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Puglia: Emiliano prepara una campagna di comunicazione sugli screening anti-tumore

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“La prevenzione è un’arma fondamentale contro i tumori e per questo la Regione Puglia sta lavorando su imponenti campagne di comunicazione, rivolte ai cittadini, sulla efficacia e sulla necessità degli screening”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, presentando il convegno sulle terapie innovative nei melanomi e nei tumori cutanei che riunirà a Taranto oltre 100 specialisti. Per Emiliano “prevenire significa evitare interventi chirurgici pesanti, significa assumere un corretto stile di vita e preservare, soprattutto nel momento in cui diventiamo anziani, una capacità funzionale importante”. Per questo il governatore puglise invita “tutti i cittadini a partecipare all’Open day gratuito di sabato 30 novembre che si svolgerà al SS. Annunziata. I melanomi e i tumori cutanei si possono prevenire con una semplice visita e mappatura dei nei, si tratta di un piccolo gesto di attenzione e consapevolezza che davvero può tutelare la salute e la vita”.

L’obiettivo del convegno è proprio quello di offrire un aggiornamento sulle novità terapeutiche nella cura delle neoplasie cutanee e creare un network di collaborazione tra medici con differenti ruoli, tra chi gestisce la quotidianità dei pazienti e chi è chiamato a dare un input super specialistico. Nel corso dell’incontro verranno approfondite le fasi iniziali legate alla diagnosi precoce dei tumori cutanei e le modalità terapeutiche atte a raggiungere obiettivi sfidanti come evitare amputazioni o demolizioni di parti importanti del volto mediante trattamenti integrati locoregionali come la perfusione ipertermica antiblastica in circolazione extracorporea e l’elettro chemioterapia. Verranno presentati i risultati delle cure del melanoma avanzato con terapie target e immunoterapia, che hanno permesso di accantonare l’ormai obsoleta chemioterapia. Inoltre, verrà condotto un corso di dermoscopia per immagini ai partecipanti.

“Con questo convegno patrocinato dal ministero della Salute e dalla Regione Puglia – ha sottolineato Alessandro Testori, responsabile scientifico del summit – prosegue il progetto di coordinamento tra gli aspetti diagnostici e quelli terapeutici nella cura dei tumori della pelle, rafforzando la collaborazione tra medici di famiglia, specialisti ospedalieri e dermatologi presenti sul territorio. Un percorso iniziato lo scorso anno con l’ospedale di Francavilla e che con la giornata del 29 si propone di coinvolgere anche l’Ospedale di Taranto. La Regione Puglia – spiega Testori – ha recentemente acquisito 8 strumenti per le mappature dei nei che sono stati distribuiti nel territorio tarantino allo scopo di mettere a disposizione dei medici dermatologi e della cittadinanza uno strumento estremamente utile nella diagnostica dei tumori cutanei. Un’efficace interazione tra medico del territorio e specialista è un anello fondamentale nella catena di processi che legano la prevenzione oncologica dermatologica al miglioramento dei dati di sopravvivenza per i pazienti”.

In occasione della campagna di prevenzione dei tumori cutanei – il direttore generale e il direttore sanitario della Asl di Taranto, d’intesa con gli organi regionali e in sinergia con Apulian Lifestyle, un progetto della Regione Puglia tra Sanità e Salute, legato al benessere e agli stili di vita – hanno autorizzato un Open Day in collaborazione con i dirigenti medici della struttura di Dermatologia dell’Ospedale SS. Annunziata: dalle 9.00 alle 13.00 di sabato 30 novembre verranno effettuate 40 visite gratuitepresso l’ambulatorio sito al primo piano del padiglione Vinci. I cittadini che non rientreranno nelle 40 prenotazioni saranno richiamati per una successiva data di visita.

Le neoplasie cutanee sono i tumori maligni che vengono diagnosticati più frequentemente nella popolazione bianca con un’incidenza di circa 1.4 milioni di nuovi casi all’anno. Durante la propria vita un individuo su 2 con pelle chiara nato nel 2004 svilupperà un tumore cutaneo, infatti più della metà di tutte le neoplasie diagnosticate nella popolazione bianca sono tumori cutanei.

I tumori cutanei più frequenti sono i carcinomi/epiteliomi basocellulare e spinocellulare (Bcc e Scc)e rappresentano il 96% dei tumori cutanei non melanoma. Questi tumori sono di derivazione epiteliale. Il rapporto tra Bcc e Scc è di 4:1 e l’incidenza annuale di Bcc e di Scc solo negli Stati Uniti supera il milione di casi. I pazienti affetti da tumori cutanei non melanoma hanno una prognosi eccellente (il 90%- 99 % è curabile con un appropriato trattamento) e meno dell’1 % va incontro ad una forma tumorale avanzata ed a morte. Almeno un individuo su due di razza bianca viene colpito da queste neoplasie nell’arco della vita.Il melanoma rappresenta invece il 4% di tutte le diagnosi di tumore cutaneo ma è responsabile del 75% delle morti dovute a tumore della pelle, con circa il 20% di decessi legati ai pazienti che ne vengono colpiti. Circa 12-13mila casi di melanoma vengono diagnosticati in Italia ogni anno, con una lieve prevalenza di individui di sesso maschile. Questo è il risultato di un aumento di incidenza di nuovi casi di melanoma del 4% per anno.

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Puglia. Bilancio di previsione, 9 mln di euro in più per la sanità

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Tra i primi articoli approvati al disegno di legge relativo all’assestamento e variazioni al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2019 e pluriennale 2019-2020 anche l’incremento sino alla concorrenza di 1 milione di euro della dotazione finanziaria destinata all’assistenza domiciliare ai malati oncologici e lo stanziamento di 4 milioni di euro in più per finanziare le borse di formazione medica specialistica.

27 NOV – Il Consiglio regionale della Regione Puglia ha approvato ieri i primi articoli del disegno di legge relativo all’assestamento e variazioni al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2019 e pluriennale 2019-2020.

Tra le principali misure adottate di interesse sanitario, lo stanziamento di 9 milioni di euro quali risorse aggiuntive a favore del S.S.R.. destinate ad investimenti sostenuti dalle Asl.

Su proposta dell’assessore al bilancio Raffaele Piemontese, è stato incrementato sino alla concorrenza di 1 milione di euro la dotazione finanziaria destinata ad assicurare la continuità assistenziale domiciliare a favore dei malati oncologici che presentava inizialmente uno stanziamento di 200.000 euro. “L’incremento, votato anche dai consiglieri delle opposizioni, ha assorbito la disponibilità delle somme destinate a coprire le spese impreviste. Contestualmente la maggioranza ha deciso di rinunciare a tutti gli emendamenti di spesa presentati”, spiega l’ufficio stampa del Consiglio in una nota.

E’ stato incrementato di 4 milioni di euro il finanziamento dei contratti per la formazione medica specialistica, al fine di aumentare le possibilità di accesso ai medici alle Scuole di specializzazione di area sanitaria delle Università pugliesi, “per rispondere più efficacemente al fabbisogno regionale di medici specialisti”. L’incremento avverrà anche per i prossimi due esercizi finanziari.

27 novembre 2019
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La Regione Puglia eccellenza europea per le politiche e gli interventi per l’invecchiamento

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La Puglia ha conquistato il massimo punteggio per i Reference Sites della Partnership di Innovazione Europea sull’Invecchiamento Attivo e Sano. Farà parte di un ristretto gruppo di 77 organizzazioni regionali e locali che hanno dimostrato il possesso di strategie integrate per promuovere l’innovazione e cogliere la sfida di erogare servizi di protezione e cura ai cittadini che invecchiano.

26 SET – La Puglia è stata insignita con quattro stelle su quattro a seguito del bando 2019 per i Reference Sites della Partnership di Innovazione Europea sull’Invecchiamento Attivo e Sano (EIP on AHA). La cerimonia di premiazione si è tenuta ad Aarhus, in Danimarca, mercoledì 25 settembre all’interno del Forum Europeo dell’Ambient and Assisted Living. A ritirare il riconoscimento c’erano Giovanni Gorgoni, Direttore Generale di AReSS Puglia, e Marco Di Ciano di Innovapuglia.

La Regione Puglia, spiega l’Aress Puglia in una nota, farà parte di un ristretto gruppo di 77 organizzazioni regionali e locali – i Reference Sites appunto – che hanno dimostrato il possesso di strategie integrate per promuovere l’innovazione e cogliere la sfida di erogare servizi di protezione e cura ai cittadini che invecchiano.

“I Reference Sites – evidenzia l’Aress – riescono a mettere insieme con successo un’ampia quantità di portatori di interesse secondo il modello europeo della Quadrupla Elica, che include rappresentanti dell’industria, della società civile, del mondo universitario e delle autorità di governo regionale e locale. Sono queste collaborazioni a guidare un cambiamento strutturale che va oltre il limitato raggio di azione che una singola organizzazione può permettersi, contribuendo a creare l’ambiente adatto per altre Regioni d’Europa per l’acquisizione, il trasferimento e l’adattamento alle loro realtà locali delle conoscenze sviluppate dai Reference Sites in ottica di sviluppo regionale, sociale ed economico di lungo termine”.

Le azioni di innovazione sono ricomprese in cinque aree: aderenza alle prescrizioni mediche; prevenzione delle cadute; promozione della salute della terza età e prevenzione delle malattie da invecchiamento; servizi di cura integrati; soluzioni di vita indipendente; ambienti di vita a misura di anziano.

“Questo importante traguardo – sottolinea ancora la nota dell’Aress – si allinea con gli obiettivi strategici  della European Innovation Partnership on Active and Healthy Ageing (EIP on AHA) e con i nuovi rilevanti obiettivi inclusi nel percorso europeo di trasformazione del settore “Health and Care” secondo la visione di un unico mercato digitale (Transformation of Health and Care in the Digital Single Market)”.

Il percorso di valutazione dei Reference Sites è passato attraverso  una prima fase di “valutazione tra pari” e una seconda a cura di una commissione di esperti. Tra i 77 nuovi RS in 24 raggiungono la piena valutazione delle quattro stelle e, in Italia, solo tre: Regione Puglia, Regione Lombardia e Università Federico II di Napoli (Campania). Seguono – sempre in Italia – altre 13 organizzazioni con rating differenziati dall’iniziale candidato senza stelle allo status con tre stelle: Regione Toscana; Clinica Oculistica del Policlinico San Martino di Genova; Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio; Dipartimento della Salute della Provincia Autonoma di Trento; Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia; AULSS 3 Serenissima del Veneto; la Municipalità di Roma; Agenzia Regionale Sanità e Sociale dell’Emilia Romagna; Regione Liguria; Regione Marche; Regione Piemonte con IRES; Dipartimento Salute della Regione Sicilia.

In Puglia la strategia di Reference Site è frutto del governo coordinato di due dipartimenti regionali – Dipto Sviluppo e Dipto Salute – e di due agenzie regionali – AreSS Puglia e Innovapuglia – oltre a servirsi nelle molteplici iniziative della cooperazione del mondo universitario, dell’industria e della società civile.

“È un risultato cercato con metodo e con investimenti mirati – commenta Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia e Assessore alla Salute – che conferma la bontà e l’efficacia della strategia di sistema messa in piedi dalla Regione anche sul tema attualissimo e comune a tutti i paesi sviluppati del progressivo invecchiamento della popolazione; nel passato triennio sono stati investiti nel settore 50 milioni e nel nuovo il budget sale a 60, suscettibili però di ulteriori integrazioni sulla scorta di idee ed energie nuove.  Soprattutto, è un risultato in linea con il nostro programma di governo che trova nella “lunga vita felice” la sintesi verbale delle politiche regionali non solo sulla salute e sul sociale ma anche su sviluppo economico, qualità della vita, occupazione, turismo, agricoltura e così via. Ed è anche la prova, riconosciuta da soggetti terzi, che anche “da Sud” si può promuovere innovazione al passo con le migliori Regioni d’Europa”.

“Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio – afferma Vito Montanaro, Direttore del Dipartimento Salute – e premia l’impegno della Regione su una tematica di massima rilevanza per il benessere di una popolazione che invecchia sempre di più. Il nostro obiettivo è che questo processo sia accompagnato da azioni concrete per promuovere un benessere diffuso delle persone, chiamando a raccolta in maniera sinergica tutti gli operatori e tutte le politiche in una logica intersettoriale. Ma soprattutto puntiamo a contrastare le diseguaglianze, attraverso una strategia inclusiva che sia in grado di offrire a ciascuno una risposta appropriata ed efficace ai propri bisogni di salute”.

Per Domenico Laforgia, Direttore del Dipartimento Sviluppo Economico, “ Il nostro impegno per migliorare la qualità della vita e la salute dei nostri concittadini è la strategia vincente che la nostra regione ha collocato in alta priorità ottenendo il risultato di far progredire il nostro sviluppo economico tirati da questa visione”.

Per Alessandro Di Bello, Direttore Generale di Innovapuglia “Il lavoro svolto in questi anni a supporto della Regione Puglia e del sistema dell’innovazione regionale contribuisce allo sviluppo a all’acquisizione di soluzioni che favoriscano sempre di più l’integrazione tra e-health & e-care. La prospettiva della nuova partnership europea all’interno dalla quale il Reference Site sarà operativo può certamente contribuire all’implementazione dello European Health Data Space tra i commitment della nuova Commissaria Europea nella promozione del public e-heath e con importanti implicazioni per il mercato IT nel prossimo futuro”.

“La Puglia veniva già da una lusinghiera esperienza di Reference Site nel passato triennio con un rating di due stelle – dice Giovanni Gorgoni, Direttore Generale di AReSS Puglia – e la nuova candidatura curata dall’Agenzia in collaborazione con Innovapuglia poneva requisiti nuovi e più sfidanti. Aver raddoppiato la valutazione, aldilà della soddisfazione di essere tra i pochi in Europa, è l’indicatore di un percorso di miglioramento che per noi è già un valore in sé indipendentemente poi dalle classifiche. L’altro valore apprezzabile da questo riconoscimento è quello della partecipazione: sperimentiamo da tempo e sempre con più convinzione la cooperazione con università, industria e cittadini con lo scopo di ottenere soluzioni di valore pratiche e non solo teoriche e i progetti conclusi, in corso e in partenza testimoniano un trend di sistema in ascesa e ben lontano dal concludersi”

26 settembre 2019
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Forum Mediterraneo Sanità 2019. Emiliano: “Il Sud sta risalendo la china”

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Il governatore pugliese non nasconde le responsabilità del Mezzogiorno in merito al deterioramento della sanità, ma punta il dito anche contro la “sottocapitalizzazione sia del capitale umano che del capitale finanziario”. Gorgoni: “La disuguaglianza più allarmante tra Nord e Sud non è tanto sul denaro, il vero limite è rispetto al capitale umano. Le disuguaglianze in termini finanziari si possono anche aggiustare, se la politica lo vuole, nel giro di poco tempo. Le differenze invece in capitale umano non le sani in un anno perché per fare un buon infermiere o un buon medico servono degli anni”.

18 SET – E’ partita oggi nel centro congressi della Fiera del Levante la terza edizione del Forum Mediterraneo in Sanità . All’inaugurazione è intervenuto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. “Stiamo cercando di risalire la china nella quale la sanità del Mezzogiorno era caduta non solo per sue responsabilità ma anche per una sottocapitalizzazione sia del capitale umano che del capitale finanziario. Quando la sanità pugliese mi è stata affidata era in condizioni molto gravi. Oggi sta migliorando sensibilmente: questo non significa che stiamo cominciando a giocare in serie A o che stiamo andando alle olimpiadi o ai campionati del mondo. Stiamo faticando moltissimo e stiamo combattendo reparto per reparto”.

Ad aprire i lavori è stato il direttore generale dell’Aress Giovanni Gorgoni. “Abbiamo scelto il tema delle diseguaglianze di salute” ha spiegato. Prima fra tutte quella tra Nord e Sud. In Puglia, è stato ad esempio illustrato, il tasso di dipendenti del sistema sanitario su mille abitanti è di 8,9 mentre in Val d’Aosta è del 17,5: la media italiana è del 10,8. Insomma, se la Puglia avesse lo stesso tasso di dipendenti della Toscana avrebbe 19mila unità in più di personale. “Il più allarmante tra i dati presentati è la disuguaglianza delle regioni del Sud rispetto a quelle del nord non tanto sul denaro, il vero limite è quello delle differenze rispetto al capitale umano. Quelle in termini finanziari si possono anche aggiustare, se la politica lo vuole, nel giro di poco tempo. Le differenze invece in capitale umano non le sani in un anno perché per fare un buon infermiere o un buon medico servono degli anni” è l’analisi di Gorgoni.

Nell’auditorium è stato presentato, alla presenza del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Puglia Anna Cammalleri e del responsabile Promozione Salute della Regione Pasquale Pedote, il Catalogo scuola 2019-2020 per la promozione della salute. Si tratta di un’iniziativa adottata ormai da otto anni e premiata nel 2018 dal Ministero della Salute come buona pratica: a essere coinvolti sono stati finora 70mila alunni delle scuole pugliesi in corsi di formazione su ludopatie, alimentazione, dipendenze, affettività.

Durante il Forum, si è discusso anche dell’importanza delle informazioni per la corretta gestione delle infezioni correlate all’assistenza. “Togheter, tutti insieme”. Così Giorgio Tulli, componente del Comitato Scientifico Forum Risk Management. “Solo mettendo in campo le forze di tutti possiamo arrivare a dei risultati. Il tema delle infezioni è un tema tragico per il nostro Paese che ci fa cadere in una situazione di profondo rosso per la presenza di batteri resistenti alle attuali medicine. Nel 2050 si morirà più di infezioni che di malattie come il cancro o il diabete. I rimedi ci sono  e sono da ritrovare nel monitoraggio dei dati, nella riorganizzazione microbiologica delle regioni, nella semplificazione dei sistemi. I batteri non sono cattivi, li facciamo arrabbiare noi e, per questo, che servono regole, ospedali sicuri e uno stile di vita giusto”. Basti pensare che le morti per infezioni, negli ultimi 13 anni, secondo i dati illustrati al convegno, sono aumentate da 18.668 a 49.301 e che il 5% delle infezioni si contraggono durante il ricovero ospedaliero. Da un punto di vista economico una spesa sociale che si aggira sul miliardo di euro all’anno.

Al Forum Mediterraneo in Sanità 2019 è stato analizzato anche il rapporto tra Scuola, sport e disabilità, da un punto di vista pratico di opportunità per i giovani affetti da disabilità e da un punto di vista politico-sociale attraverso l’Attività Fisica Adattata (Afa), quale strumento di prevenzione e cura e governo dei costi sanitari.  
Nella prima fase dei lavori, l’assessore regionale Raffaele Piemontese ha sintetizzato l’opera della Regione Puglia attraverso tre punti. “Dal 2015 abbiamo quintuplicato le risorse nello sport – ha detto – con iniziative legate allo sport e sanità, alla formazione del bambino fin dalla scuola; secondo, ci siamo occupati della mappatura e riqualificazione degli impianti regionali, che mi piace definire incubatori sociali, pubblici e privati; infine, abbiamo puntato sulla valorizzazione del marketing territoriale legato allo sport che si dimostra un vettore importante per la valorizzazione delle bellezze pugliesi”.

Durante la mattinata, anche gli interventi del presidente del Coni Puglia Angelo Giliberto, del presidente del Comitato Italiano Paralimpico Giuseppe Pinto, due istituzioni che con il Miur hanno condiviso i progetti regionali.

Nella seconda fase, la discussione si è trasferita sui rischi di una scarsa attività fisica che si riflette sui costi sociali e finanziari. L’attività fisica adattata, dunque, si pone l’obiettivo, in accordo con le linee guida europee, di educare e fare prevenzione in favore di una “popolazione speciale” (persone affette da patologie croniche, obesi, persone con disturbi dell’alimentazione etc.) attraverso differenti modalità organizzative e strategie didattiche, famigliari, ambientali. “Dobbiamo creare delle società attive – ha detto Dario Colella, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie dell’Università di Foggia -ambienti di vita attivi e stili di vita attivi oltre che riordinare la sanità. Molte nazioni europee hanno già avviato questi percorsi con grandi risultati. Non a caso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno, lancia una serie di campagne di sensibilizzazione sul tema”.

Nell’incontro ‘Il privato per le reti cliniche integrate e di valore – l’alleanza necessaria contro la sanità diseguale’, si è data una chiave di lettura per capire se è possibile pensare a servizi sanitari omogenei per tutti. “Assolutamente sì – ha detto Giovanni Bissoni del comitato scientifico Forum Risk Management – perchè se vogliamo salvare il servizio sanitario sociale dobbiamo avere un cambio di marcia: siamo alla presentazione del piano liste di attesa e le regioni del Sud devono valutare gli effettivi bisogni assistenziali e la capacità di offerta in modo che si possa puntare su un piano puntuale che non preveda tetti di spesa che bloccano lo sviluppo peggiorando i servizi. Viviamo una fase molto delicata del servizio sanitario nazionale: c’è stata una sottovalutazione delle difficoltà che stiamo affrontando”.

“La cronicità e la multicronicità – ha spiegato Lorenzo Giovanni Mantovani, dell’Università degli Studi di Milano Bicocca – saranno la norma nella nostra popolazione e ciò creerà un enorme peso sul nostro SSN in termini di cura e risorse finanziarie: non è facile pensare ad un livellamento dei servizi sanitari per tutti anche perché gli stili di vita sono molto differenti, credo che il SSN garantisca già una quasi sostanziale uguaglianza per le prestazioni essenziali mentre dobbiamo ripensare le integrazioni delle cure per i soggetti cronici”.

Nell’incontro ‘La gestione ottimale malati cronici. La tecnologia a supporto delle reti cliniche integrate’ è emersa l’esigenza di avviare un modello organizzativo innovativo delle tecnologie utilizzate per la cura dei pazienti cronici. La gestione delle malattie croniche è ottimizzata dall’utilizzo della più avanzata tecnologia con l’ausilio di implementazione di tipo infrastrutturale e un modello organizzativo di software studiati per permettere il collegamento tra tutte le strutture sanitarie e i medici generali e specialisti rendendo così operativi i meccanismi di gestione dei dati che afferiscono alle diverse cronicità dei pazienti. L’obiettivo è mettere comunione i dati dei medici generali con gli specialisti che finora alimentano esclusivamente il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) come una banca dati. Questa è la sfida della sanità 2.0.

“Bisogna puntare a un doppio obiettivo: garantire la continuità delle cure da un lato e la protezione dei dati dall’altro – ha detto Enrico Desideri, presidente della Fondazione Sicurezza in Sanità – nel mio ruolo ho creato una Community per il governo dei dati basata su linee uniformi con cui declinare i principi del regolamento EU nei vari contesti socio-sanitari solo ed esclusivamente per tutelare i pazienti. Ad oggi hanno aderito tra gli altri la ALTEMA dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il dipartimento di ingegneria informatica e gestionale dell’Università Sapienza, la direzione generale vigilanza e sicurezza del Ministero della Salute e l’Osservatorio Innovazione digitale in sanità del Politecnico di Milano”.

18 settembre 2019
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G.U. n° XX del XX/XX/2017 - Scadenza XX/XX/2017

Maxiconcorso infermieri Puglia: in arrivo entro fine anno

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Concorso unico per infermieri in Puglia, in arrivo

Era già stato sperimentato a Foggia il concorso unico per gli operatori socio sanitari che prevedeva una sola graduatoria regionale. Entro fine anno la stessa modalità verrà sperimentata per gli infermieri ed i numeri che si attendono sicuramente saranno importanti. La graduatoria avrà una validità di 3 anni.

A dare la notizia il Presidente della Regione Emiliano spiegando che, a questo risultato, sono arrivati senza tagli in sanità, ma attraverso l’eliminazione degli sprechi, dei buchi dell’organico e grazie ad una migliore organizzazione.

Una boccata di ossigeno per tutti: dal personale infermieristico che potrà contare su nuove assunzioni, alle famiglie pugliesi che spesso si trovano, nel territorio, a dover supplire la mancanza di personale infermieristico.

“Si parte con il concorso unico regionale per 1000 infermieri. Prima la mobilità interregionale

Si terrà in Puglia entro il 31 dicembre del 2019 il concorso unico per infermieri, è una modalità innovativa, sperimentata a Foggia con il concorso unico per gli Operatori Socio Sanitari, che prevede una sola graduatoria regionale”.

Redazione
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Vaccinazione antinfluenzale. In Puglia via libera della Consulta all’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari

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Ma anche digitalizzazione dei professionisti sul territorio per collegare ambulatorie studi medici all’anagrafe regionale.Questi alcuni dei temi al centro dell’incontro organizzato a Bari nell’ambito del più ampio progetto di approfondimento sul territorio “Alleati contro l’influenza” a cui hanno partecipato i massimi rappresentanti della Regione e delle strutture sanitarie coinvolte nella promozione e gestione delle campagne vaccinali

12 LUG – Obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari che frequentano determinati reparti e unificazione dei gestionali di Mmg e Pls con GIAVA (l’anagrafe vaccinale della Puglia) per la trasmissione dei dati di copertura.
Sono due dei principali assett attraverso cui la Regione Puglia intende spingere sull’acceleratore delle coperture vaccinali antinfluenzali soprattutto per over 65, operatori sanitari e categorie a rischio.

La Legge sull’obbligo vaccinale degli operatori (la n.27 del 19 giugno 2018), impugnata dinanzi alla Consulta dal Governo nazionale e da quest’ultima ritenuta legittima il 7 giugno scorso, è ora in attesa del regolamento attuativo e, in Regione ne sono certi, contribuirà sensibilmente ad aumentare le coperture degli operatori ma anche dei cittadini in ragione delle sue ricadute anche comunicazionali e di testimonianza.

Quest’anno inoltre, per la prima volta, la regione ha concluso l’implementazione dei dati dell’anagrafe vaccinale regionale (Giava) “matchando” i flussi provenienti dai gestionali dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. Completezza del dato e strumento importante di analisi, Giava consentirà in tal modo di puntare gli obiettivi sugli ambiti più critici, anche territoriali, ponendo le basi di un’azione di stimolo sempre più capillare.

Ospitato nella Sede di Bari della Regione, l’incontro ha visto alternarsi sul palco i contributi di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, Claudio D’Amario, Dg Prevenzione del Ministero della Salute, Vito Montanaro, Dg Salute della Regione, Antonio Tommasi Resp. Prevenzione regionale, Vito Bavaro, Resp. Tecnologie Dip. Salute regionale, Domenico Martinelli, Associato di Igiene Univ. di Foggia, Michele Conversano, Dir. Dip. Prevenzione Asl Taranto, Cinzia Germinario, Oss. Epidem. Regionale e Rosa Prato, Commissione reg. vaccini.

“E’ noto che, sebbene l’adulto anziano sia più protetto dai virus influenzali, quando si ammala rischia molte più complicanze e problemi. Quest’anno” ha esordito Claudio D’Amario aprendo la mattinata di confronto “abbiamo registrato un aumento dei decessi rispetto all’anno precedente e questo sicuramente può avere collegamenti con l’aumento delle patologie croniche. I dati epidemici ci dicono 63% di casi gravi di sesso maschile, un’età media di 63 anni, l’84% di queste persone presentava condizioni di rischio e oltre l’80% risultava non vaccinato. Per questi motivi” ha aggiunto “stiamo cercando di inserire nel patto della salute alcuni aspetti che riguardano direttamente la prevenzione, una delle gambe portanti del Servizio sanitario nazionale, che però è sempre stata vissuta più come un bel racconto che una realtà fatta di impegni concreti, soprattutto a livello regionale e locale. Chiederemo pertanto che nel Patto per la salute vengano rispettati gli impegni sia per la quota di finanziamento tradizionale sia per alcuni piani vincolati che, pur riguardando la programmazione, hanno una grande valenza in termini di governance delle cronicità poiché non è possibile gestire bene le cronicità senza efficaci politiche di prevenzione”.
Ma non solo, D’Amario ha inoltre fortemente sottolineato un’altra conseguenza a cui poco si pensa e che è in stretta correlazione con una bassa copertura vaccinale antinfluenzale: l’antibiotico resistenza.  “La forma più efficace di prevenzione, insieme a quella che tutti conosciamo come il lavaggio delle mani per esempio, è rappresentata dalla vaccinazione, c’è un obiettivo Lea di copertura, (minimo 75% della popolazione ultra 65enne, ideale 95%) che ancora non è stato raggiunto e che non impatta soltanto sul singolo malato su tutta la sanità pubblica. In termini di complicanze c’è in tal senso un altro aspetto che spesso viene ignorato e cioè che in correlazione al picco influenzale c’è anche un picco importante e inappropriato di assunzione di antibiotici. Una dinamica che deve farci riflettere tutti.

Il focus sulla Regione Puglia è stato quindi aperto da Antonio Tommasi che ha definito l’anno in corso come l’anno di svolta per le campagne antinfluenzali. “Con un percorso avviato già da diversi anni” ha spiegato “siamo finalmente passati da una rilevazione dei dati della copertura vaccinali basato su un sistema sostanzialmente cartaceo a un sistema di rilevazione informatizzato. La Regione Puglia è una delle regioni che per prime si è dotata di una anagrafe regionale vaccinale (il sistema GIAVA) che per la prima volta, con il coinvolgimento delle softwarehouse dei Medici di medicina generale e dei Pediatri di libera scelta, ha reso possibile una rilevazione estremamente puntuale delle coperture”.

“in Puglia” ha quindi fatto eco Cinzia Germinario “mentre nello scorso anno gli andamenti regionale e nazionale erano praticamente sovrapponibili, quest’anno l’incidenza è iniziata a scendere, con 11 casi ogni 1000 abitanti. I bambini da o a 15 anni sono, come ogni anno, quelli più colpiti, nella fascia da 0 a 4 anni siamo arrivati a 50 casi ogni 1000 bambini, subito seguita a 20 per mille casi dai 4 ai 15 anni. La curva d’incidenza degli over 65enni invece è stata in Puglia costantemente inferiore a quella nazionale in tutte le settimane del periodo. Dati che sono più puntualmente specificati nel Report di sorveglianza virologica che Maria Chironna, Associato di Igiene all’Università di Bari, ha illustrato a nome del gruppo di lavoro che, in seno al medesimo ateneo, è stato individuato come Centro regionale di riferimento.
Coperture che, come ha precisato Rosa Prato, “hanno certamente ampi margini di miglioramento grazie soprattutto al radicale cambiamento di sistema e di governance dei processi introdotti con la digitalizzazione”.

Sulla stessa linea Michele Conversano secondo cui l’acquisizione e la gestione informatica del dato vaccinale consentirà in tutta la Regione, per esempio, di evidenziare le coperture per singolo medico di famiglia e non più solo per Asl. “In Puglia” ha sottolineato “abbiamo medici con oltre il 95% di vaccinati tra i loro assistiti e medici che non arrivano al 15%.  Ne conseguono le grandi potenzialità, anche comunicative, che un’analisi così puntuale del dato potrà offrire ai decisori che in tal modo potranno orientare le loro azioni in maniera estremamente mirata.

E questo anche nei confronti degli stessi operatori sanitari per i quali, ha sottolineato dal canto suo Il Presidente Emiliano, la Regione Puglia ha dovuto emanare una legge ad hoc. È noto di quanto basse siano le coperture vaccinali antinfluenzali negli operatori sanitari e, ha aggiunto ancora, “è altrettanto noto di quanto siano importanti tutti i singoli operatori sanitari non soltanto in termini di “non trasmissione” del virus nei reparti (sarebbe il minimo…), ma anche di testimonianza e informazione ai cittadini.

12 luglio 2019
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La regione Puglia attiva la collaborazione con l’Oms per le valutazioni sanitarie a Taranto

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Oggetto della collaborazione: la realizzazione di una Valutazione d’impatto sanitario per la città di Taranto, relativamente agli scenari del piano di decarbonizzazione proposto dalla Regione, a partire dai livelli produttivi autorizzati all’acciaieria Arcelor Mittal, nonché valutazioni d’impatto cumulativo

20 GIU – “Un passo decisivo nella direzione richiesta dai cittadini tarantini di fare ulteriori approfondimenti sui dati ambientali e sanitari.”

Così la Regione Puglia ha annunciato di aver formalizzato una collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità in tema di valutazioni di impatto sanitario per la città di Taranto.

“I rapporti di collaborazione tra Regione Puglia e Oms risalgono al 2016 – dichiara Michele Emiliano, Presidente di Regione Puglia – e si sono sempre più rafforzati, portando all’adesione della Regione alla Rete Europea delle Regioni dell’Oms (Rhn – Regions for Health Network) e al Protocollo ‘Breath the Life’, presentato nel corso della I Conferenza Mondiale Oms sul tema ‘Inquinamento Atmosferico e Salute’”.

La specifica sinergia concordata tra Regione e Oms per le valutazioni sanitarie nella città di Taranto, ha aggiunto Emiliano “si colloca quindi nel contesto del protrarsi di una situazione di incertezza per la salute dei tarantini, di complessità dei dati disponibili e non scevra da risvolti giudiziari, attestati non solo dalle sentenze della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana ma anche dal recente pronunciamento della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, circa la compatibilità ambientale e sanitaria delle attività siderurgiche di Taranto, che rappresentano una fonte di crescente insicurezza per la popolazione, oltre che di un potenziale danno d’immagine ed economico per lo sviluppo della città e della Puglia”.

“Non si tratta di una iniziativa che conduce alla delegittimazione delle strutture regionali deputate ma piuttosto di una forma di collaborazione tesa al raggiungimento dell’obiettivo di definire l’impatto sanitario derivante dalle fonti antropiche presenti sul territorio di Taranto, nei diversi scenari identificati, ivi incluso l’attuale assetto, cosa che fino ad oggi non risulta essere stata compiuta, esigenza non più procrastinabile” commenta l’ingegnere Barbara Valenzano, Direttore del Dipartimento regionale per l’ambiente nonché firmataria di ben due richieste di riesame del provvedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale dell’ex ILVA di Taranto negli ultimi due anni (riesame dell’AIA recentemente riaperto dal Governo).

Oggetto specifico della collaborazione riguarda la realizzazione di una Valutazione d’Impatto Sanitario per la città di Taranto, relativamente agli scenari del piano di decarbonizzazione proposto dalla Regione, a partire dai livelli produttivi autorizzati all’acciaieria Arcelor Mittal, nonché valutazioni d’impatto cumulativo.
Soddisfatto il Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), Alessandro Miani: “Non vengono deluse le aspettative e le richieste di massimo impegno – per giungere a una sempre più chiara conoscenza della situazione sanitaria e ambientale – avanzate dai cittadini e delle associazioni tarantine, raccolte da SIMA nell’ambito della piattaforma di confronto civico del ‘Laboratorio Taranto’, scaturito dalla prima conferenza europea svoltasi a Taranto il 26 novembre scorso. SIMA intende garantire partecipazione e voce in capitolo – ma verificandole sempre col filtro dell’evidenza scientifica – alle istanze della cosiddetta “citizens science”, di cui Taranto sta diventando un laboratorio, cioè il giusto impegno degli stessi cittadini tarantini per la trasparenza delle informazioni circa la salubrità dei loro ambienti di vita e di lavoro”.

“Con tale iniziativa, la Regione Puglia, nella dimensione europea che attualmente la caratterizza su questi temi, intende offrire anche ai livelli tecnici nazionali un contributo di sicuro rilievo, come quello dell’Oms, per giungere entro un anno a una più completa e aggiornata valutazione della situazione sanitaria di Taranto e fornire anche al Governo ulteriori strumenti conoscitivi per una revisione complessiva dell’attuale assetto industriale della città, nella direzione indicata dalle strategie europee di cui la Puglia punta a diventare meta-modello per l’uscita dall’economia del carbone”, conclude il Presidente Michele Emiliano.

20 giugno 2019
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I nuovi “bersagli” del Sant’Anna. Migliorano performance regionali su vaccini e chirurgia oncologica, ma peggiora Pronto Soccorso

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La copertura vaccinale per morbillo, parotite e rosolia, che a Trento si fermava all’84.5% nel 2015, nel 2018 raggiunge il 94.3%; se in Liguria si dovevano mediamente attendere circa 35 giorni per un’operazione chirurgica per un tumore maligno alla mammella, nel 2018 il valore scende a 28 giorni. Migliorano anche i ricoveri inappropriati. Ancora critica tuttavia l’appropriatezza nell’uso dei servizi di diagnostica per immagini e in aumento i tempi di attesa al pronto soccorso per i casi meno gravi. IL DOCUMENTO IN SINTESI

31 MAG – Il 31 maggio a Bari vengono presentati i risultati relativi alla performance dei sistemi sanitari regionali, per l’anno 2018. A presentare i dati, il Laboratorio Management e Sanità (MeS) dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che dal 2008 ha sviluppato il Sistema di Valutazione dei Sistemi sanitari regionali, oggi condiviso da 10 regioni italiane (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto) e dalle due province autonome di Trento e Bolzano.

Il progetto ha permesso negli anni la condivisione e l’evoluzione di un sistema di valutazione delle performance dei sistemi sanitari regionali, che si compone oggi di quasi 400 indicatori, per monitorare la capacità di miglioramento nella gestione dei servizi sanitari. Queste informazioni supportano le Regioni italiane nel disegnare strumenti di governance “evidence-based” e nel rendere conto ai propri cittadini dei risultati conseguiti.

L’incontro di Bari è l’occasione per fare il punto sui risultati del 2018, integrando la struttura classica degli indicatori con nuovi sviluppi nell’ambito del performance measurement (valutazione del clima interno, nuovi strumenti di rilevazione dell’esperienza dei pazienti, valutazione della ricerca delle Aziende Ospedaliero-Universitarie, nuovi approcci alla stratificazione e valutazione dell’utenza). In quest’ottica, la restituzione dei risultati di sintesi affianca ai classici “bersagli” la soluzione grafica dei “pentagrammi”, per rappresentare la capacità dei sistemi sanitari regionali di offrire servizi in linea con i percorsi dei pazienti, in particolare per il percorso oncologico, il percorso materno-infantile, il percorso cronicità e di emergenza-urgenza.

Per portare qualche esempio, la copertura vaccinale per morbillo, parotite e rosolia, che a Trento si fermava all’84.5% nel 2015, nel 2018 raggiunge il 94.3%; se in Liguria si dovevano mediamente attendere circa 35 giorni per un’operazione chirurgica per un tumore maligno alla mammella, nel 2018 il valore scende a 28 giorni; in Puglia il tasso di ospedalizzazione era del 170.4 per mille residenti nel 2013, scendeva a 128.8 nel 2017, per calare ulteriormente a 124 nel 2018. Si riducono in particolare i ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza: in Veneto ad esempio, best practice del Network, il tasso cala ulteriormente dai 111 ricoveri (per 10.000 residenti) del 2017 a 104 del 2018.

Ancora critica tuttavia l’appropriatezza nell’uso dei servizi di diagnostica per immagini e in aumento i tempi di attesa al pronto soccorso, per i casi meno gravi (aumentano leggermente, ad esempio, i tempi di attesa in PS per i codici verdi, in pressoché tutte le Regioni del Network). Per approfondimenti, i dati delle Regioni che aderiscono al Network sono accessibili al seguente indirizzo.

L’appuntamento di Bari offre un momento di confronto, analisi e discussione non solo sul rapporto tra i processi di innovazione nell’organizzazione delle cure e lo sviluppo dei sistemi di valutazione delle performance, ma anche sulla valorizzazione di quelle Aziende sanitarie che hanno dato prova di saper ridefinire i propri percorsi di presa in carico delle patologie complesse e che, in quanto best practice, si offrono come oggetto di studio e approfondimento, nell’ottica di una diffusione delle migliori soluzioni clinico-organizzative. Durante l’evento di Bari viene infatti mostrato come i dati del Sistema di Valutazione possano essere utilizzati in modo innovativo per l’individuazione delle best practice nazionali nella gestione di percorsi assistenziali complessi.

In occasione dell’incontro è infatti presentato un instant book che raccoglie i primi contributi di un approccio di ricerca di più ampio respiro, promosso dal Laboratorio MeS, volto a individuare, indagare e celebrare le migliori pratiche presenti nei nostri sistemi sanitari regionali (Alice Borghini, Federico Vola, Sabina Nuti (a cura di) (2019), Dall’individuazione alla valorizzazione delle best practice. L’esperienza del sistema di valutazione dei servizi sanitari regionali a supporto della diffusione dell’eccellenza, ETS, Pisa).

“L’ulteriore miglioramento dei servizi offerti dal nostro SSN nasce dalla sinergia tra innovazione organizzativa, valorizzazione dei professionisti e una nuova alleanza con gli utenti – ha commentato Sabina Nuti, responsabile del Laboratorio MeS e da quest’anno Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa -; per questo motivo, sempre più il Network delle Regioni lavora come incubatore che, muovendo da solide evidenze quantitative, offre l’infrastruttura per attivare percorsi di valorizzazione dei migliori professioni e delle migliori pratiche organizzative dei sistemi sanitari regionali, attivando nuovi canali di coinvolgimento dei cittadini. La Scuola Superiore Sant’Anna, come ateneo pubblico, rilancia nuovamente il proprio impegno a supportare quelle Regioni che hanno accolto la sfida di aderire – su base volontaria, lo ricordo – al Network, per confrontarsi su solide evidenze, per rispondere con trasparenza ai bisogni dei propri cittadini e che investono sulla ricerca anche in campo gestionale come volano dello sviluppo del sistema paese”.

Laboratorio MeS Management e Sanità – Scuola Superiore Sant’Anna

31 maggio 2019
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Il Policlinico di Bari vince il Premio Fiaso per l’Innovazione Digitale grazie a una app per ictus e infarto

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Il riconoscimento, assegnato nell’ambito della manifestazione promossa dall’Osservatorio sull’Innovazione Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, per la app che consente al medico specialista di osservare a distanza, direttamente su uno schermo in 3D, il paziente colpito da infarto o ictus, i suoi dati clinici e la Tac appena effettuata, risparmiando così il tempo prezioso necessario per il suo spostamento in emergenza.

21 MAG – Una App che consente al medico specialista di osservare a distanza, direttamente su uno schermo in 3D, il paziente colpito da infarto o ictus, i suoi dati clinici e la Tac appena effettuata, risparmiando così il tempo prezioso necessario per il suo spostamento in emergenza. E’ la Mixed reality, la nuova tecnologia che consente di far interagire e coesistere in tempo reale mondo fisico e virtuale, che applicata alla Telecardiologia consente di salvare vite, facendo risparmiare tempo e denaro.

A sperimentarla con successo è stata l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Consorziale Policlinico di Bari, che ha ricevuto oggi il “Premio FIASO per l’innovazione digitale in sanità”, assegnato nell’ambito della manifestazione promossa dall’Osservatorio sull’Innovazione Digitale della School of Management del Politecnico di Milano. Un premio che fa da apripista alla presentazione il prossimo 27 giugno, in Roma, del rapporto finale del Laboratorio FIASO “Servizi di emergenza territoriale 118”.

In particolare, all’Ao è stato riconosciuto di “aver introdotto nel modello hub and spoke della rete tempo dipendente del sistema di emergenza-urgenza regionale la telemedicina” e di avere, con la Mixed reality, messo in campo uno strumento in grado di “accrescere l’appropriatezza della diagnosi e la tempestività delle cure in situazioni di urgenza, oltre che consentire la formazione continua degli operatori sanitari”.

Il sistema di telemedicina, oltre a garantire un intervento immediato, ha dimostrato di contribuire a una gestione più̀ efficiente del flusso di pazienti della Rete di Emergenza-Urgenza e alla riduzione di possibili congestioni delle aree di degenza intensive e/o semi-intensive. Il modello sperimentato dal Policlinico di Bari dal 2017 ha consentito di realizzare 506.420 consulenze e di ridurre i ricoveri del 40%, con un risparmio di circa 30 milioni di euro.

La tecnologia Mixed reality applicata alla telecardiologia andrà a regime nel 2020 e consentirà di accrescere ulteriormente appropriatezza delle diagnosi e tempestività delle cure in emergenza. Possibili evoluzioni della sua applicazione sono previste nell’ambito del monitoraggio dei malati cronici e dell’assistenza domiciliare.

21 maggio 2019
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Quota Cento. Più di 5000 infermieri in meno in Puglia. L’OPI scrive in Regione

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Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche delle Province di Foggia, Lecce e Taranto, manifestano la loro preoccupazione per i dati diffusi dal Centro studi della Federazione nazionale Ordini delle Professioni infermieristiche in ordine alla carenza di personale e sui pensionamenti ordinari e straordinari dovuti alla c.d. “Quota cento”.
Preoccupa soprattutto l’assenza di procedure concorsuali in essere che possono far fronte alla gravissima emorragia di personale infermieristico che avverrà nella Regione Puglia entro la fine di quest’anno.
Con la ‘Quota 100’ si registra il rischio di abbandono a breve termine per almeno 22.000 infermieri in tutta Italia, che si aggiunge alle carenze di personale con riferimento ai fabbisogni.
Le proiezioni non lasciano spazio a giudizi ottimistici circa il rispetto dei LEA: al 2023 la carenza di Infermieri potrebbe salire esponenzialmente anche oltre le 100mila unità in tutta Italia.
Nella Regione Puglia a fine 2019 raggiungeranno la ‘Quota 100’ 4.205 unità lavorative, di queste 1.261 potrebbero scegliere di usufruire del diritto al pensionamento anticipato con carenza totale ordinaria e straordinarie (Quota 100) di 5.279 unità lavorative.
Una vera emergenza di personale che necessita di particolare attenzione da parte della Giunta regionale.
Gli scriventi OPI auspicano che la Regione Puglia ponga in essere ogni intervento amministrativo utile ad evitare il rischio di collasso del SSR e restano disponibili ad una collaborazione proficua al fine di garantire ai cittadini una assistenza efficace ed efficiente nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza.

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