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“Italia in buona salute ma attenzione alle diseguaglianze sociali”. Intervista a Giovanni Gorgoni (Aress Puglia)

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Riflettori puntati oggi, nel capoluogo pugliese, sull’ultimo Rapporto sullo stato di salute nella Ue, con un focus specifico sull’Italia. Paese, il nostro, con molti punti di vantaggio rispetto al resto di Europa, ma con una forbice delle diseguaglianze sociali in sanità che si sta facendo sempre più ampia. Per il Dg dell’Aress Puglia bisogna iniziare a ragionare su politiche a universalismo differenziato

17 GEN – “L’Italia sul fronte della salute ha sicuramente molti punti di vantaggio rispetto al resto di Europa. Siamo tra i Paesi con la migliore capacità di evitare le morti premature e presenta uno dei livelli più bassi di cause prevenibili e trattabili di mortalità. Siamo al secondo posto dopo la Spagna per speranza di vita. E questo anche grazie a un Ssn efficiente, solidale e universalistico. Ma quello che spesso sfugge è che la forbice delle diseguaglianze si sta facendo sempre più ampia. Bisogna quindi iniziare a ragionare in maniera nuova e fare politiche a universalismo differenziato”.

A delineare i contorni dello stato di salute del nostro Paese tra punti di forza e criticità, in questa intervista, è Giovanni Gorgoni, Direttore Generale dell’Agenzia Regionale strategica per la Salute ed il Sociale della Regione Puglia (Aress). Agenzia che in qualità di membro del network EuroHealthNet (European Partnership for improving health, equity and welling), nel corso di un evento organizzato oggi a Bari, alla presenza del sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, di Isabel de la Mata Barranco Principal Adviser for Health and Crisis della Commissione Ue e del presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, punta i riflettori sull’ultimo Rapporto Salute dell’Unione 2019 – elaborato dalla Commissione Eu e dall’Oecd e presentato lo scorso mese di novembre – con un focus specifico sull’Italia.

Dottor Gorgoni Bari ospita oggi un’importante iniziativa a livello europeo “The State of Health in the EU”. Cosa vuol dire per l’Italia e per la regione Puglia in particolare?
È un’ottima occasione per il nostro Paese e un riconoscimento per la nostra Regione. Il The State of Health in the EU è una importante iniziativa biennale che ci consente di presentare un focus sullo stato di salute in Italia e di realizzare nel contempo un’operazione di benchmarking con gli altri paesi Ue. Un benchmarking propositivo, perché l’obiettivo è quello di sviluppare conoscenze specifiche per Paese, e di livello transnazionale, che possano contribuire all’elaborazione di politiche a livello nazionale ed europee. Bari è una delle quattro tappe, tra gennaio e febbraio ci saranno altre edizioni ad Atene, Helsinki e Stoccolma.

Perché proprio la Puglia?
Nello scenario europeo la nostra Regione svolge da tempo – sui temi della salute – prestigiose attività di partnership e sulle cronicità, in particolare, è un riferimento autorevole. Una su tutte, a settembre scorso in Danimarca la Commissione Europea ci ha riconosciuto lo status di ‘Reference site’, nell’ambito delle innovazioni a supporto dell’invecchiamento attivo e in buona salute. E lo ha fatto con il rating massimo – 4 stelle su 4; insieme a noi in Italia con questo punteggio, la Regione Lombardia e l’Università Federico II di Napoli. E ancora, da qualche settimana la Puglia è una delle regioni pilota, con ad altre 7 Regioni europee del progetto Gatekeeper, per la costruzione di una piattaforma digitale e assistenziale a supporto delle nuove cronicità che funga da modello europeo. Un progetto che coinvolgerà quasi quindicimila cittadini europei – diecimila per la sola Puglia – per un finanziamento di 20 milioni di euro. Insomma pur essendo regione meridionale riusciamo a essere propositivi sulle sfide di punta della sanità futura.

Qual è l’obiettivo di questa edizione?
L’appuntamento fa il focus sull’Italia, sia chiaro, ma noi cogliamo l’occasione per ribadire l’allarme su un aspetto che anche il Rapporto mette in luce, ossia la necessità di prestare maggiore attenzione alle diseguaglianze sociali di salute. L’Italia, come emerso dal focus che abbiamo presentato, ha sicuramente molti punti di vantaggio rispetto al resto di Europa. Siamo tra i Paesi con la migliore capacità di evitare le morti premature e presenta uno dei livelli più bassi di cause prevenibili e trattabili di mortalità. E questo anche grazie a un Ssn efficiente, solidale e universalistico, ma quello che spesso sfugge, ma che il Report coglie, è che la forbice delle diseguaglianze si sta facendo sempre più ampia. Una diseguaglianza di salute che si sostanzia non solo tra il Nord e Sud del Paese, ma anche nell’ambito della stessa Regione, della stessa città, da quartiere a quartiere. Le malattie sono classiste: colpiscono quella fetta di popolazione con minor redditi e una scarsa scolarizzazione: più il disagio socio-economico è alto e più l’incidenza delle patologie aumenta. La minor alfabetizzazione incide inoltre sulla capacità di accesso ai servizi. Bisogna quindi iniziare a ragionare in maniera nuova e fare politiche a universalismo differenziato. Focalizzarci sul fatto che le cronicità hanno determinanti sociali spesso sfuggenti e che in minore misura possono essere imputate ai servizi sanitari. Dall’ultimo rapporto sulle disuguaglianze di salute dell’Oms emerge come siano più rilevanti nel determinare una cattiva salute la scarsa occupazione, le insufficienti tutele lavorative, le limitate garanzie abitative, l’istruzione.

Guardando al futuro?
La Commissione Europea ha dettato, per il prossimo biennio, cinque tendenze di trasformazione dei sistemi sanitari che vanno governate. La prima è la fuga dalle vaccinazioni di base, l’altra è l’impiego intelligente della digitalizzazione come strumento abilitante di miglioramento. Una terza tendenza interesserà l’innovazione nello skill mix professionale, ossia le competenze dei professionisti della sanità, che hanno bisogno di essere aggiornate e “scambiate” tra professioni diverse alla luce dell’evoluzione del sistema e delle future carenze del mercato del lavoro.
Altra direttrice sulla quale dovremo concentrarsi è quella di realizzare una migliore e puntale analisi dei dati sanitari della popolazione per capire il reale accesso ai servizi da parte delle varie fasce di popolazione. Quinto filone è l’accesso all’innovazione farmaceutica ma a costi sostenibili.
La Commissione Ue ha poi dato delle indicazioni specifiche per il nostro Paese.

Quali?
La popolazione italiana gode in generale di buona salute e il paese occupa il secondo posto dopo la Spagna per speranza di vita. Sussistono tuttavia notevoli differenze tra Regioni e per situazione economica. Nonostante i trend al ribasso, rimane la preoccupazione per il tasso di fumatori tra gli adulti e soprattutto tra gli adolescenti. E sempre la fascia di popolazione più giovane – il nostro futuro – desta preoccupazione per il tasso di obesità e il carico di malattie future che questa genera. Pregiato ed efficace è il sistema di assistenza primaria dell’Italia, per la Commissione, ma è anche il Paese con i medici più anziani – media superiore a 55 anni – e tra quelli con il minor numero di infermieri. Con tendenza all’invecchiamento tra le più alte non si possono rimandare ulteriormente politiche di lungo termine sul capitale umano, che rimane ancora e per fortuna la risorsa più importante dei servizi di salute.

Ester Maragò

17 gennaio 2020
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Approfondimenti:

spacer State of Health in the EU. Il convegno a Bari: gli interventi

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Medici e professioni sanitarie. Dal Miur arriva stretta alle Università online: attività didattica telematica non potrà superare il 10%

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È quanto prevede un decreto ministeriale firmato dall’ex Ministro Fioramonti pochi giorni prima di dimettersi dall’incarico. La misura riguarda anche Psicologia e le specializzazioni. In ambito sanitario limitazioni anche per Farmacia, Chimica e Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche per cui l’attività didattica on line non potrà superare i 2/3. IL DECRETO

15 GEN – Il Miur alza la scure sulle Università on line. Un decreto ministeriale, datato 23 dicembre 2019 e firmato dall’ex Ministro Lorenzo Fioramonti pochi giorni prima di dimettersi dall’incarico pone dei limiti stringenti all’attività didattica on line.

Per quanto riguarda le lauree in psicologia, medicina e chirurgia, in medicina veterinaria, in odontoiatria e protesi dentaria, nonché per il personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione la misura prevede una limitata attività didattica erogata con modalità telematiche, in misura non superiore a un decimo del totale. E lo stesso vale anche per le lauree di specializzazione.

In ambito sanitario arriva la stretta anche per Farmacia, Chimica e Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche per cui l’attività didattica on line non potrà superare i 2/3.

Luciano Fassari

15 gennaio 2020
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Spacchettamento Miur. In Gazzetta il decreto e oggi il giuramento al Quirinale dei due nuovi ministri

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge che divide il Miur nel ministero dell’Istruzione e nel ministero dell’Università e Ricerca, affidati rispettivamente a Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi che hanno giurato nelle mani del presidente Mattarella oggi pomeriggio. IL DECRETO.

10 GEN – Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha approvato un decreto-legge, pubblicato nella Gazzetta del 9 gennaio, che introduce disposizioni urgenti per l’istituzione del Ministero dell’istruzione e del Ministero dell’università e della ricerca, che sostituiscono l’attuale Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Questi saranno affidati rispettivamente a Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi che oggi pomeriggio hanno prestato giuramento al Quirinale.

Al nuovo Ministero dell’istruzione sono quindi attribuite le competenze in materia di sistema dell’istruzione scolastica e dell’istruzione tecnica superiore. Al Ministero dell’università e della ricerca sono invece assegnate le competenze sui sistemi della formazione superiore universitaria, dell’istruzione universitaria e della ricerca scientifica e tecnologica, nonché, in ragione del progressivo allineamento con il sistema universitario previsto dalla legge 22 dicembre 1999, n. 508, quelle relative all’alta formazione artistica, musicale e coreutica.

10 gennaio 2020
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Allegati:

spacer Il decreto

Cerimonia di consegna del Nuovo Codice Deontologico ai poli didattici del Salento (Lecce-Tricase) sedi del Corso di Laurea in Infermieristica

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Il Consiglio Direttivo dell’OPI di Lecce, ritenendo il Codice Deontologico uno strumento di guida per la
professione infermieristica a partire dalla formazione di base, ha ritenuto di omaggiare i poli didattici del Salento dell’Università degli Studi di Bari sedi dei Corsi di Laurea in Infermieristica consegnando loro un roll-up contenente i 53 articoli del Nuovo Codice Deontologico. Il Nuovo Codice Deontologico, riconosce l’infermiere come professionista e come persona; riconosce il cittadino come curato e come persona; riconosce la società nella quale viviamo e quella in cui vorremo vivere; riconosce la normativa attuale e ne prefigura la sua evoluzione; riconosce la relazione con l’assistito come momento di cura.
La cerimonia di consegna che avverrà in:

  • Tricase 17 gennaio 2020 alle ore 17.00 (aula magna polo didattico)
  • Lecce 18 gennaio 2020 alle ore 11.00 (aula magna ospedale oncologico)

Enpapi, indette le elezioni per il rinnovo degli organi collegiali

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Le istruzioni in merito fornite dall’Ente previdenziale degli infermieri.

Sono state indette le elezioni per il rinnovo degli organi collegiali di Enpapi per il quadriennio 2020-2024.

QUANDO E DOVE SI VOTA – Le votazioni si svolgeranno telematicamente dalle 10 del 27 gennaio 2020 alle 16 del 29 gennaio 2020. Il seggio elettorale online sarà attivo solo nelle giornate di votazione. Nei prossimi giorni sarà trasmesso agli iscritti l’avviso di convocazione contenente anche le credenziali necessarie per accedere al seggio elettronico e per votare. L’avviso verrà inviato tramite Pec a tutti coloro che l’hanno comunicata all’Ente e tramite raccomandata alla restante platea.

COME SI VOTA – Il voto potrà essere espresso unicamente per via elettronica da qualunque postazione fissa (pc) o mobile (smartphone, tablet o notebook) collegata a internet, seguendo le istruzioni visionabili QUI.

CHI PUÒ VOTARE – Tutti coloro che risultano iscritti all’Ente alla data di indizione delle elezioni.

CHI PUÒ CANDIDARSI – Possono presentare la loro candidatura tutti coloro che, alla data in cui sono state indette le elezioni (9 dicembre 2019), risultino iscritti all’Ente da almeno due anni e siano in possesso dei requisiti di professionalità previsti dall’art. 5, comma 2 dello Statuto, consistenti nell’aver svolto funzioni o compiti dirigenziali, consiliari, amministrativi o direttivi per uno o più periodi, complessivamente non inferiori a un triennio, presso Ordini professionali o altre istituzioni pubbliche o private. Sono esclusi dall’elettorato passivo coloro che versino in una delle situazioni di ineleggibilità e decadenza previste dall’art. 4 del Regolamento elettorale.

COME CANDIDARSI – La candidatura dovrà essere consegnata presso la sede dell’Ente o trasmessa a mezzo Pec all’indirizzo elezioni2020@pec.enpapi.it, utilizzando l’apposito modulo, a pena di irricevibilità, entro il 17 gennaio 2020, decimo giorno antecedente la data fissata per la votazione.

Modulo presentazione candidatura Assemblea dei delegati
Indicazioni regolarizzazione posizione contributiva

DOCUMENTAZIONE
Regolamento elettorale
Provv_1_2019_ Comm_E_Provvedimento di indizione elezioni 2020
Provv_2_2019_ Comm_E_istruzioni
Provv_3_2019_Comm_E_nomina della Commissione Elettorale

Redazione Nurse Times

CIVES Lecce doppio appuntamento il 27 Dicembre

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CIVES Lecce il 27 dicembre raddoppia.

Doppio appuntamento:

  • 14:00-20:30 corso ECM “Emergenze che fare?”
  • dalle 20:30 in poi cena sociale.

Che aspetti??? Contattaci

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Ecm. Commissione nazionale pronta alla riforma, un anno di tempo per cambiare. Nel frattempo prorogata al 31/12/2020 scadenza crediti del triennio 2017-2019

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Questo l’obiettivo deciso nel corso della riunione della Commissione questa mattina e comunicato dalla Fnomceo. Tra le prime mosse da attuare l’istituzione di un gruppo di lavoro per la revisione e la valorizzazione del sistema della formazione continua. Tra gli obiettivi nazionali, anche la formazione sull’uso della cannabis terapeutica. Accreditati i percorsi di sperimentazione sulla medicina di genere.

18 DIC – Il sistema Ecm va rivisto. A stabilire che, a vent’anni dalla sua istituzione, il processo attraverso il quale ogni professionista della salute si mantiene aggiornato, per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze del Servizio sanitario e al proprio sviluppo professionale non è più adeguato è stata, questa mattina, la stessa Commissione nazionale per l’Educazione continua in Medicina, di cui è presidente il Ministro della Salute Roberto Speranza, e della quale il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, è Vicepresidente.

Nove i punti all’Ordine del giorno della seduta, che si è conclusa con diverse delibere. Tra le principali, quella che istituisce un Gruppo di lavoro per la revisione e la valorizzazione del sistema della formazione continua nel settore salute. Per la Fnomceo, faranno parte della squadra che scriverà le regole dell’aggiornamento per i prossimi anni il Segretario, Roberto Monaco, il Coordinatore dell’Area Strategica Formazione, Roberto Stella e il Componente della Commissione nazionale Albo Odontoiatri, Alessandro Nisio.

“Il Gruppo di Lavoro nasce dal fatto che il sistema nazionale Ecm è ormai datato, quindi bisogna revisionarlo – continua il Segretario della Fnomceo, Roberto Monaco -. Questo comporta che la multiprofessionalità, che già utilizziamo nel lavoro quotidiano, venga portata a sistema, includendo anche i nuovi Ordini istituiti con la Legge 3/2018”.

E proprio per dar tempo ai nuovi Ordini di entrare a pieno titolo nel sistema dell’Ecm, oltre che per dare pieno corso alla riforma del sistema, “finalizzata ad elevare la qualità degli eventi formativi per migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e manageriali degli operatori sanitari, con l’obiettivo di  assicurare efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza all’assistenza prestata dal Servizio sanitario nazionale”, la Commissione ha deliberato di: mantenere l’obbligo formativo, pari a centocinquanta crediti, per il triennio 2020-2022; e consentire l’acquisizione dei crediti formativi relativi al triennio 2017/2019 sino al 31 dicembre 2020.

Tra le altre novità, anche l’inserimento della formazione sull’utilizzo della cannabis terapeutica nella gestione del dolore tra le tematiche di interesse nazionale, con relativo bonus di crediti, e l’accreditamento dei percorsi multidisciplinari di sperimentazione clinica dei medicinali, nei quali sia data rilevanza alla medicina di genere e all’età pediatrica.

“Ringraziamo il Segretario della Commissione nazionale Ecm Olinda Moro per aver fortemente sostenuto queste delibere – conclude Anelli – che vanno nel senso della valorizzazione delle cure palliative e delle innovazioni cliniche, come previsto dalla stessa Legge 3/2018”.

18 dicembre 2019
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Ecm. Commissione nazionale pronta alla riforma, un anno di tempo per cambiare. Nel frattempo prorogata al 31/12/2020 scadenza crediti del triennio 2017-2019

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Questo l’obiettivo deciso nel corso della riunione della Commissione questa mattina e comunicato dalla Fnomceo. Tra le prime mosse da attuare l’istituzione di un gruppo di lavoro per la revisione e la valorizzazione del sistema della formazione continua. Tra gli obiettivi nazionali, anche la formazione sull’uso della cannabis terapeutica. Accreditati i percorsi di sperimentazione sulla medicina di genere.

18 DIC – Il sistema Ecm va rivisto. A stabilire che, a vent’anni dalla sua istituzione, il processo attraverso il quale ogni professionista della salute si mantiene aggiornato, per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze del Servizio sanitario e al proprio sviluppo professionale non è più adeguato è stata, questa mattina, la stessa Commissione nazionale per l’Educazione continua in Medicina, di cui è presidente il Ministro della Salute Roberto Speranza, e della quale il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, è Vicepresidente.

Nove i punti all’Ordine del giorno della seduta, che si è conclusa con diverse delibere. Tra le principali, quella che istituisce un Gruppo di lavoro per la revisione e la valorizzazione del sistema della formazione continua nel settore salute. Per la Fnomceo, faranno parte della squadra che scriverà le regole dell’aggiornamento per i prossimi anni il Segretario, Roberto Monaco, il Coordinatore dell’Area Strategica Formazione, Roberto Stella e il Componente della Commissione nazionale Albo Odontoiatri, Alessandro Nisio.

“Il Gruppo di Lavoro nasce dal fatto che il sistema nazionale Ecm è ormai datato, quindi bisogna revisionarlo – continua il Segretario della Fnomceo, Roberto Monaco -. Questo comporta che la multiprofessionalità, che già utilizziamo nel lavoro quotidiano, venga portata a sistema, includendo anche i nuovi Ordini istituiti con la Legge 3/2018”.

E proprio per dar tempo ai nuovi Ordini di entrare a pieno titolo nel sistema dell’Ecm, oltre che per dare pieno corso alla riforma del sistema, “finalizzata ad elevare la qualità degli eventi formativi per migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e manageriali degli operatori sanitari, con l’obiettivo di  assicurare efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza all’assistenza prestata dal Servizio sanitario nazionale”, la Commissione ha deliberato di: mantenere l’obbligo formativo, pari a centocinquanta crediti, per il triennio 2020-2022; e consentire l’acquisizione dei crediti formativi relativi al triennio 2017/2019 sino al 31 dicembre 2020.

Tra le altre novità, anche l’inserimento della formazione sull’utilizzo della cannabis terapeutica nella gestione del dolore tra le tematiche di interesse nazionale, con relativo bonus di crediti, e l’accreditamento dei percorsi multidisciplinari di sperimentazione clinica dei medicinali, nei quali sia data rilevanza alla medicina di genere e all’età pediatrica.

“Ringraziamo il Segretario della Commissione nazionale Ecm Olinda Moro per aver fortemente sostenuto queste delibere – conclude Anelli – che vanno nel senso della valorizzazione delle cure palliative e delle innovazioni cliniche, come previsto dalla stessa Legge 3/2018”.

18 dicembre 2019
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Casse previdenziali professionali. In attivo tutte quelle sanitarie. L’Enpam guida la classifica

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I medici in testa alla classifica con un utile che supera gli 1,1 miliardi. Farmacisti e psicologi sopra i 100 mln. A seguire infermieri (92 milioni), veterinari (66 milioni), biologi (46 milioni). Promosse a pieni voti anche le casse degli avvocati, con poco più di 800 milioni, e dei commercialisti con un saldo positivo pari a circa 500 milioni. Fanalino di coda i giornalisti con un passivo di oltre 150 milioni. Questi i dati, riferiti al 2017, dell’Osservatorio di Itinerari previdenziali. IL RAPPORTO

15 DIC – Tutte promosse le casse previdenziali sanitarie. Ma per l’Enpam la promozione arriva a pieni voti. È infatti proprio l’Ente dei medici a guidare la classifica delle casse previdenziali italiane con un utile che supera gli 1,1 miliardi di euro. A seguire, si piazzano sul podio le casse degli avvocati, con poco più di 800 milioni, e dei commercialisti con un saldo positivo pari a circa 500 milioni. Fanalino di coda la cassa dei giornalisti: l’Inpgi chiude la classifica segnando un passivo che supera i 150 milioni.  Questi i dati, riferiti al 2017, dell’Osservatorio di Itinerari previdenziali.

Quanto alle altre casse previdenziali sanitarie, dopo i medici troviamo i farmacisti con un saldo attivo di 115 milioni, seguti dagli psicologi con 106 milioni di attivo, dagli infermieri con un attivo che supera i 92 milioni, dai veterinari con più di 66 milioni e infine i biologi con oltre 46 milioni.

Nel rapporto pensionati/attivi i dati migliori li evidenza la Cassa dei commercialisti (solo 11,36 pensionati ogni 100 attivi), seguita dagli avvocati (11,74) e Inarcassa di ingegneri e architetti (18,97). Più problematico il rapporto per i giornalisti dell’Inpgi (62,91 pensionati ogni 100 attivi), Enpam (57,70) e Cassa del Notariato (53,14). Nel testo si sottolinea che, per quanto riguarda l’Enpam, il progressivo peggiorare del rapporto è legato ai continui solleciti del pensionamento nel Ssn per medici di base cui non corrisponde un’adeguata sostituzione. Gli infermieri fanno segnare un dato di 28,84 pensionati ogni 100 attivi, ed i farmacisti si attestano a 26,64 pensionati ogni 100 attivi. Gli altri Enti mantengono un valore inferiore ai 10 pensionati.

Il rapporto pensione media/contributo medio presenta valori che vanno da 1 (Enpam) a 4,4 (Cassa Forense): la pensione media quindi è uguale o più alta del contributo medio. Gli avvocati percepiscono una pensione media pari a 4,24 volte il contributo medio. Ingegneri, architetti e commercialisti 3 volte. I farmacisti 2,1 volte. Mentre le altre Casse mantengono un rapporto più basso. La pensione media è poi più alta del contributo medio di 1,14 volte per gli psicologi. Per gli altri Enti il rapporto è buono: per gli Infermieri è il 72% e per i biologi è l’87%.

G.R.

15 dicembre 2019
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Elezioni rinnovo organi collegiali per quadriennio 2020-2024

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Il Commissario straordinario dell’Ente, Prof. Eugenio D’Amico, ha indetto le elezioni per il rinnovo degli Organi collegiali di Enpapi per il quadriennio 2020-2024. I Collegi Elettorali Provinciali per lo svolgimento delle elezioni primarie sono convocati dalle ore 10.00 del giorno 27 gennaio 2020 alle ore 16.00 del giorno 29 gennaio 2020.

Enpapi, indette elezioni rinnovo organi collegiali quadriennio 2020-2024

Eugenio D’Amico, commissario straordinario Enpapi, il cui incarico è stato prorogato fino al giorno 19 marzo 2020 – ha dato avvio alle procedure elettorali per il rinnovo degli Organi collegiali dell’Ente per il quadriennio 2020-2024.

I Collegi Elettorali Provinciali per lo svolgimento delle elezioni primarie sono convocati dalle ore 10.00 del giorno 27 gennaio 2020 alle ore 16.00 del giorno 29 gennaio 2020.

Il numero complessivo da eleggere, specifica la nota Enpapi, è 139 ripartito in ciascun Collegio elettorale, come risultante dall’elenco allegato.