Notizie FNOPI

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Consulta delle professioni e Osservatorio contro la violenza: si parte

“La Consulta delle professioni sanitarie e sociosanitarie che si è insediata oggi al ministero della Salute per iniziativa del ministro Roberto Speranza, avrà come tema immediato di riflessione il ruolo delle Federazioni nella loro veste di enti sussidiari dello Stato, per essere di supporto alle politiche dell’assistenza mantenendo per ogni Federazione la piena titolarità della propria politica professionale”.

Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) che rappresenta oltre 450mila infermieri, commenta le due riunioni che al ministero della Salute hanno dato il via alla Consulta delle professioni sociosanitarie e all’Osservatorio contro la violenza sugli operatori sanitari.

Consulta delle professioni: ecco gli argomenti

“Un’iniziativa – prosegue Mangiacavalli – che da subito ha dato il senso dell’attenzione del ministro alla politica professionale e che è partita nel giusto verso di definire con chiarezza il ruolo degli ordini dopo la legge 3/2018 (regolamenti, mandati, ecc) e la necessità di lavorare su tre tracce fondamentali illustrate dal ministro, utili allo sviluppo del Servizio sanitario nazionale: rivedere i modelli di programmazione economica, il rapporto ospedale territorio e dare impulso alla sanità digitale”.

“Altro tema rilevante su cui le professioni lavoreranno insieme – ha aggiunto – è quello trasversale della formazione. Si tratta di argomenti che la FNOPI condivide e sui quali anzi sottolinea la necessità di massima integrazione, soprattutto per quanto riguarda la gestione e le opportunità rispetto alla sanità digitale e alle interconnessioni tra professioni in un quadro di reale multidisciplinarietà”.

Osservatorio contro la violenza sugli operatori al centro dell’attenzione

Buone notizie anche sul fronte della violenza contro gli operatori sanitari.
“Il ministro si è impegnato ad accelerare i lavori parlamentari alla Camera sul disegno di legge già approvato al Senato, ma se il parlamento non darà in fretta i risultati attesi anche a procedere con una iniziativa governativa. E si è dichiarato d’accordo a lavorare molto sulla cultura di pazienti e operatori”.

Un tema questo su cui la FNOPI ha già avuto un’ottima risposta dai suoi iscritti rispetto al corso di formazione continua on line offerto gratuitamente dalla Federazione, a cui hanno già partecipato in soli 4 mesi 94.403 infermieri, ottenendo anche risultati positivi nell’applicazione dei comportamenti appresi con una sensibile riduzione delle aggressioni.

Professione infermieristica nel mirino delle aggressioni

“Non dimentichiamo – ha spiegato Mangiacavalli – che quella infermieristica è una delle professioni più coinvolte e a rischio: In base ai dati rilevati dall’Università di Tor Vergata di Roma si può dire che circa 240mila infermieri su 270mila dipendenti durante la loro vita lavorativa hanno subito una qualche forma di violenza, sia pure solo una aggressione verbale. Delle aggressioni denunciate secondo l’Inail (ma molte sono quelle non denunciate, almeno 6-8 volte tanto) il 46% sono a infermieri (sono i primi a intercettare i malati al triage, a domicilio ecc. e quindi i più soggetti). Quindi le aggressioni agli infermieri sono circa 5.000 in un anno (anche se spesso quelle verbali non si vedono e non le denuncia nessuno), 13-14 al giorno in media”.

“Tutto questo però non basta – conclude Mangiacavalli -: è necessario rivedere anche i corsi di laurea per dare maggiore attenzione in termini di formazione a questo tema, agendo sia sugli ordinamenti didattici che sul sistema Ecm (educazione medica continua)”.

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VIII Congresso mondiale della Ricerca qualitativa in Sanità a Roma dal 24 al 27 giugno

Tutte le strade della ricerca portano a… Roma. Specie nel 2020, anno internazionale OMS dell’Infermiere e primo decennale di attività per il CECRI, il Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica, nato in seno all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma.
Per questo, l’VIII Congresso mondiale della Ricerca qualitativa in Sanità si svolgerà nella Capitale, dal 24 al 27 giugno 2020, con un programma di altissimo livello, grazie al coinvolgimento di ricercatori e studiosi provenienti da tutto il Globo.
Descrivere la Ricerca qualitativa sulla salute incentrata su risultati di alta qualità è l’obiettivo dichiarato della conferenza internazionale. L’evento presterà un’attenzione specifica ai metodi alla base della stessa e ai significati derivati dalle attività accademiche che utilizzano metodologie qualitative.
Il più grande evento mondiale sulla Ricerca qualitativa vede l’impegno, in prima linea, dell’OPI di Roma ma anche il contributo degli OPI Milano-Lodi-Brianza e Palermo, in un ideale abbraccio, da Nord a Sud, di tutta la comunità infermieristica italiana.

Sarà di estrema importanza, per i ricercatori italiani, sottoporre contributi in tema di Ricerca qualitativa in occasione di questo Congresso: l’invio degli abstract è programmato fino al 31 marzo 2020, attraverso un’apposita procedura on line consultabile sul sito ufficiale della conferenza: https://gcqhr.org/register/
I contributi accettati saranno illustrati alla comunità scientifica come presentazioni orali o come poster, a seconda della decisione assunta dal Comitato scientifico.
Gli autori saranno informati dell’accettazione o del rifiuto dei loro contributi entro il 15 aprile 2020. La notifica sarà inviata all’indirizzo e-mail del mittente.
Tutti gli abstract accettati verranno pubblicati, previa registrazione dell’autore come partecipante al congresso. In caso di domande sul processo di invio, si prega di contattare la segreteria all’indirizzo: dyork@cgfns.org

Come preannunciato, il Congresso mondiale coinciderà anche con le celebrazioni dei primi dieci anni di attività del CECRI. Questo momento è stato programmato nel corso del primo giorno di avvio dei lavori, il 25 giugno. La celebrazione sarà presieduta da Ausilia Pulimeno (Vicepresidente FNOPI e presidente OPI Roma), coadiuvata da Alessandro Stievano (coordinatore CECRI), e, per l’occasione, saranno premiati per la nascita del CECRI: Gennaro Rocco (Direttore scientifico CECRI), Dyanne Affonso (presidente onoraria CECRI) e Franklin Shaffer (Presidente CGFNS International).

Il modello adottato in questi anni dal CECRI è fondato su quattro pilastri: Istruzione, Ricerca, Formazione dei ricercatori e Pratica clinica. Gli obiettivi di ciascun Polo sono specifici per ognuno di essi, seppur fortemente integrati tra loro. E spaziano dallo sviluppo della formazione di base ed avanzata alla produzione di ricerche multicentriche e interdisciplinari; dalla formazione di nuovi infermieri-ricercatori alla creazione di laboratori di ricerca infermieristica; dall’organizzazione degli studenti in gruppi di ricerca alla costituzione di Comitati di infermieri clinici esperti per l’analisi e la revisione di standard assistenziali. I quattro pilastri rappresentano la struttura portante del Centro e costituiscono il motore delle sue attività. Quattro Poli interattivi, strettamente correlati con un unico fine: perseguire l’eccellenza.

Il programma completo del Congresso è disponibile cliccando qui.
A ridosso dell’evento, sono previsti anche tre workshop “pre-conferenze”.
Il 24 giugno, “Approfondimenti nella ricerca fenomenologica” (ore 16-19) e “Computer Assisted Qualitative Data Analysis (NVivo) and Grounded Theory” (in contemporanea). Il 25 giugno “Coinvolgere il pubblico nelle politiche e nei processi decisionali (16-19).
Possibile, sin d’ora, iscriversi sia ai workshop che alla conferenza, così come ad una sola giornata, seguendo le istruzioni sul sito ufficiale, cliccando sul pulsante “Event Registration”.

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Disponibile il questionario dell’Osservatorio “Occupazione e Lavoro” sulla professione infermieristica

L’Osservatorio “Occupazione e Lavoro”, insediato presso la Federazione nazionale, ha avviato negli scorsi mesi uno studio per approfondire le tematiche inerenti alla professione infermieristica, con particolare riferimento all’analisi del contesto lavorativo e al grado di soddisfazione degli occupati.
A tal fine, è stato sviluppato un questionario on line, completamente anonimo, da sottoporre agli iscritti mediante tutti i canali di comunicazione attivi.
Tutte le informazioni verranno trattate con riservatezza e confidenzialità ai sensi dell’art 13 del D.L. 30/06/2003 n°196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” e GDPR 25/05/2018.
I questionari sono suddivisi in base alla regione di pertinenza lavorativa, non di nascita o di iscrizione all’Ordine Provinciale.
Vi preghiamo, pertanto, di prestare attenzione alla giusta regione di appartenenza lavorativa per la compilazione.
Grazie per la collaborazione

Link per gli Ordini Provinciali della regione Abruzzo

Link per gli Ordini Provinciali della regione Basilicata

Link per gli Ordini Provinciali della regione Calabria

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Link per gli Ordini Provinciali della regione Emilia Romagna

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Link per gli Ordini Provinciali della regione Lazio

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Link per gli Ordini Provinciali della regione Puglia

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Link per gli Ordini Provinciali della regione Toscana

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Link per gli Ordini Provinciali della regione Umbria 

Link per gli Ordini Provinciali della regione Veneto

Link per gli Ordini Provinciali della regione Valle d’Aosta 

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Bene la Consulta delle professioni. Il ministro vigili perché tutti siano protagonisti

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha appena firmato un decreto per l’istituzione della Consulta permanente delle professioni sanitarie e socio-sanitarie che ha definito “un luogo di ascolto e dialogo”.

“Ho appena firmato il decreto che istituisce la consulta permanente delle professioni sanitarie e socio-sanitarie. Un luogo di dialogo, ascolto e confronto tra medici, infermieri, farmacisti e professionisti della salute. È anche così che si migliora il Servizio Sanitario Nazionale” scrive il ministro sulla sua pagina Facebook.

Mangiacavalli: “Bene. Ora il ministro vigili sull’equità della Consulta

“Apprezzabile, condivisibile e necessario lo sprint del ministro della Salute Roberto Speranza che passando dalle parole ai fatti ha dato gambe alla Consulta delle Federazioni degli ordini professionali”, commenta l’iniziativa del responsabile del dicastero di Lungotevere Ripa Barbara Mangiacavalli, presidente della FNOPI, la più numerosa d’Italia: rappresenta il 41% del personale del Ssn e quasi il 60% di quello del ruolo sanitario.

“L’idea – prosegue – conferma ancora una volta l’attenzione del ministro al tema delle professioni sanitarie e ci trova naturalmente e inequivocabilmente d’accordo”.

“Quello che ci aspettiamo ora da questa Consulta è la sua capacità di permettere finalmente l’innovazione che serve nelle politiche professionali sanitarie, con la valorizzazione e il rafforzamento delle competenze di ciascuno, acquisite ormai da oltre un quarto di secolo nelle università, con le lauree, i master e i dottorati di ricerca, i ruoli di docenza, con una formazione capillare insomma, ognuno nel suo ruolo, per far crescere davvero il Servizio sanitario nazionale”.

“Ci aspettiamo però una Consulta che veda tutti protagonisti e allo stesso modo – conclude la presidente FNOPI – senza professioni di serie A e serie B, con un ministero e il suo ministro a garanzia di tutto questo”.

“In tal caso i 450mila infermieri impegnati ogni giorno nel prendersi cura della comunità e dei più fragili, saranno al fianco del ministro Speranza per disegnare davvero tutti insieme un percorso di confronto e condivisone tra le Federazioni, dove tutti abbiano stessa dignità e stesso rilievo per realizzare percorsi di assistenza virtuosi, necessari alla crescita e allo sviluppo reale del nostro Ssn”.

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Anno internazionale dell’infermiere 2020

                    

Anno internazionale dell’infermiere: l’Organizzazione mondiale della Sanità ha proclamato il 2020 Anno internazionale dell’Infermiere e dell’Ostetrica.

Dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 l’OMS e i suoi partner (Consiglio internazionale degli infermieri ICN, Nursing Now, Confederazione internazionale delle ostetriche, Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione) in uno sforzo di un anno per celebrare il lavoro di infermieri e ostetriche, evidenzia le difficili condizioni che devono spesso affrontare e sostengono un aumento degli investimenti nella forza lavoro infermieristica e ostetrica. solleciteranno i Governi con messaggi chiave che riguardano la professione nell’ottica di un miglioramento complessivo dell’assistenza a livello di tutti i Paesi.

Questi sono i messaggi-chiave dell’Organizzazione mondiale della Sanità che riguardano in particolare la professione infermieristica

1. Anno internazionale dell’infermiere: rafforzare l’assistenza per raggiungere la salute di tutti

Una forza lavoro infermieristica forte è la chiave per il raggiungimento della copertura sanitaria universale.

Educare gli infermieri agli standard internazionali ha un senso economico, aiuta a risparmiare risorse riducendo la necessità di interventi costosi e inutili e aumenta la qualità delle cure e della ‘salute per tutti’.

Nell’anno internazionale dell’infermiere si deve rafforzare l’assistenza infermieristica – e garantire che gli infermieri siano in grado di lavorare al massimo delle loro potenzialità – è una delle azioni più importanti che possiamo fare per ottenere la copertura sanitaria universale e migliorare la salute a livello globale.

Troppo spesso gli infermieri sono sottovalutati e messi nelle condizioni di essere incapaci di manifestare il loro vero potenziale.

Nel 2020 ci proponiamo di garantire che tutti gli infermieri operino in un ambiente in cui siano al sicuro da danni, rispettati/e da colleghi medici e membri della comunità, abbiano accesso a un servizio sanitario funzionante e in cui il loro lavoro sia integrato con le altre cure sanitarie di altri professionisti.

Sviluppando l’assistenza infermieristica, i paesi possono ottenere il ‘triplo impatto’ del miglioramento della salute, della promozione della parità di genere e del sostegno alla crescita economica.

Il rafforzamento dell’assistenza infermieristica avrà i vantaggi aggiuntivi di promuovere l’equità di genere (SDG5), contribuire allo sviluppo economico (SDG8) e sostenere altri obiettivi previsti tra quelli dello sviluppo sostenibile.

2. Rafforzare la leadership e l’influenza degli infermieri per migliorare i servizi sanitari

Gli Infermieri hanno già un ruolo di sostenitori e innovatori nelle loro comunità, nelle cliniche, negli ospedali e nel sistema sanitario. Ma devono anche essere adeguatamente valutati e rappresentati nei ruoli di leadership sanitaria dove possono guidare la politica sanitaria e gli investimenti.

Gli infermieri possono essere la risposta a molti problemi di salute del mondo, ma prima dobbiamo superare le barriere professionali, socioculturali ed economiche che ancora in molti casi li ostacolano.

3. Impegnare volontà e finanziamenti politici per migliorare l’assistenza infermieristica

La copertura sanitaria universale è una scelta politica. Lo stesso vale per gli investimenti in ogni Paese in infermieristica.

4. Anno internazionale dell’infermiere: cinque aree chiave di investimento

  1. Investire in più servizi guidati da infermiere che consentano agli infermieri di lavorare al massimo delle loro potenzialità.
  2. Impiegare più infermieri specializzati.
  3. Rendere gli infermieri centrali per l’assistenza sanitaria di base, fornendo servizi e supervisionando gli operatori sanitari della comunità.
  4. Supportare gli infermieri nella promozione della salute e nella prevenzione delle malattie
  5. Investire nella leadership infermieristica.

Mangiacavalli (FNOPI): “Noi infermieri ci siamo e ci vogliamo essere”

“Io uso il termine nursing come stimolo di miglioramento”, scriveva Florence Nightingale. “L’abbiamo presa in parola – dichiara Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) – facendo crescere la professione, migliorandone la struttura professionale e la qualità e ridefinendone le responsabilità a vantaggio dei pazienti e del sistema welfare che si rende garante di assistenza e orientamento alla salute per l’intera collettività nazionale.

“Il nostro fine – spiega – è assistere i pazienti, individuarne le necessità ed essergli vicini in quei momenti, incidere nel processo organizzativo e decisionale del sistema e dare risposte mirate alle contingenze economiche e ai bisogni che emergono dall’attuale scenario demografico ed epidemiologico. Noi infermieri, soprattutto,  progettiamo, sperimentiamo, costruiamo e ricostruiamo processi assistenziali, percorsi organizzativi e flussi formativi. ci impegniamo inoltre in nuove logiche curative, educative e nella strutturazione di reti relazionali che nel loro insieme danno una risposta ai nuovi bisogni di cura e assistenza scaturiti anche dalla fragilità, dalla dipendenza, dalla cronicità, dal disagio e dalla solitudine nella malattia e nei momenti terminali della vita”.

“Noi infermieri ci siamo e ci vogliamo essere. Con maggiore consapevolezza – sottolinea Mangiacavalli -. Assumendoci maggiori responsabilità. Vogliamo e auspichiamo che questo ci sia riconosciuto sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista economico. Vogliamo anche definire un nuovo patto per l’assistenza in cui vi sia non solo l’impegno alla vicinanza, alla qualità dell’assistenza e della relazione, ma anche principalmente l’impegno a superare ostacoli, arretratezze e criticità, nostre e del sistema. E l’anno internazionale dell’infermiere può essere il giusto momento di partenza. La figura dell’infermiere non è solo necessaria – conclude la presidente FNOPI – è anche ‘desiderata’ fortemente dai cittadini. Ora tocca a noi, a tutti e difendere e far affermare la vera Assistenza (con la ‘A’ maiuscola) dalle persone”.

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Patto per la Salute: l’infermiere di famiglia/comunità è realtà

’infermiere di famiglia/comunità entra ufficialmente a far parte dei pilastri dell’assistenza territoriale in tutto il Paese.

Il Patto per la Salute appena approvato prevede che accanto ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e agli specialisti ambulatoriali e ai farmacisti ci sia “l’assistenza infermieristica di famiglia/comunità, per garantire la completa presa in carico integrata delle persone”.

E aggiunge anche la necessità della “valorizzazione delle professioni sanitarie, in particolare di quella infermieristica, finalizzata alla copertura dell’incremento dei bisogni di continuità dell’assistenza, di aderenza terapeutica, in particolare per i soggetti più fragili, affetti da multi-morbilità”.

“La professione fa un altro passo avanti nel suo cammino, entra nelle case delle persone, contrasta le disuguaglianze soprattutto nelle aree interne e garantisce un’assistenza territoriale accessibile soprattutto a una popolazione che invecchia e presenta sempre più cronicità e disabilità, con la necessità di soddisfare bisogni di assistenza complessi che gran parte delle famiglie non può affrontare da sola. Ed è una ulteriore conferma dell’assistenza universalistica, equa e omogenea su tutto il territorio che sia la Costituzione, sia la stessa legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale promettono ai cittadini”.

Così Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), la maggiore d’Italia con i suoi 450mila iscritti, un terzo cioè di tutti gli operatori sanitari – pubblici e privati -, oltre il 40% dei dipendenti del Ssn e quasi il 60% degli appartenenti al ruolo sanitario, commenta l’approvazione del nuovo patto della Salute da parte di Governo e Regioni.

“Ringraziamo il ministro della Salute e le Regioni – aggiunge – per aver accolto la richiesta della Federazione di innovare il Ssn attraverso l’introduzione dell’infermiere di famiglia/comunità, scegliendo la vera strada della multidisciplinarietà e dell’integrazione tra professionisti per rendere effettiva un’assistenza sul territorio che finora è spesso mancata proprio nei settori più delicati, come quello dell’assistenza agli anziani, ai malati cronici, ai non autosufficienti”.

“Con questa scelta l’Italia si allinea alle indicazioni dell’Oms che fino dal 1998, nel documento salute per tutti nel 21° secolo, sostenuto dall’Unione Europea per il raggiungimento degli obiettivi di salute fondamentali allo sviluppo dell’intera società, aveva indicato la necessità dell’infermiere di famiglia/comunità”.

“Ora le Regioni, che hanno approvato il Patto – conclude la presidente FNOPI – devono attuare le previsioni che contiene insieme agli Ordini degli infermieri. La Federazione, anche nell’ottica del protocollo con la Conferenza delle Regioni del dicembre 2018, è disponibile a dare il supporto necessario per applicare ovunque il modello internazionale di assistenza e la figura che oltre erogare le prestazioni infermieristiche necessarie ai cittadini diventerà un punto di riferimento per i servizi e anche per attuare momenti educativi di prevenzione, educare i caregiver di riferimento a prendersi cura del proprio caro, valutare i bisogni assistenziali di un singolo o di un gruppo: del paziente, della famiglia, della comunità. Siamo già al lavoro per preparare i nostri professionisti a interpretare al meglio questo nuovo ruolo che c’è stato assegnato all’interno del Servizio sanitario nazionale”.

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ICN lancia ufficialmente la campagna 2020, anno mondiale dell’Infermiere

In occasione dell’anno internazionale dell’infermiere l’ICN ha richiamato l’attenzione dei Capi di Stato mondiali ad appoggiare le attività di celebrazione, richiamando azioni concrete a sostegno della comunità mondiale infermieristica.
Ai governi di tutto il globo è stato chiesto di riconoscere il lavoro essenziale degli infermieri, citando questa tematica anche nei messaggi di inizio anno alla Nazione. La richiesta è quella di mostrare il concreto impegno delle Nazioni nella promozione delle attività infermieristiche avanzate come chiave per il raggiungimento della Salute universale.

In queste settimane ICN ha lanciato nei suoi siti web il materiale illustrativo per la campagna.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti designato il 2020 come l’anno degli infermieri, una celebrazione mondiale intesa a promuovere il profilo della professione e attirare le nuove generazioni a far parte attiva della comunità infermieristica.
La lettera indirizzata ai Capi di Stato ha evidenziato il contributo unico e prezioso che gli infermieri danno al sistema salute mondiale e la seria minaccia data dalla carenza di personale infermieristico al raggiungimento allo stato di salute universale.
L’ONU promuove il concetto di copertura assistenziale universale come diritto dell’uomo irrinunciabile che deve essere garantito a tutte le persone, indipendentemente dalla loro età, provenienza e stato sociale.

Nella lettera inviata da ICN si evidenzia come:
– gli infermieri del mondo lavorano duramente per promuovere la dichiarazione di copertura assistenziale universale, ma si ritrovano ostacolati da carenza di personale, inadeguata educazione e scarse risorse;
– gli infermieri sono il primo punto di riferimento per la promozione della copertura universale di assistenza perché spesso sono il primo punto di contatto agli accessi alle cure;
– giorno dopo giorno gli infermieri si prendono cura delle persone e dei loro familiari in un modo che nessun altro professionista sanitario riesce a fare. Potranno continuare a fare così solo se sono presenti in numero sufficiente, se sono supportati adeguatamente nel loro lavoro quotidiano e se sono remunerati in maniera appropriata per il loro indispensabile contributo alla società.

Dal primo gennaio le attività programmate da ICN prevederanno:
– il lancio di una Competizione fotografica a testimonianza delle diverse realtà operative mondiali degli infermieri;
– la pubblicazione di nuove linee guida per le Pratiche Avanzate di Nursing;
– la pubblicazione del primo World’s Nursing report
– celebrazioni dei 200 anni dalla nascita di Florence Nightingale con iniziative in tutto il mondo (QUI I DETTAGLI PER L’ITALIA), che termineranno in una speciale Nightingale 2020 Conference a Londra in ottobre.

Tutto il materiale diffuso da ICN è stato elaborato e tradotto in italiano da CNAI, affiliata a ICN dal 1949.

Tesi a cura a cura di
Andrea Merlo (Opi Padova)

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OMS: dal primo gennaio al 31 dicembre 2020 è l’anno dell’infermiere

L’Oms annuncia ufficialmente sul suo sito l’anno internazionale dell’infermiere e dell’ostetrica. Dal primo gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, assieme ai partner    Confederazione internazionale delle ostetriche (ICM), Consiglio internazionale degli infermieri (ICN), Nursing Now e Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), si darà ufficialmente il via all’iniziativa.

Motivo: gli infermieri e le ostetriche svolgono un ruolo vitale nella fornitura di servizi sanitari. Sono le persone che dedicano la propria vita alla cura di madri e bambini; dare vaccinazioni salvavita e consigli sulla salute; prendersi cura delle persone anziane e in generale soddisfare i bisogni sanitari quotidiani essenziali.

Spesso sono il primo e unico punto di cura nelle loro comunità.

Il mondo otterrà una copertura sanitaria universale solo riconoscendo il ruolo fondamentale che svolgono e investendo maggiormente nella forza lavoro infermieristica e ostetrica.
La scelta del 2020 è legata al bicentenario della nascita del fondatore dell’assistenza infermieristica moderna, Florence Nightingale, The Year of the Nurse and the Midwife (YONM).

(Per le iniziative italiane organizzate dalla Federazione nazionale degli Ordini delle Professioni infermieristiche si veda QUESTO LINK)

Gli obiettivi 2020 dell’OMS
In questo anno gli obiettivi sono:
• celebrare i contributi degli operatori sanitari, con particolare attenzione agli infermieri e alle ostetriche, nel miglioramento della salute a livello globale;
• riconoscere, apprezzare e affrontare le difficili condizioni che gli infermieri e le ostetriche affrontano fornendo al contempo assistenza dove è maggiormente necessario;
• sostenere maggiori investimenti nella forza lavoro infermieristica e ostetrica

La situazione della forza lavoro nel mondo

Secondo i dati Oms:
• Gli infermieri e le ostetriche rappresentano quasi il 50% della forza lavoro sanitaria globale.
• Vi è una carenza globale di operatori sanitari, in particolare infermieri e ostetriche, che rappresentano oltre il 50% dell’attuale carenza di operatori sanitari.
• Le maggiori carenze di infermieri e ostetriche basate sul fabbisogno sono nel sud-est asiatico e in Africa.
• Affinché tutti i paesi raggiungano l’obiettivo 3 di sviluppo sostenibile in materia di salute e benessere, l’Oms stima che il mondo avrà bisogno di altri 9 milioni di infermieri e ostetriche entro il 2030.

• Gli infermieri svolgono un ruolo fondamentale nella promozione della salute, nella prevenzione delle malattie e nell’assistenza primaria e comunitaria. Forniscono assistenza in contesti di emergenza e saranno fondamentali per il raggiungimento di una copertura sanitaria universale.
• Investire in infermieri e ostetriche ha un buon rapporto qualità-prezzo. La relazione della Commissione di alto livello delle Nazioni Unite per l’occupazione e la crescita economica della sanità ha concluso che gli investimenti nell’istruzione e nella creazione di posti di lavoro nei settori della salute e della società danno luogo a un triplo ritorno di risultati sanitari migliori, sicurezza sanitaria globale e crescita economica inclusiva.
• A livello globale, il 70% della forza lavoro sanitaria e sociale è rappresentato da donne rispetto al 41% in tutti i settori dell’occupazione. Le professioni infermieristiche e ostetriche rappresentano una quota significativa della forza lavoro femminile.

Il ruolo degli infermieri
Gli infermieri, spiega l’Oms, hanno molti ruoli: forniscono e gestiscono cure e cure personali, lavorano con le famiglie e le comunità e svolgono un ruolo centrale nella salute pubblica e nel controllo delle malattie e delle infezioni.

Gli infermieri sono spesso il primo e talvolta l’unico operatore sanitario che le persone vedono e la qualità della loro valutazione iniziale, assistenza e trattamento è vitale. Fanno anche parte della loro comunità locale – condividendo la sua cultura, i punti di forza e le vulnerabilità – e possono modellare e fornire interventi efficaci per soddisfare le esigenze di pazienti, famiglie e comunità.

Cosa fa l’OMS
Il lavoro dell’Oms in materia di infermieristica è attualmente organizzato secondo la Risoluzione assemblea mondiale sanità – OMS infermieri(2011) che invita gli Stati membri dell’Oms e l’Oms a rafforzare l’assistenza infermieristica e l’ostetrica attraverso una serie di misure, tra cui il coinvolgimento delle competenze degli infermieri e includendoli in lo sviluppo delle risorse umane per le politiche sanitarie.

Le “Direzioni strategiche globali per il rafforzamento dell’assistenza infermieristica e ostetrica 2016-2020” forniscono un quadro per l’Oms e le principali parti interessate per sviluppare, implementare e valutare i risultati dell’assistenza infermieristica e ostetrica per garantire interventi infermieristici e ostetrici accessibili, accettabili, di qualità e sicuri.

Il documento stabilisce quattro grandi temi per guidare i contributi della forza lavoro infermieristica e ostetrica per migliorare la salute globale:
• assicurare una forza lavoro istruita, competente e motivata all’interno di sistemi sanitari efficaci e reattivi a tutti i livelli e in contesti diversi;
• ottimizzazione dello sviluppo delle politiche, leadership, gestione e governance efficaci;
• massimizzare le capacità e il potenziale di infermieri e ostetriche attraverso partenariati di collaborazione professionale, istruzione e sviluppo professionale continuo; e
• mobilitare la volontà politica di investire nella costruzione di uno sviluppo efficace della forza lavoro infermieristica e ostetrica basata sull’evidenza.

L’impegno OMS con i Governi
L’Oms si impegna con i ministeri della sanità, i funzionari infermieristici e le ostetriche del governo e altre parti interessate per consentire un’efficace pianificazione, coordinamento e gestione dei programmi infermieristici e ostetrici nei paesi.

Il Global Forum for the Government Chief Nurses and Midwives (GCNMOs), istituito nel 2004, è organizzato dall’Oms e si riunisce ogni due anni e lo farà anche nel 2020.

È un forum per alti funzionari infermieristici e ostetrici per sviluppare e informare le aree di interesse comune. L’OMS si impegna anche con istituzioni accademiche specializzate in infermieristica e ostetricia.

Quarantatré centri accademici sono designati come Centri di collaborazione per infermieri e ostetriche con L’OMS e sono affiliati alla rete globale dei centri di collaborazione dell’Oms per infermieri e ostetriche.

L’OMS ha anche istituito la Rete globale della forza lavoro sanitaria (GHWN), un meccanismo per l’impegno intersettoriale e multistakeholder, per far avanzare la “Strategia globale sulle risorse umane per la salute – forza lavoro 2030” e le raccomandazioni della Commissione di alto livello delle Nazioni Unite per l’occupazione e l’economia della salute crescita.

Centri di leadership
I centri di leadership, istruzione, genere e gioventù della piattaforma GHWN lavorano su questioni prioritarie di particolare rilevanza per l’assistenza infermieristica.

L’Oms è anche partner collaboratore della  campagna Nursing Now, lanciata all’inizio del 2018. La campagna triennale mira a migliorare la salute a livello globale aumentando lo status e il profilo dell’assistenza infermieristica, dimostrando cosa si può ottenere di più da una professione infermieristica rafforzata e abilitando gli infermieri massimizzare il loro contributo al raggiungimento della copertura sanitaria universale.

Un Rapporto su “Infermieristica e ostetricia nella storia dell’Organizzazione mondiale della sanità, 1948–2017”, dimostra come l’Oms, fin dal suo inizio, si sia sforzato di dare voce a questa forza lavoro e sottolinea il ruolo fondamentale che gli infermieri giocheranno nel migliorare i risultati sanitari nei prossimi anni.

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Consulta FNOPI Cittadini-Pazienti: due nuovi protocolli d’intesa

Due protocolli d’intesa della Federazione con Fais Onlus (Federazione delle Associazioni di Incontinenti e Stomizzati) e Fincopp (Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico).

Le due Associazioni identificano nell’infermiere l’unica figura in grado di promuovere progetti di informazione e comunicazione su incontinenza e stomia che facciano emergere le buone prassi e il rapporto “preferenziale” tra personale infermieristico e pazienti; far conoscere, attraverso gli infermieri, la realtà degli stomizzati e l’importanza della condivisione in tutte le sue forme, attraverso una specifica azione di sensibilizzazione culturale mediante il quotidiano agire professionale per affermare un più alto livello di inclusione sociale e contrastare lo stigma. E per questo li vogliono a fianco per elaborare con loro proposte per il Governo e per le Regioni e per attivare, anche attraverso i singoli Ordini provinciali, incontri pubblici e/o convegni sull’incontinenza e le disfunzioni del pavimento pelvico, sul territorio nazionale, regionale e locale.

Il protocollo con Fais Onlus
Fais Onlus ha chiesto alla FNOPI di aiutare la Federazione a ridurre le diseguaglianze presenti sul territorio nazionale in riferimento alla presa in carico delle persone portatrici di stomia. Di istituire un tavolo tecnico per l’elaborazione di un documento da proporre alla Conferenza permanente Stato Regioni e Province autonome, che preveda anche l’inserimento delle prestazioni infermieristiche in stomaterapia nei nomenclatori regionali.
Di supportare la costituzione di un tavolo permanente sull’incontinenza presso il ministero della Salute che lavori per rendere operative le indicazioni previste dall’accordo sul “Documento tecnico di indirizzo sui problemi legati all’incontinenza urinaria e fecale” sancito nel gennaio 2018 dalla Conferenza Stato-Regioni, anche per promuovere progetti di informazione e comunicazione su incontinenza e stomia che facciano emergere le buone prassi e il rapporto “preferenziale” tra personale infermieristico e pazienti.

Altra sinergia è quella necessaria per far conoscere, attraverso gli infermieri, la realtà degli stomizzati e l’importanza della condivisione in tutte le sue forme, attraverso una specifica azione di sensibilizzazione culturale mediante il quotidiano agire professionale per affermare un più alto livello di inclusione sociale e contrastare lo stigma.
Ma soprattutto qualificare i processi di acquisto dei device per le persone stomizzate attraverso la valorizzazione delle competenze infermieristiche, dell’esperienza infermieristica e dei pazienti grazie alla loro esperienza quotidiana nel vissuto della propria condizione. Per questo le Federazioni promuovono il principio della partecipazione degli infermieri e dei pazienti nei processi di acquisto in sanità

Il protocollo con Fincopp
Fincopp assieme a FNOPI agiranno secondo il protocollo in sinergia per promuovere attività verso e a sostegno dei Pazienti con attività di supporto e informazione, verso il settore della Sanità, con progetti di formazione per Operatori e Professionisti sanitari, verso il Territorio, con azioni di informazione e sensibilizzazione, verso le Istituzioni nazionali, regionali e locali, con attività di stimolo verso scelte politiche e amministrative, orientate a rendere accessibili le cure per l’incontinenza e le disfunzioni del pavimento pelvico e a migliorare la qualità della vita delle persone che ne soffrono.

In particolare, FNOPI promuoverà la corretta conoscenza dell’incontinenza e delle disfunzioni del pavimento pelvico all’interno della professione infermieristica in Italia e la partecipazione della professione infermieristica, degli Ordini provinciali OPI e della stessa FNOPI a alla realizzazione dei tavoli di lavoro regionali previsti nell’Accordo Stato Regioni del 24 Gennaio 2018.

E questo perché, come recita il protocollo, la professione infermieristica svolge i ruoli e le attività di prevenzione, presa in carico, cura assistenza, sostegno e informazione dei pazienti che soffrono di incontinenza e disfunzioni del pavimento pelvico, dei loro familiari e dei caregiver, di formazione e informazione delle professioni sanitarie, di informazione e sensibilizzazione verso le istituzioni sociosanitarie, politiche e amministrative, con la maggiore efficacia, nell’ambito del team multidisciplinare e multiprofessionale per la prevenzione e la cura dell’incontinenza e delle disfunzioni del pavimento pelvico.

Le richieste della Consulta Cittadini-Pazienti per Patto e Manovra
Occasione della firma la Consulta FNOPI Cittadini-Pazienti che si è riunita su Patto per la Salute e manovra 2020 e non ha avuto dubbi: ha stabilito all’unanimità due grandi filoni di intervento, quello sulle cure palliative per tutte le patologie croniche (dai tumori alla Sla); quello dell’assistenza domiciliare, ma non solo ai pazienti, anche alle famiglie e ai caregiver che hanno bisogno di essere educati e formati da chi lo sa fare davvero. E naturalmente risorse che diano certezze, senza poi tagli in corso d’opera e fondi dedicati a assistenza e cure estremamente costose come ad esempio le Car T.

Le 47 associazioni di Cittadini-Pazienti che fanno parte della Consulta hanno sottolineato che l’aspetto diagnostico-terapeutico è già assolto nel momento dell’identificazione della patologia e del controllo sul suo decorso e su eventuali complicanze. Quello che manca è un’assistenza pubblica – quindi la garanzia dell’universalità, continuità ed uguaglianza – sul territorio in grado di aiutare i pazienti a far fronte h24 ai loro bisogni di salute, spesso estremamente complessi e che quindi non possono e non devono contare solo su caregiver rappresentati da familiari, amici e in generale da chi vive accanto a loro, ma devono essere assistiti da professionisti preparati e in grado davvero di riconoscere e far fronte alle necessità primarie legate alla loro condizione.

Mangiacavalli: “Serve un cambio di rotta nell’assistenza territoriale”
“Senza un deciso cambio di rotta verso un’assistenza territoriale davvero completa ed efficiente – ha commentato Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche – si rischia di non riuscire ad affrontare la nuova epidemiologia legata soprattutto (ma non solo) all’innalzamento dell’età media ormai certificata non solo a livello nazionale, ma internazionale. In questo – aggiunge – l’infermiere è la figura costantemente presente nei team assistenziali ed è colui che, indipendentemente dai setting in cui opera, può ricoprire un ruolo significativo sia nella gestione della fragilità che della complessità evidenziata dalla persona assistita. Tutto questo le famiglie italiane lo sanno, soprattutto se tra loro ci sono persone che richiedono prestazioni tutte infermieristiche, con una matrice ampia e articolata, con più o meno elevata tecnicità, che però richiede in ogni caso l’intervento di un infermiere. Mentre da recenti ricerche promosse dalla FNOPI – conclude la presidente – è emersa la loro difficoltà di avere continuità assistenziale sul territorio e a domicilio tramite il Servizio sanitario, e la possibilità di avere accesso tempestivo al momento del bisogno ad alcune prestazioni sanitarie, tra le quali anche quelle infermieristiche per carenza di organizzazione, ma soprattutto di organici: oggi mancano almeno 53mila professionisti (senza considerare Quota 100) di cui almeno 20-30mila proprio sul territorio”.

 

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Davide Ausili nominato membro dell’Executive Committee FEND

Davide Ausili è stato nominato membro dell’Executive Committee della FEND (Foundation of European Nurses in Diabetes), Società Scientifica Infermieristica Europea per l’assistenza alle persone con diabete, per il triennio 2020-2023, come primo infermiere italiano nella storia della società.

La FEND promuove lo sviluppo delle scienze infermieristiche nell’assistenza e la cura delle persone con diabete e rappresenta un riferimento importante per le politiche sanitarie in collaborazione con la European Association for the Study of Diabetes (EASD). La crescente prevalenza della malattia, confermata dai dati recentemente pubblicati dall’International Diabetes Federation (IDF), e l’impatto che questa produce sulla salute dei cittadini e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari, rendono la ricerca e l’avanzamento della pratica clinica una priorità a livello globale.

Il riconoscimento conferito al Dr. Ausili è frutto dell’attività di ricerca svolta sul self-care nel diabete di tipo 1 e di tipo 2. Il Self-Care of Diabetes Inventory (SCODI) – strumento messo a punto dal Dr. Ausili in collaborazione con la Prof. Barbara Riegel della University of Pennsylvania – è stato tradotto in oltre 10 lingue e progetti di ricerca sono attualmente in corso in diverse nazioni tra cui Stati Uniti, Canada, Cina, Spagna, Polonia, Iran, e Brasile.

Nel 2016, Davide Ausili è stato premiato con il FEND Best Research Award per l’impatto dell’attività di ricerca sullo studio del self-care dei pazienti con diabete. Ricercatore di Scienze Infermieristiche presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca è membro del Comitato Scientifico di OSDI – Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani. Ricopre inoltre, insieme al Walter De Caro attuale presidente, il ruolo di Editor in Chief di Professioni Infermieristiche, organo di stampa della Consociazione Nazionale Associazioni Infermieri (CNAI) e indicizzata a partire dal 1969.

“Sono orgoglioso di questo riconoscimento – ha dichiarato Ausili – e dell’opportunità di contribuire ulteriormente allo sviluppo della ricerca e dell’assistenza alle persone con diabete e, più in generale, alle persone con malattie croniche e alle loro famiglie. L’attivazione di reti di ricerca infermieristica a livello europeo sarà una delle priorità in questo mandato allo scopo di migliorare l’assistenza ai pazienti in condizioni croniche. Ringrazio il Prof. Angus Forbes della Florence Nightingale Faculty of Nursing King’s College of London per aver proposto la mia nomina, così come la Presidente FEND Anne-Marie Felton per l’opportunità conferitami. Oltre alla Prof.ssa Riegel, desidero ringraziare pubblicamente tutti gli scientists coinvolti nella ricerca sul self-care del diabete poiché i risultati fin qui raggiunti sono frutto della vision, del lavoro, e del cuore di ognuno: Prof. Maria Grazia Valsecchi, Direttore del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca (UNIMIB), Prof.ssa Stefania Di Mauro, Professore Associato di Scienze Infermieristiche in UNIMIB, Dr.ssa Paola Rebora, Ricercatrice di Statistica Medica in UNIMIB, Prof. Claudio Barbaranelli, Ordinario di Psicometria presso l’Università La Sapienza di Roma, Prof. Ercole Vellone, Professore Associato di Scienze Infermieristiche dell’Università di Roma Tor-Vergata, la Prof.ssa Maria Matarese, Professore Associato di Scienze Infermieristiche dell’Università Campus Biomedico di Roma, il Dr. Rosario Caruso, Responsabile della ricerca delle professioni sanitarie dell’IRCCS San Donato e, con un grande incoraggiamento per la strada intrapresa, le Dr.sse Michela Luciani e Diletta Fabrizi, rispettivamente borsista di ricerca post-doc e dottoranda di ricerca presso la nostra Università. Infine, un sentito pensiero non può che andare a tutti gli studenti dottorali e magistrali che nel tempo hanno contribuito con energia, idee e grande entusiasmo alle attività di ricerca del settore”.