lì c’è il trasporto pubblico locale. E sarebbe una misura oltre modo onerosa rispetto a quello che sarebbe poi l’effettivo riscontro. Per ora rimane il controllo della temperatura negli aeroporti e nei porti”.

Miozzo ha anche parlato del “tema della comunicazione che ha la priorità assoluta, sappiamo ci saranno situazioni di stress, si stanno attivando associazioni di psicologi e volontari. Stiamo studiando la migliore formula di comunicazione per far accettare questo prolungamento di sacrifici fin quando non vedremo questa maledetta curva scendere – ha aggiunto-. Gli operatori della comunicazione ci devono aiutare a non diffondere fake news”.

“Sul tema delle mascherine – ha detto – il ministero della Salute ha diffuso numerosi circolari esplicative, non ci si rende conto che una Ffp3 non ti dà sicurezza assoluta. È particolare, bisogna saperla usare”.

“Continua ancora il trasferimento dei pazienti in terapia intensiva verso altre strutture, in particolare dalla Regione Lombardia. Oggi abbiamo effettuato il trasferimento con la Cross di due pazienti verso Dresda e altri cinque sono pronti per il trasferimento in Germania”, ha affermato Luigi D’Angelo, capo operativo della Protezione civile.

“La Germania – ha precisato – ha dato disponibilità a dare un supporto con team sanitario che andrà in Campania. Oggi il volontariato ha raggiunto le oltre 11 mila unità, che fanno anche attività di controllo della temperatura a tutti i voli in arrivo, e nei porti. Mai immaginato un controllo nelle stazioni perché riguarda anche i treni? dei pendolari”. “Il tema della pulizia delle strade lo stiamo affrontando, stiamo valutando le modalità più idonee” ha aggiunto.

“Le misure sembrano avere effetto, misuriamo oggi quello che è accaduto 14-15 giorni fa. E’ difficile ricostruire temporalmente degli eventi che hanno portato alla situazione odierna, non bisogna abbassare la guardia perché stiamo vivendo un momento assolutamente critico ma c’è un rallentamento della velocità di incremento della curva, molto probabilmente nei prossimi giorni assisteremo a una diminuzione effettiva e sostenuta spero soprattutto della casistica grave. Sapete anche che la mortalità segue di qualche giorno la diminuzione dei casi diagnosticati”. Così Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Organizzazione mondiale sanità (Oms) in conferenza stampa alla Protezione civile.

“L’Italia – ha aggiunto – ha avuto elogi da parte di tutti nell’ultimo decennio per il sistema sul benchmark internazionale nella qualità del servizio. Non si valuta solo i tagli ma anche la qualità degli investimenti e di come viene investito per garantire le cure. L’Italia è riuscita a garantirlo senza pescare nelle tasche dei cittadini, è vero dire che altri stanno peggio. Da italiano, e non da funzionario, dico che giova la preparazione e la costruzione di un piano di conferenza. Non possiamo dire che il sistema non ha risposto, il Paese ha reagito bene”.

“Altro punto importante – ha aggiunto – è la protezione a favore del personale sanitario. I livelli di contagio sono elevati e significa che il personale è esposto in prima persona e nessuno si è tirato indietro, anzi il contrario, anche a rischio della propria salute. Vanno tutelati non solo con dispositivi di protezione personale e mascherine, ma deve essere garantita loro una capacità diagnostica costante per sapere se sono positivi”. “Quando sono positivi – ha proseguito – va iniziata la terapia, perché c’è evidenza che quanto più precoce si avvia il trattamento, tanto più vantaggiosi sono i risultati clinici e minore il rischio di contagiare i pazienti e di far sì che gli ospedali diventino sedi di amplificazione dell’epidemia stessa”.

“Sono elementi – ha aggiunto – che si devono tenere in debito conto per rafforzare il messaggio alla popolazione e garantire supporto. Perché nel momento in cui la popolazione sarà stanca avrà bisogno di qualcosa di più. Penso che oltre ai servizi domiciliari sia corretto ipotizzare di programmare anche del supporto psicologico, ed è importante l’aiuto offerto dall’Ordine degli psicologi, perché il supporto di professionisti che sanno cosa vuol dire burn out è un servizio fondamentale»

Riguardo alle sperimentazioni di nuovi farmaci Guerra ha detto che “l’invito all’Italia a entrare nel trial allargato Solidarity avviato dall’Oms è un invito continuo. So che ci sono stati contatti piuttosto intensi fra la nostra divisione ricerca a Ginevra e l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), in modo tale da garantire la transizione sulla piattaforma Oms dei trial su farmaci intrapresi in Italia”

Riguardo ai test Guerra ha poi precisato che “in questo momento l’Oms sta pre qualificando più di 200 test rapidi, al momento la tecnologia attuale è quella del tampone. Credo debba essere rafforzata al massimo il controllo, soprattutto al personale sanitario, queste persone devono essere tutelate non solo con le protezioni, ma deve essere garantita una diagnostica costante per sapere se sono positive”,

“E’ fondamentale – ha concluso – continuare con l’isolamento domiciliare per quanto possibile, in riferimento alle condizioni cliniche, dei paucisintomatici anche per diminuire la pressione sulle strutture sanitarie che devono essere dedicate alle casistiche più grave. Questo non vuol dire – ha precisato – chiudere a chiave le persone che hanno bisogno di un supporto, ma garantire loro l’assistenza domiciliare integrata che il Paese ha a disposizione. Il monitoraggio continuo dei parametri vitali è essenziale per l’immediata assistenza in caso di aggravamento delle condizioni e in questo il territorio va valorizzato”.




26 marzo 2020
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Coronavirus. In Gazzetta ufficiale il nuovo decreto con le misure di contenimento. Le Regioni potranno inasprirle. Previste sanzioni fino a 3.000 euro per i trasgressori e il carcere fino a 18 mesi per i positivi al virus che si allontanano dal domicilio

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Il decreto rappresenta una cornice normativa con la quale vengono confermate le restrizioni già adottate con precedenti provvedimenti, e all’interno della quale si potrà successivamente intervenire con nuovi Dpcm per inasprire o allegerire le misure in vigore. Il tutto, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020, termine dello stato di emergenza. IL TESTO

26 MAR – Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 79 del 25 marzo il decreto legge contenente le misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, approvato lo scorso 22 marzo dal Consiglio dei Ministri. Il decreto rappresenta una cornice normativa con la quale vengono confermate le restrizioni già adottate con precedenti provvedimenti, e all’interno della quale si potrà successivamente intervenire con nuovi Dpcm per inasprire o allegerire le misure in vigore.

Il tutto, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020, termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, e con possibilità di modularne l’applicazione in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del virus.

Le Regioni, in caso di specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario, potranno introdurre misure ulteriormente restrittive, esclusivamente nell’ambito delle attività di loro competenza e senza incisione delle attività produttive e di quelle di rilevanza strategica per l’economia nazionale. I Sindaci, invece, non potranno adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali.

Il decreto è composto da 5 articoli.

Articolo 1 (Misure urgenti per evitare la diffusione del Covid-19)
Qui si spiega appunto, come per periodi precedentemente richiamati, possono essere adottate su specifiche parti del territorio nazionale o sulla totalità di esso, una o più tra le seguenti misure:

a) limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo limitazioni alla possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora se non per spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni;

b) chiusura al pubblico di strade urbane, parchi, aree gioco, ville e giardini pubblici o altri spazi pubblici;

c) limitazioni o divieto di allontanamento e di ingresso in territori comunali, provinciali o regionali, nonché rispetto al territorio nazionale;

d) applicazione della misura della quarantena precauzionale ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva o che rientrano da aree, ubicate al di fuori del territorio italiano;

e) divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus;

f) limitazione o divieto delle riunioni o degli assembramenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico;

g) limitazione o sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni altra forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo, ricreativo e religioso;

h) sospensione delle cerimonie civili e religiose, limitazione dell’ingresso nei luoghi destinati al culto;

i) chiusura di cinema, teatri, sale da concerto sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi o altri analoghi luoghi di aggregazione;

l) sospensione dei congressi, di ogni tipo di riunione o evento sociale e di ogni altra attività convegnistica o congressuale, salva la possibilità di svolgimento a distanza;

m) limitazione o sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati, ivi compresa la possibilità di disporre la chiusura temporanea di palestre, centri termali, sportivi, piscine, centri natatori e impianti sportivi, anche se privati, nonché di disciplinare le modalità di svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi luoghi;

n) limitazione o sospensione delle attività ludiche, ricreative, sportive e motorie svolte all’aperto o in luoghi aperti al pubblico;

o) possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la limitazione, la riduzione, la sospensione o la soppressione di servizi di trasporto di persone e di merci, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo, nelle acque interne, anche non di linea, nonché di trasporto pubblico locale;

p) sospensione dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e delle attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, nonché delle istituzioni di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, o di altri analoghi corsi, attività formative o prove di esame, ferma la possibilità del loro svolgimento di attività in modalità a distanza;

q) sospensione dei viaggi d’istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado sia sul territorio nazionale sia all’estero;

r) limitazione o sospensione dei servizi di apertura al pubblico o chiusura dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti e luoghi;

s) limitazione della presenza fisica dei dipendenti negli uffici delle amministrazioni pubbliche, fatte comunque salve le attività indifferibili e l’erogazione dei servizi essenziali prioritariamente mediante il ricorso a modalità di lavoro agile;

t) limitazione o sospensione delle procedure concorsuali e selettive finalizzate all’assunzione di personale presso datori di lavoro pubblici e privati, con possibilità di esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati è effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero con modalità a distanza, fatte salve l’adozione degli atti di avvio di dette procedure entro i termini fissati dalla legge, la conclusione delle procedure per le quali risulti già ultimata la valutazione dei candidati e la possibilità di svolgimento dei procedimenti per il conferimento di specifici incarichi;

u) limitazione o sospensione delle attività commerciali di vendita al dettaglio, a eccezione di quelle necessarie per assicurare la reperibilità dei generi agricoli, alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone, con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio;

v) limitazione o sospensione delle attività di somministrazione al pubblico di bevande e alimenti, nonché di consumo sul posto di alimenti e bevande, compresi bar e ristoranti;

z) limitazione o sospensione di altre attività d’impresa o professionali, anche ove comportanti l’esercizio di pubbliche funzioni, nonché di lavoro autonomo, con possibilità di esclusione dei servizi di pubblica necessità previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non sia possibile rispettare la distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio come principale misura di contenimento, con adozione di adeguati strumenti di protezione individuale;

aa) limitazione allo svolgimento di fiere e mercati, a eccezione di quelli necessari per assicurare la reperibilità dei generi agricoli, alimentari e di prima necessità;

bb) specifici divieti o limitazioni per gli accompagnatori dei pazienti nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS);

cc) limitazione dell’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, nonché agli istituti penitenziari ed istituti penitenziari per minorenni;

dd) obblighi di comunicazione al servizio sanitario nazionale nei confronti di coloro che sono transitati e hanno sostato in zone a rischio epidemiologico come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità o dal Ministro della salute;

ff) predisposizione di modalità di lavoro agile, anche in deroga alla disciplina vigente;

gg) previsione che le attività consentite si svolgano previa assunzione da parte del titolare o del gestore di misure idonee a evitare assembramenti di persone, con obbligo di predisporre le condizioni per garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio; per i servizi di pubblica necessità, laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti di protezione individuale;

hh) eventuale previsione di esclusioni dalle limitazioni alle attività economiche di cui al presente comma, con verifica caso per caso affidata a autorità pubbliche specificamente individuate.

Per la durata dell’emergenza, e quindi fino al prossimo 31 luglio, potrà essere imposto lo svolgimento delle attività non oggetto di sospensione nel caso un cui ciò sia “assolutamente necessario per assicurarne l’effettività e la pubblica utilità”, con provvedimento del prefetto assunto dopo avere sentito le parti sociali interessate.

Articolo 2  (Attuazione delle misure di contenimento)
Le misure previste all’articolo 1, si spiega qui che sono adottate con uno o più Dpcm, su proposta del Ministro della salute, sentiti il Ministro dell’interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell’economia e delle finanze e gli altri ministri competenti per materia, nonché i presidenti delle regioni interessate, nel caso in cui riguardino esclusivamente una regione o alcune specifiche regioni, o il Presidente della Conferenza delle regioni, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale.

I decreti potranno inoltre adottati su proposta dei presidenti delle regioni interessate, nel caso in cui riguardino esclusivamente una regione o alcune specifiche regioni, o del Presidente della Conferenza delle regioni, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale, sentiti il Ministro della salute, il Ministro dell’interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell’economia e delle finanze e gli altri ministri competenti per materia. Per i profili tecnico-scientifici e le valutazioni di adeguatezza e proporzionalità, i provvedimenti dovranno essere adottati sentito, di norma, il Comitato tecnico scientifico.

E ancora, nei casi di estrema necessità e urgenza, per situazioni sopravvenute, e nelle more dell’adozione dei Dpcm, le misure di restrizioni potranno anche essere adottate dal Ministro della salute.

Vengono fatti salvi gli effetti prodotti e gli atti adottati sulla base dei decreti e delle ordinanze emanati ai sensi del decreto contenente le misure per il contenimento dell’epidemia, convertito in legge lo scorso 4 marzo dal Parlamento. Ricordiamo che qui veniva previsto lo stop a manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, in luogo pubblico o privato. Le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse. Stessa sorte toccherà ai musei e agli altri istituti e luoghi della cultura. Sospese le gite scolastiche sia sul territorio nazionale che all’estero.

E ancora, in quel testo si prevedeva la quarantena con sorveglianza attiva agli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di coronavirus. Resteranno chiuse tutte le attività commerciali, esclusi gli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità. Inoltre, l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale. Potranno essere sospesi i servizi del trasporto di merci e di persone, così come le attività lavorative nelle aree interessate.

Continueranno inoltre ad applicarsi nei termini originariamente previsti le misure già adottate con i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri adottati in data 8 marzo 2020 , 9 marzo 202011 marzo 2020 e 22 marzo 2020. Le altre misure ancora vigenti alla stessa data continuano ad applicarsi nel limite di ulteriori dieci giorni (fino al prossimo 4 aprile).

Si spiega poi che per gli atti adottati ai sensi di questo decreto i termini per il controllo preventivo della Corte dei conti sono dimezzati (30 e non più 60 giorni). In ogni caso i provvedimenti adottati in attuazione del presente decreto, durante lo svolgimento della fase del controllo preventivo della Corte dei conti, sono provvisoriamente efficaci, esecutori ed esecutivi.

Il Presidente del Consiglio dei ministri o un Ministro da lui delegato dovrà riferire ogni quindici giorni alle Camere sulle misure adottate.

Articolo 3 (Misure urgenti di carattere regionale o infraregionale) 
Si prevede che le Regioni, in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso, potranno introdurre misure ulteriormente restrittive, esclusivamente nell’ambito delle attività di loro competenza e senza incisione delle attività produttive e di quelle di rilevanza strategica per l’economia nazionale.

Sindaci, invece, non potranno adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali.

Articolo 4 (sanzioni e controlli)
Salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000 e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità. Se il mancato rispetto delle misure avviene mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo. Prevista inoltre la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

L’allontanamento dalla propria abitazione da parte di persone positive al coronavirus è punito con l’arresto da 3 mesi a 18 mesi e con l’ammenda da euro 500 ad euro 5.000.

Articolo 5 (Disopsizioni finali)
Le disposizioni del decreto si applicheranno alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. Infine, si precisa che dall’attuazione del presente decreto non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Giovanni Rodriquez

26 marzo 2020
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Coronavirus. Prosegue il calo dei nuovi positivi. In totale i casi sono 74.386, 9.362 i guariti e 7.503 i decessi. Prot. Civile: “Curva stabile ma misure vanno mantenute”

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Rispetto a ieri si registrano 5.210 casi in più. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 20.591 i malati in Lombardia, 8.256 in Emilia Romagna, 5.745 in Veneto, 5.556 in Piemonte, 2.639 nelle Marche, 1.172 in Campania, 1.826 in Liguria, 2.776 in Toscana, 1.675 nel Lazio, 911 in Friuli Venezia Giulia, 936 in Sicilia, 1.023 in Puglia, 738 in Abruzzo, 1.058 nella Pa di Trento, 53 in Molise, 686 in Umbria, 748 in provincia di Bolzano, 333 in Calabria, 412 in Sardegna, 375 in Valle d’Aosta e 112 in Basilicata. Gli operatori sanitari positivi salgono a 6.205IL REPORT

25 MAR – I casi di nuovo Coronavirus in Italia sono saliti a 74.386 (+5.210 rispetto a ieri pari al +8%), tra cui 9362 persone guarite (+1.036 rispetto a ieri pari al +12%) e 7.503 deceduti (+683 rispetto a ieri pari al +10%). Le persone attualmente positive sono quindi 57.521 (+3.491 rispetto a ieri pari al +6%). Complessivamente sono stati effettuati 324.445 tamponi, dei quali oltre 210 mila in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Veneto.

Questi i dati principali dell’aggiornamento odierno forniti dalla Protezione Civile durante il punto stampa delle ore 18. Da notare come la frenata sia molto forte in Lombardia, la Regione più colpita. Altra frenata è per i pazienti che sono in terapia intensiva il cui incremento dopo moilti giorni è sotto le 100 persone in più.

Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 20.591 i malati in Lombardia (+723 rispetto a ieri pari al +4%), 8.256 in Emilia Romagna (+545 pari al +7%), 5.745 in Veneto (+394 pari al +7%), 5.556 in Piemonte (+432 pari al +8%), 2.639 nelle Marche (+142 pari al +6%), 1.172 in Campania (+80 pari al + 8%), 1.826 in Liguria (+134 pari al +8%), 2.776 in Toscana (+257 pari al +10%), 1.675 nel Lazio (+130 pari al +8%), 911 in Friuli Venezia Giulia (+63 pari al +7%), 936 in Sicilia (+137 pari al +17%), 1.023 in Puglia (+83 pari al +9%), 738 in Abruzzo (+116 pari al +19%), 1.058 nella Pa di Trento (+83 pari al +9%), 53 in Molise (-2 pari al -4%), 686 in Umbria (+62 pari al +10%), 748 in provincia di Bolzano (+49 pari al +7%), 333 in Calabria (+29 pari al +10%), 412 in Sardegna (+17 pari al +4%), 375 in Valle d’Aosta (- 4 pari al -1%) e 112 in Basilicata (+21 pari al +23%).

Le vittime sono 4.474 in Lombardia (296 in più di ieri pari al +7%), 1.077 in Emilia Romagna (+92 pari al +9%), 258 in Veneto (+42 pari al +19%), 287 nelle Marche (+56 pari al +24%), 449 in Piemonte (+75 pari al +20%), 254 in Liguria (+23 pari al +10%), 95 nel Lazio (+15 pari al +19%), 70 in Friuli Venezia Giulia (+6 pari al +9%), 52 in Abruzzo (+6 pari al +13%), 142 in Toscana (+13 pari al +10%), 74 in Campania (+18 pari al +32%), 24 in Valle d’Aosta (+5 pari al +26%), 74 nella Pa di Trento (+18 pari al +32%), 43 nella Pa di Bolzano (+5 pari al +13%), 25 in Sicilia (+5 pari al +25%), 18 in Sardegna (+3 pari al +20%), 11 in Calabria (+1 pari al +10%), 8 in Molise (+0), 19 in Umbria (+0), 1 in Basilicata (+0) e 48 in Puglia (+4 pari al +9%).

Delle persone attualmente positive (57.521) sono ricoverate con sintomi 23.112 (+1.175 pari al +5% rispetto a ieri), 3.489 (+93 pari al +3%) sono in terapia intensiva, mentre 30.920 (+2.223 pari al +8%) si trovano in isolamento domiciliare.

“Viviamo una fase di apparente stabilizzazione e crediamo che il numero di persone infette sia coerente con il trend che la diffusione ha avuto nel paese: questo ci fa pensare che è indispensabile, se vogliamo vedere la curva stabilizzarsi e poi decrescere, mantenere le rigorose misure di contenimento e di distanziamento sociale”. Ha detto il vice direttore della Protezione Civile Agostino Miozzo. “È un momento delicato – ha aggiunto – non bisogna abbassare la guardia se no curva potrebbe risalire”

Rispetto poi al numero di tamponi ha chiarito che “non mi risulta si facciano meno tamponi, si fanno quelli che il sistema sanitario nazionale ritiene necessario fare sulla base delle indicazioni che ci sono suggerite dalle organizzazioni internazionali. C’è una ricerca soprattutto dei pazienti sintomatici e dei contatti stretti, non c’è alcun dato che ci faccia pensare che stiamo riducendo il numero dei tamponi”.

In riferimento poi alle condizioni del capo della Protezione civile ha precisato che “Borrelli stamattina ha accusato sintomi febbrili, una leggera afonia. Per responsabilità e precauzione ha deciso di rientrare a casa da dove continua a lavorare”. Al momento non è noto l’esito del tampone di Angelo Borrelli ma la conferenza stampa continuerà nei prossimi giorni

“In campo ci sono 9600 volontari che si aggiungono alle altre forze di polizia e alle forze armate che stanno operando sul territorio. Ci sono 720 tende pre-triage”, ha detto il direttore operativo della Protezione Civile, Luigi D’Angelo, in conferenza sul coronavirus.

Inoltre “sono in trasferimento tecnici ed esperti sanitari dalla Russia, un team di 140 persone con materiali e mezzi in arrivo in Lombardia. E domani arriva il primo gruppo di medici volontari. Oggi abbiamo avuto tre trasferimenti di pazienti in terapia intensiva che hanno lasciato la Lombardia attraverso un trasporto in biocontenimento, uno a Genova e due a Lipsia con un mezzo della difesa, segnalo il grande contributo che la Germania sta dando. Al momento trasferiti 32 pazienti Covid e 40 non Covid dalla Lombardia alle altre regioni”.

“Voglio segnale il grande contributo che sta dando la Germania – ha rimarcato d’Angelo – Altri pazienti verranno trasferiti nelle prossime giornate sia con mezzi della nostra aeronautica sia con mezzi che arriveranno dalla Germania”

“Per il quarto giorno il numero dei positivi è in calo e aumenta il numero dei guariti. `Sono dati da osservare – ha detto D’Angelo commentando il bollettino quotidiano – per capire se si tratta di una battuta d’arresto dovuta alle misure di contenimento. Non mi risulta che questi dati dipendano dal fatto che si fanno meno tamponi, non c’è alcuna novità in questo senso’”.


25 marzo 2020
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Coronavirus: tutte le norme, le ordinanze e le circolari adottate dal Governo e dalla Protezione civile dall’inizio dell’emergenza

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Dalle prime ordinanze del ministero della Salute a gennaio fino all’ultimo decreto legge del Governo approvato ieri, sono moltissimi i provvedimenti (decreti legge, dpcm, ordnanze, circoalri, delibere), adottati dall’Esecutivo e dalle altre istituzioni nazionali deputate, finalizzati al controllo e alla gestione dell’epidemia di COVID-19 che ha colpito l’Italia e il Mondo. Eccoli, raccolti in questo dossier, basato sulla documentazione della Protezione civile e sulle informazioni ricavibili dal sito web del ministero della Salute. 

25 MAR – Era il 20 gennaio quando il ministero della Salute segnalò per la prima volta l’emergenza di un nuovo coronavirus in Cina avviando i primi controlli sui voli provenienti dal paese asiatico.

Da allora abbiamo assistito ad una evoluzione esponenziale del contagio fino alla dichiarazione di pandemia da parte dell’Oms. In parallelo si sono via adottate nel nostro Paese una serie di misure sempre più incisive per il controllo e la gestione della malattia. A partire dalla dichiarazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio fino all’ultimo decreto legge approvato ieri dal Governo.

In questo dossier, ricavato dalla documentazione della Protezione civile e dal sito del ministero della Salute, abbiamo raccolto tutti i provvedimenti, le ordinanze, le circolari di maggiore interesse, emanati fino ad oggi in Italia per il contrasto dell’epidemia.

1. LEGGI E DECRETI LEGGE (PER I TESTI VEDI QUI)

Legge 5 marzo 2020, n. 13  Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.  (Gazzetta Ufficiale –  Serie Generale n.61 del 09-03-2020)

Decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9 – Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica  da COVID-19.  (Gazzetta Ufficiale n. 53 del 02.03.2020)

Decreto-legge 8 marzo 2020, n. 11 – Misure Straordinarie ed urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività giudiziaria. (Gazzetta Ufficiale n. 60 dell’8.03.2020)

Decreto-legge 9 marzo 2020, n. 14 –  Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all’emergenza COVID-19.  (Gazzetta Ufficiale –  Serie Generale n.62 del 09-03-2020)

Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 – Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.  (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n.70 del 17.03.2020)

2. DELIBERE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (PER I TESTI VEDI QUI)
Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020 – Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 26 del 01.02.2020)

Delibera del Consiglio dei Ministri 5 marzo 2020 – Ulteriore stanziamento per la realizzazione degli interventi in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.  (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 57 del 06.03.2020)

3. DECRETI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (PER I TESTI VEDI QUI)
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2020 – Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 45 del 23.02.2020)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 febbraio 2020 – Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 47 del 25.02.2020)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 marzo 2020 – Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 52 del 04.03.2020)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 marzo 2020 – Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 55 del 04.03.2020)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 – Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale (Gazzetta Ufficiale n. 59 del 8.03.2020)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 marzo 2020 – Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.  (Gazzetta Ufficiale –  Serie Generale – n.62 del 09-03.2020)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020 – Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.  (Gazzetta Ufficiale –  Serie Generale – n. 64 del 11.03.2020)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  22 marzo 2020 – Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.  (Gazzetta Ufficiale –  Serie Generale – n. 76 del 22.03.2020)

4. ORDINANZE DEL CAPO DEL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE (PER I TESTI VEDI QUI)
Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 630 del 3 febbraio 2020 – Primi interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.  (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 32 del 08.02.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 631 del 6 febbraio 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.  (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 33 del 10.02.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 633 del 12 febbraio 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 38 del 15.02.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 635 del 13 febbraio 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.  (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 44 del 22.02.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 637 del 21 febbraio 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 48 del 26 febbraio 2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 638 del 22 febbraio 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 48 del 26 febbraio 2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 639 del 25 febbraio 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – del 26 febbraio 2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 640 del 27 febbraio 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – del 28.02.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 641 del 28 febbraio 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – del 28.02.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 642 del 28 febbraio 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 53 del 02.03.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 643 del 1° marzo 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 53 del 02.03.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 644 del 4 marzo 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 56 del 05.03.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 645 dell’8 marzo 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 61 del 09.03.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 646 dell’8 marzo 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 61 del 09.03.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 648 del 9 marzo 2020 – Ulteriori interventi di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 64 del 11.03.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 650 del 16 marzo 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, nonché ulteriori disposizioni per fronteggiare l’evento sismico che ha colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo il 24 agosto 2016  (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 71 del 18.03.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 651 del 19 marzo 2020 – Ulteriori interventi di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n.74   del 21.03.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 652 del 19 marzo 2020 – Ulteriori interventi di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 74 del 21.03.2020)

Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 654 del 20 marzo 2020 – Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n.    del   .03.2020)

5. PROTOCOLLI (PER I TESTI VEDI QUI)
Protocollo del 14 marzo 2020 – Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro

6. PROVVEDIMENTI DEL MINISTERO DELLA SALUTE,  ISS, CNT E CNS
2/03/2020 ORDINANZA del Ministero della Salute
Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. (20A01806)

20/03/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Annullamento e sostituzione della Circolare del Ministero della Salute n. 0009480 del 19 marzo 2020 “COVID-19: rintraccio dei contatti in ambito di sorveglianza sanitaria e aggiornamento delle indicazioni relative alla diagnosi di laboratorio di casi di infezione da SARS-CoV-2.”(pdf, 0.9 Mb)

20/03/2020 ORDINANZA del Ministero della Salute
Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. (20A01797)

19/03/2020 ORDINANZA della Presidenza del consiglio dei ministri dipartimento della protezione civile
Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Ordinanza n. 651). (20A01769)

19/03/2020 ORDINANZA della Presidenza del consiglio dei ministri dipartimento della protezione civile
Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Ordinanza n. 652). (20A01770)

18/03/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
COVID-19. Raccomandazioni operative per i tecnici verificatori(pdf, 0.47 Mb)

18/03/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Disinfezione degli ambienti esterni e utilizzo di disinfettanti (ipoclorito di sodio) su superfici stradali e pavimentazione urbana per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2 (pdf, 0.32 Mb)

18/03/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Polmonite da nuovo coronavirus COVID-19 – ulteriori informazioni e precauzioni ed indicazioni operative su utilizzo DPI(pdf, 0.37 Mb)

18/03/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Verifica dei requisti di qualità  e sicurezza delle mascherine facciali ad uso medico (DM) e dei dispositivi di protezione individuale (DPI) (pdf, 0.49 Mb)

18/03/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Verifica dei requisti di qualità  e sicurezza delle mascherine facciali ad uso medico (DM) e dei dispositivi di protezione individuale (DPI) (pdf, 0.49 Mb)

18/03/2020 NOTA del Ministero della Salute
Emergenza da Coronavirus – sanità  pubblica veterinaria – Chiarimenti trasporto animali(pdf, 0.1 Mb)

17/03/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Indicazioni ad interim per un utilizzo razionale delle protezioni per infezione da SARSCoV-2 nelle attività  sanitarie e sociosanitarie (assistenza a soggetti affetti da COVID-19) nell’attuale scenario emergenziale SARS-COV-2 (pdf, 0.89 Mb)

16/03/2020 CIRCOLARE dell’Istituto superiore di sanita’
Indicazioni sull’effettuazione del tampone per la ricerca di SARS-CoV-2 nei riceventi di trapianto d’organo da donatore vivente e donatore deceduto (pdf, 0.58 Mb)

16/03/2020 CIRCOLARE dell’Istituto superiore di sanita’
Centro Nazionale Sangue. Integrazione alla circolare Prot. n 0653.CNS.2020 del 09 marzo 2020 “Aggiornamento misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS CoV2) mediante la trasfusione di emocomponenti labili”(pdf, 0.71 Mb)

16/03/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Linee di indirizzo per la rimodulazione dell’attività  programmata differibile in corso di emergenza da COVID-19 (pdf, 0.27 Mb)

15/03/2020 ORDINANZA del Ministero della Salute
Disposizioni urgenti per l’importazione di strumenti e apparecchi sanitari, dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale. (20A01768)

14/03/2020 ORDINANZA del Ministero della Salute
Disposizioni urgenti per i voli cargo provenienti dalla Cina. (20A01767)

13/03/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Mascherine in TNT – Circolare informativa emergenza epidemiologica da COVID-19(pdf, 0.09 Mb)

12/03/2020 DECRETO del Ministero della Salute
Emergenza da Coronavirus: sanità  pubblica veterinaria e sicurezza alimentare. Aggiornamento nota DGSAF prot. 5086 del 2 marzo 2020(pdf, 0.32 Mb)

12/03/2020 ORDINANZA del Ministero della Salute
Deroga all’ordinanza 30 gennaio 2020, recante «Misure profilattiche contro il nuovo Coronavirus (2019 – nCoV)». (20A01766)

10/03/2020 CIRCOLARE dell’Istituto superiore di sanita’
Integrazione alla circolare Prot. n. 0653.CNS.2020 del 9 marzo 2020 “Aggiornamento misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) mediante la trasfusione di emocomponenti labili”

10/03/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute

Raccomandazioni per la gestione dei pazienti oncologici e onco-ematologici in corso di emergenza da COVID-19

10/03/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Emergenza epidemiologica da Covid-19: donazioni di sangue ed emocomponenti

09/03/2020 CIRCOLARE dell’Istituto superiore di sanita’
Aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) mediante la trasfusione di emocomponenti labili

09/03/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
COVID-19. Aggiornamento della definizione di caso

06/03/2020 CIRCOLARE dell’Istituto superiore di sanita’
Centro Nazionale Sangue. Integrazione alla circolare Prot. n. 0567.CNS.2020 del 02 marzo 2020 “Aggiornamento misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS CoV 2) mediante la trasfusione di emocomponenti labili”(pdf, 0.58 Mb)

03/03/2020 CIRCOLARE dell’Istituto superiore di sanita’
Aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) in Italia attraverso il trapianto di organi, tessuti e cellule(pdf, 0.57 Mb)(pdf, 0.57 Mb)

02/03/2020 CIRCOLARE del Centro nazionale trapianti
Aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) in Italia attraverso il trapianto di organi, tessuti e cellule(pdf, 0.59 Mb)

02/03/2020 CIRCOLARE dell’Istituto superiore di sanita’
Centro Nazionale Sangue – Aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS-Co-2) mediante la trasfusione di emocomponenti labili(pdf, 1.12 Mb)

02/03/2020 DECRETO del Ministero della Salute
Emergenza da coronavirus: sanità  pubblica veterinaria e sicurezza alimentare(pdf, 0.4 Mb)

01/03/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Incremento disponibilità  posti letto de Servizio Sanitario Nazionale e ulteriori indicazioni relative alla gestione dell’emergenza COVID-19(pdf, 0.29 Mb)

29/02/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Linee di indirizzo assistenziali del paziente critico affetto da Covid-19

28/02/2020 CIRCOLARE del Centro nazionale trapianti
Aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS CoV 2) in Italia attraverso il trapianto di organi, tessuti e cellule

28/02/2020 DOCUMENTO del Ministero della Salute
Documento relativo alla definizione di “Paziente guarito da Covid-19” e di “Paziente che ha eliminato il virus SARS-CoV-2”

27/02/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Precisazioni in ordine all’ordinanza del Ministero della Salute del 21 febbraio 2020 recante “Ulteriori misure profilattiche contro la diffusione della malattia infettiva COVID-19

27/02/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Documento relativo ai criteri per sottoporre soggetti clinicamente asintomatici alla ricerca d’infezione da SARS-CoV-2 attraverso tampone rino-faringeo e test diagnostico

27/02/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
COVID-19. Aggiornamento

27/02/2020 NOTA del Centro nazionale trapianti
Aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS CoV 2) in Italia attraverso il trapianto di organi, tessuti e cellule

25/02/2020 CIRCOLARE dell’Istituto superiore di sanita’
Centro nazionale sangue – Aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) mediante la trasfusione di emocomponenti labili

25/02/2020 CIRCOLARE dell’Istituto superiore di sanita’
Centro nazionale sangue – Aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) mediante la trasfusione di emocomponenti labili

25/02/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Richiamo in ordine a indicazioni fornite con la circolare del 22 febbraio 2020

24/02/2020 CIRCOLARE del Centro nazionale trapianti
Aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) in Italia attraverso il trapianto di organi, tessuti e cellule

24/02/2020 ORDINANZA del Ministero della Salute
Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Regione Liguria.

23/02/2020 ORDINANZA del Ministero della Salute
Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Regione Lombardia

23/02/2020 ORDINANZA del Ministero della Salute
Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Regione Veneto

23/02/2020 ORDINANZA del Ministero della Salute
Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Regione Emilia-Romagna

23/02/2020 ORDINANZA del Ministero della Salute
Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia

23/02/2020 ORDINANZA del Ministero della Salute
Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Regione Piemonte

22/02/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Circolare del Ministero della salute. COVID-2019, nuove indicazioni e chiarimenti

22/02/2020 ORDINANZA del Ministero della salute e Regione Veneto
Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

21/02/2020 ORDINANZA del Ministero della Salute
Ulteriori misure profilattiche contro la diffusione della malattia infettiva COVID-19

21/02/2020 ORDINANZA del Ministero della salute e Regione Lombardia
Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

20/02/2020 CIRCOLARE del Centro nazionale trapianti
Nuove misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo coronavirus (2019 nCoV) nella Repubblica Popolare Cinese(pdf, 0.19 Mb)

20/02/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
COVID-2019: indicazioni per la gestione degli atleti che provengono da aree affette

20/02/2020 NOTA dell’Istituto superiore di sanita’
Centro nazionale sangue – Aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) mediante la trasfusione di emocomponenti

08/02/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Aggiornamenti alla circolare ministeriale prot. del 01.02.2020 con riferimento alle indicazioni per la gestione nel settore scolastico degli studenti di ritorno dalle città  a rischio della Cina

03/02/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Indicazioni per gli operatori dei servizi/esercizi a contatto con il pubblico

01/02/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Indicazioni per la gestione degli studenti e dei dicenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina

31/01/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
Potenziali casi di coronavirus (nCoV) e relativa gestione

31/01/2020 NOTA del Ministero della Salute
Nuove misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo coronavirus (2019-nCoV) in Cina

31/01/2020 NOTA del Ministero della Salute
Estensione delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo coronavirus (2019-NcoV) mediante la trasfusione di emocomponenti labili, Repubblica Popolare Cinese

30/01/2020 ORDINANZA del Ministero della Salute
Misure profilattiche contro il nuovo Coronavirus (2019 – nCoV)

27/01/2020 PROVVEDIMENTO del Ministero della Salute
Epidemia cinese da coronavirus nCoV: Misure urgenti a tutela della salute pubblica. Divieto di atterraggio di tutti i voli provenienti dalla Cina negli aeroporti di Ciampino, Roma Urbe, Perugia Ancona

25/01/2020 ORDINANZA del Ministero della Salute
Misure profilattiche contro il nuovo Coronavirus (2019 – nCoV)

24/01/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute
2019 nCov: Indicazioni operative per il monitoraggio dello stato di salute dei passeggeri su voli con provenienza Cina

22/01/2020 CIRCOLARE del Ministero della Salute n. 1997
Polmonite da nuovo coronavirus (2019 nCoV) in Cina (pdf, 0.47 Mb)

7. PROVVEDIMENTI DEL MINISTERO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (PER I TESTI VEDI QUI)
Direttiva 1/2020 – Prime indicazioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID2019 nelle pubbliche amministrazioni al di fuori delle aree di cui all’articolo 1 del decreto-legge n.6 del 2020.

Direttiva 2/2020 – Indicazioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

25 marzo 2020
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Coronavirus. Ecco la mappa delle terapie intensive italiane. In pochi giorni attivate o in attivazione quasi 2.400 nuove postazioni per un totale a regime di poco meno di 7.800 letti

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La rilevazione è stata effettuata da Quotidiano Sanità in collaborazione con l’Anaao Assomed. La dotazione di partenza, prima dell’emergenza, era di 5.404 posti letto, tra pubblico e privato. Nelle ultime settimane, da Nord a Sud, le Regioni si sono attivate, portando la cifra complessiva a lievitare fino a 7.781. Gli incrementi maggiori in Emilia Romagna (513), Lombardia (360), Veneto (331). La situazione più critica resta comunque quella della Lombardia con (dato di ieri) 1.050 letti di terapia intensiva già occupati su un totale disponibile di 1.260 letti

21 MAR – L’emergenza coronavirus sta mettendo a dura prova gli ospedali italiani, specie quelli delle Regioni più colpite. Il numero dei ricoverati in terapia intensiva a ieri ha superato quota 2.600 persone. Quasi la metà di questi (1.060) in Lombardia, la regione più duramente colpita dall’epidemia. Proprio per questo, negli ultimi  mesi tutte le regioni italiane, da Nord a Sud, si sono attivate per potenziare i posti letto di terapia intensiva in modo da non farsi trovare impreparati in caso di necessità.

Per cure intensive si intendono quelle che prevedono il monitoraggio e l’assistenza in continuo, 24 ore su 24. A richiederli sono quei pazienti che non potrebbero sopravvivere altrove, poiché affetti da malattie acute che, compromettendo l’attività di una o più delle funzioni vitali, pongono a rischio la vita.

Le camere in cui avvengono i ricoveri non sono sempre singole, ma devono essere ampie. “In questi spazi, oltre al personale sanitario – spiega sul sito della Fondazione Veronesi, Fiorentino Fragranza, direttore dell’unità operativa complessa di anestesia, rianimazione e terapia intensiva dell’Ospedale Cotugno di Napoli – occorre accogliere le attrezzature necessarie a garantire l’assistenza continua dei pazienti. Al di là del letto, diverso da quelli che si vedono negli altri reparti (con sponde rimovibili, ruote e accesso sui quattro lati), nella stanza di un reparto di terapia intensiva non devono mai mancare il monitor per il controllo delle funzioni vitali, un ventilatore meccanico, le pompe per infondere i farmaci, le maschere per l’ossigeno, un sistema di aspirazione delle secrezioni bronchiali, un defibrillatore, il carrello per i farmaci, la macchina per la dialisi e i cestini per smaltire il materiale biologico. Oltre, naturalmente, a una barra di alimentazione per gestire tutti questi macchinari anche in caso di black-out”.

Le terapie da erogare dipendono dal deficit che fa registrare il paziente. “Per sostenere la funzione respiratoria, si possono usare strumenti di ventilazione non invasiva, come le maschere facciali o i caschi. Nei casi di insufficienza più grave, occorre invece intubare il paziente”, spiega ancora l’esperto.

Che poi sottolinea un altro problema da tenere in considerazione, oltre a quello dello spazio necessario per questi ricoveri, quello legato al tempo. “Un paziente affetto da Covid-19 mediamente tende ad occupare il posto letto in terapia intensiva per un periodo compreso tra 20 e 30 giorni. Questi tempi poi si allungano quando i pazienti sono molto anziani e presentano altre malattie”, conclude Fragranza.

E quindi qual è la situazione in Italia? Prima del coronavirus la situazione delle terapie intensive mostrava una dotazione complessiva di 5.404 posti letto, tra pubblico e privato. Proprio ieri, Aiop, l’associazione che raggruppa le case di cura cliniche private, ha poi comunicato che dal 6 marzo scorso sono state messi a disposizione un totale di 1.300 letti di terapia intensiva di cui circa 900 non compresi nel data base del ministero della Salute, che da soli porterebbero il numero dei posti letto di TI già potenzialmente operativi a poco meno di 6.300 letti.

A questi poi si sono aggiunti in questi ultimi giorni ulteriori posti nelle singole regioni attraverso riconversioni e creazioni di spazi dedicati.

Quotidiano Sanità, in collaborazione con l’Anaao Assomed, ha effettuato una verifica presso tutte le Regioni, anche raccogliendo dichiarazioni e comunicati diffusi negli utlimi giorni dai vari asessorati, arrivando a stimare una dotazione a regime di posti letto in Terapia intensiva di 7.781 unità (vedi tabella). Un  numero che appare in linea, tra l’altro, con quello fornito ieri sera dal ministro Francesco Boccia in Conferenza stampa alla Protezione Civile quando ha parlato di 7.697 posti.

La situazione più critica, come dicevamo, è quella della Lombardia, dove la domanda di Terapia intensiva è prossima in alcune realtà alla saturazione, soprattutto nelle province di Bergamo e Brescia. Nonostante la regione lombarda sia quella con la dotazione di partenza maggiore – ben 900 posti letto – i 1.050 ricoverati in TI registrati alla giornata di ieri hanno reso necessario un immediato lavoro di ampliamento. Sono 360 i posti aggiuntivi che porterebbero la Lomabardia ad una dotazione complessiva di 1.260 posti letto di terapia intensiva, comunque ancora pochi se il trend non dovesse arrestarsi.

Passiamo all’Emilia Romagnaseconda regione per numero di casi. La regione ha 449 posti di terapia intensiva di partenza e, al momento, 267 pazienti ricoverati in questi reparti. Qui si punta ad un raddoppio dei posti che porterebbe ad una dotazione complessiva di 962 posti letto di terapia intensiva.

Altra regione maggiormente colpita dal coronavirus è il Veneto. Qui si partiva da 494 posti di terapia intensiva. Alla giornata di ieri, i ricoverati in questi reparti erano 236. Anche qui la regione sta lavorando per l’ampliamento con ulteriori 331 posti che porterebbero il Veneto ad avere una dotazione complessiva di 825 posti letto di terapia intensiva.

La quarta regione per numero di casi è il Piemonte. La dotazione di partenza qui era di 320 posti. A ieri, i ricoverati in questi reparti erano 280. La regione ha ampliato i reparti con altri 100 posti arrivando ad una dotazione complessiva di 420 posti di terapia intensiva.

Scendendo, in ordine di persone positive al coronavirus, troviamo le Marche. Si partiva da una dotazione di 108 posti. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 138. In queste settimane si sta lavorando per l’ampliamento di ulteriori 55 posti. La dotazione complessiva arriverebbe così a 153 posti letto di terapia intensiva.

Proseguiamo con la Toscana. I posti letto qui erano 447. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 189. Qui si sta lavorando per l’attivazione di ulteriori 203 posti che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 650 posti di terapia intensiva.

In Liguria si avevano 186 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 121. Si stanno attivando ulteriori 65 posti che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 251 posti di terapia intensiva.

Nel Lazio si avevano 557 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 47. Si stanno attivando ulteriori 150 posti che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 707 posti di terapia intensiva.

In Campania si avevano 506 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 41. Si stanno attivando ulteriori 94 posti che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 600 posti di terapia intensiva.

Nel Friuli Venezia Giulia si avevano 127 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 32. Si stanno attivando ulteriori 28 posti che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 155 posti di terapia intensiva.

Trento si avevano 32 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 34. Si stanno attivando ulteriori 52 posti che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 84 posti di terapia intensiva.

Bolzano si avevano 40 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 24. Ad oggi non abbiamo notizie dettagliate sull’attivazione di ulteriori posti letto di terapia intensiva.

In Puglia si avevano 306 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 31. Ad oggi non abbiamo notizie dettagliate sull’attivazione di ulteriori posti letto di terapia intensiva.

In Sicilia si avevano 411 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 42. Si stanno attivando ulteriori 200 posti che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 611 posti di terapia intensiva.

In Abruzzo si avevano 109 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 48. Si stanno attivando ulteriori 41 posti che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 151 posti di terapia intensiva.

In Umbria si avevano 70 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 24. Si stanno attivando ulteriori 26 posti che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 96 posti di terapia intensiva.

In Valle d’Aosta si avevano 10 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 9. Si stanno attivando ulteriori 15 posti che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 25 posti di terapia intensiva.

In Sardegna si avevano 123 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 15. Si stanno attivando ulteriori 40 posti che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 163 posti di terapia intensiva.

In Calabria si avevano 141 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 16. Si stanno attivando ulteriori 80 posti che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 221 posti di terapia intensiva.

In Molise si avevano 19 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 6. Si stanno attivando ulteriori 8 posti che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 27 posti di terapia intensiva.

Infine, in Basilicata si avevano 49 posti letto. I ricoverati in questi reparti, a ieri, erano 5. Si stanno attivando ulteriori 15 posti che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 64 posti di terapia intensiva.

Ecco il riepilogo dei posti letto di terapia intensiva pubblici e privati già attivi e di prossima apertura

Giovanni Rodriquez

21 marzo 2020
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Coronavirus. Referto sui tamponi al personale sanitario avrà priorità assoluta, risultati da comunicare entro 36 ore. Ministero rivede la circolare che privilegiava i militari

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“Nei laboratori autorizzati per le analisi dei tamponi, la presentazione di campioni afferenti a personale sanitario dovrà ottenere priorità assoluta e la comunicazione del risultato dovrà avvenire in un arco di tempo massimo di 36 ore”, lo prevede la nuova circolare del ministero della Salute che cancella e sostuisce quella emanata il 19 marzo scorso che dava priorità nell’effettuazione dei tamponi al perosnale militare coinvolto nella gestione dell’emergenza. LA NUOVA CIRCOLARE.

21 MAR – Dopo le polemiche suscitate dalle ultime cinque righe della circolare del 19 marzo scorso dove si dava la precedenza ai militari nell’effettuazione e refertazione dei tamponi per il test del coronavirus, prevedendo anche che fossero tamponati anche i soggetti asintomatici, il ministero della Salute ha ritirato il testo ed emanato ieri una nuova circolare che mette i sanitari al primo posto.

Nel nuovo testo si legge infatti che “nei laboratori autorizzati per le analisi dei tamponi, la presentazione di campioni afferenti a personale sanitario dovrà ottenere priorità assoluta e la comunicazione del risultato dovrà avvenire in un arco di tempo massimo di 36 ore”.

Il precedente riferimento ai militari sparisce del tutto mentre il resto delle disposizioni della circolare, riguardante il rintraccio dei contatti in ambito di sorveglianza sanitaria e l’aggiornamento delle indicazioni relative alla diagnosi di laboratorio di casi di infezione da SARS-CoV-2, non ha subito modifiche.

Il vecchio testo, ora cancellato, lo ricordiamo, prevedeva che nei laboratori autorizzati per le analisi dei tamponi, la presentazione di campioni afferenti a personale militare ed a esso congiunto (anche in assenza di evidenze cliniche), doveva avere priorità e che la comunicazione del risultato doveva avvenire in un arco di tempo massimo di 36 ore. Veniva poi sottolineato che l’effettuazione delle analisi anche in assenza di evidenze cliniche è determinata dalla necessità di garantire la prontezza operativa delle Unità dispiegate in Patria e in zona di operazioni.

Ora questa priorità è stato stabilito che l’abbiano in primo luogo i sanitari.

21 marzo 2020
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Coronavirus. Nell’ultima settimana dimezzati i ricoveri per infarto. L’allarme dei Cardiologi: “I pazienti hanno paura del contagio e non vengono in ospedale”. A rischio cure salvavita

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Il dato rilevato dalla Società italiana di cardiologia in 50 terapie intensive cardiologiche italiane e si riferisce alla settimana dal 12 al 19 marzo. “Non bisogna credere che in questo momento l’infarto sia meno grave del Covid 19 e non bisogna assolutamente abbassare la guardia perché il ritardo nella diagnosi e nel trattamento dell’infarto aumentano la mortalità”, avvertono i cardiologi che invitano i pazienti a non avere paura e a rivolgersi comunque al sistema di emergenza sanitaria della loro città.

23 MAR – “Da qualche settimana tutti i nostri timori e preoccupazioni sono rivolti al coronavirus. Questo è un bene perché ci induce rispettare i provvedimenti restrittivi e a non affollare i pronto soccorso ma c’è un aspetto preoccupante che sta emergendo: chi ha un infarto o altre emergenze è restio a rivolgersi al 118 per paura del contagio in ospedale”.

A confermare questa tendenza è uno studio della Società Italiana di Cardiologia (Sic) che in un campione di 50 Unità di terapia intensiva cardiologica, dal 12 al 19 marzo, ha registrato 349 ricoveri rispetto ai 693 della stessa settimana del 2019.

“Nei pazienti con infarto è stata notata una sorprendente riduzione dei ricoveri superiore al 50% e la sensazione degli ultimi 2-3 giorni è quella di una riduzione ancora maggiore. Il calo è più evidente per gli infarti con occlusione parziale della coronaria ma è stato notato anche in pazienti con una forma più grave di infarto. Ridotto anche il numero di ricoveri per scompenso cardiaco, anomalie del ritmo cardiaco e disfunzione di pacemaker e defibrillatori – afferma Ciro Indolfi, Presidente Sic, Ordinario di Cardiologia Università Magna Grecia di Catanzaro e promotore del registro – Questo andamento dei ricoveri e degli accessi al pronto soccorso non presenta sostanziali differenze dal Nord al Sud. Inoltre le persone con infarto che sono arrivate in ospedale lo hanno fatto tardivamente”.

23 marzo 2020
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