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Covid. In Gazzetta il nuovo Dpcm. Luoghi della movida si potranno chiudere alle 21, palestre sotto esame per una settimana a rischio stop. Nuovi limiti a bar e ristoranti. Ecco le misure

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Il presidente Conte e il ministro Speranza hanno firmato un nuovo Dpcm a meno di una settimana dall’altro inasprendo, ma meno del previsto, le misure di contenimento della diffusione del Covid. La misura più drastica che ha sollevato le proteste dei sindaci è la possibilità di chiudere le zone della movida nelle città dopo le 21. Per le superiori e le università più didattica a distanza e poi stop a fiere locali e a tutti i congressi in presenza. IL TESTOGLI ALLEGATI

19 OTT – Dopo un fine settimana di incontri tra Governo, Regioni e tecnici Conte e Speranza hanno messo la firma su un nuovo Dpcm (pubblicato subito nella Gazzetta Uffciale di domenica) che modifica e integra alcune dlele misure varate martedì scorso al fine di arginare l’escalation dei contagi che domenica ha segnato un nuovo record con oltre 11.700 casi positivi riscontrati.

Tuttavia, rispetto alle indiscrezioni e alle attese di chi si aspettava misure dure, il nuovo Dpcm alza sì l’asticella ma non prevede né coprifuoco generalizzati né chiusure tout court di attività commerciali ed economiche.

L’unica misura drastica alla fine è quella che prevede la possibilità di chiudere dopo le 21 i luoghi delle movide cittadine in caso di persistenza degli assembramenti. Misura però subito contestata dai sindaci che con il presidente dell’Anci Antonio Decaro hanno parlato di “scaricabarile delle responsabilità” da parte del Governo.

Una protesta che un primo risultato l’ha ottenuto portando il Governo a non indicare espressamente che dovranno essere i sindaci a decidere le eventuali chiusure. Il tetso in Gazzetta, infatti, rispetto alle bozze del pomeriggio di ieri che davano espressamente ai primi cittadini la responsabilità di chiudere, si limita a dire che può essere disposta la chiusura al pubblico dopo le ore 21 delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private. Ma a chi spetterà l’incombenza di decidere non è chiaro anche se sembra plausibile che la decisone dovrebbe essere presa di concerto tra prefetti e sindaci.

Il premier ha detto che questa verifica durerà una settimana ma non è chiaro come e dove e in che misura saranno effettuate le verifiche e al momento l’annuncio ha tutte le caratteristiche di un avvertimento ai gestori per spingerli ad applicare con più severità le misure di prevenzione dei contagi pena la chiusura.

Fatto sta che nel nuovo Dpcm palestre e piscine non sono citate e tutto resta come stabilito dal precedente testo che non è stato modificato e recita: “l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome, ai sensi dell’ art. 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020”.

Novità invece per la scuola. Il nuovo Dpcm dispone infatti per le scuole secondarie il ricorso alla didattica digitale integrata, che deve comunque rimanere complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00.

Per le Università, infine, si chiede al Comitato universitario regionale di riferimento di predisporre, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative tenendo conto dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria.

Per gli sport di contatto si stringe sul livello dilettantistico prevedendo che l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sono pertanto sospese anche tutte le gare, le competizioni e le attività connesse a questi sport anche se aventi carattere ludico-amatoriale.

Le novità per bar, pub e ristoranti. Il nuovo Dpcm stabilisce che le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 sino alle ore 24,00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18.00 in assenza di consumo al tavolo. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Stop alle fiere locali e a tutti i congressi. Il nuovo decreto vieta le sagre e le fiere di comunità mentre restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale. Stop generalizzato invece per tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza.

Obbligo per le Asl di caricare codici positività segnalati da Immuni. Il Dpcm prevede poi che al fine di rendere più efficace il contact tracing attraverso l’utilizzo dell’App Immuni, è fatto obbligo all’operatore sanitario del Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale, accedendo al sistema centrale di Immuni, di caricare il codice chiave in presenza di un caso di positività.

19 ottobre 2020
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Manovra. Conte: “Risorse significative per rafforzare il Ssn”. Gualtieri: “Stanziati altri 4 mld per personale, vaccini ed emergenza”

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di Giovanni Rodriquez

Il ministro dell’Economia in conferenza stampa con il premier ha spiegato come “già nei precedenti decreti avevamo aumentato le risorse di 1,2 miliardi, con questo aumentiamo ulteriormente la dotazione di 1 miliardo per il fondo sanitario, confermiamo le assunzioni del personale sanitario, determiniamo un incremento per l’indennità dei medici e infermieri, e staniamo ulteriori risorse per l’acquisto dei vaccini”. Tornando poi sul Mes Conte ha chiarito: “Ci sarà l’opportunità per parlarne nelle sedi opportune”.

19 OTT – “La manovra economica che è stata approvata avrà un importo complessivo di 39 miliardi e si prefigge due obiettivi: il sostegno e il rilancio dell’economia italiana. Mantiene una impostazione di forte espansione, non prevediamo aumenti di tasse, è una scelta precisa, un indirizzo politico che abbiamo perseguito sino all’ultimo. Sono risorse significative nonostante il contesto difficile che stiamo attraversando, serviranno a rafforzare la sanità, aiutare i settori più colpiti, rafforzare il trasporto scolastico”.

Così il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa ha presentato nel pomeriggio la manovra varato lo scorso sabato sera in Consiglio dei Ministri.

Insieme a lui anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che ha sottolineato come la manovra sia “importante e ambiziosa, ed offre un forte impulso per la ripresa economica, puntando su investimenti, istruzione, welfare, sanità”. Per quanto riguarda in particolare la sanità, “già nei precedenti decreti avevamo aumentato le risorse di 1,2 miliardi, con questo aumentiamo ulteriormente la dotazione di 1 miliardo per il fondo sanitario, confermiamo le assunzioni del personale sanitario, determiniamo un incremento per l’indennità dei medici e infermieri, e staniamo ulteriori risorse per l’acquisto dei vaccini. Complessivamente sono 4 miliardi ulteriori alla sanità. Questo è un governo che ha detto che sulla sanità non si possono fare tagli, occorre rafforzare gli investimenti”.

Anche il premier Conte è tornato poi sul tema dopo il “no” al Mes nella conferenza stampa di ieri: “Non è che la questione è stata risolta ieri in conferenza stampa – ha chiarito – ci sono le sedi opportune, sicuramente ci sarà l’opportunità per parlarne nelle sedi opportune”.

Infine da sottolineare che in giornata, nel Documento programmatico di Bilancio 2021 inviato a Bruxelles, si è ricordato come “durante i mesi passati è stato prodotto uno sforzo senza precedenti per limitare le conseguenze della crisi sanitaria sui redditi delle famiglie, sui livelli occupazionali e sulla tenuta del sistema produttivo garantendo sostegno economico e liquidità al sistema. Al contempo, sono state garantite tutte le risorse necessarie al sistema sanitario per fornire le necessarie cure e contenere la pandemia”. Quanto al futuro, nel documento si spiega che “tali sforzi dovranno essere proseguiti fino al superamento della crisi e i nuovi recenti interventi vanno in questa direzione”.

Giovanni Rodriquez

19 ottobre 2020
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Covid. Ora tutti (o quasi) premono per misure più drastiche e il Dpcm di soli 3 giorni fa sembra già superato. Ecco le possibili nuove misure

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Il superamento della soglia dei 10 mila casi in un giorno e l’ultimo report di Ministero e Iss che segnala come metà delle Regioni sia sul ciglio del burrone sta spingendo Governo e Regioni a valutare nuove misure più stringenti rispetto a quelle varate martedì scorso. Sul tavolo di un vertice dei ministri (in serata) e poi nel confronto con le Regioni (domani mattina) diverse ipotesi: dal coprifuoco alle 22, alla chiusura di palestre, parrucchieri e centri estetici e forse anche di cinema e teatri. E per la scuola si affaccia l’ipotesi della didattica a distanza per le superiori e l’Università

16 OTT – Sono trascorsi appena tre giorni dall’ultimo Dpcm del Governo che ha dato una stretta, viene da dire tiepida, alle misure anti Covid. Ma ad oggi sembra passata un’eternità. L’esponenziale aumento dei casi che ha portato a superare la soglia psicologica dei 10mila nuovi contagi in 24 ore, il monitoraggio di ieri di Iss e Ministero della Salute che ha messo nero su bianco come metà delle Regioni sia in crisi (tra contact tracing fallito e servizi territoriali e terapie intensive prossime al collasso) e non da ultimo la mossa del governatore campano Vincenzo De Luca che ha deciso di chiudere le scuole, hanno fatto ripiombare il confronto sul “che fare” in un cortocircuito che ci riporta indietro ai momenti più bui della prima ondata della scorsa primavera.

Il Pd in mattinata, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Bruxelles per il Consiglio Europeo, ha informato le agenzie di stampa di aver chiesto un vertice per stringere ulteriormente le maglie e così anche i governatori, vedi Lombardia, che è tornata ad essere la Regione più colpita con oltre 2mila nuovi casi, si stanno muovendo per valutare di misure più restrittive rispetto al Dpcm di soli tre giorni fa.

Domattina (sabato per chi legge) è previsto un vertice tra i Ministri Boccia e Speranza con le Regioni, ma si attende soprattutto (stasera) il vertice di Governo dove si parlerà proprio dell’opportunità di mettere mano ad un nuovo Dpcm.

Nella ridda delle dichiarazioni le ipotesi in campo sono plurime. C’è chi propone un coprifuoco fino alle 22 a livello nazionale (sulla scia di De Luca che lo ha fissato per il giorno di Halloween), chi paventa la possibilità di chiusure di alcune attività commerciali come palestre, parrucchieri, centri estetici ma anche, si dice, cinema e teatri (tutte misure che potrebbero però essere limitate alle Region con indici di contagio più alti). E poi c’è la questione del trasporto pubblico con l’idea di ridurne la capienza rispetto all’80% attuale.

Tiene banco anche la scuola. Dopo la decisione drastica di De Luca di chiuderle per due settimane, è tornata in auge la richiesta di reintrodurre la didattica a distanza (la Lombardia pensa ad una Dad parziale sia per scuole che università) così come l’idea degli orari scaglionati per limitare la pressione proprio sul trasporto pubblico.

Ma non solo, si pensa anche ad un’ulteriore stretta sulle attività sportive delle categorie dilettanti così come a limiti orari per sale bingo e sale giochi. Sul tema lavoro si pensa nuovamente ad aumentare il ricorso allo smartworking.

Su tutte queste misure pende ovviamente la Spada di Damocle di un possibile nuovo lockdown. Ad oggi una chiusura semi totale come a marzo e aprile sembra difficile che il Paese, a livello sociale, economico e politico, possa ancora digerirla.

In ogni caso tutte le ipotesi in campo stanno seguendo gli scenari proposti da Iss e Ministero della Salute e avallati dalle Regioni. Essendo ormai mezza Italia nel cosiddetto scenario 3 le azioni di contenimento previste vanno dall’interruzione locale di attività produttive, zone rosse con lockdown locali temporanei (2-3 settimane), possibili restrizioni della mobilità, introduzione della didattica a distanza, chiusura temporanea di scuole e università o lezioni scaglionate.

Insomma, una guida sul “che fare” (in teoria condivisa tra tutti gli attori) oggi c’è. Vedremo nelle prossime ore se si deciderà di seguirla o se si continuerà nel duello tra linea morbida e linea dura che, seppur comprensibile dialetticamente, sta creando troppa incertezza e diffidenza nel Paese.

Luciano Fassari

16 ottobre 2020
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Approvata dal Parlamento. Il 20 febbraio di ogni anno sarà la “Giornata nazionale dei professionisti sanitari, sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato”

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Dopo l’approvazione in Senato lo scorso maggio, ieri la Commissione Affari Sociali della Camera, in sede legislativa, ha approvato definitivamente il provvedimento. La giornata nazionale è stata istituita quale “momento per onorare il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio del personale medico, sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato nel corso della pandemia da Coronavirus nell’anno 2020”. IL TESTO

15 OTT – Il Disegno di legge che istituisce la “Giornata nazionale dei professionisti sanitari, sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato” è legge. Dopo l’approvazione in Senato lo scorso maggio, è arrivato nel pomeriggio di ieri il via libera definitivo da parte della Commissione Affari Sociali della Camera, in sede legislativa.

La giornata nazionale, che si celebrerà il 20 febbraio di ogni anno, è stata istituita quale “momento per onorare il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio del personale medico, sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato nel corso della pandemia da Coronavirus nell’anno 2020”. Spetterà al Governo, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, determinare le modalità di svolgimento della Giornata senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Grande soddisfazione per l’approvazione è stata espressa dalle professioni sanitarie. “Ringraziamo il Parlamento per aver voluto istituire questa Giornata. Questo progetto di Legge è un segno tangibile di riconoscimento, attraverso la memoria collettiva, del sacrificio di tutti i colleghi che si sono esposti, anche in assenza dei dovuti dispositivi di protezione, per combattere il virus – afferma il presidente della Fnomceo Filippo Anelli -. Il loro impegno è una testimonianza forte e concreta di come l’esercizio della Professione medica sia inscindibile dalla passione e dai valori contenuti nel Codice Deontologico e nel Giuramento. L’anima della Professione è in proprio questo connubio inestricabile tra conoscenze scientifiche, competenze professionali e principi etici, che indirizza al bene il potere che deriva dal sapere, saper essere e saper fare”.

“L’iniziativa di dedicare una giornata ai professionisti sanitari vittime del Covid, a quelli che sono si sono contagiati sul lavoro, a tutti i professionisti e gli altri attori della salute che hanno contributo a gestire l’emergenza merita il nostro sostegno – conclude Anelli -. Credo che sia importante che i nostri concittadini, almeno una volta l’anno, si fermino a riflettere sull’importanza della professione medica e delle professioni sanitarie. Le nostre professioni sono quelle che garantiscono i diritti: in primo luogo il diritto alla salute. Le nostre competenze, peculiari e sinergiche, i nostri principi, liberamente e autonomamente condivisi, i nostri valori, comuni e identitari, che risuonano con quelli della Carta costituzionale e del nostro Servizio Sanitario nazionale, possono e devono essere per i cittadini lo strumento efficace ed essenziale per realizzare i diritti assegnati dalla Costituzione. È significativo che il Parlamento, così come il Governo, riconosca il ruolo portante del capitale umano per il Servizio Sanitario Nazionale”.

Anche la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli, ha parlato di “un successo di tutte le professioni sanitarie e sociosanitarie in prima linea nella lotta alla pandemia”.

“Gli infermieri, ad esempio, rappresentano il 61% delle professioni sanitarie e hanno pagato un prezzo altissimo: 42 morti, 4 suicidi e oltre 16mila contagiati fino a oggi. E’ un atto che rende merito ai tanti operatori sanitari impegnati nella lotta a Covid – aggiunge la presidente Fnopi – molti dei quali hanno anche contratto il virus, un gran numero in tutte le professioni, molti sono deceduti e mai nessuno nonostante tutto ha abbandonato un solo istante la prima linea e per questo è giusto che la legge li comprenda davvero tutti”.

“Ringraziamo i parlamentari che hanno recepito e approvato le integrazioni del relatore e hanno permesso questa forma di riconoscimento di tutte le professionalità (nel testo originario si parlava di “Giornata dei camici bianchi”, ndr.). Ci auguriamo adesso – conclude Mangiacavalli – che nel passaggio finale al Senato sia recepito questo ultimo testo e che la Gionata sia, anche formalmente, il riconoscimento di tutti gli operatori sanitari in prima linea nella lotta alla pandemia. Gli infermieri che sono tra i primi ad affrontare la lotta a Covid-19 sono anche i primi a esserne orgogliosi”.

Mandelli: “La giornata dei professionisti della salute sia uno stimolo a migliorare e proteggere il SSN”. “E’ giusto che il Paese ricordi con una giornata a loro dedicata l’impegno instancabile e il sacrificio dei professionisti della salute durante le ore più tragiche della pandemia, e sono certo che questo sia il sentire comune di tutti gli italiani”, così il presidnete della Fofi Andrea Mandelli a commento dell’approvazione della proposta di legge.

“I terribili mesi attraversati dall’Italia hanno fatto emergere tutto il valore delle donne e degli uomini del Servizio sanitario nazionale, che non hanno mai esitato a esporsi in prima linea per tutelare la salute della collettività, anche a prezzo della propria vita. Sono altresì convinto che medici, farmacisti, infermieri e tutti gli operatori vadano celebrati anche con uno sforzo complessivo per proteggere, migliorare e rendere sempre più efficace ed efficiente la sanità italiana”, conclude Mandelli.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Federazione nazionale degli ordini Tsrm-Pstrp Alessandro Beux: “Un doveroso riconoscimento, duraturo nel tempo, per gli operatori che hanno patito – e, purtroppo, stanno tornando a patire – gli effetti della pandemia. Per la nostra Federazione è un risultato particolarmente significativo perché accoglie, estendendolo, il suggerimento sulla denominazione dato lo scorso 29 maggio, testimoniando che ora il Legislatore ha ben chiaro che il Sistema socio-sanitario è animato da una pluralità di professioni che non può e non deve essere ridotta a rappresentazioni parziali”.

15 ottobre 2020
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Covid. Ministero e Iss: metà delle Regioni a rischio lockdown locali. “Pronti a innalzare le misure di contenimento in aree più colpite dalla seconda ondata”. Quasi 5mila i focolai attivi

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Esce con un giorno di anticipo il report settimanale sull’andamento dell’epidemia e il quadro è allarmante. Sono 4.913 i focolai attivi, di cui 1.749 nuovi. L’incidenza dei casi negli ultimi 14 gg arriva a 75 per 100.000 abitanti con Rt nazionale a 1,17. “Per la prima volta si segnalano elementi di criticità elevata relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese”. In metà delle Regioni si segna un’alto rischio di progressione rapida dell’epidemia con possibilità concreta di lockdown locali temporanei.

15 OTT – Sono dieci le Regioni dal rischio alto (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta) con una probabilità di superare la soglia del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid praticamente certa.

Tutte le Regioni sono poi con l’indice Rt sopra 1 tranne Calabria e Basilicata. Inoltre Abruzzo, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Pa Bolzano, Toscana, Umbria si trovano nel cosiddetto scenario 3 fissato da Iss e Ministero che prevede tra l’altro possibili lockdown temporanei a livello locale, chiusura attività sociali/culturali/sportive e chiusura temporanea delle scuole. La Valle d’Aosta viene segnalata con lo scenario 4 (lockdown totale) anche se in molti casi si evidenzia che la situazione non è pienamente valutabile.

La crescita esponenziale dei contagi e delle connesse difficoltà per i servizi sanitari sono messe nere su bianco nel nuovo monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell’Iss che è stato diffuso questa sera, un giorno in anticipo rispetto alla sua divulgazione abituale di venerdì e riferito al periodo 5-11 ottobre.

“Accelerazione – si legge – nella evoluzione dell’epidemia ormai entrata in una fase acuta con aumento progressivo nel numero di casi, evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni/PA, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese”

Per Iss e Ministero della Salute “è quindi necessaria una rapida analisi del rischio sub-regionale per il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione nelle aree maggiormente affette sulla base delle linee di indirizzo fornite nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale”, divulgato la scorsa settimana che indica quattro scenari di evoluzione della pandemia ai quali far seguire interventi proporzionati.

E poi l’appello alla popolazione “di rispettare con coscienza e precisione tutte le norme di precauzione previste (in particolare il distanziamento fisico e l’uso corretto e appropriato delle mascherine) e di evitare quanto più possibile situazioni che possano favorire la trasmissione quali aggregazioni spontanee e programmate per evitare un ulteriore peggioramento che potrebbe richiedere restrizioni territorialmente diffuse”.

Ecco i punti chiave del rapporto riferito al periodo 5-11 ottobre:
• Il virus oggi circola in tutto il paese. Questa settimana è stato osservato un forte incremento dei casi che porta l’incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg a 75 per 100 000 abitanti (periodo 28/9-11/10) (vs di 44,37 per 100 000 abitanti nel periodo 21/9-4/10). Nello stesso periodo, il numero di casi sintomatici è quasi raddoppiato (15.189 casi sintomatici nel periodo 28/9-11/10 vs 8.198 casi sintomatici nel periodo 21/9-4/10).

• Tutte le Regioni/PPAA, tranne una, hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso ISS). Continua a scendere la percentuale dei nuovi casi che sono stati rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (28,8% dei nuovi casi vs 31,8% la settimana precedente). Diminuisce anche la percentuale dei nuovi casi rilevati attraverso le attività di screening (31,1% vs 33,2%) Aumenta, invece, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (31,6% vs 29,1% la scorsa settimana). Nel 8,5% dei casi non è stato riportato l’accertamento diagnostico.

• Nel periodo 24 settembre – 07 ottobre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,17 (95%CI: 1,03 – 1,50).

• Sono stati riportati complessivamente 4.913 focolai attivi, di cui 1.749 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede la individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la undicesima settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 3.805 focolai attivi di cui 1.181 nuovi). Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (102/107). La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (80,3%). Si mantiene stabile la percentuale dei focolai rilevati nell’ambito di attività ricreative (4,2% vs 4,1% la settimana precedente).

• Questa settimana sono in aumento i focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico, ma la trasmissione intra-scolastica rimane complessivamente una dinamica di trasmissione limitata: 3,8% di tutti i nuovi i focolai in cui è stato segnalato il contesto di trasmissione. Tuttavia, le attività extra-scolastiche possono costituire un innesco di catene di trasmissione laddove non vengano rispettate le misure di prevenzione previste.

• Si osserva un forte aumento nel numero di nuovi casi fuori delle catene di trasmissione note. Questa settimana le Regioni/PPAA hanno riportato 9.291 casi dove non si è trovato un link epidemiologico (vs 4.041 la settimana precedente), che comprende il 33% di tutti i casi segnalati nella settimana. • Questa settimana, a livello nazionale, si è osservato un importante aumento nel numero di persone ricoverate (4.519 vs 3.287 in area medica, 420 vs 303 in terapia intensiva nei giorni 11/10 e 4/10, rispettivamente) e, conseguentemente, aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva, con alcune Regioni/PPAA sopra 10% in entrambe aree.

Le conclusioni del rapporto:
• In Italia si osserva un’accelerazione del progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-CoV-2 segnalato da undici settimane che si riflette in un aggravio di lavoro sui servizi sanitari territoriali. Per la prima volta si segnalano elementi di criticità elevata relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese.

• Si fa appello alla popolazione di evitare quanto più possibile eventi e iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi al fine di limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e più rapido peggioramento dell’epidemia.

• La trasmissione locale del virus, diffusa su tutto il territorio nazionale, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti soprattutto segnalati in ambito domiciliare/familiare. Rimane fondamentale mantenere un’elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento ormai chiaro e più rapido della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali lavaggio delle mani, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico.

• Sono in lieve aumento focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito intra-scolastico. Rimane quindi essenziale mantenere l’attenzione sulle misure già introdotte per prevenire trasmissione intra-scolastica come la rilevazione della temperatura giornaliera e le procedure per la gestione di casi sospetti sintomatici in ambito scolastico.

• Il tracciamento dei casi e dei loro contatti e la conseguente riduzione nei tempi tra l’inizio della contagiosità e l’isolamento restano elementi fondamentali per il controllo della diffusione dell’infezione che devono essere assolutamente perseguiti. L’aumento di focolai e di casi non associati a catene di trasmissione evidenzia la criticità nell’impegno dei servizi territoriali (Dipartimenti di Prevenzione) per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati.

È importante il rafforzamento dei servizi territoriali, attraverso un coinvolgimento straordinario di risorse professionali di supporto e anche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici come la “app” Immuni, nelle attività di diagnosi e ricerca dei contatti in modo da identificare precocemente tutte le catene di trasmissione e garantire una efficiente gestione, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l’isolamento immediato dei casi secondari.

• Si richiama l’importanza dell’uso appropriato degli strumenti diagnostici e di screening, nel contesto di una valutazione del rischio epidemiologico, e della corretta esecuzione delle procedure di isolamento e quarantena quando indicate.

• Si ribadisce la necessità di rispettare i provvedimenti quarantenari e le altre misure raccomandate dalle autorità sanitarie sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso. Sebbene i servizi territoriali siano riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus, viene ripetutamente segnalato un carico di lavoro eccezionale che in molti casi compromette la tempestiva gestione dei contatti oltre che non assicurare le attività non-collegate a questa emergenza. • La situazione descritta in questo report evidenzia importanti segnali di allerta legati a un aumento della trasmissione.

• Si evidenzia una nuova fase epidemiologica con un aggravio del lavoro dei servizi territoriali che potrebbe riflettersi in breve tempo in un sovraccarico dei servizi assistenziali.

• Si raccomanda alla popolazione di prestare particolare attenzione al rischio di contrarre l’infezione in tutti i casi di mancato rispetto delle misure raccomandate. Si invita a rispettare tutte le norme comportamentali previste di prevenzione della trasmissione di SARS-CoV-2, in particolare nei confronti di fasce di popolazione più vulnerabili.

• Si invitano le Regioni/PA, in raccordo con il Ministero della Salute, a realizzare una rapida analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e di valutare il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione nelle aree maggiormente affette in base al livello di rischio e sulla base delle linee di indirizzo fornite nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale”.

L’analisi regionale:
Abruzzo. Rt 1,56. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra 1 in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. Numero di focolai attivi e numero di casi fuori catene di trasmissione note in diminuzione. In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva (+1%) e in aree mediche (+4%) con probabilità elevata di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Basilicata. Rt 0,79. Classificazione rischio Bassa. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in diminuzione in entrambi flussi. Rt sotto uno. Numero di focolai attivi in diminuzione. Non sono stati segnalati casi fuori di catene di trasmissione. Tasso di occupazione in aree mediche in aumento (+5%). In diminuzione il tasso di occupazione in terapia intensiva (-1%) con probabilità nulla di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Calabria. Rt: 0,82. Classificazione rischio Moderata con probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sotto uno. Aumento nel numero di focolai attivi e nel numero di casi fuori catene di trasmissione note. Tasso di occupazione in aree mediche in aumento (+1%). Invariato il tasso di occupazione in terapia intensiva, probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Campania. Rt 1,33. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi (+100% rispetto alla settimana precedente). In aumento i casi fuori di catene di trasmissione note. In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva (+3%) e in aree mediche (+4%) con probabilità elevata di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Emilia Romagna. Rt 1,39. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. Numero di focolai attivi in aumento. Forte aumento dei casi fuori catene di trasmissione (46% dei nuovi casi segnalati questa settimana). Tassi di occupazione in terapia intensiva e aree mediche in aumento (+1% in entrambi casi) probabilità elevata di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Friulia Venezia Giulia. Rt 1,41. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione (41% di tutti i nuovi casi segnalati questa settimana). In aumento il tasso di occupazione in aree mediche (+1%). Invariato il tasso di occupazione in terapia intensiva con probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Lazio. Rt 1,16. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione. Tassi di occupazione in aumento in terapia intensiva (+1%) e aree mediche (+3%) con probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Liguria. Rt 1,01. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno con il limite inferiore dell’intervallo di credibilità sotto uno. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione. In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva (+1%) e in aree mediche (+2%). Probabilità massima di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Lombardia. Rt 1,28. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi. Forte aumento dei casi fuori catene di trasmissione note (56% dei nuovi casi segnalati). Tasso di occupazione in aree mediche in aumento (+1%). Invariato il tasso di occupazione in terapia intensiva. Probabilità massima di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Marche. Rt 1,46 Classificazione rischio Moderata probabilità di progressione di impatto <=5%. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. Aumento nel numero di focolai attivi e nel numero di casi fuori catene di trasmissione (34% dei nuovi casi segnalati). In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva e aree mediche (+1% in entrambi casi). Probabilità bassa di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Molise. Rt 1,36. Classificazione rischio Moderata. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra uno con il limite dell’intervallo di credibilità al 95% sotto uno. Aumento nel numero di focolai attivi e nel numero di casi fuori catene di trasmissione note (52% dei nuovi casi segnalati). Tasso di occupazione in aree mediche in aumento (+1%). In diminuzione il tasso di occupazione in terapia intensiva ( -1%) Probabilità nulla di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Piemonte. Rt 1,43. Classificazione rischio Moderata probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. Numero di focolai attivi e di casi fuori catene di trasmissione in aumento. In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva (+2%) e in aree mediche (+3%) con probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Pa Bolzano. Rt 1,55. Classificazione rischio Moderata probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione. Tasso di occupazione in terapia intensiva in aumento (+2%). Invariato il tasso di occupazione in aree mediche. con probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Pa Trento. Rt 1,18. Classificazione rischio Moderata probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento nel flusso MdS e in diminuzione nel flusso ISS. Questa discrepanza è dovuta a un ritardo di notifica nel flusso ISS. Questo ritardo potrebbe rendere il calcolo degli indicatori meno affidabile. Rt sopra uno con il limite inferiore dell’intervallo di credibilità sotto uno. In aumento i focolai attivi e in diminuzione i casi fuori catene di trasmissione. Invariati i tassi di occupazione in terapia intensiva e aree mediche. Probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Puglia. Rt 1,27. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione (42% dei nuovi casi segnalati). In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva (+2%) e aree mediche (+2%). Probabilità elevata di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Sardegna, Rt 1,19. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione. In aumento il tasso di occupazione in aree mediche (+2%). Invariato il tasso di occupazione in terapia intensiva. Probabilità elevata di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Sicilia. Rt 1,19. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento i focolai attivi e i casi fuori catene di trasmissione (46,5% di tutti i casi segnalati). In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva (+2%) e in aree mediche (+3%) con probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese in area medica.

Toscana. Rt 1,48. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione. In aumento i tassi di occupazione di terapia intensiva (+1%) e aree mediche (+2%). Probabilità elevata di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Umbria. Rt 1,6. Classificazione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione rapida. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e i casi fuori catene di trasmissione (47% dei nuovi casi). In aumento i tassi di occupazione in terapia intensiva (+4%) e aree mediche (+2%). Probabilità elevata di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Valle d’Aosta. Rt 2,05. Classificazione rischio Non valutabile con probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso ISS che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile. Ati di completezza non sufficienti a permettere una valutazione attendibile (ind. 1.1) Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità al 95%. In aumento il numero di focolai attivi e il numero di casi fuori catene di trasmissione (52% dei nuovi casi). In aumento il tasso di occupazione di terapia intensiva (+9%). In diminuzione il tasso di occupazione in aree mediche (-1%). Probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Veneto. Rt 1,15. azione rischio Moderata ad alta probabilità di progressione. Sono stati notificati nuovi casi di età >50aa nei 5 giorni precedenti la fine. Casi in aumento in entrambi flussi. Rt sopra uno in tutto l’intervallo di credibilità. In aumento il numero di focolai attivi. Non sono stati segnalati casi fuori catene di trasmissione. In aumento il tasso di occupazione in aree mediche (+1%) e in diminuzione il tasso di occupazione in terapia intensiva (-1%)- Probabilità di raggiungere le soglie critiche nel prossimo mese.

Luciano Fassari

15 ottobre 2020
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Covid. Ema: “Il candidato vaccino di Moderna è idoneo a presentare domanda autorizzazione”. Il vaccino, in Fase 3 di sperimentazione, è già stato somministrato ad oltre 22mila volontari

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Moderna ha ricevuto la conferma scritta dall‘Ema che mRNA-1273 – il candidato vaccino per il Covid-19 – è idoneo per la presentazione della domanda di autorizzazione all’immissione in commercio nell’Unione Europea, secondo la procedura centralizzata dell’Agenzia. Attualmente è in corso lo studio di Fase 3 COVE, che ha arruolato 28.618 partecipanti, con più di 22.194 soggetti che hanno ricevuto già la seconda vaccinazione.

14 OTT – Con la conferma dell’idoneità a presentare la domanda, Moderna s’impegna a rendere disponibile il suo vaccino nell’UE, dove sta lavorando con le aziende Lonza e ROVI per la produzione e l’infialamento.

Anche mRNA-1273 sarà sottoposto a rolling submission dei dati provenienti dagli studi preclinici e clinici generati finora con il programma mRNA-1273.
Questi dati comprendono anche lo studio di fase 1 su adulti sani (18-55 anni) e adulti più anziani (56-70 anni e oltre 70 anni) pubblicato dal New England Journal of Medicine.

Attualmente è in corso lo studio di Fase 3 COVE, che ha arruolato 28.618 partecipanti, con più di 22.194 soggetti che hanno ricevuto già la seconda vaccinazione. “Siamo soddisfatti delle proficue interazioni con le autorità regolatorie europee a livello nazionale e a livello EMA portate avanti fino a oggi e apprezziamo la loro preziosa guida e la loro fiducia in Moderna per la presentazione della domanda di autorizzazione in commercio per l’approvazione in Europa del nostro vaccino sperimentale per il COVID-19, mRNA-1273. I partner europei, gli investitori e i cittadini hanno sostenuto Moderna fin dalla sua nascita e hanno svolto un ruolo importante nel suo sviluppo”, dice Stéphane Bancel, Amministratore Delegato di Moderna.

14 ottobre 2020
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Forum Mediterraneo in Sanità. La lezione del covid: la sanità ha bisogno di investimenti e innovazione

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La kermesse barese è stata l’occasione per un ragionamento a 360 gradi sulla sanità italiana a partire dall’emergenza covid. Tutti concordi su un fatto: in sanità bisogna investire ed innovare. E il tempo per farlo “è ora”, per Giovanni Gorgoni, direttore AreSs Puglia. Il viceministro Sileri assicura l’impegno del Governo in questo senso. Per Ranieri Guerra (Oms) evidenzia come, proprio con la pandemia, “la sanità pubblica e universalistica ha mostrato tutta la sua forza”. La prossima occasione di confronto sarà il Forum risk management, in programma dal 15 al 18 dicembre ad Arezzo.

12 OTT – Comunità, consapevolezza e alleanza. E poi informazione. Nel momento della massima complessità possibile per il sistema sanitario nazionale, i temi emersi durante il quarto Forum della Salute che si è tenuto a alla Fiera del Levante di Bari rimandano alle basi – semplici seppur fondamentali – della sanità pubblica.

Organizzato da AReSS Puglia e Fondazione Innovazione e Sicurezza in Sanità, il Forum quest’anno si è tenuto in forma ibrida con oltre 2mila partecipanti tra coloro che hanno potuto seguire in presenza i lavori e quelli che si sono collegati on line. “Un successo – dice Giovanni Gorgoni, Direttore AReSS Puglia – intanto perché siamo riusciti a farlo, e già questa è una scommessa vinta, e poi perché ormai il Forum in Fiera rappresenta un appuntamento atteso dalla comunità sanitaria pugliese e non”.

Naturalmente quest’anno si è parlato di Covid, “e non poteva essere altrimenti – continua Gorgoni – ma non lo abbiamo fatto ripercorrendo semplicemente le azioni messe in campo. Piuttosto abbiamo rilanciato domande, aperto fronti di discussione, rimarcato temi aperti che meritano oggi la nostra massima attenzione. Dalla sanità digitale, alla gestione delle residenze sanitarie, alla riorganizzazione degli ospedali, al ripensamento del ruolo dell’assistenza territoriale, alla organizzazione delle carceri senza dimenticare la clinica con i risultati certi e i dubbi terapeutici ancora in discussione”.

Cosa abbiamo imparato? Questa è stata la domanda dalla quale il Forum è partito quasi a rimarcare la necessità di mettere nero su bianco, a chiare lettere e in un linguaggio comprensibile per tutti, quale è stata la lezione appresa, all’alba di una nuova fase che proprio nei giorni del Forum si è andata inasprendo su tutto il territorio nazionale. “I numeri del contagio in forte aumento mi impegnano ai tavoli ministeriali e mi impediscono di partecipare ai lavori”, ha detto in un messaggio il Ministro della Salute Roberto Speranza, quasi a rimarcare la criticità del momento, mentre il viceministro Pierpaolo Sileri – collegato in rete – ha ribadito l’impegno a investire in sanità “puntando sui nostri punti di forza, il nostro personale che ha mostrato forza e qualità, sulla ricerca e sulle infrastrutture”. Nella piena consapevolezza che il “tempo è ora” come ha più volte rimarcato durante l’evento il padrone di casa, Giovanni Gorgoni.

E che il tempo sia ora è emerso chiaramente dalla lezione magistrale di Ranieri Guerra, nome e volto autorevole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che non ha usato mezze misure: “i numeri servono a mostrare la forza di un contagio che coinvolge tutti e dal quale non siamo affatto usciti e con cui dobbiamo imparare a convivere. In Italia nelle prossime settimane potremo valutare meglio le conseguenze delle riaperture, ma oggi dobbiamo poter contare sulla forza della comunità con la quale dobbiamo stringere alleanze perché la vera forza di reazione sta nella aderenza delle comunità alle indicazioni che provengono dal mondo della scienza e dalle istituzioni”.

“La sanità pubblica e universalistica ha mostrato tutta la sua forza – ha aggiunto Guerra –  e la regionalizzazione del sistema sanitario regionale ha consentito di costruire le risposte di prevenzione e assistenza sulle reali esigenze della gente, sulle caratteristiche dei luoghi e di territori che possono essere anche molto diversi e che per questo necessitano di servizi costruiti su misura”. “E poi ancora – ha aggiunto Guerra – dobbiamo costruire un patto di alleanza con il giornalismo etico a cui io credo molto e che può sostenerci nella lotta continua e incessante verso le fake news”.

Dunque, informazione corretta, comunicazione, coinvolgimento delle comunità in una battaglia che non può essere evidentemente giocata su un solo fronte: “Parlo da uomo della scienza, da epidemiologo o lo faccio senza mezzi termini – ha detto Pier Luigi Lopalco, assessore in pectore alla sanità in Puglia –  il rischio zero non esiste e spetta a noi trovare un equilibrio. La corretta informazione è un punto di partenza che deve coinvolgere tutti e che può fare la differenza, ora più che mai. Il dubbio non deve spaventare perché la scienze è dubbio, sul dubbio il sapere cresce e si evolve, ma il dubbio deve essere comunicato nella maniera corretta”.

E proprio per fermare il tempo della lezione appresa, per dare confini agli attuali dubbi e per avere una base comune e condivisa, l’AReSS metterà a disposizione a breve gli atti del Forum: “si tratta di essere trasparenti e inclusivi – dice il Direttore Generale Giovanni Gorgoni – metteremo presto a disposizione del pubblico quanto emerso durante questi importanti tre giorni di studi. E lo faremo in una forma e con un linguaggio alla portata di tutti, per tecnici e non, per esperti e per le comunità nella piena consapevolezza che l’alleanza attesa con i nostri cittadini si può ottenere solo attraverso la condivisione reale dei saperi e delle azioni. Il cittadino consapevole è un cittadino partecipe, è un alleato”.

“Il forum mediterraneo è stata una prova generale ben riuscita e densa di contenuti in preparazione del Forum risk management di Arezzo in programma dal 15 al 18  dicembre – dice Vasco Giannotti, Fondazione Innovazione e Sicurezza in Sanità – Riuscita per il valore di confrontarsi in presenza dopo mesi in cui si è dovuto parlare solo dagli schermi dei telefonini e dei computer, riuscita perché si è svolta in assoluta sicurezza con distanziamento sociale, misure di sicurezza e piattaforma digitale: tutto ciò che sarà riproposto e rafforzato ad Arezzo. Riuscita perché la Puglia ed altre regioni del mezzogiorno hanno presentato eccellenze e soluzioni che dimostrano come il sud possa contribuire al rilancio del sistema sanitario nazionale con l’innovazione organizzativa e tecnologica e con una attenzione particolare a portare le cure e l’assistenza a casa di tutte le persone. Un grazie dunque ad AReSS e alla Regione Puglia per aver promosso questa importante occasione. Ci rivedremo tutti ad Arezzo”.

12 ottobre 2020
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Covid. Da qui a marzo ecco cosa potrebbe accadere in 4 scenari: dal migliore (dati in linea con quelli dell’estate scorsa), al peggiore (infezioni fuori controllo e servizi sanitari in tilt) che farebbe scattare un nuovo lockdown totale

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E’ stato messo a punto in via definitiva il documento del Ministero della Salute e dell’Iss (con la collaborazione di Regioni, Protezione civile, Aifa, Inail, Spallanzani, Università Cattolica, Areu 118 Lombardia e Ist. Bruno Kessler) che pianifica gli interventi di contrasto all’epidemia a seconda della sua evoluzione. Lockdown generalizzato quando i valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente siano maggiori di 1,5. IL DOCUMENTO

12 OTT – È pronto il documento curato dall’Iss-Ministero e Regioni con la collaborazione di Regioni, Protezione civile, Aifa, Inail, Spallanzani, Università Cattolica, Areu 118 Lombardia e Ist. Bruno Kessler, con le misure di prevenzione e risposta a COVID-19 in base ai possibili scenari evolutivi della pandemia.

Il corposo documento (in tutto 127 pagine corredate di grafici e tabelle) si intitola “Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale“.

Nel testo, come già anticipato in base alla versione provvisoria circolata nei giorni scosi, vengono definiti 4 ipotetici scenari di evoluzione dell’epidemia a cui corrispondono diversi livelli di rischio e conseguenti misure che possono portare nel peggiore dei casi ad un nuovo lockdown nazionale.

SCENARIO 1. Situazione di trasmissione localizzata (focolai) sostanzialmente invariata rispetto al periodo luglio-agosto 2020, con Rt regionali sopra soglia per periodi limitati (inferiore a 1 mese) e bassa incidenza, nel caso in cui la trasmissibilità non aumenti sistematicamente all’inizio dell’autunno, le scuole abbiano un impatto modesto sulla trasmissibilità e i sistemi sanitari regionali riescano a tracciare e tenere sotto controllo i nuovi focolai, inclusi quelli scolastici.

In questo caso sono associati diversi livelli di rischio a cui corrispondono diverse misure:

Ri-modulazione delle attività con misure meno stringenti (de-escalation) o mantenimento interventi: ordinari, tra cui:  isolamento casi; quarantena contatti; precauzioni standard (DPI, distanziamento fisico, igiene individuale/ambientale) definite dalle Istituzioni competenti (CTS, Ministeri, ISS, INAIL ecc.).

Se l’evoluzione dovesse essere moderata prevista anche una valutazione del rischio nella Regione/PA per definire situazioni sub-regionali di rischio più elevato (circolazione nelle provincie/comuni; focolai scolastici) Interventi: ordinari + straordinari in singole istituzioni (es. scuole) o aree geografiche limitate.

E ancora: maggiore controllo della reale implementazione delle misure già adottate sul territorio (vedi criteri minimi); precauzioni scalate laddove indicato nei documenti prodotti per ambiti e contesti specifici (es. scuole) solo in aree con maggiore rischio di esposizione; possibilità di chiusura di attività, sospensione di eventi e limitazione della mobilità della popolazione in aree geografiche sub-regionali (comuni/province).

SCENARIO 2. Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario nel breve-medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1,25 (ovvero con stime dell’Intervallo di Confidenza al 95% – IC95% – di Rt comprese tra 1 e 1,25), nel caso in cui non si riesca a tenere completamente traccia dei nuovi focolai, inclusi quelli scolastici, ma si riesca comunque a limitare di molto il potenziale di trasmissione di SARS-CoV-2 con misure di contenimento/mitigazione ordinarie e straordinarie.

Un’epidemia con queste caratteristiche di trasmissibilità potrebbe essere caratterizzata, oltre che dalla evidente impossibilità di contenere tutti i focolai, da una costante crescita dell’incidenza di casi (almeno quelli sintomatici; è infatti possibile che si osservi una riduzione della percentuale di casi asintomatici individuati rispetto al totale vista l’impossibilità di svolgere l’investigazione epidemiologica per tutti i nuovi focolai) e corrispondente aumento dei tassi di ospedalizzazione e dei ricoveri in terapia intensiva.

La crescita del numero di casi potrebbe però essere relativamente lenta, senza comportare un rilevante sovraccarico dei servizi assistenziali per almeno 2-4 mesi.

Anche a seconda dell’evoluzione di questo scenario potranno essere adottate misure come:
– Distanziamento fisico: es. chiusura locali notturni, bar, ristoranti (inizialmente potenzialmente solo in orari specifici – es. la sera/notte in modo da evitare la “movida”)
– Chiusura scuole/università (incrementale: classe, plesso, su base geografica in base alla situazione epidemiologica)
– Limitazioni della mobilità (da/per zone ad alta trasmissione ed eventuale ripristino del lavoro agile in aree specifiche
– Restrizioni locali temporanee su scala sub-provinciale (zone rosse) per almeno 3 settimane con monitoraggio attento nella fase di riapertura. In caso non si mantenga una incidenza relativamente bassa ed Rt

SCENARIO 3. Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1,25 e Rt=1,5 (ovvero con stime IC95% di Rt comprese tra 1,25 e 1,5), e in cui si riesca a limitare solo modestamente il potenziale di trasmissione di SARS-CoV-2 con misure di contenimento/mitigazione ordinarie e straordinarie.

Un’epidemia con queste caratteristiche di trasmissibilità dovrebbe essere caratterizzata da una più rapida crescita dell’incidenza di casi rispetto allo scenario 2), mancata capacità di tenere traccia delle catene di trasmissione e iniziali segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali in seguito all’aumento di casi ad elevata gravità clinica (con aumento dei tassi di occupazione dei posti letto ospedalieri – area critica e non critica) riconducibile ad un livello di rischio elevato o molto elevato in base al sistema di monitoraggio settimanale. La crescita del numero di casi potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 2-3 mesi.

È però importante osservare che qualora l’epidemia dovesse diffondersi prevalentemente tra le classi di età più giovani, come osservato nel periodo luglio-agosto 2020, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili (es. gli anziani), il margine di tempo entro cui intervenire potrebbe essere maggiore.

Se dovessimo trovarci in questa situazione per 3 o più settimane consecutive sono possibili lock down locali temporanei su scala sub-provinciale, l’istituzione di zone rosse con lockdown temporanei (<2-3 settimane) con riapertura possibile valutando incidenza e Rt.

Possibile anche l’interruzione delle attività sociali/culturali/sportive a maggior rischio di assembramenti e l’interruzione di alcune attività produttive con particolari situazioni di rischio così come possibili restrizioni della mobilità interregionale ed intraregionale. Potrebbe scattare la sospensione di alcune tipologie di insegnamenti che presentano condizioni di rischio più elevato (es. educazione fisica, lezioni di canto, strumenti a fiato, laboratori ad uso promiscuo, etc.) e le lezioni sarebbero scaglionate a rotazione mattina e pomeriggio, se serve aumentare gli spazi.

Possibile infine anche la chiusura temporanea di scuole/università in funzione della situazione epidemiologica locale (es. singola struttura o più strutture in un’area).

SCENARIO 4. Situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1,5 (ovvero con stime IC95% di Rt maggiore di 1,5).

Anche se una epidemia con queste caratteristiche porterebbe a misure di mitigazione e contenimento più aggressive nei territori interessati, uno scenario di questo tipo potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi.

La crescita del numero di casi potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 1-1,5 mesi, a meno che l’epidemia non si diffonda prevalentemente tra le classi di età più giovani, come osservato nel periodo luglio-agosto 2020, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili (es. gli anziani). A questo proposito, si rimarca che appare piuttosto improbabile riuscire a proteggere le categorie più fragili in presenza di un’epidemia caratterizzata da questi valori di trasmissibilità.

In questo caso potrebbe scattare un lock-down generalizzato con estensione e durata da definirsi rispetto allo scenario epidemiologico. Inoltre sarebbe facile prevedere anche la chiusura delle strutture scolastiche/universitarie di estensione e durata da definirsi rispetto allo scenario epidemiologico ed attivazione della modalità di didattica a distanza sempre ove possibile.

Sintesi dei 4 scenari valutati in tre diversi periodi dell’anno a seconda dell’incidenza delle sindromi simil-influenzali (scenario 1 verde, scenario 2 giallo, scenario 3 arancione, scenario 4 rosso)

Tabella 1. Periodo settembre-ottobre 2020 con incidenza di sindromi simil influenzali (ILI) bassa

Tabella 2. Periodo novembre-dicembre 2020 con incidenza di sindromi simil influenzali (ILI) moderata

Tabella 3. Periodo Gennaio-Marzo 2021 con incidenza di sindromi simil influenzali (ILI) moderata/alta

L.F.

12 ottobre 2020
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Decreto Agosto. Possibilità di permanenza in servizio estesa ad altre professioni sanitarie. E poi liste d’attesa, personale e specializzandi. Ecco le novità

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Fino al 31 dicembre 2022, si estende la possibilità di permanenza in servizio anche oltre il limite del quarantesimo anno di servizio effettivo anche a farmacisti, biologi, chimici, fisici, odontoiatri e psicologi. Nuove misure per il rafforzamento dei servizi di salute mentale sul territorio. Incrementata di 10 mln per il 2020 la dotazione del fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico. Queste alcune delle novità introdotte nel maxiemendamento approvato, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia. IL TESTO

06 OTT – Il Senato ha approvato questa mattina il maxiemendamento al Decreto Agosto sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia. Diverse le misure previste per la sanità nel provvedimento.

Come misure transitorie, fino al prossimo 31 dicembre, si prevede la possibilità di una remunerazione più elevata per i dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie; un aumento della relativa tariffa oraria a 50 euro lordi per le prestazioni aggiuntive da parte del personale non dirigenziale; oltre alla possibilità di nuove assunzioni a tempo determinato.

Vengono definiti gli ambiti delle attività assistenziali che possono essere svolte dagli specializzandi in corsia. Si dispone l’incremento per complessivi 478.218.772 euro, per l’anno 2020, del livello del finanziamento statale del fabbisogno sanitario. Si dispone la nomina del Presidente e del Direttore generale dell’Agenas. E vieni quasi quadruplicato lo stanziamento per il riconoscimento del bonus baby-sitter.

Fino al 31 dicembre 2022, si estende la possibilità di permanenza in servizio anche oltre il limite del quarantesimo anno di servizio effettivo anche a farmacisti, biologi, chimici, fisici, odontoiatri e psicologi. Introdotte nuove misure per il rafforzamento dei servizi di salute mentale sul territorio. E incrementata di 10 mln per il 2020 la dotazione del fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico.

Di seguito una sintesi delle misure di interesse sanitario contenute nel maxiemendamento del Governo approvato dal Senato.

Articolo 21 (Rimodulazione delle risorse per il cosiddetto voucher babysitting per alcune categorie e delle risorse per l’indennità relativa ai lavoratori domestici)
Si incrementano di 169 milioni di euro per il 2020 le risorse per l’erogazione del voucher per servizi di babysitting e per altri servizi, riconosciuto per l’assistenza dei figli fino a 12 anni in favore del personale dipendente del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, e del personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, in alternativa al congedo parentale speciale introdotto dalla normativa vigente in conseguenza dell’emergenza da Covid-19. Si registra quindi un significativo incremento dell’impegno finanziario richiesto per il bonus baby sitting dedicato alle categorie più coinvolte nella gestione dell’epidemia (quasi quadruplicato).

Articolo 21-bis (Lavoro agile e congedo straordinario per i genitori durante il periodo di quarantena obbligatoria del figlio convivente per contatti scolastici)
Si prevede che i genitori di figli fino a 14 anni sottoposti a misura di quarantena possano optare, alternativamente, per il lavoro agile o per la richiesta di congedo per tutto il periodo di quarantena del figlio. Questo congedo, che si aggiunge a quello previsto in via straordinaria dal Decreto Cura Italia, viene retribuito nella misura del 50% della retribuzione calcolata secondo quanto previsto dall’articolo 23 del decreto 151/2001. Il beneficio viene riconosciuto nell’ambito di un limite di spesa pari a 50 milioni per il 2020.

Articolo 21-ter (Lavoro agile per genitori con figli con disabilità)
Fino al 30 giugno 2021 i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio in condizioni di disabilità grave, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere la propria attività in modalità di lavoro agile anche in assenza di accordi individuali.

Articolo 29, commi 1-4 (Disposizioni urgenti in materia di liste di attesa)
Previste disposizioni transitorie, fino al 31 dicembre 2020, intese alla riduzione delle liste di attesa relative alle prestazioni ambulatoriali, screening e di ricovero ospedaliero, non erogate nel periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19. Il comma 1 spiega che queste disposizioni si applicano anche in deroga ai limiti vigenti in materia di spesa per il personale.

I commi 2 e 3 prevedono la possibilità di ricorso, da parte delle regioni e delle province autonome, nell’ambito della loro autonomia organizzativa (come specifica il successivo comma 4), ad alcuni strumenti con modalità straordinarie quali:
– ricorrere alle prestazioni aggiuntive, previste dall’articolo 115, comma 2, del contratto collettivo nazionale di lavoro, per il periodo 2016-2018, dei dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie dipendenti dal Servizio sanitario nazionale, con una remunerazione più elevata rispetto a quella stabilita dal medesimo contratto;
– ricorrere a prestazioni aggiuntive da parte del personale non dirigenziale (del comparto sanità), con un aumento della relativa tariffa oraria a 50 euro lordi onnicomprensivi (al netto degli oneri riflessi a carico dell’Amministrazione);
– reclutare – ai sensi della lettera c) del comma 2 – il personale del Servizio sanitario nazionale (compresa la dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e delle professioni sanitarie), attraverso assunzioni a tempo determinato, anche in deroga ai vigenti contratti collettivi nazionali di settore, o attraverso forme di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa.

Articolo 29, commi 5-7
(Attività assistenziali dei medici specializzandi)

Vengono definiti gli ambiti delle attività assistenziali che possono essere svolte dai medici specializzandi fino al 31 dicembre 2020, al fine di recuperare i tempi di attesa in base alle norme vigenti nel periodo di emergenza epidemiologica in corso. Viene stabilito che, ferma restando il ruolo del tutor quale supervisore del periodo di tirocinio del medico specializzando, per il periodo dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2020, gli specializzandi iscritti all’ultimo anno del corso di formazione medica specialistica o al penultimo anno del relativo corso (se di durata quinquennale), nell’ambito delle attività assistenziali che sono chiamati ad espletare presso le aziende ed enti del servizio sanitario nazionale, possono stilare in autonomia esclusivamente i referti per prestazioni di controllo ambulatoriale con riferimento alle visite, agli esami e alle prestazioni specialistiche, mentre la refertazione delle prime visite, degli esami e delle prestazioni specialistiche è invece riservata ai medici specialisti (comma 5).

Si dovrà tenere comunque conto del livello di competenze e di autonomia raggiunto dallo stesso, in considerazione del grado di complessità delle refertazioni.

I possesso della specializzazione è comunque richiesto per le refertazioni relative a specifiche branche specialistiche individuate nell’anestesia, rianimazione e terapia intensiva e del dolore, e nella medicina nucleare, radiodiagnostica e radioterapia.

L’attività che viene svolta dal medico in formazione specialistica, anche al fine di qualificare ulteriormente il percorso clinico-assistenziale svolto dallo specializzando, è registrata nel libretto-diario personale delle attività formative, e costituisce elemento di valutazione per il curriculum professionale ai fini dell’accesso al Servizio sanitario nazionale.

Articolo 29, comma 8
(Incremento del fabbisogno sanitario)

Si dispone l’incremento per complessivi 478.218.772 euro, per l’anno 2020, del livello del finanziamento statale del fabbisogno sanitario per sostenere le autorizzazioni delle spese derivanti dai commi 2 e 3 riguardanti, rispettivamente, il ricorso in maniera flessibile, da parte di regioni e province autonome, di prestazioni aggiuntive in ambito sanitario riferite in particolare ai ricoveri ospedalieri – per una quota-parte di 112.406.980 euro – e a prestazioni aggiuntive di specialistica ambulatoriale e di screening – per una quota-parte di 365.811.792, che include la specialistica convenzionata interna di cui alla lett. c) -, limitatamente al periodo dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2020. Si prevede, in particolare, che per l’incremento del monte ore dell’assistenza specialistica ambulatoriale convenzionata interna sia destinata una quota di 10.000.000 euro.

A tale finanziamento accedono tutte le regioni (e pertanto non solo quelle a statuto ordinario) e le province autonome di Trento e di Bolzano, in deroga alle disposizioni legislative che stabiliscono per le autonomie speciali il concorso regionale e provinciale al finanziamento sanitario corrente, sulla base delle quote di accesso al fabbisogno sanitario indistinto corrente rilevate per l’anno 2020.

Articolo 29, comma 9
(Piano Operativo Regionale per il recupero delle liste di attesa)

Il comma 9 prevede che per l’accesso alle risorse di cui al comma 8, le regioni e le province autonome provvedono, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, a presentare, al Ministero della salute e al Ministero dell’economia e delle finanze, un Piano Operativo Regionale per il recupero delle liste di attesa. Questo Piano Operativo deve essere recepito nell’ambito del programma operativo per la gestione dell’emergenza da COVID-19 previsto dal Decreto Cura Italia.

Articolo 29-bis (Misure per il sostegno del sistema termale nazionale)
Si istituisce nello stato di previsione del Mise un fondo di 20 mln per il 2020 e 18 mln per il 2021, per la concessione di buoni d’acquisto per prestazioni termali.

Articolo 29-ter (Disposizioni per la tutela della salute in relazione all’emergenza Covid-19)
Le Regioni per affrontare la pandemia dovranno adottare piani di riorganizzazione dei distretti e della rete assistenziale territoriale per garantire l’integrazione sociosanitaria, l’interprofessionalità e la presa in carico del paziente. Il comma 2 è volto all’efficientamento dei servizi di salute mentaleoperanti nell’ambito delle strutture sanitarie locali, nell’ottica di garantire il benessere psicologico e le misure sanitarie a tutela della salute mentale mediante l’adozione di linee di indirizzo da parte del Ministero della Salute, di concerto con la Conferenza Unificata. Una volta adottate le linee di indirizzo, le stesse dovranno essere finalizzate all’adozione, da parte delle Regioni, di un protocollo uniforme sull’intero territorio nazionale che definisca le buone pratiche di salute mentale di comunità e la tutela delle fragilità psicosociali.

Articolo 30 (Incentivi per il personale degli enti ed aziende del Servizio sanitario nazionale) 
Si modificano le disposizioni che consentono alle regioni e province autonome di elevare – con l’utilizzo di proprie risorse, disponibili a legislazione vigente – gli stanziamenti statali aggiuntivi destinati per il 2020 ad incentivi per il personale degli enti ed aziende del Servizio sanitario nazionale (stanziamenti da destinare prioritariamente al personale direttamente impiegato nelle attività di contrasto all’emergenza epidemiologica determinata dal diffondersi del Covid-19). La novella chiarisce che l’incremento, da parte della regione o provincia autonoma, è ammesso in una misura massima pari al doppio di un determinato stanziamento statale attribuito al medesimo ente (per il 2020) in favore degli incentivi per il personale in esame – resta ferma la condizione che sia salvaguardato l’equilibrio economico del sistema sanitario dell’ente.

Articolo 30-bis (Misure urgenti per il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale)
Fino al 31 dicembre 2022, si estende la possibilità di permanenza in servizio anche oltre il limite del quarantesimo anno di servizio effettivo anche a farmacisti, biologi, chimici, fisici, odontoiatri e psicologi.

Articolo 31 (Disposizioni per il funzionamento dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali)
Si autorizza l’Agnas ad assumere a tempo indeterminato: n.1 statistico; n. 2 ingegneri gestionali; n. 3 ingegneri ambientali; n. 3 ingegneri clinici; n. 3 ingegneri informatici; n. 4 infermieri con laurea magistrale, inquadrati come personale non dirigenziale nella categoria D; n. 6 dirigenti medici; n. 1 dirigente statistico ex Area III di contrattazione e n. 1 dirigente ingegnere gestionale. Conseguentemente, la dotazione organica dell’Agenzia è incrementata di 16 unità di Categoria D, di 6 unità di dirigente medico e di 2 unità di dirigente ex Area III di contrattazione.

Viene inoltre disposta, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento in commento, la nomina del Presidente e del Direttore generale dell’Agenas. Con la nomina dei predetti organi ordinari cessa l’incarico conferito al Commissario straordinario dall’art. 42 del decreto legge n. 23 del 2020.

Articolo 31-bis (Sezioni elettorali ospedaliere costituite nelle strutture sanitarie che ospitano reparti Covid-19)
Si prevede che siano costituite sezioni ospedaliere in tutte le strutture che ospitano reparti Covid-19 con almeno 100 posti letto (le disposizioni vigenti le prevedevano solo nelle strutture con 200 posti letto). Ogni sezione ospedaliera costituita presso strutture con reparti Covid-19 è ablitata alla raccolta del voto domiciliare.

Articolo 31-ter (Dotazione del Fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico)
Viene incrementata di 10 mln per il 2020 la dotazione del fondo prevista dalla legge di Bilancio 2016.

Articolo 31-quater (Misure in materia di potenziamento dei distretti sanitari)
La disposizione prevede che:
a) la razionalizzazione della base informativa sulla cui scorta predispone il programma delle attività territoriali facendo leva sui sistemi informativi già esistenti a livello regionale e locale, senza prevedere il potenziamento o altri tipi di intervento implicanti oneri aggiuntivi;
b) la modifica del procedimento di adozione del programma delle attività territoriali mediante un coinvolgimento del comitato dei sindaci non più quale mero organo consultivo ma quale organo dotato del potere di proposta nell’adozione del programma, insieme al direttore del distretto.

Giovanni Rodriquez

06 ottobre 2020
© Riproduzione riservata

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Oms: “Il 10% della popolazione mondiale potrebbe essere già stato contagiato dal Coronavirus”. Praticamente circa 780 milioni di casi a fronte dei 36 milioni “ufficiali”

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“Secondo le nostre migliori stime attuali circa il 10% della popolazione mondiale potrebbe aver contratto il virus (ovvero circa 780 milioni di positivi a fronte dei poco meno di 36milioni registrati fino ad oggi). La percentuale varia a seconda del Paese, del contesto urbano o rurale, del gruppo. Ma significa principalmente che la maggior parte della popolazione mondiale sarebbe ancora a rischio. Stiamo entrando in un periodo difficile. La malattia continua a diffondersi”. La stima comunicata ieri all’Executive board dell’Oms dal direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie Mike Ryan.

06 OTT – Circa una persona su dieci potrebbe aver contratto il nuovo coronavirus, lasciando la maggior parte della popolazione ancora esposta alla malattia da Covid-19. A sottolinearlo il direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell’Oms Mike Ryan, intervenuto ieri in occasione del meeting dell’Executive board dell’Oms.

Ryan ha rimarcato che i focolai in alcune zone del sud-est asiatico si stanno espandendo e che i numeri relativi a nuovi casi e decessi sono in aumento in alcune parti in Europa e nella regione del Mediterraneo orientale.

“Secondo le nostre migliori stime attuali circa il 10% della popolazione mondiale potrebbe aver contratto il virus. La percentuale varia a seconda del Paese, del contesto urbano o rurale, del gruppo. Ma significa principalmente che la maggior parte della popolazione mondiale sarebbe ancora a rischio”, ha detto Ryan. “Stiamo entrando in un periodo difficile. La malattia continua a diffondersi”.

Tradotta in cifra assoluta la stima OMS farebbe lievitare il numero delle persone contagiate nel mondo a circa 780 milioni di casi Covid a fronte dei poco meno di 36 milioni registrati ufficialmente fino ad oggi.

06 ottobre 2020
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