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Puglia. Se obiettivo della Regione è triplicare la vaccinazione antinfluenzale serve una vera anagrafe vaccinale, percorsi organizzativi ad hoc e una rivoluzione culturale

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Nella prossima stagione antinfluenzale non è esclusa una co-circolazione di virus influenzali e di Sars-CoV-2. E’ necessario ribadire non soltanto l’importanza della vaccinazione antinfluenzale per semplificare la diagnosi e quindi la gestione dei casi sospetti Covid-19, ma anche perché vaccinando si riducono le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e di conseguenza gli accessi al Pronto Soccorso. Alcuni ceppi influenzali, inoltre, amplificano la presenza dei recettori ACE2, quelli che il Sars-CoV-2 usa per attaccare le nostre cellule.

21 LUG – Sono sostanzialmente stabili in Regione Puglia i tassi di vaccinazione antinfluenzale che rimangono fermi a circa il 50%. Le coperture quindi non sono aumentate in maniera significativa attestandosi complessivamente a 684mila vaccinazioni effettuate eppure, per la nuova stagione in arrivo, la Regione ha acquistato 2.100.000 dosi. Come far fronte all’ambizioso obiettivo di triplicare le vaccinazioni ai tempi della Pandemia? Hanno cercato (e stanno lavorando intensamente su questo) di dare risposta a questa domanda alcuni tra i maggiori interlocutori regionali sul tema, riuniti da Quotidiano Sanità per l’incontro online dedicato alla vaccinazione antinfluenzale in epoca pandemica svoltosi nei giorni scorsi con il sostegno non condizionato di Sanofi Pasteur.

Al meeting online hanno partecipato Vito Montanaro, DG Assessorato Salute; Cinzia Germinario, Resp. Osserv. Epidemiologico regionale; Pierluigi Lopalco, Ordinario di Igiene a Pisa e reponsabile per l’emergenza Covid in Puglia; Michele Conversano, Direttore SISP Asl Taranto; Rosa Prato, Ordinario di Igiene Università di Foggia; Ignazio Aprile, Segretario regionale FIMMG; Ruggiero Piazzolla, FIMP Puglia; Vito Michele Domenico Novielli, Presidente Federfarma Puglia; Giovanni Iannucci, Direttore SISP Area Nord; Giuseppina Turco, Direttore SISP Lecce; Stefano Termite, Direttore SISP Brindisi; Guido Marinoni in rappresentanza della Fnomceo.

La stagione vaccinale 2020-2021 inizierà a ottobre come in tutte le Regioni italiane e in Puglia la distribuzione dei vaccini ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta tramite le farmacie si è rivelata un’esperienza positiva per le due ASL campione Bari e BAT che lo scorso anno hanno portato avanti questa esperienza. Un’altra scelta importante operata dalla Regione è quella di rendere gratuita la vaccinazione dai sei mesi ai sei anni prevista nella circolare ministeriale di giugno. Così come gratuita sarà dai 60 anni in poi e non più 64.

La Pandemia, quindi, per i partecipanti al tavolo di discussione va vista anche come un’occasione unica per innalzare il livello di attenzione sui temi della prevenzione. E la vaccinazione antinfluenzale è un vero e proprio paradigma della prevenzione. Anche in Puglia al centro delle dinamiche di azione ci sono i Medici di famiglia. Ma, come altrove, anche in questa regione alcuni hanno vaccinato anche oltre il 90% del loro target, mentre altri appena il 10%. E’ questo un elemento di conoscenza importante di cui però bisogna avere immediata consapevolezza. Quindi serve un esteso e facilmente accessibile sistema informativo in grado di monitorare in tempo reale non soltanto gli approvvigionamenti ai MMG (attraverso le farmacie del territorio) ma anche l’andamento del numero delle vaccinazioni che ciascun medico fa e per questa azione così capillare i Dipartimenti di Prevenzione si sono resi disponibili.

La proattività è, però, un elemento fondamentale, hanno esortato. Bisogna uscire dai propri ambulatori e, sul fronte della vaccinazione ai sanitari, è stata ricordata l’importanza della legislazione regionale in merito che ne ha introdotto l’obbligo.

Sul tavolo, dunque, alcune proposte concrete che sono in discussione in seno al gruppo vaccini della Regione: l’istituzione di una cabina di regia pe r governare tutto il processo sul territorio, la realizzazione di una campagna di comunicazione molto, molto forte e incisiva (non bastano conferenza stampa o video con testimonial), la creazione di nuovi percorsi organizzativi poiché se da un lato bisogna vaccinare x3, dall’altro non si possono affollare le sale di attesa e, infine, istituire una vera anagrafe vaccinale che, in tempo reale, possa essere accessibile a tutti gli operatori sanitari, dal MMG al Pronto Soccorso.

L’imponenza di un’azione così forte naturalmente non fa nascondere qualche punta di scetticismo non intravedendo all’orizzonte elementi innovativi tali da consentire alla Puglia, almeno entro il prossimo autunno, un salto da 600mila a oltre due milioni di vaccinazioni. Sul fronte informatico, per esempio, sono attivi oltre 600mila FSE ma non appare evidente una decisa accelerazione per far dialogare subito i sistemi informativi. Una delle ipotesi avanzate nel corso della discussione è che poiché sono attive circa 180 farmacie rurali (che operano in comuni compresi tra i 500 e i 5mila abitanti), in alcuni territori si potrebbero ipotizzare e sperimentare nuove azioni come, per esempio, la vaccinazione in farmacia.

Poi c’è la situazione, da molti definita allarmistica, in cui versano i Dipartimenti di prevenzione sul fronte del personale. Negli ultimi mesi sono stati sottoposti a carichi di lavoro inusuali ed è assolutamente necessario un adeguamento degli organici. I Dipartimenti si dichiarano tutti sottodimensionati e la coesistenza dell’influenza e di una malaugurata recrudescenza del Covid-19 desta molta preoccupazione. Non di meno esistono problemi logistici e a volte anche di adeguatezza delle sedi. La Regione, peraltro, ha chiesto alle direzioni strategiche di implementare gli organici dei DP anche attivando azioni “creative” come, per esempio, avvenuto a Taranto in cui sono stati utilizzati anche medici in formazione per la medicina generale.

A sostegno di tale richiesta il Direttore generale dell’Assessorato ha ricordato che la delibera per l’incremento di 400 unità da destinare ai Dipartimenti di prevenzione è pronta per essere approvata in Giunta. Le risorse per vaccinare i bambini si troveranno ma è importante, ha quindi ricordato, non cadere nella tentazione di introdurre il concetto di obbligo per una fascia di età non prevista dalla legislazione nazionale.

21 luglio 2020
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Puglia. Via libera al potenziamento rete ospedaliera e al regolamento sulla chirurgia ambulatoriale

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Dalla Giunta regionale semaforo verde al potenziamento della rete ospedaliera, come previsto dal Decreto Rilancio dopo l’emergenza Covid. Definiti anche i requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici delle strutture specialistiche che erogano prestazioni chirurgiche e procedure diagnostico-terapeutiche. Emiliano: “Stiamo lavorando all’ampliamento dell’offerta di salute per affrontare ogni possibile peggioramento della situazione epidemica”

10 LUG – Un incremento in via prioritaria dei posti letto di Terapia Intensiva per un numero complessivo pari a 275 non solo negli Ospedali individuati per il trattamento dei pazienti Covid, ma anche agli ospedali insistenti sul territorio regionale (Dea di I Livello ed ospedale di Base), al fine di potenziare l’attività chirurgica di “elezione”. E individuazione di 282 posti letto di area medica in terapia semiintensiva, allocati prevalentemente in ospedali dedicati al trattamento dei pazienti Covid.

È quanto prevede il provvedimento sul potenziamento della rete ospedaliera previsto dal Decreto Rilancio dopo l’emergenza Covid, approvato ieri dalla Giunta della regione Puglia che ha anche dato il via libera allo schema di “Regolamento di definizione dei requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici delle strutture specialistiche eroganti prestazioni chirurgiche e procedure diagnostico-terapeutiche”, provvedimento atteso atteso da ben 14 anni.

Con il potenziamento della rete ospedaliera, sottolinea la regione “si vuole garantire anche un incremento dell’offerta sanitaria, nell’ipotesi di una eventuale recrudescenza della pandemia”.

Riorganizzata la rete emergenza-urgenza ospedaliera. Con particolare riferimento ai Dea di II e I livello dovranno essere riorganizzati e ristrutturati i Pronto Soccorso con l’obiettivo prioritario di separare i percorsi e creare aree di permanenza dei pazienti in attesa di diagnosi che garantiscano i criteri di separazione e sicurezza. Il tempo di permanenza in attesa di ricovero deve essere ridotto al minimo, anche in considerazione alle esigenze di distanziamento tra i pazienti durante le procedure diagnostico-terapeutiche, al fine di evitare il sovraffollamento e di non provocare rallentamento o ritardi della gestione della fase preospedaliera del soccorso sanitario. Deve essere garantita la separazione dei percorsi rendendola definitiva.

In Pronto Soccorso devono essere previsti ambienti per l’isolamento e il biocontenimento dei pazienti, con sale appositamente dedicate, anche in ambito pediatrico.

Infine, è stato previsto il potenziamento della rete ospedaliera, incrementando i posti letto per acuti, riabilitazione e lungodegenza, fino al raggiungimento dello standard massimo previsto dal D.M. n. 70/2015.
Si vuole così raggiungere lo standard massimo ministeriale, incrementando ulteriormente i posti letto già programmati:
• 474 posti letto di acuzie;
• 123 posti letto di riabilitazione;
• 658 posti letto di lungodegenza
Con un successivo provvedimento di Giunta regionale, sottolinea una nota, si provvederà all’attribuzione dei posti letto per singola struttura (pubblica o privata accreditata), privilegiando una programmazione per Area Vasta.

Semaforo verde al regolamento regionale sulla chirurgia ambulatoriale. La Giunta regionale, sempre ieri ha approvato lo schema di regolamento di definizione dei requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici delle strutture specialistiche eroganti prestazioni chirurgiche e procedure diagnostico-terapeutiche.
Nel provvedimento, atteso da ben 14 anni, sono state individuate:
a) le prestazioni e le procedure diagnostico-terapeutiche a minore invasività erogabili negli studi medici;
b) le prestazioni di chirurgia e le procedure diagnostiche e terapeutiche a media invasività, di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente erogabili negli studi medici;
c) le prestazioni di chirurgia e le procedure diagnostiche e terapeutiche a maggiore complessità di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente erogabili nelle strutture per prestazioni di specialistica ambulatoriale chirurgica;
d) le prestazioni e le procedure diagnostico-terapeutiche a minore invasività erogabili negli ambulatori che svolgono attività specialistica ambulatoriale medica;
e) i requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici richiesti ai fini del rilascio del nulla osta o dell’autorizzazione all’esercizio in funzione della tipologia di struttura.
Il provvedimento approvato è stato predisposto dall’Ares e vagliato dal Dipartimento “Promozione della Salute”, che ha provveduto a modificarlo ed integrarlo, dopo aver acquisito il parere e la condivisione da parte delle Società Scientifiche interessate al provvedimento.
“Si tratta – spiega il presidente  Emiliano – di un provvedimento che consentirà finalmente alle strutture pubbliche e private di erogare in sicurezza prestazioni di chirurgia ambulatoriale e procedure diagnostiche – terapeutiche, garantendo la più ampia risposta alla domanda di salute dei cittadini pugliesi”.

10 luglio 2020
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Puglia, 35 mln per operatori impegnati in emergenza Covid

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Gli operatori sanitari coinvolti nell’emergenza Covid che hanno prestato servizio tra il 15 marzo e il 15 maggio hanno diritto a un bonus premio, calcolato sui giorni di presenza. Il riconoscimento è garantito da un accordo fra Regione Puglia e sindacati. A disposizione, 29 milioni di euro dei decreti Cura Italia e Rilancio e 6 milioni di euro di risorse regionali.

Regione Puglia, bonus premio per gli operatori sanitari Covid-19

Abbiamo siglato un accordo con i sindacati per riconoscere un premio agli operatori sanitari impegnati nelle corsie degli ospedali. È l’annuncio affidato ai social di Domenico De Santis, consigliere del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che la notte tra il 27 e il 28 maggio ha portato a termine la trattativa con il direttore del dipartimento Politiche della salute, Vito Montanaro e Cgil, Cisl, Uil.

Anche la Regione Puglia – così come fatto ad esempio anche da Emilia-RomagnaLombardiaLazio e Veneto – ha deciso di riconoscere un bonus premio per infermieri, medici, oss e altri operatori sanitari che hanno prestato servizio per il Covid-19.

Saranno complessivamente distribuiti 35 milioni di euro: 29 milioni sono stati stanziati dal governo centrale mentre altri sei milioni saranno messi a disposizione dalla Regione.

Le fasce di retribuzione aggiuntiva sono quattro e riguarderanno 30mila operatori della sanità impegnati nella lotta al coronavirus per due mensilità. Il calcolo del contributo si baserà sulle giornate effettive trascorse a lavoro nei reparti covid.

A medici, infermieri e altri operatori viene riconosciuta una retribuzione aggiuntiva di 63 euro per giornata lavorata, per un massimo di 1.260 euro lordi al mese e per due mensilità nella prima fascia. Nella seconda fascia, la retribuzione massima per le due mensilità è di 1.480 euro lordi, per la terza fascia 800 euro lordi e per l’ultima fascia si tratta di 400 euro lordi.

Infermiere

In Puglia telemonitoraggio garantito per i pazienti oncologici

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Si userà la piattaforma #Accasa, già attiva per il monitoraggio delle persone in quarantena, che diventa ora un ponte tra malati oncologici e gli specialisti grazie alla Rete Oncologica e alla Rete Ematologica regionale. I pazienti oncologici e oncoematologici che presentano i sintomi da coronavirus possono infatti registrarsi alla piattaforma ed essere così presi in carico da un medico specialista del proprio centro di riferimento.

13 MAG – “Il COVID ci ha costretto a un isolamento cui non eravamo abituati e a sospensioni di vario tipo, tra cui quella del prendersi cura del proprio stato di salute compromesso da patologie precedenti. Ma le malattie, si sa, non obbediscono ai decreti governativi e non vanno in sospensione per disposizione di legge”. Ed è così che l’Aress Puglia annuncia che a Rete Oncologica e la Rete Ematologica pugliesi si sono rese disponibili a effettuare il telemonitoraggio dei propri pazienti tramite la piattaforma tecnologica #Accasa della Regione Puglia.

Una modalità per “ripristinare il contatto assistenziale con il proprio medico di riferimento per le problematiche COVID ma non solo”, spiega l’Aress in un post su facebook.

Dunque, i pazienti oncologici oppure oncoematologici con i classici sintomi da coronavirus possono registrarti sulla piattaforma regionale nella sezione dedicata alle malattie oncologiche con telefonino, tablet o PC. Un medico specialista del proprio centro di riferimento prenderà in carico il paziente anche con teleconsulto e televisita.

13 maggio 2020
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Lopalco: “In Puglia meno tamponi perché perché casi e catene di contagio non sono paragonabili con altre realtà come il Veneto”

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l responsabile del coordinamento epidemiologico della Regione Puglia fa il punto sull’uso dei tamponi nella Regione. “Nella fase 1 la strategia è stata identica a quella di regioni come il Veneto che sono prese ad esempio come standard ottimo di controllo dell’epidemia, anche se il numero di tamponi eseguiti in Puglia è inferiore perché i casi e le catene di contagio non sono paragonabili”. Nella Fase 2 “il tampone non verrà negato a nessun pugliese che ritornerà al lavoro nelle prossime settimane e presenterà uno specifico profilo di rischio.

07 MAG – “Le nostre strategie sono basate su stringenti ragionamenti scientifici e discussi con i migliori esperti nazionali ed internazionali. La salute degli operatori sanitari e di tutti i lavoratori è il nostro primario obiettivo”. Lo ha detto Pier Luigi Lopalco, responsabile del coordinamento epidemiologico della Regione Puglia, illustrando in una nota il programma che la Regione intende mettere in atto con i tamponi nel corso della nuova Fase 2 di gestione dell’epidemia di coronavirus.

“In Puglia, per tutta la durata della prima fase, le strategie di contact tracing ed un uso strategico delle attività della rete diagnostica regionale ha permesso di gestire l’epidemia con risultati eccellenti. La strategia di utilizzo dei tamponi in Puglia è stata identica a quella di regioni come il Veneto che sono prese ad esempio come standard ottimo di controllo dell’epidemia. Ovviamente il numero assoluto di tamponi eseguiti Puglia risultano inferiori a quelli del Veneto perché il numero di casi e di catene di contagio delle due regioni non è paragonabile”, ha spiegato.

In questa seconda fase, anzi, ha spiegato il responsabile del coordinamento epidemiologico della Regione Puglia, “quando sia molti operatori sanitari che tanti lavoratori stanno rientrando al lavoro, è stata messa a punto una nuova strategia in cui i rischi specifici delle singole attività produttive, incluse le attività sanitarie, saranno valutati insieme al livello di circolazione del virus sul territorio e quindi saranno messe a punto strategie specifiche per scovare eventuali catene di contagio nascoste fra asintomatici in una fase molto iniziale”.

“Il tampone – ha precisato Lopalco – non verrà negato dunque a nessun pugliese che ritornerà al lavoro nelle prossime settimane e presenterà uno specifico profilo di rischio. Le nostre strategie sono basate su stringenti ragionamenti scientifici e discussi con i migliori esperti nazionali ed internazionali. La salute degli operatori sanitari e di tutti i lavoratori è il nostro primario obiettivo”.

07 maggio 2020
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Coronavirus. Puglia, partono le Usca. Montanaro: “Una svolta nell’approccio alla cura della malattia”

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Dal presidente Michele Emiliano è arrivato un grazie ai medici di medicina generale “che collaboreranno con noi andando, con le dovute protezioni, nelle case dei malati per curarli e dare assistenza”. Per ogni USCA saranno 5 i medici, che si alterneranno in due turni giornalieri. Ciascuna USCA potrà fare almeno 8 visite domiciliari al giorno. Le USCA attivate in tutta la Regione saranno 80, con un fabbisogno totale di circa 9.600 kit di DPI, per garantire l’attività per almeno 15 giorni.

16 APR – Con la fornitura dei dispositivi di protezione individuali da parte delle Asl possono partire, in Puglia, dal 24 aprile le USCA, le Unità speciali di continuità assistenziale, team composti da medici che andranno a domicilio dei pazienti malati di Covid-19 per fornire cure e assistenza. Ad annunciarlo una nota della Regione.

Il direttore del dipartimento Politiche della Salute, Vito Montanaro, ha inviato oggi alle Asl pugliesi una lettera con l’indicazione delle quantità di kit da distribuire. Un kit minimo sarà composto da una mascherina FFP2, un camice/grembiule monouso, occhiali o maschera, guanti monouso e una mascherina chirurgica per il paziente.

“Ringrazio i medici di medicina generale – afferma nella nota il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – che collaboreranno con noi andando, con le dovute protezioni, nelle case dei malati per curarli e dare assistenza”.

Per Montanaro “si tratta di una svolta nell’approccio alla cura della malattia, permettendo il monitoraggio domiciliare dei malati di Covid-19 e del controllo dei loro eventuali conviventi, limitando così le ospedalizzazioni e lo faremo grazie all’aiuto dei medici di medicina generale che si renderanno disponibili, muniti dei dispositivi di sicurezza necessari, seguendo le linee guida cliniche predisposte dagli specialisti del Policlinico di Bari.

I kit previsti – indicati secondo la popolazione dei territori – inizialmente saranno 860 per la Asl BT, 2960 per la Asl Ba, 950 per la Asl Br, 1.450 per la Asl Fg, 1.980 per la Asl Le e 1.380 per la Asl Ta. La distribuzione dei kit di DPI sarà a cura delle farmacie territoriali delle Asl.

Con l’inizio della distribuzione dei kit di DPI ai medici, le USCA potranno partire come deciso nella riunione del CPR – Comitato permanente regionale di Medicina Generale dello scorso 8 aprile. Del Comitato permanente fanno parte, oltre ai rappresentanti regionali, tutti i sindacati dei medici di medicina generale. In quella sede – con proposta regionale – sono stati sanciti i compiti della aziende sanitarie, che devono fornire ai medici spogliatoi, ambienti per la vestizione, uffici, sanificazione, mezzi, attrezzature, formazione oltre ai DPI che da adesso sono disponibili.

16 aprile 2020
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Coronavirus. La Puglia si prepara a uno scenario da 3.500 contagiati. “Ma nulla indica che si verificherà”, precisa Emiliano

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Al lavoro per il rafforzamento degli ospedali Covid: I posti in terapia intensiva passeranno da 173 a 344, quelli di pneumologia da 186 a 654 e quelli in malattia infettiva da 352 a 709. La casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo e l’Ospedale di S. Caterina Novella di Galatina entrano nella rete degli ospedali Covid, che salgono a quota 11. Assunti nel Ssr 750 operatori sanitari in più per fronteggiare l’emergenza. LE SLIDE

01 APR – La regione Puglia si prepara al peggio in atto di Covid e ridisegna la rete ospedaliera in vistasi uno scenario da 3.500 contagiati. Scenario che “ci auguriamo non si verifichi mai e che non è annunciato da un segnale premonitore ma che comunque pensiamo di dovere rappresentare per evitare di essere presi in contropiede”, ha detto il presidente della Regione, Michele Emiliano, presentando il nuovo piano in video conenrenza.

“Nella fase 1 – ha detto Emiliano – eravamo partiti manifestando la nostra volontà di arrivare a completare e attivare 173 posti di terapia intensiva. Ci siamo riusciti, eravamo partiti da 54. Di questi 173 posti, in questo momento sono occupai 121, anche da pazienti provenienti dalla Lombardia”. I posti di pneumologia sono passati da 64 a 186, di cui 154 occupati; quelli in malattia infettiva sono saliti da 145 a 352, di cui 294 ora occupati. L’obiettivo per il nuovo scenario è quello di raggiungere quota 344 posti di terapia intensiva, per 654 posti letto per la pneumologia; i posti in malattia infettiva arriverebbero a 709.

Altra novità è l’inserimento ufficiale nella rete covid dell’ospedale Casa sollievo della sofferenza e dell’ospedale Santa Caterina novella di Galatina. Gli ospedali Covid in Puglia salgono così a quota 11.

01 aprile 2020
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spacer Le slide

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“Sì ai presidi di continuità assistenziale nei Pronto soccorso”. La Consulta dà ragione alla Puglia e boccia il ricorso del Governo

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La Corte costituzionale giudica legittima la legge regionale con cui si stabilisce la collocazione di una sede del servizio di continuità assistenziale presso gli ospedali dotati di pronto soccorso. La norma “non invade la competenza legislativa dello Stato”. LA SENTENZA

13 MAR – “La legge reg. Puglia n. 66 del 2018, nel prevedere la possibilità di collocare sedi di continuità assistenziale presso i presidi ospedalieri dotati di pronto soccorso, al fine di gestire le richieste caratterizzate da bassa criticità, non invade la competenza legislativa dello Stato. Pertanto, la questione di legittimità costituzionale, promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso indicato in epigrafe, deve essere dichiarata non fondata”. È quanto scrive la Corte costituzionale in una sentenza con cui ha respinto il ricorso del Governo.

Secondo i giudici “la norma in questione non invade ambiti costituzionalmente riservati allo Stato (ex plurimis, sentenze n. 256 del 2012; n. 94, n. 43 e n. 8 del 2011; n. 308 del 2009), limitandosi ad impegnare l’amministrazione regionale a promuovere, nel rispetto della disciplina statale e delle norme della contrattazione collettiva, le azioni necessarie per il conseguimento di un apprezzabile obiettivo organizzativo”.

13 marzo 2020
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G.U. n° XX del XX/XX/2017 - Scadenza XX/XX/2017

Regione Puglia EMERGENZA CORONAVIRUS: IN PUGLIA PARTE IL PIANO STRAORDINARIO DI ASSUNZIONI NEGLI OSPEDALI PUGLIESI.

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EMERGENZA CORONAVIRUS: IN PUGLIA PARTE IL PIANO STRAORDINARIO DI
ASSUNZIONI NEGLI OSPEDALI PUGLIESI.
EMILIANO: “ARRIVANO I RINFORZI NEI NOSTRI OSPEDALI DI MEDICI, INFERMIERI E OSS”
“Arrivano i rinforzi nei reparti e nelle corsie dei nostri ospedali. È partito in tutta la Puglia il piano
straordinario di assunzioni di medici, infermieri e operatori sanitari per fronteggiare l’emergenza Covid
19. I primi contratti sono già stati firmati, si procede ovunque con celerità, lavoriamo per potenziare lo
straordinario esercito di donne e di uomini che si stanno prendendo cura della salute dei pugliesi”: lo
comunica il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Tutte le aziende hanno in corso la firma
dei contratti.
“I dati che comunichiamo oggi sono in continuo aggiornamento e vanno letti su scala regionale, nel senso
che il personale sarà dislocato dove più serve secondo la strategia di contrasto al Covid19 definita dalla
task force. Siamo solo all’inizio. Come è noto abbiamo formalizzato al Governo la richiesta di poter
sbloccare assunzioni di medici, infermieri e OSS per 2539 unità. Nel frattempo ci siamo comunque portati
avanti con il lavoro. Esattamente come abbiamo fatto con le forniture dei dispositivi di protezione
individuale per garantire a chi si trova in prima linea negli ospedali di lavorare in sicurezza e senza
rischi”.
È partita oggi infatti la distribuzione a tutte le aziende sanitarie della Regione della prima tranche – 20mila
pezzi – della fornitura di 500mila dispositivi di protezione individuale (DPI) necessari per far fronte alle
esigenze del sistema sanitario regionale, tutelare gli operatori dall’esposizione a rischio biologico
(operatori di 118 e Pronto Soccorso, personale dei reparti di Malattie Infettive, Anestesia e Rianimazione,
Pneumologia e Medicina interna). A questo ordine si aggiunferanno le forniture della Protezione civile
acquistate attraverso il sistema Consip.
Il coordinamento della fase successiva al reclutamento è affidato al Direttore del Dipartimento Salute,
Vito Montanaro, che sulla base delle esigenze connesse al programma di attivazione del Piano CoVid19,
nonché sulla base delle esigenze straordinarie di ciascuna azienda potrà “dirottare” l’applicazione delle
diverse figure professionali verso le aziende con maggiori esigenze.
DI SEGUITO I DATI AGGIORNATI SULLE ASSUNZIONI IN CORSO NELLA REGIONE PUGLIA
ASL BT
Sono partite ieri le procedure concorsuali per l’assunzione di 14 dirigenti medici di anestesia e
rianimazione. Nei giorni scorsi la Asl ha già assunto 72 infermieri che andranno a rafforzare i servizi
territoriali e ospedalieri: 27 sono destinati al servizio 118, 24 andranno in supporto nelle tende pre-triage
del carcere di Trani e dei presidi ospedalieri mentre gli altri sono riservati agli altri servizi. A questi dati si
aggiungono quelli relativi alle procedure per l’assunzione di 25 dirigenti medici di Pronto Soccorso, di cui
9 a tempo indeterminato e 16 a tempo determinato. Sono attive anche le procedure per l’assunzione di
igienisti. Sono stati già assunti anche 18 operatori socio sanitari.
ASL BARI
L’Asl di Bari sta procedendo all’assunzione di: 70 infermieri, 47 rianimatori, 10 pneumologi, 31 biologi, 6
infettivologi, 25 medici di Pronto soccorso, 16 specialisti di Medicina Interna e 16 specialisti di chirurgia
generale.
Oggi sono state avviate le procedure per l’assunzione di 70 infermieri e sono in corso di reclutamento da
parte dell’Area gestione risorse umane altre 40 unità, con l’obiettivo di arrivare all’organico completo.
Sono stati contattati per l’assunzione inoltre 47 specialisti di Anestesia e Rianimazione con procedura
rapida e con contratto a tempo determinato per supportare il lavoro delle Terapie intensive. Qualora il
numero di specialisti non dovesse essere sufficiente per far fronte al fabbisogno delle strutture sanitarie,
saranno reclutati anche gli specializzandi del quarto e quinto anno. A questi professionisti si
aggiungeranno poi 10 nuovi specialisti di Pneumologia e 6 infettivologi, figure necessarie per garantire la
migliore attività assistenziale.
Per rinforzare gli organici dei Pronto soccorso, la ASL sta contattando altre 25 unità di medici, 16
specialisti di Chirurgia generale e 16 medici di Medicina Interna. Sono intanto già operativi i 31 nuovi
biologi assunti con contratto a tempo indeterminato nei giorni scorsi per potenziare la rete dei laboratori
di Patologia clinica, i servizi Immuno-trasfusionali (SIT) e gli screening della ASL Bari.
Le assunzioni verranno effettuate con le modalità più rapide.
POLICLINICO DI BARI
Sono 37 i professionisti che da oggi prenderanno servizio in corsia al Policlinico di Bari. I nuovi assunti
chiamati a fronteggiare l’emergenza Covid-19 copriranno le esigenze dei reparti di Anestesia e
Rianimazione, Malattie infettive, Pneumologia e Medicina d’Urgenza.
A firmare il contratto sono stati 6 infermieri e 31 medici (17 per Anestesia e Rianimazione, 5 per
Pneumologia, 4 per Malattie infettive, 5 per Medicina d’urgenza).
ASL TARANTO
Alla Asl di Taranto sono stati assunti per l’emergenza coronavirus 7 operatori sanitari per l’ospedale
Moscati, e altri 3 per gli ospedale SS. Annunziata, Castellaneta e Manduria. In arrivo anche 8 infermieri
che dal 16 marzo prenderanno servizio al SS. Annunziata e al Moscati.
Per coprire tutti gli altri posti sono state inviate più di 500 inviti sia agli infermieri che agli operatori
sanitari (complessivamente più di 1.000 inviti). Si conta dal 17 marzo di soddisfare tutte le richieste di
operatori sanitari e infermieri arrivate dalle strutture.
Le altre assunzioni in corso riguardano: 1 tecnico di radiologia, 1 cardiologo e 1 anestesista per
Castellaneta, 1 pneumologo per il Moscati. Domani andranno in servizio due medici militari per la
pediatria e due ginecologi per il SS. Annunziata. 1 tecnico di radiologia sarà in servizio da aprile.
ASL BRINDISI
La Asl di Brindisi sta procedendo all’assunzione di medici e infermieri e si trova già in fase di chiamata
dalle graduatorie in essere. In particolare sono stati già assunti 25 infermieri (150 telegrammi di invito
alla volta per avere circa 10 disponibilità alla volta, che sono assunti subito). Dieci medici di medicina
generale sono stati già convocati ieri. Infine dall’ultima graduatoria sono stati convocati 20 cardiologi.
ASL LECCE
Sono in corso gli avvisi per il reclutamento di dirigenti medici per numerose discipline: 1 unità per
anestesia e rianimazione, un’altra convocata per sottoscrizione contratto. 3 unità per chirurgia generale, 2
unità per medicina generale, una unità per cardiologia. È in corso un avviso per il reclutamento di medici
per malattie dell’apparato respiratorio. Sono stati già assunti a tempo determinato 8 medici di chirurgia
d’urgenza e accettazione e 2 a tempo determinato per mobilità. 30 sono gli infermieri assunti nei giorni
scorsi e 40 sono in fase di reclutamento. In via di reclutamento anche 25 unità di OSS per le esigenze di
Malattie Infettive e Pronto soccorso.
ASL FOGGIA
Sono stati assunti 8 assistenti sanitari da dedicare alle attività di sorveglianza attiva delle persone che si
trovano in isolamento nelle proprie abitazioni.
Debitamente formato, tale personale ha anche il compito di dare informazioni certe e chiare sul Covid-19.
Sono stati appena assunti 30 infermieri da graduatoria di avviso pubblico, attualmente esaurita. Si stima
un ulteriore fabbisogno di 35 unità.
POLICLINICO RIUNITI FOGGIA
Il Policlinico Riuniti di Foggia ha assunto per emergenza Covid-19: 85 infermieri già operativi e altri 20
che saranno in servizio da lunedì 16 marzo; 6 medici del reparto Malattie respiratorie e 2 Malattie
Infettive; 2 tecnici laboratorio e 2 biologi (per microbiologia esecuzione test Covid-19); 4 ostetriche; 30
Oss a tempo determinato per due mesi che si aggiungono ai 226 Oss che saranno assunti con urgenza
dalla graduatoria approvata oggi.
LA RICHIESTA DI ASSUNZIONE FATTA DALLA REGIONE PUGLIA AL GOVERNO
La Regione Puglia è in attesa del via libera del Governo per assumere altre 2539 unità, di cui:
678 medici;
1191 infermieri;
599 OSS;
60 tecnici e assistenti.
In allegato le foto della sottoscrizione dei contratti oggi al Policlinico