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FNOPI: nasce la Rete dei referenti ECM per rendere omogenea ed efficace la formazione continua degli infermieri

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20/05/2019 –  Prima riunione della Rete nazionale dei referenti degli Ordini provinciali degli infermieri per l’Ecm a Roma. E l’Ecm è anche nel nuovo Codice deontologico della Federazione “in modo da chiarire bene come la professione si pone nei confronti dell’Ecm” ha detto la presidente Barbara Mangiacavalli

Prima riunione della Rete nazionale dei referenti degli Ordini provinciali degli infermieri per l’Ecm a Roma.

Obiettivi, in vista del nuovo triennio di acquisizione dei crediti che prevede maggiore rilevanza all’aggiornamento continuo anche applicando le sanzioni per chi sarà in difetto, sono stati anzitutto condividere le azioni da mettere in campo per utilizzare al massimo gli strumenti a disposizione per chiudere nel migliore modo possibile il triennio Ecm in corso in un’ottica di servizio agli iscritti, poi stimolare e sostenere gli OPI a offrire servizi in chiave Ecm omogenei, per quanto  possibile, su tutto il territorio nazionale.

Primo esempio tra gli Ordini sanitari di Rete omogenea per garantire che tutti gli infermieri perseguano l’aggiornamento continuo, la Rete ha l’obiettivo di programmare i compiti degli OPI per il prossimo triennio Ecm anche a sostegno delle attività e del ruolo che FNOPI avrà nella prossima Commissione Nazionale Formazione Continua.

“La Rete di referenti ha il compito di valorizzare le esperienze consolidate negli OPI, condividerle e metterle a disposizione di tutti e di individuare le migliori possibilità per rafforzare il rapporto tra FNOPI/OPI provinciali e Co.Ge.A.P.S, il Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie, che  riunisce le Federazioni Nazionali degli Ordini e dei Collegi e le Associazioni dei professionisti della salute che partecipano al programma di Educazione Continua in Medicina”, hanno spiegato Perpaolo Pateri (presidente OPI Cagliari) e Palimiro Riganelli (presidente OPIO Perugia) entrambi nominati da poco componenti della Commissione Nazionale per la Formazione continua.

“La FNOPI ha sempre tenuto nella massima considerazione l’aggiornamento e il ruolo degli infermieri nel sistema Ecm – ha detto la presidente della Federazione degli infemieri Barbara Mangiacavalli – tanto che abbiamo voluto inserire nel recente, nuovo Codice deontologico un articolo ad hoc secondo cui  ‘l’Infermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate dalla comunità scientifica e aggiorna le competenze attraverso lo studio e la ricerca, il pensiero critico, la riflessione fondata sull’esperienza e le buone pratiche, al fine di garantire la qualità e la sicurezza delle attività. Pianifica, svolge e partecipa ad attività di formazione e adempie agli obblighi derivanti dal programma di Educazione Continua in Medicina’, in modo tale da chiarire bene a tutti come la professione si pone nei confronti dell’Ecm”.

La FNOPI ha sempre tenuto nella massima considerazione l’aggiornamento e il ruolo degli infermieri nel sistema Ecm. In occasione delle Spring School tenutesi nei mesi di maggio e ottobre 2018, rispettivamente a Taormina e Milano per aggiornare e istruire i nuovi vertici degli Ordini nati dopo la tornata elettorale di fine 2017,  e successivamente nel Consiglio Nazionale della Federazione di dicembre dello stesso anno, nei programmi hanno trovato posto sessioni specifiche e approfondimenti.

La nuova Rete di referenti Ecm, oltre a dare la massima omogeneità alla formazione continua degli infermieri, focalizzerà meglio, sempre in modalità condivisa, quanto è stato fatto e quanto si può ancora fare, o fare meglio insieme, per utilizzare al massimo gli strumenti a disposizione e valorizzare le buone pratiche oramai consolidate.

La rete dei referenti Ecm degli OPI  va in questa direzione e rappresenta un importante momento di confronto, condivisione, programmazione e supporto.

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SISI, rinnovati gli organi istituzionali 2019-2021

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16/05/2019 – Presidente Maria Grazie De Marinis, Ordinario di Scienze infermieristiche al Campus Biomedico Roma.

L’assemblea ordinaria della Società Italiana di Scienze Infermieristiche (SISI) ha rinnovato i propri organi istituzionali per il prossimo triennio.
Il nuovo Consiglio Direttivo, che svolgerà il proprio mandato per il triennio 2019-2021, è composto da:
– Maria Grazia De Marinis, Prof. Ordinario Scienze Infermieristiche, Campus Biomedico Roma, Presidente 
– Rosaria Alvaro Prof. Ordinario Scienze Infermieristiche, Tor Vergata Roma, Vicepresidente 
– Daniela Mecugni, Prof. Associato Scienze Infermieristiche, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Tesoriere 
– Alberto Dal Molin, Ricercatore Scienze Infermieristiche, Università del Piemonte Orientale Novara, Segretario 
– Anna Maria Bagnasco, Prof. Associato Scienze Infermieristiche, Università degli Studi di Genova
– Stefania Di Mauro, Prof. Associato Scienze Infermieristiche, Bicocca Milano
– Loreto Lancia, Prof. Associato Scienze Infermieristiche, Università degli Studi dell’Aquila

La SISI, fondata nel dicembre 2006 dai Professori Associati e Ricercatori del Settore Scientifico Disciplinare delle Scienze Infermieristiche (MED-45), rappresenta la prima società scientifica italiana nel campo delle scienze infermieristiche; essa si propone di favorire il progresso scientifico e culturale dell’infermieristica, operando in particolare in ambito accademico e delle istituzioni con il proprio Collegio dei Docenti delle Scienze Infermieristiche Generali, Cliniche e Pediatriche (MED-45).

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XI edizione della Conferenza Nazionale delle Politiche della Professione Infermieristica a Firenze

17/05/2019 – L’evento si terrà il 31 maggio dalle ore 9 alle ore 17 a Firenze. La partecipazione è su invito per gli infermieri che ricoprono posizioni di gestione e organizzazione del sistema sanitario e nell’ambito della formazione base e post base universitaria (che possono iscriversi on line attraverso il link inviato agli OPI e agli ospiti invitati) 

La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) ha organizzato l’undicesima edizione della Conferenza Nazionale delle Politiche della Professione Infermieristica che sarà quest’anno articolata su tre sessioni: “Gli scenari organizzativi nel sistema salute per la professione infermieristica”; “Il Ccnl come strumento per la gestione del personale e la valorizzazione delle competenze irrinunciabili nel sistema salute”; “La formazione manageriale nel sistema salute”.

L’evento si terrà il prossimo 31 maggio dalle ore 9 alle ore 17 a Firenze, presso l’FH Grand Hotel Mediterraneo, Lungarno del Tempio, 44.
L’occasione sarà importante per dibattere sull’organizzazione dei sistemi sanitari di alcune Regioni che si sono distinte per saper offrire le migliori performance in termini di garanzia dei Lea e per fare il punto su alcuni strumenti importanti già disegnati e nelle disponibilità dei gestori e altri in via di definizione con chi ha la responsabilità di disegnare e declinare nella realtà i modelli organizzativi dei sistemi sanitari regionali.
In questo quadro, la FNOPI ha voluto promuovere una riflessione sugli aspetti che coinvolgono la programmazione dell’assistenza, la classe dirigente della professione, i massimi livelli della formazione  universitaria nel contribuire a ridisegnare non solo l’organizzazione delle realtà socio sanitarie, ma dell’infermieristica tutta, che mai come negli anni futuri, sarà capace di influenzare un nuovo sistema di produzione ed erogazione di servizi alla persona o di farsi influenzare passivamente se non metteremo in campo azioni sinergiche e condivise.
Il razionale dell’evento spiega che la produzione di “salute” non può prescindere da un’organizzazione assistenziale che già la Legge 251/2000 ne delineava le direttrici di sviluppo e soprattutto ne rendeva chiaro lo scopo.
Questa norma chiudeva il “cerchio” dopo aver riconosciuto l’autonomia professionale dell’infermiere (legge 42/99), si provvedeva a dare al sistema un’ulteriore opportunità: quella dell’autonomia organizzativa del sistema infermieristico, che ancorava però saldamente ai risultati – che questo sistema doveva produrre – in termini di esiti di salute del cittadino.
Anche in questo caso l’interesse è quello delle organizzazioni che si sono realizzate in diverse regioni, e per questo è stato chiesto abbiamo chiesto ai colleghi che hanno saputo ed avuto la possibilità di produrre modelli innovativi anche se differenti perché inseriti armoniosamente in contesti con esigenze non sovrapponibili. Con loro si ragionerà sul contributo che tali modelli rendono al sistema.
Infine, la conferenza darà la possibilità di fare il punto su alcuni strumenti importanti già disegnati e nelle disponibilità dei gestori e altri in via di definizione.
Il contratto ad esempio, del comparto e della dirigenza. Per questo si farà il punto sugli elementi innovativi del contratto del comparto, ovvero gli incarichi di funzione oltre che quelli organizzativo gestionali.
Sul contratto della dirigenza ci sarà la possibilità di socializzare lo stato delle trattative e le opportunità che si stanno delineando oltre che i nodi ancora critici ma anche con gli elementi che riteniamo irrinunciabili per una dirigenza che risulta essere indiscutibilmente strategica per tutto il sistema e sulla quale si conta per qualsiasi innovazione che si vuol realizzare.
Infine, si formuleranno riflessioni sulla formazione universitaria. È indiscutibile il ruolo strategico della formazione che non può che essere a livello universitario, ma va discusso dei contenuti, delle modalità di accesso, della selezione avendo sempre ben presente di quale professionista “gestore e organizzatore” ha bisogno il Ssn oggi e soprattutto in prospettiva futura.
La partecipazione alla conferenza è su invito per gli infermieri che ricoprono posizioni di gestione ed organizzazione del sistema sanitario e nell’ambito della formazione base e post base universitaria (che possono iscriversi on line attraverso il link ad hoc inviato a tutti gli OPI e a gli ospiti invitati giovedì 16 maggio).

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Rapporto Osservasalute 2018: bisogni di cura sempre maggiori e personale sempre più scarso

5/05/2019 – FNOPI: il calo degli infermieri aumenta i rischi per la salute delle persone. Nella ricetta di Osservasalute per il territorio anche infermieri specialisti e di famiglia. LE SCHEDE REGIONALI  

Far abdicare l’assistenza alle ragioni dell’economia riduce la qualità delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale e i cittadini lo sanno.

Il Rapporto Osservasalute 2018 (visibile a questo link)presentato oggi all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, mette in evidenza che rispetto ai ricoveri le persone con limitazioni nelle attività quotidiane che si dichiarano molto soddisfatte dell’assistenza medica e infermieristica sono oltre il 35% dei casi (contro il 43,3% delle persone senza limitazioni nelle attività), mentre è sotto il 30% la quota di chi e molto soddisfatto di vitto e servizi igienici. Ma le differenze territoriali sono molto marcate, sottolinea Osservasalute, con quote di gradimento di circa il 50% al Nord e di meno del 25% al Sud e nelle Isole.

Per l’assistenza infermieristica, in particolare, si rilevano le percentuali maggiori di soddisfazione, ma con ordine diverso, nella PA di Trento, Valle d’Aosta e Veneto, mentre dove le persone sono meno soddisfatte è la Basilicata, la Campania e la Puglia.

E gli infermieri sono anche più vecchi. Nella fascia di età 40-49 anni sono il 40,2% del totale degli infermieri dipendenti del Ssn (nel 2013 erano il 44,1%). Gli infermieri compresi, invece, nelle fasce di età 50-59 anni e 30-39 anni sono, rispettivamente, il 36,0% e il 13,8% del totale (nel 2013 erano il 31,3% e il 17,2%). I dati confermano che il calo più significativo di unità si è verificato nella fascia di età 0-39 anni ( -4,34%). Al contrario, c’è stato un aumento di personale infermieristico nelle fasce di età 50-59 anni e 60 anni ed oltre (4,77% e 3,41%, rispettivamente, a livello nazionale).

In più, sottolinea Osservasalute, gli infermieri sono sempre meno: tra il 2013 e il 2016 si riducono del -2,4%, da 271.043 a 264.646 e secondo gli ultimi dati Aran sono calati di oltre 7mila unità in soli cinque anni.

“Mancano tanti professionisti – commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), la più numerosa d’Italia con oltre 450mila iscritti – ma a mancare in modo allarmante sono gli infermieri, quei professionisti che prendono in carico il malato prima, durante e dopo qualunque intervento abbia subìto o debba subire e fino alle sue dimissioni. Quei professionisti che hanno il compito di seguirlo a domicilio per assicurare che si curi, lo faccia bene e non abbia complicazioni e se queste subentreranno allora proprio quei professionisti faranno scattare l’intervento del medico di medicina generale, dove necessario e possibile, per evitare code, intasamenti e liste di attesa ai pronto soccorso”.

Nelle Regioni si assiste ancora una volta a una forte difformità: in tutte quelle del Sud il dato e superiore al valore nazionale, mentre in otto casi (Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Marche, Puglia, Basilicata e Sardegna) l’andamento del trend non è perfettamente in linea con quello nazionale di diminuzione in tutti gli anni considerati. In più, sono solo 3 (Sardegna, Trentino-Alto Adige e Marche) le regioni in controtendenza rispetto al dato nazionale.

Per quanto riguarda, invece, il tasso di infermieri per 1.000 abitanti, a eccezione di Valle d’Aosta, Marche, Basilicata e Sardegna, in tutte le regioni si riscontra il trend negativo registrato a livello nazionale. In particolare, le riduzioni più marcate si registrano in Lazio, Molise, Campania, Sicilia e Abruzzo, ancora una volta quindi quelle in piano di rientro.

I numeri della carenza sono ormai senza freni – ricorda Tonino Aceti, portavoce FNOPI – e con la complicità di Quota 100 rischiano in pochi anni di superare le 100mila unità. Ma il rischio maggiore è per gli assistiti: studi internazionali hanno definito che a ogni aumento del 10% di personale infermieristico laureato corrisponde una diminuzione del 7% di mortalità. L’associazione dei due valori – continua – ha rivelato che se negli ospedali il rapporto infermiere/paziente è di 1:6, la probabilità di decesso a trenta giorni dalla dimissione è del 30% inferiore rispetto a strutture in cui il rapporto infermieri/pazienti è di 1:8. In Italia il rapporto infermieri-pazienti era nel 2017 di uno a 8-9 nelle Regioni benchmark, quelle con l’assistenza migliore e si arrivava a fino a uno a 17 nella Campania, che con gli effetti di Quota 100 potrebbe superare a situazione invariata il rapporto di uno a 20, dove il turn over è da decenni un’araba fenice e i piani di rientro guardano prevalentemente la spesa: ministro, Governo e Regioni devono correre ai ripari: ha ragione il

ministro Bongiorno, che ieri ha annunciato fuoriuscite massicce dalla Pa per i pensionamenti, a dire che servono subito  concorsi sprint e i dati del Rapporto Osservasalute come pure quelli dell’Aran ci dicono che è la professione infermieristica ad averne oggi più bisogno”.

Osservasalute “raccomanda il monitoraggio dell’indicatore ‘personale’ nei prossimi anni, anche perché se il trend fosse confermato sarà sempre più difficile colmare la mancanza di personale medico e infermieristico per far fronte ai bisogni di cura sempre maggiori che si presenteranno nel prossimo futuro”.

E il territorio, secondo Osservasalute, è il più penalizzato. “Le modificazioni nel bisogno di salute della popolazione – si legge – richiedono il passaggio a logiche proattive di ‘presa in carico’ delle comunità e degli individui che ne fanno parte garantendo facilita di accesso ai servizi più appropriati e continuità dell’assistenza tra i vari setting e momenti di erogazione secondo una organizzazione dei servizi ‘on-plan’”.

La ricetta che indica Osservasalute per il territorio è realizzare un’organizzazione dell’assistenza secondo gruppi di servizi e sottogruppi di pazienti caratterizzati da necessita simili. Con cinque elementi essenziali:

  1. identificazione di gruppi di pazienti con bisogni di salute simili;
  2. costruzione di team multidisciplinari e multiprofessionali attorno al bisogno del singolo individuo formati da medico di medicina generale, specialisti, infermieri, infermieri specializzati (quelli che per la FNOPI sono gli infermieri di famiglia) e altro personale di supporto;
  3. individuazione degli esiti clinici, dei processi e degli outcome rilevanti per il paziente da misurare per la valutazione del raggiungimento di obiettivi confrontati con standard di riferimento predefiniti e in una prospettiva “person-centered” per la valutazione della qualità clinico-assistenziale;
  4. definizione di nuovi modelli di pagamento in base all’individuazione dei sottogruppi di popolazione;
  5. integrazione con gli altri livelli di assistenza (secondario e terziario).

Dal punto di vista delle risorse poi, in Italia, nonostante l’elevata percentuale di ultra 80enni, secondo Osservasalute è ancora troppo bassa la quota della spesa sanitaria complessiva per l’assistenza sanitaria a lungo termine (10,1%) se confrontata con quella di Paesi con simile livello di invecchiamento (14,8% in Francia e 16,5% in Germania). È quindi prioritario “orientarsi alle necessita della popolazione che invecchia, potenziando l’assistenza a lungo termine e l’assistenza domiciliare, con maggiori e rinnovate risorse economiche e umane (soprattutto infermieri e personale specializzato nell’assistenza domiciliare)”.

LA SITUAZIONE REGIONE PER REGIONE

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FILE ALLEGATI Osservasalute Regioni.pdf (20 MB)

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Ecm, ricostituita la Commissione nazionale. Per FNOPI presenti Palmiro Riganelli (OPI Perugia) e Pierpaolo Pateri (OPI Cagliari)

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15/05/2019 – Il ministro della Salute Giulia Grillo ha firmato il decreto di nomina della nuova Commissione nazionale Ecm. che resterà in carica tre anni dal suo insediamento. Per la FNOPI nel fanno parte i presidenti degli OPI di Perugia e Cagliari, Palmiro Riganelli e Pierpaolo Pateri. Buon lavoro dalla FNOPI ai neo eletti

Con il D.M. 17 aprile 2019 è stata ricostituita, presso l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, la Commissione Nazionale per la Formazione Continua, per l’espletamento dei compiti previsti dall’art. 16-ter, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni.

“Sosterremo come Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri lo sviluppo di un sistema di formazione continua (Ecm) che offra maggiori garanzie qualitative e si raccordi  con  la  clinica e ii  management  professionale e che coinvolga i giovani professionisti per delineare con loro e per loro percorsi sostenibili di sviluppo professionale”, ha commentato le nomine Barbara Mangiacavalli,presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI).

E lo faremo – prosegue – dando il nostro massimo appoggio e aiuto alla nuova Commissione ECM appena nominata a cui vanno gli auguri della FNOPI e di tutti gli infermieri e gli Ordini, nella certezza che i neo-eletti sapranno rappresentare e accogliere tutte le istanze della tante professioni sanitarie che compongono il panorama dell’assistenza italiana, anche nell’ottica di una nuova visione multiprofessionale dell’assistenza   che rappresenta il futuro del sistema sanitario proprio e anche grazie a una seria Ecm, sono all’altezza gli uni degli altri ed entrambi del loro compito di tutelare e soddisfare i bisogni di salute dei pazienti.

Buon lavoro a tutti – conclude Mangiacavalli – e soprattutto che sia un percorso condiviso anche con le istituzioni e le rappresentanze professionali perché abbia la massima efficacia”.

La Commissione, che dura in carica 3 anni dalla data del suo insediamento, è così composta:

Presidente

  • Ministro della Salute

 Vicepresidenti

  • Coordinatore della Commissione Salute
  • Presidente della Federazione Nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri

 Componenti di Diritto

  • Direttore generale dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali
  • Direttore generale delle Risorse Umane e delle Professioni Sanitarie del Ministero della salute
  • Dott.ssa Olinda Moro – Segretario, Responsabile del Supporto Amministrativo-Gestionale della Commissione nazionale per la formazione continua

 Membri

  • Dott.ssa Marinella D’Innocenzo (Ministero della salute)
  • Dott.ssa Daniela Russetti (Ministero della salute)
  • Dott. Walter Mazzucco (Ministero della salute)
  • Dott. Giacomo Walter Locatelli (Ministero della salute)
  • Dott. Eugenio Agostino Parati (Ministero della salute)
  • Prof. Vincenzo Gentile (Ministero della salute su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca)
  • Prof. Gian Vincenzo Zuccotti (Ministero della salute su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca)
  • Dott.ssa Silvia Falsini (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Franco Ripa (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Massimiliano Barresi (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Claudio Costa (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Luigi Califano (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Marco Biagio Marsano (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Paolo Messina (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Roberto San Filippo (Conferenza Stato-Regioni)
  • Dott. Roberto Stella (FNOMCeO)
  • Dott. Roberto Monaco (FNOMCeO)
  • Dott. Alessandro Nisio (Commissione Nazionale Albo Odontoiatri)
  • Dott. Giovanni Zorgno (Federazione Nazionale degli Ordini dei Farmacisti)
  • Dott. Gaetano Penocchio (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani)
  • Dott.ssa Nausicaa Orlandi (Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e Fisici)
  • Dott. Roberto Calvani (Consiglio Nazionale Ordini Psicologi)
  • Dott.ssa Claudia Dello Iacovo (Ordine Nazionale dei Biologi)
  • Dott. Palmiro Riganelli (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche)
  • Dott. Pierpaolo Pateri (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche)
  • Dott.ssa Marialisa Coluzzi (Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica)
  • Dott. Emiliano Mazzucco (Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione)
  • Dott.ssa Anna Giulia De Cagno (Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione)
  • Dott. Gianluca Signoretti (Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione)
  • Dott. Alessandro Macedonio (Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione)

La Commissione definisce su base pluriennale, sentita la Conferenza Stato Regioni e gli Ordini professionali interessati,   gli   obiettivi formativi di interesse nazionale, con  particolare  riferimento  alla elaborazione, diffusione e adozione delle linee guida e dei  relativi percorsi diagnostico-terapeutici.

La Commissione definisce i  crediti formativi che devono essere complessivamente maturati dagli operatori in un determinato arco di tempo, gli indirizzi per la  organizzazione dei programmi di formazione predisposti a livello regionale e i criteri e gli strumenti per il riconoscimento e la valutazione  delle esperienze formative e definisce  i  requisiti per  l’accreditamento  delle  società  scientifiche,   dei soggetti pubblici  e  privati  che  svolgono  attività  formative  e procede alla verifica della loro sussistenza.

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Barbara Mangiacavalli: “La sanità non funziona senza gli infermieri” e noi siamo orgogliosi di esserlo!

09/05/2019 – Il saluto della presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche in occasione della Giornata internazionale dell’Infermiere 2019

“La sanità non funziona senza infermieri”.

Lo sanno bene i professionisti che lavorano ogni giorno a fianco dei cittadini per far fronte ai loro bisogni di salute. E lo fanno al di là dei condizionamenti che un mondo del lavoro spesso piegato ai bisogni dell’economia impone loro malgrado. Lo fanno perché lo hanno scelto di fare e non lascerebbero mai nessuno indietro, mai nessuno solo nel suo bisogno.

Lo sanno bene le Regioni, le aziende sanitarie e le altre professioni che, spesso, fanno dell’infermiere il loro asso nella manica per risolvere problemi di organizzazione, di assistenza e anche di cura. A volte utilizzando metodi che vanno anche al di là – nel bene e nel male – della professionalità infermieristica.

Lo sanno bene i politici che nei momenti clou della propria attività rivolgono maggiori attenzioni alla comunità infermieristica, la più numerosa tra i professionisti della sanità con i suoi oltre 450mila iscritti.

Lo sanno bene gli assistiti che nelle indagini e nei sondaggi sostengono l’importanza e la necessità degli infermieri, a volte difendendoli perfino in modo quasi “sindacale”. E, cosa più importante, lo testimoniano con il rapporto speciale e diretto che hanno con loro nel momento del bisogno.

Lo sa bene anche chi ormai troppo spesso tenta di arginare la crescita esponenziale della professione con affermazioni strumentali che cercano in qualche modo e senza alcun successo di insinuare dubbi, di mettere in forse conquiste ormai acquisite.

Ma se tutti lo sanno, è bene che oggi sia ancora più chiaro, evidente e visibile che “La sanità non funziona senza infermieri”.

Il momento migliore per ribadirlo è la giornata internazionale dell’infermiere che celebriamo ogni 12 maggio in onore del compleanno di Florence Nightingale per la quale il prossimo anno ricorderemo i 200 anni dalla nascita.

Una data giudicata importante a livello internazionale: l’Oms ha scelto il 2020 come anno dell’infermiere e come data di conclusione della campagna Nursing Now avviata a febbraio 2018 e che oltre a sottolineare i rischi della carenza di personale, ha come obiettivi principali per un’assistenza a livelli elevati:

  1. maggiori investimenti per migliorare l’istruzione, lo sviluppo professionale, gli standard, la regolamentazione e le condizioni di lavoro per gli infermieri;
  2. maggiore e migliore diffusione di pratiche efficaci e innovative nell’infermieristica;
  3. maggiore influenza per gli infermieri sulla politica sanitaria globale e nazionale, come parte di un più ampio sforzo per garantire che la forza lavoro della salute sia maggiormente coinvolta nel processo decisionale;
  4. più infermieri in posizioni di comando e maggiori opportunità di sviluppo a tutti i livelli;
  5. dare ai responsabili politici e decisionali spunti per comprendere dove l’infermieristica può avere più impatto, cosa impedisce agli infermieri di raggiungere il pieno potenziale, come affrontare gli ostacoli.

La campagna è stata avviata ora anche in Italia e questi per noi sono obiettivi per consentire agli infermieri di dare un contributo ancora maggiore al miglioramento della salute.

Nel XXI secolo vedremo più comunità e servizi a domicilio, una migliore tecnologia e la cura centrata sulla persona: gli infermieri saranno in prima linea in questi cambiamenti e per questo devono imparare a essere leader perché tutte queste qualità le hanno già sviluppate e fanno parte della loro vocazione e della loro professionalità.

Il rapporto suggerisce che i paesi possono ottenere una rapida espansione della copertura sanitaria universale adottando una strategia che combini gli investimenti nella forza lavoro con i cambiamenti nei servizi.

Significa consentire agli infermieri di lavorare utilizzando il massimo potenziale attraverso la creazione di più strutture guidate da infermieri specializzati e il rapporto mostra che l’espansione della copertura sanitaria universale si farà dipendere in larga misura dall’abilitazione e dalla formazione della forza lavoro esistente, compresi gli infermieri, per lavorare in modo più efficace. Per gli infermieri, un modo di espandere le proprie conoscenze, è la riflessione condivisa delle attività intraprese. Questo è tra i nostri obiettivi a breve termine.

Gli infermieri in questa campagna 2019 per la giornata internazionale lo dicono, lo affermano e lo spiegano chiaramente, mostrando e comunicando ciò che siamo e che rappresentiamo nella realtà di tutti i giorni agli occhi dei cittadini: la migliore risposta a posizioni che non tengono conto dei progressi intervenuti negli ultimi anni.

Abbiamo fissato nuovi cardini etici nel nuovo Codice rispetto al quale è bene ricordare che deontologia è letteralmente lo “studio del dovere”, cioè la trattazione filosofico-pratica delle azioni doverose e la loro codificazione per i professionisti. Non un “atto aziendale”

Lo stiamo facendo anche a livello di organizzazione del lavoro, senza intrometterci in compiti che la legge da sempre – e la n. 3/2018 lo ha ribadito con forza – assegna alle organizzazioni sindacali, ma con operazioni che mirano a dare spazio al nuovo infermiere: una nuova epidemiologia richiede nuovi modelli di assistenza e, per questi, c’è il nuovo infermiere che deve essere specializzato e le sue specializzazioni codificate. Deve essere presente h24 sul territorio e il suo lavoro tutelato e riconosciuto. Ma deve essere disponibile ovunque e in tutte le Regioni senza carenze, oggi allarmanti, e in modo omogeneo, sia dal punto di vista delle responsabilità, sia da quello della formazione e dei diritti/doveri sul lavoro e nei confronti degli assistiti.

Recentemente, le associazioni che rappresentano cittadini e pazienti e che fanno parte della Consulta FNOPI, un organismo operativo della Federazione per essere sempre presenti rispetto alle vere esigenze degli assistiti, hanno affermato che il ruolo dell’infermiere è assolutamente importante per la gestione e il trattamento delle loro patologie che comprendono sia una parte educazionale sia una parte assistenziale. E hanno aggiunto, “è sicuramente importante incentivare il riconoscimento e il ruolo dell’infermiere, non soltanto come persona che si deve confrontare sul piano professionale con l’assistito, ma anche per le competenze e per l’alta specializzazione che questa figura ha”.

Tutto questo dobbiamo tenerlo sempre davanti ai nostri occhi, nella nostra mente: siamo infermieri prima di tutto, e crediamo nella forza della relazione, dell’ascolto, dell’inclusione, dall’autorevolezza che vince sull’autorità. Crediamo in un gruppo allargato, partecipato, che lasci spazio ad autonomie di pensiero e di cultura perché il rispetto della persona parte anche da questo.

La nostra è una professione che guarda al futuro, sempre avanti, e ha come scopo il rapporto coi pazienti: un elemento valoriale importante sia professionalmente che per il ‘patto col cittadino’ che da anni ci caratterizza. Per noi è essenziale avere una relazione privilegiata con loro, per comprendere come ci vedono e come possiamo soddisfare nel modo migliore i loro bisogni di salute.

La campagna di quest’anno lo dimostra, lo fa vedere, lo fa toccare con mano senza che vi siano dubbi di interpretazione o lasciando spazio a commenti inappropriati: con un gioco di parole si vede ciò che è evidente ed è evidente ciò che si vede.

Dimostra nei fatti che “la sanità non funziona senza infermieri”: per noi tutto questo rappresenta una grande responsabilità, ma è anche il segno dei tempi che evolvono e del valore che la figura degli infermieri ha assunto e va via via assumendo ogni giorno che passa sempre di più.

Siamone orgogliosi. Siamo sempre coscienti e coerenti per ciò che la nostra professione rappresenta, non solo per noi stessi, ma anche per gli altri.

Siamo sempre orgogliosi prima di tutto di essere infermieri.

Auguri a tutti, buon 12 maggio 2019!

Barbara Mangiacavalli
Presidente Federazione nazionale Ordini delle professioni infermieristiche

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Elezioni europee e amministrative 2019.

In vista della tornata elettorale per le elezioni europee e, in alcune Regioni e Comuni, anche ammini-strative, la FNOPI anche in questa occasione, intende sostenere, al di là dell’appartenenza politica di ciascuno, le candidature di tutti gli infermieri, nella convinzione che sia importante che la professione sia rappresentata nelle istituzioni elettive in questo caso, appunto, dell’Unione europea e anche nei Comuni dove si svolgono le elezioni amministrative.
A tal fine ha messo a disposizione un focus sul suo sito istituzionale, in cui verranno riportati esclusiva-mente i nominativi e i programmi forniti direttamente dai candidati infermieri che invieranno le informazioni in oggetto in Federazione (federazione@cert.fnopi.it)).
Si vota il 26 maggio per il rinnovo del Parlamento europeo, l’unica istituzione europea i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini, e per le amministrative in alcuni Comuni.
Per questo ci auguriamo di ricevere per tempo le corrette informazioni.
Cordiali saluti.
La Presidente
Barbara Mangiacavalli
Ai Presidenti degli
Ordini delle Professioni Infermieristiche
Loro Sedi

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Superticket: arriva la “deprivazione sociale”. Fondi alle Regioni solo se approveranno delibere ad hoc

08/05/2019 – Il Decreto del ministro dellìa Salute di riparto approvato e pubblicato in Gazzetta, al quale si è giunti dopo molteplici revisioni e modifiche del testo, è un decreto “più giusto” rispetto alle precedenti versioni proposte dalle Regioni con una ripartizione più equa delle risorse del fondo “anche tutelando le regioni con un più alto tasso di incidenza di condizioni di deprivazione sociale”

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 maggio 2019 il Decreto 12 febbraio 2019“Ripartizione del Fondo di 60 milioni di euro per la riduzione della quota fissa per ricetta di prestazioni di specialistica ambulatoriale”, cioè il Decreto di riparto del cosiddetto “fondino” per il graduale superamento del Superticket. Il fondo è stato istituito con Legge di Bilancio 2018, commi 804 e 805, contando su un finanziamento di 60 milioni di euro annui per il periodo 2018-2020.

Il Decreto di riparto approvato e pubblicato in Gazzetta, al quale si è giunti dopo molteplici revisioni e modifiche del testo, è un decreto “più giusto” rispetto alle precedenti versioni proposte dalle Regioni, almeno per 3 buoni motivi.

Il primo. Tra i “visto” del Decreto viene esplicitamente preso atto della necessità di una ripartizione più equa delle risorse del fondo “anche tutelando le regioni con un più alto tasso di incidenza di condizioni di deprivazione sociale. L’introduzione del concetto di Deprivazione Sociale non è affatto banale e rappresenta un’innovazione che può aprire scenari importanti anche su partite più grosse come quelle del riparto annuale del Fondo Sanitario Nazionale.

Il secondo. Una maggiore equità nell’assegnazione concreta delle risorse rispetto alle precedenti versioni. Infatti, le Regioni del centro-sud vedono aumentare le risorse a disposizione. Solo a titolo di esempio la Campania raddoppia passando da 2,5 mln a 5 mln di euro, la Puglia passa da circa 1,9 mln a 3,5 mln, mentre la Calabria passa da circa 900mila euro a 1,7 mln. Una modifica della ripartizione che sembra rispondere meglio, rispetto alle precedenti bozze del Decreto, alla ratio della norma contenuta in Legge di bilancio 2018 che prevede attraverso l’istituzione del fondo la necessità di “conseguire una maggiore equità e agevolare l’accesso alle prestazioni sanitarie da parte di specifiche categorie di soggetti vulnerabili”.

Il terzo. Non sarà una brutale erogazione a pioggia di soldi alle Regioni, una sorta di “rimborso per le spese sostenute”, con il rischio di un loro potenziale utilizzo per attività diverse da quelle per le quali sono state assegnate. Viene previsto invece di “subordinare l’effettiva erogazione dei finanziamenti alla concreta approvazione da parte delle regioni di misure volte a ridurre l’onere della quota fissa sulle categorie «vulnerabili», comunque nei limiti dell’importo attribuito a ciascuna regione secondo il presente decreto, nel rispetto del principio sancito dal legislatore di conseguire una maggiore equità e di agevolare l’accesso alle prestazioni sanitarie da parte di specifiche categorie di soggetti vulnerabili”. Il tutto sarà verificato dalle Istituzioni centrali. Un nuovo passaggio non scontato, visto che nelle precedenti versioni del Decreto questo “render conto” delle Regioni nei confronti del livello centrale non era previsto. Una metodologia questa che dovrebbe essere applicata anche ad altre fattispecie e che rappresenta in questo caso una garanzia in più per i cittadini per la reale riduzione dei ticket. Una partita che non può essere giocata solo tra i livelli istituzionali, ma al contrario è un terreno che va presidiato anche dalle Associazioni di pazienti e cittadini, che dovrebbero essere coinvolte dalle Regioni nella fase di messa a punto delle misure di riduzione del ticket.

È evidente che la battaglia che rimane da fare è quella dell’abrogazione del Superticket (non solo la sua riduzione) in tutto il Paese. Alcune Regioni infatti si sono già mosse come ad esempio l’Emilia-Romagna che a partire dal 2019 lo ha eliminato per i nuclei familiari con redditi annui fino a 100.000 euro. Nelle Marche invece da giugno non lo pagheranno le persone con reddito Isee inferiore a 10mila euro annui.

La Toscana dal 1aprile 2019 ha abrogato il ticket di 10 euro per la digitalizzazione, pagato per le prestazioni specialistiche di diagnostica per immagini.

Serve quindi un provvedimento da parte del Governo per garantire che l’opportunità di non pagare il Superticket, che oggi hanno ad esempio i cittadini dell’Emilia-Romagna, sia garantita anche ai cittadini di tutte le altre Regioni. In caso contrario le disuguaglianze continueranno ad aumentare.

Il superticket introdotto come misura temporanea nel 2011 oggi è diventato una misura strutturale, vissuta dai cittadini come una vera e propria tassa sulla loro salute e sulle loro tasche, un ostacolo per l’accesso alle cure, nonché una misura che fa male anche alle casse del Servizio Sanitario Nazionale. Ormai il gettito che realmente ne deriva è certificato dallo stesso Decreto di riparto del “fondino” in 413 mln di euro annui, molto al di sotto dall’effetto programmato dalla manovra che lo istituì.

Inoltre, da quando è stato introdotto, stando ai dati della Corte dei Conti contenuti nel “Referto al Parlamento sulla gestione finanziaria dei servizi sanitari regionali” e nel “Rapporto di coordinamento di finanza pubblica 2018”, il gettito annuo per lo Stato da ticket sulle prestazioni sanitarie, in particolare quelli sulle prestazioni di specialistica ambulatoriale, sul pronto Soccorso e su altre prestazioni ad esclusione di quelle farmaceutiche è passato infatti da oltre 1,5 mld di euro del 2012 a poco più di 1,3 mld del 2017.

Praticamente un mancato gettito nelle casse dello Stato di circa 200 mln di euro annui rispetto alle entrate del 2012, che qualora rientrassero nella disponibilità del SSN attraverso l’abrogazione del superticket potremmo pensare di utilizzarli per investimenti sul personale sanitario, oggi alle prese con gli effetti di ”quota 100” e del blocco del turnover.

Tonino Aceti
Portavoce Federazione nazionale Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI)

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FILE ALLEGATI SUPERTICKET-COMMI Legge Bilancio 2018.pdf (23 KB)
 Decreto riparto superticket pubblicato GU.pdf (176 KB)

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“La sanità non funziona senza infermieri”: al via la campagna per il 12 maggio 2019

08/05/2019 – L’Ordine più numeroso d’Italia, con oltre 450mila iscritti, ha deciso di raccogliere immagini da ogni parte del Paese per descrivere e promuovere, agli occhi dell’opinione pubblica, gli ambiti cui il “nuovo infermiere” quotidianamente opera e le competenze avanzate che attualmente caratterizzano la professione.

“La sanità non funziona senza infermieri” è lo slogan scelto dalla FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche) per la campagna di comunicazione lanciata in occasione del 12 maggio, data in cui in tutto il mondo si celebra la Giornata Internazionale dell’Infermiere.

L’Ordine più numeroso d’Italia, con oltre 450mila iscritti, ha deciso di raccogliere immagini da ogni parte del Paese, per descrivere e promuovere, agli occhi dell’opinione pubblica, gli ambiti cui il “nuovo infermiere” quotidianamente opera e le competenze avanzate che attualmente caratterizzano la professione.

“Intendiamo comunicare correttamente ciò che siamo e che rappresentiamo nella realtà di tutti i giorni agli occhi dei cittadini: la migliore risposta a posizioni che ostacolano il cambiamento e che non tengono conto dei progressi intervenuti negli ultimi anni”, dichiara Barbara Mangiacavalli, presidente della FNOPI.

Una campagna che sta avendo ottimi riscontri, grazie alla collaborazione e alla creatività messe in campo da tutti gli Ordini provinciali degli infermieri. Le immagini raccolte, pubblicate su tutti i canali a disposizione della Federazione, danno conto di numerose attività professionali che attualmente vedono gli infermieri protagonisti, anche in contesti insoliti, che vanno ben oltre il consueto scenario di ospedali e case di cura, spingendosi fino alla gestione di situazioni di massima emergenza o anche alle missioni militari all’estero.

“I nostri iscritti oggi sono chiamati a presidiare il territorio, ad accettare la sfida dell’assistenza domiciliare integrata, a mettersi in gioco anche in qualità di consulenti e liberi professionisti, e nei settori più disparati, a partire dalla prevenzione delle patologie e dalla promozione di corretti stili di vita”, spiega la presidente Mangiacavalli.

Gli infermieri rappresentati dalla campagna esercitano nelle scuole, nei centri antiviolenza così come nei campi estivi o sui luoghi di lavoro dove sono più frequenti gli infortuni; coordinano il processo di donazione di organi e tessuti; insegnano all’università; sono il punto di riferimento per i malati rari; gestiscono ambulatori e interi reparti; utilizzano strumenti tecnologici all’avanguardia, dagli ecografi di ultima generazione al telecontrollo dei pacemaker.

“Offrendo questa panoramica, seppur non esaustiva, degli ambiti in cui il nuovo infermiere agisce intendiamo anche essere da stimolo politico in contesti del Paese dove lo sviluppo infermieristico stenta ancora a decollare, fornendo uno strumento di analisi in più a livello territoriale a cittadini e associazioni per chiedere l’attivazione di determinati servizi, figure, ambiti di responsabilità che ci vedano protagonisti come sempre al loro fianco”, conclude la presidente FNOPI.

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Nursing Now, la campagna globale prende slancio in Italia

03/05/2019 – Evento inaugurale oggi a Roma, lunedì prossimo si replica a Milano. Le istituzioni coinvolte assicurano di voler potenziare e supportare gli infermieri nell’affrontare le sfide sanitarie del XXI secolo.

Approda in Italia la campagna Nursing Now, lanciata a livello globale il 27 febbraio del 2018 per potenziare e supportare gli infermieri nell’affrontare le sfide sanitarie del XXI secolo.
In collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità, l’International Council of Nurses, la Fondazione “Burdett Trust for Nursing”, il programma mira a migliorare lo status e il profilo dell’assistenza infermieristica. Nursing Now proseguirà le sue attività fino alla fine del 2020, bicentenario della nascita di Florence Nightingale, anno in cui gli infermieri saranno celebrati in tutto il mondo.

A Roma, stamattina, si è tenuto il primo dei due eventi programmati nel 2019 in Italia. Il secondo si terrà lunedì 6 maggio a Milano. Gli appuntamenti contribuiscono al lancio ufficiale di Nursing Now Italy con la partecipazione di illustri autorità politiche, accademiche e professionali. A tirare le fila, la Consociazione Nazionale della Associazioni Infermiere/i (CNAI), con il patrocinio, tra gli altri, della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), presente all’evento inaugurale di Roma con la vicepresidente nazionale Ausilia Pulimeno.
Il suo saluto, che ha introdotto i lavori della giornata, ha sviluppato i temi della valorizzazione delle competenze del “nuovo infermiere” per favorire innovazione, cambiamento e sostenibilità del sistema sanitario in cui opera, con una particolare attenzione sulle nuove policy da mettere in campo per favorire un reale cambiamento di approccio delle modalità di organizzazione dei servizi sanitari. “Appare ormai indispensabile disporre di nuovi modelli di assistenza che richiedono più infermieri, sempre più cruciali per garantire salute e assistenza ai cittadini”, ha concluso Pulimeno.

Sfida raccolta dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, per il quale “i tempi sono maturi per innestare questo cambio di marcia”.
Ma ancora più in là si è spinto il presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri: “E’ assolutamente necessario valorizzare la figura dell’infermiere, sicuramente attraverso un percorso di specializzazione, puntando anche alla medicina del territorio, ma anche lavorando sull’intramoenia. Non ho mai capito perché per i medici c’è un percorso preciso e per gli infermieri no. In questo senso, sto lavorando a un ddl per cambiare l’intramoenia per i medici in cui voglio inserire anche gli infermieri”.

Parole pronunciate di fronte ad un’ampia platea, non solo di infermieri. Uno per tutti, il presidente dell’Ordine dei Medici (FNOMCeO), Filippo Anelli, concorde nel dichiarare che “senza infermieri è impossibile garantire i livelli di assistenza”. Anelli ha infatti fatto riferimento al mutato profilo demografico ed epidemiologico. “Vi è un aumento globale delle malattie croniche non trasmissibili e delle comorbilità negli anziani – ha spiegato -. Come tutti sappiamo, queste malattie richiedono un’assistenza olistica e centrata sul paziente: le professioni medica ed infermieristica oggi devono sempre più mettere in atto strategie assistenziali che utilizzando in maniera sinergica le rispettive competenze riescono a rispondere in maniera ottimale si bisogni del cittadino”.

Il lancio ufficiale di Nursing Now Italy arriva in un momento in cui la domanda di assistenza sanitaria e dei servizi sanitari aumenta ogni giorno. Appare sempre più cogente intervenire sugli assetti del servizio sanitario italiano, sulla carenza del personale infermieristico, in modo da garantire una sanità universalistica e sostenibile, quanto più inclusiva e propositiva al fine di rispondere al meglio ai bisogni emergenti di salute della popolazione, in linea con il dettato costituzionale. Gli infermieri sono in prima linea per la salute sempre, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, e sono il più numeroso gruppo di professionisti sanitari dell’Italia (oltre 450.000) e del mondo (oltre 23 milioni).

“Al momento del lancio della campagna lo scorso anno – ha commentato al termine della giornata Barbara Mangiacavalli, presidente della FNOPI – l’indicazione è stata che entro il 2020 si dovrebbero raggiungere cinque obiettivi per un’assistenza a livelli elevati: 1. Maggiori investimenti per migliorare l’istruzione, lo sviluppo professionale, gli standard, la regolamentazione e le condizioni di lavoro per gli infermieri; 2. Maggiore e migliore diffusione di pratiche efficaci e innovative nell’infermieristica; 3. Maggiore influenza per gli infermieri sulla politica sanitaria globale e nazionale, come parte di un più ampio sforzo per garantire che la forza lavoro della salute sia maggiormente coinvolta nel processo decisionale; 4. Più infermieri in posizioni di comando e maggiori opportunità di sviluppo a tutti i livelli; 5. Dare ai responsabili politici e decisionali spunti per comprendere dove l’infermieristica può avere più impatto, cosa impedisce agli infermieri di raggiungere il pieno potenziale, come affrontare gli ostacoli. Questi per noi – ha aggiunto – sono obiettivi per consentire agli infermieri di dare un contributo ancora maggiore al miglioramento della salute. Nel XXI secolo – sottolinea – vedremo più comunità e servizi a domicilio, una migliore tecnologia e la cura centrata sulla persona: gli infermieri saranno in prima linea in questi cambiamenti e per questo devono imparare a essere leader perché tutte queste qualità le hanno già sviluppate e fanno parte della loro vocazione e della loro professionalità”.

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