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Medici e professioni sanitarie. Dal Miur arriva stretta alle Università online: attività didattica telematica non potrà superare il 10%

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È quanto prevede un decreto ministeriale firmato dall’ex Ministro Fioramonti pochi giorni prima di dimettersi dall’incarico. La misura riguarda anche Psicologia e le specializzazioni. In ambito sanitario limitazioni anche per Farmacia, Chimica e Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche per cui l’attività didattica on line non potrà superare i 2/3. IL DECRETO

15 GEN – Il Miur alza la scure sulle Università on line. Un decreto ministeriale, datato 23 dicembre 2019 e firmato dall’ex Ministro Lorenzo Fioramonti pochi giorni prima di dimettersi dall’incarico pone dei limiti stringenti all’attività didattica on line.

Per quanto riguarda le lauree in psicologia, medicina e chirurgia, in medicina veterinaria, in odontoiatria e protesi dentaria, nonché per il personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione la misura prevede una limitata attività didattica erogata con modalità telematiche, in misura non superiore a un decimo del totale. E lo stesso vale anche per le lauree di specializzazione.

In ambito sanitario arriva la stretta anche per Farmacia, Chimica e Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche per cui l’attività didattica on line non potrà superare i 2/3.

Luciano Fassari

15 gennaio 2020
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Spacchettamento Miur. In Gazzetta il decreto e oggi il giuramento al Quirinale dei due nuovi ministri

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge che divide il Miur nel ministero dell’Istruzione e nel ministero dell’Università e Ricerca, affidati rispettivamente a Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi che hanno giurato nelle mani del presidente Mattarella oggi pomeriggio. IL DECRETO.

10 GEN – Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha approvato un decreto-legge, pubblicato nella Gazzetta del 9 gennaio, che introduce disposizioni urgenti per l’istituzione del Ministero dell’istruzione e del Ministero dell’università e della ricerca, che sostituiscono l’attuale Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Questi saranno affidati rispettivamente a Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi che oggi pomeriggio hanno prestato giuramento al Quirinale.

Al nuovo Ministero dell’istruzione sono quindi attribuite le competenze in materia di sistema dell’istruzione scolastica e dell’istruzione tecnica superiore. Al Ministero dell’università e della ricerca sono invece assegnate le competenze sui sistemi della formazione superiore universitaria, dell’istruzione universitaria e della ricerca scientifica e tecnologica, nonché, in ragione del progressivo allineamento con il sistema universitario previsto dalla legge 22 dicembre 1999, n. 508, quelle relative all’alta formazione artistica, musicale e coreutica.

10 gennaio 2020
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Allegati:

spacer Il decreto

Cerimonia di consegna del Nuovo Codice Deontologico ai poli didattici del Salento (Lecce-Tricase) sedi del Corso di Laurea in Infermieristica

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Il Consiglio Direttivo dell’OPI di Lecce, ritenendo il Codice Deontologico uno strumento di guida per la
professione infermieristica a partire dalla formazione di base, ha ritenuto di omaggiare i poli didattici del Salento dell’Università degli Studi di Bari sedi dei Corsi di Laurea in Infermieristica consegnando loro un roll-up contenente i 53 articoli del Nuovo Codice Deontologico. Il Nuovo Codice Deontologico, riconosce l’infermiere come professionista e come persona; riconosce il cittadino come curato e come persona; riconosce la società nella quale viviamo e quella in cui vorremo vivere; riconosce la normativa attuale e ne prefigura la sua evoluzione; riconosce la relazione con l’assistito come momento di cura.
La cerimonia di consegna che avverrà in:

  • Tricase 17 gennaio 2020 alle ore 17.00 (aula magna polo didattico)
  • Lecce 18 gennaio 2020 alle ore 11.00 (aula magna ospedale oncologico)

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Corsi laurea professioni sanitarie: in crescita domande per medici, stazionarie quelle per le altre professioni sanitarie. Sbocchi professionali in aumento per attività libero professionale

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Rispetto agli anni accademici precedenti il rapporto segnala una diversa percentuale nella ripartizione dei posti fra Lauree triennali e Magistrali a ciclo unico che quest’anno va per il 68% alle professioni sanitarie, il 29% a medicina e chirurgia e il 3% a odontoiatria. Ecco tutti i numeri del Report annuale della Conferenza nazionale dei Corsi di laurea delle Professioni sanitarie curato da Angelo Mastrillo. IL RAPPORTO.

04 DIC – Resta quasi invariato il numero delle domande di ammissione ai 22 corsi di laurea delle professioni sanitarie con 79.155 rispetto alle 79.450 dello scorso anno (-0,4%).  Al contrario continua a crescere (+4,1%) il numero delle doman-de per i corsi di laurea magistrale a ciclo unico di Medicina e Chirur-gia e di Odontoiatria: da 90.806 dello scorso anno agli attuali 94.499, mentre era stato del +2,4% fra il 2018 e il 2017, da 88.680 a 90.806.

È quanto emerge dai dati rilevati dalla Conferenza nazionale dei Corsi di laurea delle Professioni sanitarie per l’anno accademico 2019-2020, presieduta da Luisa Saiani ed elaborati da Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza, con la collaborazione delle Università sedi di Facoltà/Scuola di Medicina e Chirurgia.

Per le Professioni Sanitarie si rileva un aumento dei fabbisogni formativi da parte di tutte le Regioni con +1.698 posti (+7,2%) dai 23.611 dello scorso anno agli attuali 25.509.

Aumenta, ma in misura inferiore, anche il fabbisogno da parte delle Categorie da 27.807 dello scorso anno rispetto agli attuali 28.327 con +1,9%. E’ in aumento anche il potenziale formativo offerto dagli Atenei al Ministero dell’Università, da 26.617 della scorso anno agli attuali 27.478 (+3,2%). Analogo, ma minore (+2,6%) è stato il numero dei posti decretati dal MIUR e messo a bando dalla Università da 24.681 a 25.328.

Stesso numero di domande per le lauree triennali delle professioni sanitarie (sono ste 79.155 contro le 79 450 dello scorso anno accademico. -0.4%), ma in aumento costante quelle per le lauree magistrali a ciclo unico (medicina e odontoiatria, +4,1%).

Rispetto agli anni accademici precedenti il rapporto segnala una diversa percentuale nella ripartizione dei posti fra Lauree triennali e Magistrali a ciclo unico che quest’anno va per il 68% alle professioni sanitarie, il 29% a medicina e chirurgia e il 3% a odontoiatria.

Si interrompe la progressiva riduzione dei posti per le professioni sanitarie, scesi da 27.338 dell’anno 2013 a 24.691 dello scorso anno e ora risaliti agli attuali 25.286 (+2,5%).

Una risalita con maggiore proporzione riguarda medicina e chirurgia dal massimo di 10.345 posti del 2011 ai 9.779 dello scorso anno e ora incrementati a 11.434 (+16,9%).

Per quanto riguarda il numero dei posti per le professioni sanitarie, solo in 5 Università è superiore a 1.000: Roma Sapienza con 3.027, Milano 1.379, Padova 1.307 e con 1.170 sia Torino che Roma Tor Vergata.

Tutte le altre Università invece hanno un’assegnazione di posti inferiore a 1.000: Verona 983, Bari 917, Napoli Vanvitelli 888, Napoli Federico II 854, Bologna 827, Firenze 813. Al di sotto di 800 posti Roma Cattolica 799, Brescia 696, Genova 648, Ferrara 587, Catanzaro 585, Messina 573, Ancona 535 e Pisa 522. Quindi sotto 500 Chieti con 484, Palermo 480, Pavia 467, Perugia 452, Catanzaro 467, Perugia 452, Milano Bicocca 440, Modena 425, Novara 409 e Parma 404. A seguire Catania con 368, Foggia 353, Siena 351, Varese 339, Cagliari 270, Udine 248, Salerno 244, Trieste 220, Sassari 213, Milano S. Raffaele 191, Milano Humanitas 136, infine Roma Campus 107 e Campobasso con 98 posti.

In cima alla classifica della disponibilità c’è il corso di infermiere con 41 corsi su 205 sedi per 15.014 posti, poi fisioterapista con 40 su 83 per 2.097 posti, ostetrica con 32 su 46 e 771 posti, logopedista con 29 corsi su 39 sedi e 771 posti, tecnico di laboratorio con 33 su 45 e 770 posti, tecnico di radiologia con 36 corsi su 57 sedi su 734 posti. Si tratta di professioni presenti in quasi tutte le Università.

In fondo alla classifica delle 22 professioni invece si trovano infermiere pediatrico con 173 posti su 8 corsi e 9 sedi, tecnico ortopedico con 165 posti su 10 corsi e sedi, tecnico di neurofisiopatologia con 128 posti su 10 corsi e sedi, podologo con 120 posti su 6 corsi e sedi, e infine tecnico Audiometrista con 51 posti su 4 corsi e sedi.

Analizzando in dettaglio le 22 professioni sanitarie sugli ultimi dati dei laureati del 2017, si confermano per l’alto tasso occupazionale ai primi 5 posti terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva con l’84,2%, audioprotesista con l’84,0%, logopedista 83,9%, educatore professionale e fisioterapista con l’82,7%. Rispetto allo scorso anno le posizioni di igienista dentale e podologo, che comparivano tra i primi posti, sono scese, rispettivamente dall’88,8 al 78,0% e  dall’82,8 al 69,4 per cento.

Di fatto sono quasi tutti profili che operano prevalentemente come liberi professionisti, oltre che in parte anche come dipendenti di enti pubblici o privati; si tratta di professioni non toccate quindi dal blocco delle assunzioni degli ultimi anni nel pubblico impiego.

Al contrario, agli ultimi cinque posti, fra il 51% e il 35%, si trovano alcune professioni con rapporto di lavoro prevalentemente dipendente, come i dietisti con il 51,1%, seguiti da ostetriche con 48,6%, tecnici di audiometria con il 40,6%, tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria con il 38,2% e a chiudere i tecnici di laboratorio al 35,2%, che si confermano agli ultimi posti come negli ultimi cinque anni e dal 2007 hanno perso ben 33 punti percentuali, dimezzando quindi il tasso occupazionale.

Si mantiene invece la buona posizione occupazionale per infermiere, che passa dal 74,0% al 73,3%, restando comunque ancora distante rispetto alla situazione ottimale di 11 anni fa, quando si attestava al 94% di occupazione e a soli a sei mesi dalla laurea. Per l’alta numerosità degli abilitati, circa 425 mila, è proprio l’infermiere a incidere statisticamente sul totale delle 22 professioni. Nella stessa area c’è la professione di ostetrica, che ha un  calo, scendendo di 5 punti percentuali, dal 53,5% al 48,6%. La perdita sul 60% di 11 anni fa è di quasi 12 punti percentuali.

Sta invece migliorando la situazione occupazionale per tecnico di radiologia, che sale dal 47,6% del 2016 all’attuale 55,6%, con 8 punti percentuali in più, che fanno scalare la classifica dal 18° al 15° posto.

Continua ad essere insufficiente ed in alcuni casi molto precaria invece la presenza di docenti appartenenti allo specifico profilo professionale, chiamati in ruolo da parte delle Università, che si avvalgono invece e in prevalenza dell’affidamento degli insegnamenti a docenti a contratto, in gran parte dipendenti ospedalieri.

Sul totale di 433 docenti dei SSD (settori scientifico disciplinari) MED/45-50, che lo scorso anno erano 398 e che fanno parte dei 9.042 dell’intera area 6 di Medicina solo 50 appartengono ai Settori specifici dei profili delle professioni sanitarie, pari ad appena il 13 per cento.

Il Settore Scientifico Disciplinare MED/45 comprende 39 docenti strutturati di cui 34 appartengono alla professione infermieristica; tuttavia sono ancora di gran lunga insufficienti se si considera l’esistenza di 41 corsi distribuiti su ben 205 sedi.

Nessun ruolo fra i 161 di MED/46 tecniche di laboratorio e sul SSD MED/49 dietistica avendo perso lo scorso anno (per pensionamento) anche l’unico ruolo che esisteva presso l’Università di Bologna, mentre sono 3 su 5 in ostetricia, 9 su 28 per MED/48 riabilitazione e appena 4 su 120 per MED/50 tecniche mediche applicate, di cui 2 igienisti dentali, 1 logopedista e 1 ortottista.

Dal confronto tra domande delle categorie, proposte del ministero della Salute e posti assegnati con Decreto MIUR dell’ 8 luglio 2019, sono derivate 3 diverse assegnazioni dei posti da mettere a bando:
– conferma di tutti i posti del potenziale offerto dalle Università quando inferiori o pari alla media delle proposte delle Regioni e delle categorie come nei 6 casi di: assistente sanitario, educatore professionale, podologo, tecnico audiometrista, tecnico audioprotesista e tecnico di neurofisiopatologia;
– aumentodi posti bilanciando l’offerta delle Università sul valore medio delle richieste fra Regioni e categorie, come nei 10 casi di: infermiere, ostetrica, logopedista, tecnico della riabilitazione psichiatrica, terapista della neuro e psicomotricità, terapista occupazionale, igienista dentale, tecnico fisiopatologia cardiovascolare, tecnico di laboratorio e yecnico della prevenzione;
– riduzionedei posti offerti dalle Università qualora superiori alla media della richiesta delle Regioni e delle Categorie, come nel caso di fisioterapista.

Resta ancora una volta un “caso” a parte quello di tecnico di radiologia, perché per la riduzione dei posti non è stata accolta alcuna delle proposte fatte dall’ordine professionale, prima per 644 posti e successivamente per 716, come richiesto dalle Regioni. Invece il MIUR ha deciso di assegnare 740 posti, determinando ancora una volta un esubero maggiore e specie sulle Università del Lazio, che si sono viste assegnare 75 posti rispetto ai 30 chiesti congiuntamente da Regione Lazio e dall’ordine professionale

Laurea Magistrale
Per la prima volta l’analisi di Mastrillo riporta anche i dati sui Corsi di Laurea Magistrale per le 5 classi di infermieristica-ostetrica, riabilitazione, tecnico diagnostica, tecnico assistenziale e prevenzione. Nei 16 anni di attivazione, dall’ A.A. 2004-05 all’attuale 2019-20 sono stati 32.763 i posti messi a bando rispetto ai 30.645 chiesti dalle Regioni, con una media di 2.048 posti all’anno.

Per quanto riguarda il numero delle domande presentate su ognuna delle 5 classi per questo AA 2019-20 ci sono state 10.887 domande per 2.725 posti con rapporto domande/posti (D/P) di 4.

Il corso più richiesto è quello della prima classe infermieristica-ostetrica con 8.466 domande su 1.318 posti, con D/P di 6,4. Segue la riabilitazione con 1.336 domande su 612 posti con D/P 2,2; tecnico assistenziale con 159 domande su 115 posti e D/P di 1,4; tecnico diagnostica con 538 domande su 430 posti per un D/P di 1,3 e infine la prevenzione con 388 domande su 250 posti e D/P di 1,6.

Negli ultimi 8 anni è stato messo a bando tutto il potenziale formativo dichiarato dalle Università, anche se il fabbisogno delle Regioni è più basso, mentre è maggiore quello delle Categorie.

04 dicembre 2019
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Premiate le prime cinque migliori tesi del 8° concorso provinciale bandito dall’OPI di Lecce

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Cinque sono state le migliori tesi premiate in ambito infermieristico: è l’esito del 8° concorso provinciale OPI denominato: “Premiazione e divulgazione della cultura infermieristica” bandito dal OPI di Lecce. Era riservato a tutti gli studenti neo-laureati (Infermieri e Infermieri Pediatrici) che hanno discusso la tesi nel periodo compreso fra ottobre 2018 e maggio 2019.

Il lavoro di Tesi presentato doveva essere originale, inedito e rispondere ai requisiti del metodo scientifico. I partecipanti dovevano essere iscritti all’OPI della provincia di Lecce.

I cinque vincitori sono stati premiati nel corso della cerimonia di discussione delle tesi, sessione autunnale sede polo del Salento di Lecce, che si è tenuta il giorno 25 novembre u.s. presso l’aula magna dell’ospedale oncologico dal presidente Marcello Antonazzo, dal Coordinatore del Consiglio di Interclasse BR-LE-Tricase prof.ssa Anna Maria Sardanelli, dal prof. Nicola Brienza, dal coordinatore delle Attività Teorico Pratiche sede di Lecce dott. Cosimo Caldararo, dal Consigliere OPI Lorenzo De Benedittis e dal Membro dei Revisori dei Conti OPI di Lecce Emanuele Palma.

“Il concorso, giunto alla sua settima edizione, ha voluto mettere a confronto – spiega il dott. Antonazzo– i migliori progetti di tesi in campo infermieristico. La Commissione ha premiato, tenendo conto dei seguenti aspetti:

  • pertinenza allo specifico professionale;
  • la validità scientifica;
  • qualità della revisione bibliografica;
  • la rigorosità del metodo applicato;
  • l’originalità;
  • qualità dell’analisi statistica
  • la spendibilità nella prassi infermieristica o l’operatività di strumenti proposti.

Il primo premio è andato alla tesi realizzata dall’infermiera Cuna Marianna dal titolo:“Lo stroke emoraggico: studio sul riconoscimento precoce e la gestione infermieristica dell’esa in primo soccorso”; il secondo classificato è una tesi di Chiriatti Luisa dal titolo: “Ruolo dell’infermiere nella prevenzione cancro della cervice uterina attraverso la vaccinazione anti-hpv”; il terzo riconoscimento è andato a Venuti Roberta che ha presentato una tesi dal titolo: “Carcinoma della mammella: dalla mastectomia alla mastoplastica ricostruttiva ruolo dell’infermiere”; il quarto lavoro è stato aggiudicato a Gigante Francesca con una tesi dal titolo: “Sostegno infermieristico e strategie di comunicazione teraupetica nel dolore totale del paziente oncologico in cure palliative: analisi della letteratura” ed infine il quinto premio è stato attribuito a Brindisino Silvia con un lavoro di tesi dal titolo: “Intossicazione acuta da farmaci: ruolo dell’infermiere nella prevenzione, gestione e trattamento”.

I vincitori hanno ricevuto in premio dall’OPI delle somme in denaro; rispettivamente di:

  • Primo classificato € 600
  • Secondo classificato € 400
  • Terzo classificato € 200
  • Quarto classificato € 200
  • Quinto classificato € 200

Ai vincitori verranno da subito stanziate il 50% delle somme previste, mentre la restante parte del premio sarà erogata solo se il candidato pubblicherà il suo lavoro su una rivista d’interesse professionale.

Il significato di questi premi, rappresentano, in sintesi, la possibilità di incoraggiare i giovani talenti in campo infermieristico, per scommettere sulla forza della motivazione e delle competenze individuali e poter trasferire i risultati della ricerca nel campo clinico assistenziale.

Un Nursing basato sui risultati della Ricerca contribuisce a migliorare gli outcomes assistenziali rispondendo in modo Evidence Based alle richieste di assistenza dei pazienti, della sua famiglia e della intera comunità.

Visto il successo del concorso in termini di partecipazione e di sperimentazione, l’OPI leccese ha inteso bandirlo e finanziarlo anche per il 2020.

8° concorso provinciale OPI – edizione anno 2019. Verbale di premiazione e divulgazione della cultura infermieristica.

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La Commissione, valutati tutti i lavori pervenuti, all’unanimità ha decretato i cinque vincitori:

  • 1° classificato assegnato all’infermiere CUNA MARIANNA
  • 2° classificato assegnato all’infermiere CHIRIATTI LUISA
  • 3° classificato assegnato all’infermiere VENUTI ROBERTA
  • 4° classificato assegnato all’infermiere GIGANTE FRANCESCA
  • 5° classificato assegnato all’infermiere BRINDISINO SILVIA

La premiazione si terrà in concomitanza delle discussioni tesi della sessione autunnale e precisamente il giorno 25 novembre 2019 presso la sala convegni del polo didattico con sede in Lecce in via Miglietta n.5.

 

La Commissione Esaminatrice

 f.to Prof. Nicola Brienza

 f.to Prof. Salvatore Santacroce

 f.to Dott. Giuseppe Perrone

 

9° CONCORSO PROVINCIALE OPI Lecce “Premiazione e divulgazione della cultura infermieristica”

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L’OPI di Lecce indice un concorso per la premiazione delle migliori tesi per sviluppare le conoscenze scientifiche e tradurle in miglioramento della qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.

1. Requisiti generali e specifici

Possono partecipare al concorso tutti gli studenti (Infermieri e Infermieri Pediatrici) che hanno discusso la tesi nel periodo compreso fra Ottobre 2019 e Maggio 2020. Il lavoro di Tesi presentato deve essere originale, inedito e rispondere ai requisiti del metodo scientifico. I partecipanti devono essere iscritti all’OPI della provincia di Lecce.

2. Termini per la presentazione della domanda

La scheda di partecipazione al concorso, redatta in carta semplice, deve essere indirizzata al Presidente dell’OPI di Lecce, Via Redipuglia n.3 73100 Lecce e consegnata all’ufficio protocollo dell’OPI di Lecce oppure recapitata tramite servizio postale con racc.A/R entro e non oltre le ore 12,00 del 3 luglio 2020. A tal fine faranno fede il timbro e la data dell’ufficio postale accettante. Nella scheda di partecipazione, sottoscritta dal partecipante, andranno indicati i seguenti dati: cognome, nome, codice fiscale, il luogo e la data di nascita, la residenza, il titolo della tesi, la votazione conseguita, la sede universitaria frequentata, di accettare le norme contenute nel regolamento, nonché il domicilio e il recapito telefonico presso il quale, ad ogni effetto, deve essere data ogni necessaria comunicazione relativa al concorso. L’autore, alla scheda di partecipazione dovrà allegare una copia cartacea rilegata della tesi con relativo abstract ed una riproduzione su supporto digitale CD rom. L’elaborato rimarrà nella banca dati dell’OPI e non sarà restituito. Il presente bando e la relativa scheda di partecipazione possono essere consultabili e scaricabili on line su www.ordineinfermierilecce.it. L’OPI di Lecce non si assume nessuna responsabilità nel caso di dispersione della tesi conseguente ad inesatta indicazione del recapito da parte del candidato, o da mancata o tardiva comunicazione del cambiamento dell’indirizzo indicato nella scheda presentata, né per eventuali disguidi postali non imputabili a responsabilità dell’OPI stesso.

3. Commissione esaminatrice

La Commissione esaminatrice sarà composta di docenti universitari ed esperti della professione ed è individuata con apposito atto deliberativo emanato dal Consiglio Direttivo dell’OPI di Lecce. Il giudizio della Commissione è insindacabile e non sono ammessi reclami.

4.  La graduatoria di merito

La valutazione dei lavori sarà effettuata considerando: • pertinenza allo specifico professionale; • la validità scientifica; • qualità della revisione bibliografica; • la rigorosità del metodo applicato; • l’originalità; • qualità dell’analisi statistica; • la spendibilità nella prassi infermieristica o l’operatività di strumenti proposti.

5.  La premiazione

Saranno individuati dalla Commissione esaminatrice le prime cinque tesi che, sulla base dei criteri indicati, verranno premiati con l’attribuzione delle somme rispettivamente di: • Primo classificato  € 600 • Secondo classificato € 400 • Terzo classificato   € 200 • Quarto classificato  € 200 • Quinto classificato   € 200 Ai vincitori verranno da subito stanziate il 50% delle somme previste, mentre la restante parte del premio sarà erogata solo se il candidato pubblicherà il suo lavoro su una rivista d’interesse professionale. I vincitori saranno informati singolarmente e la premiazione ufficiale avverrà in occasione delle dissertazioni delle tesi, sessione autunnale dicembre 2020, presso la sala convegni del polo oncologico di Lecce.

6.  Note finali

Il presente bando viene affisso presso le strutture Sanitarie Pubbliche e Private delle provincia di Lecce, le sedi del Corso di Laurea in Infermieristica ( Lecce – Tricase ) nonchè pubblicato sul sito dell’OPI di Lecce: www.ordineinfermierilecce.it L’OPI di Lecce si riserva ogni facoltà in ordine alla proroga, sospensione, nonché alla revoca o all’annullamento del presente bando.

Per eventuali chiarimenti gli interessati potranno rivolgersi agli uffici dell’OPI di Lecce negli orari di apertura: Lun -Ven. 9.00-12.30 e Mer.-Ven. 16.30-18-30 oppure tramite: tel. 0832-300508 – fax 0832-300526 e mail segreteria@ordineinfermierilecce.it.

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Professioni sanitarie. Domani il test di ammissione all’Università. In corsa quasi 75 mila candidati per 24 mila posti

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Lieve flessione del numero di candidati. Rispetto alle 74.909 domande dello scorso anno il numero è quasi invariato, 74.380, con una lieve flessione del -0,8%.

10 SET – Sono quasi 75 mila, come lo scorso anno, gli studenti che domani mercoledì 11 sosterranno nelle 37 Università Statali l’esame di ammissione congiunto per i Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie (Infermiere. Ostetrica, Fisioterapista, Logopedista, Tecnici di Laboratorio, di Radiologia, di Neurofisiopatologia ecc.) su un totale di 24.033 posti messi a bando, di cui ben 15.069 per Infermiere

Rispetto alle 74.909 domande dello scorso anno il numero è quasi invariato, 74.380, con una lieve flessione del -0,8%.

Ci sono differenze fra le Università delle varie Regioni. Alcune sono in aumento come Piemonte +4,9%, Liguria +14,3%, Toscana +1,9%, Umbria +7,4%, Abruzzo +7%, Calabria +21%. Sono in parità o quasi Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli, Puglia e Sardegna. Mentre altre sono in calo come Marche -35%, Campania -28%, Lazio -4,3%, Abruzzo -3,1% e Sicilia –2,2%. Da chiarire il -35% su Marche con il calo più vistoso, che dipenderebbe dalla riduzione dei Corsi da 11 a 8 e quindi dei posti.

Si ferma quasi il trend positivo degli anni precedenti, quando le domande erano aumentate del +3,8% fra il 2017 e il 2016 e del +6% fra il 2016 e il 2015.

Invece, a calare maggiormente sono Audiometristi -42% e Audioprotesisti -18%; quindi con -18% Assistenti Sanitari e Tecnici Neurofisiopatologia.

Situazione per altre professioni ad alta numerosità: Infermiere con +3,8% da 21.813 a 22.632, Fisioterapista con -4% da 26.516 dello scorso anno agli attuali 25.459, ma che resta comunque la più richiesta dato il rapporto domande su posto di 12 a 1 rispetto alla media delle 22 Professioni che è di 3,1. In calo anche Ostetriche con -3,8% e Tecnici di Laboratorio con -2,4%.

I dati dettagliati per ognuna delle 22 professioni e 41 Università verranno presentati all’annuale meeting della Conferenza nazionale Corsi di Laurea Professioni Sanitarie, il 13 e 14 settembre presso l’Università di Bologna.

Angelo Mastrillo
(Università di Bologna), Segretario Conferenza Nazionale Corsi Laurea Professioni Sanitarie

10 settembre 2019
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Professioni sanitarie: le info sul test di ammissione 2019

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Tutto quello che c’è da sapere sulla prova di ingresso dell’11 settembre.

L’11 settembre è la data unica per lo svolgimento, contemporaneo in tutta Italia a partire dalle ore 11, del test per le professioni sanitarie 2019. Argomenti della prova d’ingresso e numero dei posti disponibili sono stabiliti con apposito bando dal Miur (ministero dell’Istruzione, università e ricerca), ma le specifiche domande del test, come le graduatorie, sono gestiti dai singoli atenei e possono dunque differire da un’università all’altra. Alcuni atenei, tuttavia, aderiscono ai test proposti dal Cineca o dal Caspur. In tal caso le domande sono uguali o simili per tutte le università aderenti.

Il numero dei posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni ai corsi di laurea delle professioni sanitarie destinati ai candidati dei Paesi Ue e non Ue residenti in Italia è assegnato come di seguito indicato, per ciascuna classe di afferenza e tipologia di corso.

Classe SNT/1

Corsi di laurea

Posti disponibili

Infermieristica

15.069

Ostetricia

831

Infermieristica pediatrica

                                       191

Classe SNT/2

Corsi di laurea

Posti disponibili

Podologia

120

Fisioterapia

2.117

Logopedia

771

Ortottica e assistenza oftalmologica

228

Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva

323

Tecnica della riabilitazione psichiatrica

370

Terapia occupazionale

247

Educazione professionale

673

Classe SNT/3

Corsi di laurea

Posti disponibili

Tecniche audiometriche

51

Tecniche di laboratorio biomedico

780

Tecnica di radiologia per immagini e radioterapia

740

Tecniche di neurofisiopatologia

128

Tecniche ortopediche

165

Tecniche audioprotesiche

315

Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare

194

Igiene dentale

651

Dietistica

377

Classe SNT/4

Corsi di laurea

Posti disponibili

Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro

688

Assistenza sanitaria

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Come ogni anno, per venire incontro agli studenti e fornire loro uno standard di preparazione, il Miur ha inserito nel bando anche la lista degli argomenti che è opportuno studiare e che possono essere oggetto dei test. Questi ultimi, dunque, dovranno rispettare le indicazioni del Ministero. Ciascuno di essi sarà composto da 60 quesiti, suddivisi in modo diverso tra cultura generale (12 domande), ragionamento logico (10), biologia (18), chimica (12), matematica e fisica (8). A ogni risposta corretta, sbagliata o non data sarà attribuito un preciso punteggio.

I candidati avranno a disposizione un tempo massimo di 100 minuti. Diversamente da quanto accade per Medicina e per le altre facoltà a numero programmato, l’iscrizione non va effettuata sul portale Universitaly, ma bisogna consultare le informazioni presenti nei bandi di ciascun ateneo, che tra l’altro forniscono anche le indicazioni relative alle scadenze per il pagamento del contributo di partecipazione. Di seguito i bandi i link dei bandi pubblicati finora.

Consulta:
Posti disponibili per le immatricolazioni ai corsi di laurea triennale delle professioni sanitarie a.a. 2019/2020
Posti disponibili per i candidati dei paesi UE e non UE residenti in Italia
a.a. 2019/2020

Fonte: Redazione Nurse Times

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Università. Dal 2021/2022 stop al numero chiuso e “area sanitaria comune” al primo anno per medicina, farmacia, odontoiatria, Ctf e scienze biotecnologiche. Il testo della riforma che verrà discussa a settembre alla Camera

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La prova di verifica, unica per tutti i corsi di laurea e di contenuto identico nel territorio nazionale, si baserà sul programma degli studi effettuati nell’area comune sanitaria svolte durante il primo anno accademico, e sarà volta ad accertare l’attitudine alle discipline oggetto dei corsi medesimi. L’ammissione alla prova sarà condizionata all’acquisizione di un numero minimo di crediti formativi conseguiti attraverso il superamento degli esami dell’area comune sanitaria. È quanto previsto dal testo base depositato in Commissione Cultura alla Camera. IL TESTO

02 AGO – Pronta la riforma per l’accesso ai corsi universitari. A partire dall’anno accademico 2021/2022, stop al numero chiuso per i corsi di laurea in medicina e chirurgia, in farmacia, in odontoiatria e protesi dentaria, chimica e tecniche farmaceutiche, scienze biologiche, biotecnologie. È quanto previsto dalla proposta di testo unificato depositata presso la Commissione Cultura della Camera. Ad annunciarlo è lo stesso relatore, Manuel Tuzi (M5S): “Il testo è pronto per essere discusso già a settembre e risponde a esigenze non più rimandabili, per consentire a tanti studenti di dimostrare la loro motivazione e il loro impegno prima di essere esclusi dall’accesso a una facoltà, ma anche per risolvere l’annoso problema, che riguarda in particolare la facoltà di medicina, dell’imbuto formativo che impedisce ai nostri laureati di entrare nel mondo del lavoro”.

Come dicevamo, dunque, la proposta è di eliminare il meccanismo del numero chiuso con test di accesso, e far sì che, a partire dal 2020/2021, gli studenti che richiedono l’iscrizione ai corsi di laurea sopracitati, siano tutti iscritti per il solo primo anno accademico ad un’area comune sanitaria che prevede identici corsi ed esami finali. L’ammissione al secondo anno dei corsi di laurea avverrà, poi, come spiegato all’articolo 3 del provvedimento, solo previo superamento di un’apposita prova di verifica, unica per tutti i corsi di laurea e di contenuto identico nel territorio nazionale, sulla base del programma degli studi effettuati nell’area comune sanitaria svolte durante il primo anno accademico, volta ad accertare l’attitudine alle discipline oggetto dei corsi medesimi.

All’esito delle prove verrà formata una graduatoria nazionale in base alla quale i vincitori verranno destinati ai corsi di laurea prescelti e alle sedi prescelte, in ordine di graduatoria preventivamente indicate dai candidati.

L’articolo 4 riconosce poi agli studenti regolarmente iscritti ai corsi di laurea di area medica a numero programmato la possibilità di accedere ai corsi di specializzazione universitaria per le corrispondenti discipline e aree di studio, anche qualora questo comporti nuovi oneri a carico del bilancio dello Stato. Si spiega qui infatti che, per ogni anno accademico il numero dei postiutili ad accedere alle scuole di specializzazione in medicina e chirurgia non potrà essere inferiore al numero complessivo dei laureati nell’anno accademico precedente nei corrispondenti corsi di laurea.

Ma non finiscono qui le novità. L’articolo 7, al fine di semplificare e agevolare percorsi orientativi, formativi e didattici, istituisce una piattaforma informatica di corsi online e gratuiti aperti su larga scala denominata MOOC.

E ancora, all’articolo 8 si spiega che le procedure di iscrizione alle università dovranno essere effettuateesclusivamente per via telematica, così come la verbalizzazione e la registrazione degli esiti degli esami, di profitto e di laurea, sostenuti dagli studenti.

Spazio, infine, anche per la laurea abilitante affrontata dall’articolo 11, che rivede modalità e tempistiche sia della formazione medica di base che del tirocinio pratico.

Giovanni Rodriquez

02 agosto 2019
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