SIDMI alla Stato-Regioni: valorizzare leadership infermieristica

Il delicato periodo vissuto in piena emergenza Covid-19 ha messo in luce la competenza nella presa in carico di nuovi bisogni e la flessibilità nel mettersi a disposizione con immediatezza dei professionisti sanitari coinvolti nell’assistenza diretta, ma anche quella dei “registi”, coloro che a livello organizzativo hanno garantito continuità e risposte nuove, efficaci ed efficienti e una costante attenzione alla sicurezza dei colleghi impegnati in prima linea. Su questa scia alle Regioni arriva l’appello della SIDMI – Società Italiana per la Direzione e il Management delle professioni Infermieristiche – per rivendicare ruolo e funzioni della dirigenza delle professioni infermieristiche e sanitarie.

Dirigenza professioni sanitarie, Cavaliere: servono almeno altri 3000 posti

Bruno Cavaliere, presidente della società scientifica SIDMI

Sviluppare e diffondere in maniera capillare delle linee di indirizzo nazionali utili a definire e consolidare il ruolo di governo delle Direzioni delle professioni Infermieristiche e delle Direzioni delle Professioni Sanitarie (D.P.S.).

È questo uno degli obiettivi che la SIDMI – Società Italiana tecnico scientifica per la Direzione e il Management delle Professioni Infermieristiche – ha in cima alla lista e per questo lancia un appello: È necessario valorizzare e riconoscere il ruolo e la funzione dei Dirigenti delle Professioni Infermieristiche e Sanitarie. Così il Presidente SIDMIBruno Cavaliere, al Presidente della Conferenza Stato Regioni e delle Provincie Autonome Stefano Bonaccini e al Coordinatore Commissione Salute Conferenza stato-Regioni, Luigi Genesio Icardi.

Questi professionisti – si legge nella nota SIDMI – sono stati presenti e parte attiva in rete ed in team multi professionali e interdisciplinari, fortemente integrati nelle unità di crisi a livello regionale e locale affiancando le Direzioni strategiche, Sanitarie e Dipartimentali nella presa di decisioni e nelle scelte di riorganizzazione e definizione di nuovi percorsi. Queste scelte, come si è ampiamente dimostrato, hanno fatto la differenza. Hanno reso le organizzazioni più resilienti.

Insomma, hanno dimostrato che l’Italia e il suo Servizio Sanitario Nazionale ha bisogno di Dirigenti delle Professioni Infermieristiche e Sanitarie stabilmente assunti all’interno del sistema sanitario pubblico e privato, anche perché ad oggi i Dirigenti delle Professioni Sanitarie sono circa 400 su tutto il territorio nazionale. Con questi numeri – continua la SIDMI – non si garantisce il corretto funzionamento di queste strutture.

Da qui la necessità di urgenti investimenti per almeno altri 3000 posti di dirigente delle professioni infermieristiche e sanitarie da impiegare a più livelli organizzativi gestionali e clinici per garantire continuità ai servizi già istituiti, e l’apertura là dove non è ancora stata attivata nessuna Direzione delle professioni Infermieristiche e sanitarie.

La Società Italiana tecnico scientifica per la Direzione e il Management delle Professioni Infermieristiche – conclude il presidente Cavaliere – si rende fin d’ora disponibile a contribuire allo sviluppo di Linee di indirizzo Nazionali. In particolare, per le D.P.S. la società scientifica intende aprire un confronto ed una proficua collaborazione con le altre professioni sanitarie per integrare e valorizzare il loro contributo all’interno del sistema organizzativo e del processo strategico della Direzione delle Professioni Sanitarie in una logica di integrazione e di multi professionalità nelle risposte socio-sanitarie da garantire ai cittadini. Dovrà essere messa in evidenza la fondamentale alleanza con le professioni mediche e i farmacisti, in un ottica nuova ed innovativa, unica strada per riformare sostanzialmente il Nostro Servizio Socio Sanitario.

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